SIMON TOYNE.
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SOLOMON CREED.
Parte 2.
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Titolo originale: Solomon Creed. 2015.
Traduzione di Giuliano Acunzoli.
2017. HarperCollins Italia, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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LIBRO SESTO.
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Estratto da: RICCHEZZA E REDENZIONE. LA NASCITA DI UNA CITT.
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Memorie del Reverendo Jack "King" Cassidy.
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Il sangue era fresco.
Imbrattava il fondo sabbioso di una buca bassa e larga
scavata nello strato di stoppie disseccate prodotte dai
mesquite e nel terreno compatto subito sotto. Vicino c'era
un'altra buca e poco oltre un'altra ancora. Attorno alle buche
si vedeva del terriccio pi chiaro, come se un cane si
fosse messo a scavare qua e l in cerca di un osso nascosto
tempo prima.
Scesi di sella, conscio che il mio mulo sentiva la fatica
della nostra lunga marcia e aveva immediato bisogno di
acqua e di riposo. Lo legai al ramo basso di un mesquite,
tolsi la sella e la posai a terra, liberando il povero animale
del suo peso, poi continuai a piedi, cercando l'uomo che
doveva trovarsi nei paraggi.
Le stoppie scricchiolavano sotto i miei stivali mentre
seguivo la traccia costituita dalle buche, alcune delle quali
erano profonde poco pi di una spanna. Sangue annerito e
rappreso ne striava le pareti e molte recavano i segni di dita
umane, rivelando cos la terribile disperazione di chiunque
le avesse scavate.
Trovai l'uomo a qualche distanza dal carro, il volto
premuto a terra, il corpo inerte con la sola eccezione della
mano destra orribilmente graffiata, con la quale continuava
a grattare il terreno come se fosse la sola parte di lui ancora
viva. Nella mano sinistra, invece, stringeva un foglio di
carta piegato con cura, ma sporco del sangue che imbrattava
le dita straziate.
Sedetti accanto a lui, poi mi sporsi in avanti. Il mio
fiato sollev uno sbuffo di polvere quando lo chiamai con
il nome che avevo visto inciso sul baule trovato prima sulla
strada: Eldridge. Speravo che la familiarit del suo cognome
e il suono di una voce umana bastassero a strapparlo
dall'abisso di desolazione in cui si dibatteva. Ma la follia
indotta dalla stanchezza e dalla pena era tale che non parve
neppure sentirmi n, tantomeno, mi guard.
Presi la borraccia e, con cautela, gli versai un po' d'acqua
sulla nuca. L'unica sua reazione fu grattare il terreno
con ancora pi forza, ma poi una parola usc gracchiando
dalla sua gola inaridita: Acqua.
Allora ne versai altra sulla guancia, vicino alla bocca,
tenendo la mia mano a coppa sotto per catturare ogni goccia
e posargli poi il palmo bagnato sulla fronte. Ardeva di
febbre, ma sussurr qualcosa. Il diavolo li stava inseguendo,
ripet pi volte, li braccava da giorni e dovevano trovare
l'acqua, poich la sola cosa che Lucifero temeva era
proprio l'acqua.
Provai a rassicurarlo dicendogli che l'unica creatura
che lo seguiva ero io, ma questo lo agit a dismisura. Strisciando
sulla nuda terra, raggiunse il tronco contorto di un
giovane mesquite, al quale si aggrapp con tutte le sue forze
per poi guardarmi con occhi spiritati. Allora capii che,
nel delirio indotto dalla febbre, si era convinto, che, siccome
lo seguivo, dovevo essere io Lucifero.
Alzai la borraccia e mi versai un po' d'acqua sul viso,
catturando le gocce con la lingua per dimostrargli che non
le temevo. Gli dissi che avrei cercato la fonte che entrambi
sapevamo essere l vicino, per poi condurvelo non appena
l'avessi trovata.
Lo lasciai con la mia borraccia all'ombra degli alberi
e seguii il terreno fino al punto pi basso, sperando di trovare
erba verde che indicasse il punto in cui sgorgava la
fonte. Sapevo che se Eldridge non beveva subito, avrebbe
presto seguito lo stesso destino della sua famiglia. Ma la
morte, forse, sarebbe stata il vero sollievo. Mi imbattei in
una buca pi profonda delle altre che, forse in primavera,
conteneva acqua fresca ma che adesso era colma di stoppie
di mesquite. Le spostai comunque, sperando che sotto
vi fosse del fango, ma il fondo della buca era arido come
la cima. Continuai ad aggirarmi intorno per molto tempo,
spostando rocce e stoppie, assicurandomi di aver verificato
qualunque indizio che potesse indicare la presenza di acqua
in quel terreno desolato.
Il caldo era soffocante e persino all'ombra soffrivo le
vertigini indotte dalla fatica e dalla sete. Pi volte mi rimproverai
per la foga con cui avevo inseguito il carro, poich
mi ero dimostrato imprudente, accecato dalla prospettiva
di un po' di compagnia e dalla certezza di trovare presto
dell'acqua fresca. Adesso per mi rendevo conto che, se la
fonte si era prosciugata, Eldridge e la sua famiglia non sarebbero
stati gli unici a esalare l'ultimo respiro tra quegli
alberi. Eppure sapevo che doveva esserci dell'acqua, poich
altrimenti non vi sarebbe stata neppure la vegetazione, solo
che non riuscivo a trovarla. Fu allora che mi resi conto di
non aver ancora guardato in un punto e un brivido di terrore
mi attravers da capo a piedi.
Tornai indietro, oltrepassando Eldridge e il mulo legato
al cespuglio fino a raggiungere il carro, immobile nella
calura con il suo carico di mosche e di cadaveri.
Mi coprii il naso con un fazzoletto nel tentativo di filtrare
l'aria putrida, ma non fece alcuna differenza. Allora
provai a respirare con la bocca, scoprendo per di sentire
il sapore acre e dolciastro della morte. Tornai a respirare
col naso e aggirai il carro. Poco oltre, il terreno precipitava
in un crepaccio coperto di vegetazione ancora verde e
mi diressi l, sperando di lasciarmi alle spalle quell'odore
rivoltante. E invece, pi mi avvicinavo e pi il lezzo peggiorava.
Sembrava quasi che i miasmi si fossero raccolti tutti
in quel crepaccio. Non riuscivo a respirare per quant'erano
forti, ma scesi comunque tra i cespugli e allora capii perch
l'odore della morte era cos intenso.
...
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Capitolo 41.
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Hector Rodriguez Alvarado - El Diablo alle sue spalle, Papa
Tio quando lo guardavi negli occhi - sedeva al centro di
una scrivania semicircolare che ricordava un po' una focaccina
a cui qualcuno aveva dato un morso. Davanti a lui
spiccava una serie di schermi LCD, sette in tutto, uno per
ogni peccato capitale che, in quel momento, mostravano:
un grafico dell'andamento della Borsa, una stazione TV
dell'Arizona e un articolo pubblicato sul sito di Forbes che
analizzava in dettaglio il modo in cui le sue attivit legali
lo facevano rientrare anche quell'anno nell'elenco di Fortune
500. Gli altri schermi mostravano fotografie ingrandite
che non sarebbero sfigurate a una mostra di arte moderna:
un tatuaggio blu sul braccio di un cadavere, un elenco
di numeri romani, una pistola, un albino con un marchio
rosso sulla spalla e un teschio annerito sotto la pioggia con
una placca metallica che riluceva debolmente sull'osso. Selezion
quella foto, clicc su Stampa e poi tir indietro la
sedia, alzandosi lentamente.
Le ginocchia scrocchiarono quando si raddrizz.
Inarc la schiena per alleviare la tensione, poi raggiunse
la stampante con un passo alquanto rigido. Mentre aspettava
che finisse di stampare la foto su un normale foglio
di carta, apr un cassetto del mobiletto sottostante e prese
uno dei molti cellulari che conteneva. Lo accese, poi guard
fuori dalla finestra attraverso le fessure delle imposte,
lasciando correre lo sguardo sul cortile.
Il suo compound sorgeva in cima a una ripida collina
nella Sierra Madre, a cinquanta miglia dalla frontiera americana.
Una posizione che rendeva impossibile avvicinarsi
senza venir individuati, quindi difenderlo era un gioco da
ragazzi. Per contro, il vento lo batteva notte e giorno, coprendo
inevitabilmente ogni cosa con un dito di polvere. In
quel momento era cos teso da sibilare, infilandosi ovunque
e provocando tanti di quegli scricchioli da far sembrare
l'intero complesso infestato dai fantasmi. Vi aveva trascorso
gli ultimi otto anni di vita, una vita diventata assai
complicata da quando, un brutto giorno, la disattenzione
l'aveva spedito in una cella da cui era uscito solo elargendo
bustarelle a destra e a manca. Da allora conduceva un'esistenza
molto ritirata nel suo rifugio ultraprotetto. In teoria
era libero. In pratica viveva come se fosse ancora in una
lurida galera.
Si volt e osserv la sala ampia come un doppio garage
e avvolta nella penombra che era diventata il suo
mondo, con gli schermi che fungevano da occhi e orecchie
sul mondo vero, quello esterno. Si sofferm sul canale TV
dell'Arizona che ancora trasmetteva in diretta dal deserto.
Un colpo di fortuna aveva salvato quella gente. La pioggia
scrosciava e colonne di vapore si levavano dal terreno bruciato.
Facce sorridenti e annerite salutavano la telecamera:
suo figlio era morto e quei vermi osavano sorridere. Aveva
una gran voglia di ammazzarli come cani a uno a uno.
La stampante tacque e lui prese la foto, guardando le
cavit oculari del teschio. Ricordava bene l'odio che riempiva
quegli occhi l'ultima volta che aveva visto Ramon. Era
stato qualche mese prima e stavano litigando per qualcosa
che adesso non riusciva neppure a ricordare. Si chiese cosa
avesse detto a suo figlio, ma poi lasci perdere. Tanto, si
trattava senz'altro di qualcosa di rabbioso. Ma un tempo
era stato diverso: tra lui e Ramon c'era stato vero affetto
fino a quando, a diciassette anni, i suoi nemici l'avevano
pestato cos selvaggiamente da dovergli innestare quella
placca nel cranio per salvarlo. Da l era nata una dipendenza
dagli antidolorifici, mutata con il tempo in schiavit nei
confronti dell'eroina. Ramon attribuiva a lui la colpa di tutto,
e per ottime ragioni. Se non fosse stato suo figlio, nessuno
avrebbe cercato di ucciderlo. E adesso era morto, proprio
come le sorelle. Tutti i suoi figli erano morti.
Controll la batteria e la ricezione del segnale, lanci
un'ultima occhiata alla sala che per otto anni era stata la
sua prigione e il suo rifugio, poi premette l'interruttore generale
sulla parete. I sette schermi si spensero e le facce
felici dei superstiti dell'incendio, svanirono. Era cos dannatamente
facile: premi un interruttore e la gente scompare.
Lui poteva farlo anche nella vita vera, l'aveva fatto molte
volte restando l seduto, guardandoli morire su uno schermo
LCD. Ma adesso aveva in mente qualcosa di diverso.
Non gli bastava dare ordini e aspettare i risultati perch
stavolta il suo ultimo figlio, l'unico maschio, era stato ucciso.
Spettava a lui vendicare di persona gli Alvarado.
Prese il suo cappello da cowboy Western Express dal
gancio alla parete, poi estrasse dal taschino della camicia
gli occhiali da sole dalle lenti multicolori come una chiazza
d'olio sull'acqua. Li infil, apr la porta e usc.
La luce del sole sembrava radioattiva dopo le ore trascorse
nella penombra. Anche il caldo si faceva brutalmente
sentire, come se il mondo stesse per prendere fuoco.
Sorrise a quel pensiero e procedette spedito attraverso il
compound. Due dei suoi uomini emersero dall'ombra e si
avvicinarono, facendo una grande scena mentre controllavano
i dintorni con le dita sul grilletto dei loro mitra M60.
Prendete la macchina e mettete nel bagagliaio tutte le
taniche di carburante che potete ordin.
I due si guardarono perplessi, poi uno di loro si avvi
di corsa verso un edificio mentre l'altro rest vicino a
lui, pronto a difenderlo da intrusi che non potevano esserci
vista la piccola armata che pattugliava continuamente il
perimetro a cui si aggiungevano i campi minati e le mine
antiuomo Claymore piazzate lungo la strada.
Aveva provato per anni a generare altri figli. Dio solo
sapeva se non si era scopato tante di quelle putas da mettere
su una dinastia, ma proprio questo gli aveva affibbiato un
colpo micidiale. Le donne che si fotteva fin da ragazzo venivano
tutte dalla strada, proprio come lui. La loro giovent,
il loro corpo, non erano altro che una forma di valuta e,
come le banconote, venivano presto insozzate dalle troppe
mani che le maneggiavano. Si era preso malattie veneree di
ogni tipo e all'inizio lo raccontava con orgoglio, poich dimostravano
che era un macho. Aveva anche tre figli, un'altra
prova della sua virilit. Poteva bastare cos, si era detto.
Aveva un erede a cui lasciare il suo impero e un vero uomo
non poteva chiedere di pi.
Solo molti anni dopo, quando la relazione con Ramon
si era inacidita, aveva visto una splendida ragazza a un festival
di musica pop alla TV. Si era comprato il suo cuore a
suon di regali e di contratti, ma solo per scoprire che quel
ciclo continuo di malattia e cura l'aveva reso sterile. E adesso,
anche i tre figli generati in giovent erano morti. Non
aveva discendenti. Il suo nome sarebbe scomparso insieme
a lui.
Aspetta qui disse al suo tirapiedi, per poi aprire la
porta slavata dal sole del vecchio fienile facendo gemere i
cardini vecchi e arrugginiti.
L'interno era buio, l'aria stantia e pregna dell'odore di
polvere e petrolio. Il sole che filtrava dalle assi di legno inchiodate
alle finestre rendeva il caldo soffocante e illuminava
due figure inginocchiate. Una spessa corda appesa al
soffitto li tratteneva per i polsi, costringendoli ad alzare le
braccia sulle teste chine. Sembrava quasi che implorassero
Dio per un perdono che non avrebbero mai ottenuto. I loro
vestiti erano ridotti a stracci, con il sangue che impregnava
ci che restava dei pantaloni e delle camicie. I volti di due
giovani donne li scrutavano dall'alto come angeli nel buio,
foto ingrandite che accentuavano la loro somiglianza con
il padre.
Tio si tolse gli occhiali e batt gli occhi per abituarli
all'oscurit, poi entr rasentando le pareti e tenendosi,
per il momento, lontano dai due uomini. Il tetto di lamiera
scricchiolava al sole, rovesciando tanto di quel caldo nel
fienile da far pensare che qualcuno gli avesse dato fuoco.
Ragazzi, si soffoca qui disse nell'oscurit, prendendo
un fusto da venti litri da uno scaffale. Ma lasciate che
vi dica una cosa aggiunse, svitando il tappo e raggiungendo
la parete pi lontana. L'inferno sar ancora pi caldo.
Pos il fusto a terra e lo rovesci col piede.
Un fiotto di carburante si allarg sul pavimento, impregnando
l'aria di vapori tossici. Un gemito si lev dal
centro del fienile, seguito da profondi, ansanti respiri che
tradivano un panico insostenibile e risuonavano umidi e
soffocati. Con il naso spaccato e il nastro adesivo attorno
alla bocca era difficile tirare il fiato.
Hai sentito l'odore? chiese Tio, prendendo un'altra
tanica e svitando il tappo.
Il respiro ansante divenne pi rapido. Uno dei due uomini
aveva alzato la testa e lo guardava con un occhio solo
perch l'altro era talmente tumefatto da restare chiuso. Il
secondo prigioniero, invece, non si muoveva. Forse era gi
morto. Buon per lui.
Tio allung il passo verso il centro del fienile e rovesci
il carburante sul prigioniero ancora vivo, che url sotto
il bavaglio e prese a dimenarsi. Ma un nuovo urlo gli
sfugg, un grido di indicibile dolore: forse, una delle costole
rotte gli aveva forato il polmone o qualcosa del genere. Tio
gli vers altro carburante sulla testa, poi irror perbene anche
il suo compare che ancora non si muoveva. Per fortuna,
il prigioniero sveglio lo divertiva a sufficienza. Era andato
in iperventilazione, lo guardava con occhi sbarrati e continuava
ad agitarsi, ignorando il dolore provocato da ogni
movimento.
Fin di svuotare il fusto, poi lo scagli contro l'uomo
inerte, ottenendo un lieve grugnito. Soddisfatto, arretr
sorridendo. Quindi non era ancora morto, dopotutto. L'altro
prigioniero, per contro, si agitava in preda al panico e
Tio lo guard, godendosi quei patetici tentativi di liberarsi,
conscio del dolore che doveva provare visto che gli aveva
fracassato di persona parecchie costole. Alla fine si arrese e
si ferm: sangue e muco gli colavano dal naso. Sapeva cosa
stava per succedere, sapeva di essere sul punto di morire.
Tu sei Raoul, giusto? gli chiese. L'uomo annu. Sai
cosa  successo a Ramon dopo che l'hai lasciato all'aeroporto,
Raoul? Sai cosa  successo dopo che tu l'hai messo su
quel vecchio aereo per poi chiamare il figlio di puttana che
ti ha promesso soldi, donne o qualunque altra fottuta cosa
che adesso ti condanna a questa morte orribile?
Raoul scosse vigorosamente la testa, gli occhi spalancati
e imploranti. Un lungo gemito usc da sotto il nastro
adesivo che gli chiudeva la bocca.
Come dici? Fammi indovinare: non sei stato tu a vendere
mio figlio, vero?
Il respiro di Raoul acceler ancora mentre annuiva.
Ne sei sicuro? gli chiese, estraendo dalla tasca un
pacchetto di fiammiferi per poi scuoterlo piano.
Raoul sobbalz come se una scossa elettrica l'avesse attraversato.
Diede un poderoso strattone alla corda, tagliandosi
i polsi e facendo cadere una manciata di graniglia dal
tetto. Tio estrasse il cellulare dalla tasca, tocc un'icona, poi
selezion un numero di telefono dall'elenco. Raoul piangeva
adesso, un suono ansante e lamentoso che ricordava un
po' il guaito di un cane. Lui avanz e gli strapp il nastro
adesivo dalla bocca. Vuoi dire qualcosa, Raoul? Vuoi dirmi
qualcosa? Gett via il nastro adesivo insanguinato, poi
premette Chiama.
Raoul si riemp i polmoni d'aria e scosse la testa piangendo.
Nonsonostatoio gemette, e le labbra orribilmente
gonfie resero quelle parole una soltanto. Nonhofattonulla.
Tio mise il cellulare sul vivavoce. Lo giuri, Raoul? Il
trillo del telefono dall'altra parte della linea echeggi nel
silenzio. Lo giuri sulla testa di tua madre?
Bueno? rispose una donna.
Mamma! grid Raoul non appena la sent, ma Tio
aveva gi chiuso la chiamata.
Raoul si accasci singhiozzando, il corpo scosso da fitte
lancinanti, lo spirito spezzato. Tio infil il cellulare in
tasca, apr la scatolina e prese un singolo fiammifero.
Tu credi nel paradiso, Raoul? gli domand, accendendo
il fiammifero. Brill nella penombra come una stella.
Raoul alz la testa e lo guard. Poi annu piano.
Fai bene disse Tio, rigirandosi tra le dita il fiammifero
acceso e guardando la fiamma crescere. Ma se credi nel
paradiso, allora devi credere anche nell'inferno.
Con questo lanci il fiammifero che vol a mezz'aria
prima di cadere. Raoul chiuse gli occhi, aspettandosi la
vampata che l'avrebbe avvolto e non vide che il fiammifero,
invece, atterr in una pozza di carburante, sfrigol e poi si
spense con un sibilo appena percettibile.
Toh, ma guarda un po' comment Tio, inclinando la
testa e studiando lo scheletro del fiammifero che galleggiava
nella pozza. Un miracolo. Forse, Dio ti ha risparmiato
perch tu possa pentirti.
Raul riapr gli occhi, respirando a bocconi, la bocca
spalancata e il sangue che colava. E Tio rise, una lunga, crudele
risata che echeggi tra le pareti del fienile.  gasolio,
idiota. Non si pu incendiare il gasolio con un fiammifero.
Prima devi scaldarlo o pressurizzarlo, in modo che produca
vapore. Poi, per, brucia benissimo. Con questo si volt
e punt verso gli scaffali, rovistando tra le casse che li
riempivano, come se cercasse qualcosa. Un'altra cosa che
funziona bene  una torcia. Il rumore di plastica lacerata
echeggi nel buio e Tio si volt con un rotolo di carta da
cucina tra le mani. Secondo me, questa baster.
La srotol in parte, poi la strapp, attorcigliandola e
infilandola nel tubo di cartone. Il rotolo sembrava adesso
una grossa candela. Il gasolio brucia lento ma costante,
non come la benzina che crea una vampata, ti esplode in
faccia e dopo un po' si spegne. Brucer pian piano tutto ci
che deve e alla fine non lascer nulla se non un mucchio di
cenere.
Si chin e immerse lo stoppino nella pozza, rigirandolo
con calma in modo che il carburante lo impregnasse.
Se vuoi liberarti di qualcuno e non lasciare tracce, te lo
consiglio vivamente. Ah, questo  kerosene per aerei. Per
tua informazione,  una sorta di gasolio raffinato.
Raoul era andato di nuovo in iperventilazione ed
emetteva dei rantoli orribili. Non sono stato io riusc a
dire. Nonhofattonulla.
Tio appoggi il rotolo di carta da cucina nella pozza
di kerosene, tenendolo diritto mentre accendeva un altro
fiammifero. Sai una cosa? gli disse, dando fuoco allo
stoppino. Voglio crederti. Per questo non far una visita
a tua madre.
Mosse un passo indietro e contempl la fiamma gialla
divorare lo stoppino e incendiare il rotolo. Poi raggiunse le
fotografie delle figlie, le stacc dai ganci e le appoggi accanto
alla porta. Infine torn indietro, afferr altri due fusti
e usc con un nuovo, cupo cigolio. Li pos a terra, prese le
foto e chiuse.
I due gorilla lo stavano aspettando accanto a un Explorer
bianco con il motore acceso. Uno si mise al volante,
mentre l'altro rest davanti alla portiera aperta del lato passeggero,
il dito sul grilletto dell'M60, gli occhi puntati sulle
colline, come un imbecille.
Un urlo disumano echeggi dal fienile e il tirapiedi
si volt. Fumo nero cominciava a filtrare da sotto la porta,
ma Tio non lo vide. Stava guardando per l'ultima volta gli
edifici che erano il centro del suo vasto impero, un mostro
finanziario che ogni anno gli fruttava pi soldi del PIL di
una nazione di medie dimensioni. C'erano volute una vita
per realizzarlo e centinaia di morti per difenderlo. Tutta
fatica sprecata. Viveva ancora in una casa non molto pi
grossa di quella in cui era nato e il suo pensiero and alle
facce sorridenti viste in TV. Gente che, per i suoi parametri,
non aveva nulla, nulla tranne le loro vite, le loro case e la loro libert.
Dove andiamo, capo? chiese l'autista.
America replic lui, salendo sull'Explorer. Il Paese della libert disse. Il Paese di Redemption.
...
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...
Capitolo 42.
...
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...
L'odore pungente della stanza degli interrogatori invest
Holly non appena Donny McGee apr la porta. Le indic
una sedia, quella riservata ai sospettati. Le gambe metalliche
grattarono il pavimento quando lei la tir indietro. Si
sedette e gli occhi si posarono sullo schienale della sedia
opposta, ordinatamente sistemata sotto il tavolo fissato a terra.
Vuole qualcosa, signora?
S. Voglio rilasciare la mia dichiarazione e tornare a
casa.
Mi riferivo a una tazza di caff, un bicchier d'acqua o
qualcosa del genere.
No, grazie.
Bene. Resti seduta e non si agiti. Qualcuno verr presto
da lei. Con questo chiuse la porta e Holly vide che non
c'era la maniglia all'interno.
Si volt e pos le mani sul tavolo metallico pieno di
graffi. Era freddo al tatto. Sentiva dei rumori al di l della
porta, passi pesanti e qualcuno che parlava. Ma tutti restavano
lontani. Nessuno stava venendo da lei.
Sospirando, pos lo sguardo sulle pareti grigie. In alto
c'era una finestrella dotata di sbarre da cui entrava la luce
del giorno. Una videocamera nell'angolo, tra la parete e il
soffitto, riprendeva tutto ci che accadeva l dentro.
Non poteva far altro che aspettare.
Anche Morgan e Cassidy non potevano far altro che
aspettare.
Si trovavano nell'ufficio dello sceriffo, Morgan seduto
alla scrivania sulla vecchia e gloriosa sedia, Cassidy in
piedi che camminava avanti e indietro. Morgan si sentiva
calmo e perfettamente sicuro di s, anche se le mani bruciavano
sotto le bende. Lanci un'occhiata allo schermo del
computer che mostrava le riprese della videocamera nella
stanza degli interrogatori. Holly Coronado pareva cos piccola
nell'immagine. Piccola, sola e tagliata fuori dal mondo.
Era bello vederla cos.
Cosa facciamo se non funziona? chiese Cassidy.
Quell'idiota lo stava facendo impazzire a furia di agitarsi.
Se non funziona, passiamo al piano B.
E quale sarebbe?
Perch prima non vediamo se funziona il piano A?
gli rispose, guardando il cellulare sulla scrivania. Non appena
sar tutto finito, lo sapremo. E lo stesso vale per Tio.
Poi, vedremo come si mettono le cose.
E se quel Solomon Creed non avesse nulla a che fare
con tutto questo?
Te l'ho detto, a Tio non importa. Era l, per sua sfortuna,
ed  legato a James Coronado. Indic lo schermo e
aggiunse: Inoltre stava parlando con la vedova per nulla
allegra e quindi, comunque tu la voglia mettere, sar meglio
per noi farlo sparire. Un problema di meno, no?  come
l'incendio: fino a un'ora fa era il nostro problema pi immediato
e l'abbiamo risolto. Adesso il problema  quel tizio e
lo stiamo risolvendo. Forse baster a placare Tio, forse no.
Affronteremo la questione se e quando si presenter.
Il telefono sulla scrivania suon, facendo sobbalzare Cassidy.
Cerca di controllarti ringhi Morgan, alzando il ricevitore.
Annu, poi premette un tasto. Ehi Pete, c' qui
anche Erny. Ti ho passato al vivavoce.
Grazie, ma non ho nulla da riferirvi disse una voce
arida come la sabbia del deserto. Non ho trovato niente. Se
Jim aveva quei fascicoli, non li teneva in casa.
Morgan e Cassidy si scambiarono un'occhiata. Ecco un
altro problema da risolvere. Dove sei adesso?
Sono tornato al ranch appena l'incendio si  spento.
Tutto bene da quelle parti?
S. Qualche cavallo imbizzarrito, ma nulla di grave.
Le fiamme sono rimaste al di l del canale di drenaggio,
ma Ellie si  spaventata parecchio.
Hai sentito di Bobby Gallagher?
S. Poveraccio. Non verr a dirti che mi dispiace, perch
almeno non ronzer pi attorno alla mia piccola, ma
dopotutto era innocuo. Ha fatto una fine orribile che non
auguro a nessuno. Ma adesso dimmi del forestiero di cui
mi parlava Erny.  tutto sotto controllo?
Morgan si sfreg la radice del naso. Ovviamente, alla
fine tutti si rivolgevano a lui. Il suo sguardo and alla foto
di Nathaniel Priddy che lo osservava dalla parete degli
sceriffi. Si era chiesto quanto Priddy venisse apprezzato
a quei tempi per il contributo che dava allo sviluppo della
citt. Meno di quanto meritasse, era pronto a scommetterci.
Gli avevano intitolato la stazione di polizia, ma almeno
una ventina di altri edifici, pubblici e non, recavano il
nome dei Cassidy a caratteri cubitali. Cos andava il mondo:
i poveracci facevano il lavoro sporco e i potenti si prendevano
la gloria. E nulla sarebbe mai cambiato, a meno di
non mettere in piedi una bella rivoluzione.
S, non preoccuparti. Ci vediamo. Riagganci senza
aspettare la risposta, gi sapendo che Tucker si sarebbe incazzato
vedendosi sbattere il telefono in faccia. Proprio per
questo l'aveva fatto.
Cassidy sbuff e si volt, riprendendo a camminare.
Morgan invece si appoggi allo schienale della sedia.
La verit era che non aveva alcun bisogno del piano B perch
il piano A stava funzionando a meraviglia. Creed costituiva
una variabile impazzita, ma presto sarebbe stato
sistemato. Holly Coronado era furiosa, ma non la riteneva
cos in gamba da creargli dei problemi, anche se gli aveva
sparato. No, era Tio l'unico elemento di cui preoccuparsi.
Cassidy e il vecchio Tucker se la facevano sotto all'idea che
stesse arrivando in citt, ma non lui. Lo aspettava. Contava
solo sul suo arrivo.
Il cellulare vibr sulla scrivania. Cassidy si ferm e lo
guard. Morgan lesse il messaggio e si accigli.
Com' andata? chiese Cassidy.
Non c' pi gli rispose Morgan.
Cassidy annu. Bene.  fatta, allora.
No disse Morgan. Intendevo dire che  sparito.
Creed non era in casa. Lo abbiamo ancora tra i piedi.
...
.
...
Capitolo 43.
...
.
...
Solomon si inoltr nel deserto umido di pioggia, grato a
Holly per gli scarponi che lo proteggevano dal terreno sassoso
e pieno di spine. Ovunque si vedevano i segni lasciati
dal forte temporale, lunghe striature nella polvere che si
snodavano tra le asperit del terreno come se migliaia di
serpenti fossero passati tutti insieme. Il sole del pomeriggio
cominciava a farsi largo tra le nuvole e la luce si faceva
sempre pi intensa. Presto il caldo sarebbe diventato insopportabile.
Gi la camicia gli si appiccicava alla schiena, ma
non si tolse la giacca n rallent il passo.
Puntava a nordovest, verso i cumuli di detriti lasciati
dalla miniera. Voleva dirigersi a nord, dove sorgeva il ranch
dei Tucker, ma era troppo lontano per raggiungerlo a
piedi anche perch, in mezzo, c'era l'aerodromo. Vedeva gli
aerei parcheggiati in strane combinazioni di epoche e modelli
e vedeva la recinzione. Per arrivare al ranch doveva
aggirarla, cosa che allungava la strada ancora di pi.
Prese dalla tasca il tubetto quasi vuoto e si spalm un
po' di crema solare sul collo, sulle orecchie e sulla faccia.
Era unta e dava una sensazione sgradevole, ma la spalm
lo stesso. Pens che era stato un peccato aver lasciato quel
brutto cappellino nell'auto di Morgan. Mise via il tubetto
e prese un paio di occhiali da sole trovati a casa di Holly.
Anche quelli dovevano appartenere a James Coronado e,
mentre li infilava, riflett che adesso, non solo camminava
con le scarpe di un altro, ma guardava anche il mondo attraverso i suoi occhiali.
Continu a camminare, restando lontano dalle case e
cercando di tenersi nascosto il pi possibile fino a quando
raggiunse la strada e la recinzione della miniera. Non c'erano
segni di vita, solo edifici abbandonati. Intravide l'entrata
del tunnel tra due grandi cumuli di detriti e alz gli
occhiali per osservarla meglio. Accanto c'erano dei bidoni
accatastati e poco oltre un camion con il cassone carico di
tubi. Ma le ruote sgonfie rivelavano che non si muoveva
da chiss quanto e i bidoni avevano la base arrugginita.
Sembrava pi una messinscena che la prova di un'attivit
produttiva. Da qualche parte, per, veniva il ronzio di un
macchinario funzionante, basso e ritmico, forse una pompa.
Sembrava provenire dal sottosuolo ma non poteva essere
lontano o non cos lontano com'era logico aspettarsi in
una miniera di rame sfruttata da almeno un secolo.
L'unica cosa in perfetto stato era la recinzione. La rete
non mostrava un filo di ruggine e le telecamere sui pali
avevano tutte la spia rossa accesa. Il resto era andato in malora.
Adesso capiva perch il fondo lasciato da Jack Cassidy
alla citt era cos importante. Anche ammettendo che fosse
operativa, quella miniera non produceva abbastanza da
pagare la bolletta della luce della chiesa. Solomon continu
lungo la strada e, quando la rete termin, vide ci che stava cercando.
Il maneggio distava qualche centinaio di metri dalla
strada e i cavalli scorrazzavano nei corral. Anche se l'incendio
e il temporale erano gi passati, sembravano nervosi
come se un lupo si aggirasse nei paraggi. Trottavano
in cerchio come un lento tornado, battendo gli zoccoli sul
terreno, sbuffando e scuotendo le teste. Procurarsene uno
costituiva il solo modo per raggiungere il ranch dei Tucker,
visto che era senza macchina e salire su quelle trappole gli
dava la nausea. Chiss se sapeva guidare. E chiss se sapeva cavalcare, si chiese divertito.
Be', c'era un solo modo per scoprirlo. Lasci la strada e
tagli attraverso il deserto, puntando verso un ingresso ad
arco realizzato con pali e assi di legno sul quale spiccava la
scritta Sam's Livery Yard. Le lettere erano composte da coste
di saguaro inchiodate alla meglio e due scuderie si aprivano
sui recinti. Accanto a una di esse spiccavano un carro
da pionieri e una diligenza tipica del West. Sul telone del
carro era stato dipinto il nome del maneggio e subito sotto,
in un'orribile combinazione che rovinava senza rimedio
la poesia dei vecchi tempi, l'indirizzo del sito web su cui
informarsi o prenotare. Poco oltre c'era un polveroso parcheggio
con un vecchio camioncino ammaccato, cosa che
indicava la presenza di qualcuno.
Solomon osserv il maneggio in cerca della gente che
vi stava lavorando e fu allora che vide la bambina.
Non poteva avere pi di sei o sette anni, ma i suoi abiti
e la sua immobilit la facevano sembrare una donna adulta
in miniatura. Era in piedi accanto al corral pi lontano,
sul lato che dava verso il deserto e lo guardava tenendo le
mani giunte davanti a s come se stesse pregando. Aveva
i capelli candidi e la pelle bianco latte proprio come lui e i
loro sguardi restarono incatenati per un attimo, anche se il
volto della bambina veniva messo in ombra da una cuffia
di stile ottocentesco. Poi l'apparizione si volt e se ne and,
camminando lungo il corral a testa china come se cercasse
qualcosa. I cavalli nitrirono e fuggirono terrorizzati quando
pass, ma lei non ci fece caso. Solomon la guard avanzare
fino alla stalla, poi sparire dietro l'angolo. Si volt e
vide un uomo intento a guardarlo.
Lei pu vederla, vero? Era appoggiato all'asse pi
alta dello steccato, con il cappello da cowboy alzato sulla
fronte e un lazo tra le mani protette dai guanti da lavoro.
Solomon si volt verso la stalla, cercando la bambina,
ma non la vide. Che cosa ha perso? domand.
Ah, non sono mai riuscito ad avvicinarmi tanto da
poterglielo chiedere. La maggior parte dei turisti non la
vede, ma i loro figli a volte s. E anche i loro cani. La gente
che lavora qui la vede sempre, per, forse perch ci siamo
abituati a lei o viceversa. I cavalli nei recinti ne hanno paura.
 strano vederla a quest'ora, sa? In genere compare la
sera, quando c' poca luce, oggi invece splendeva come una
lampadina. Tutti la chiamano Molly.
Il suo cognome era Eldridge disse Solomon.
Il cowboy annu. L'ho gi sentito dire afferm, inclinando
un po' la testa e studiandolo attentamente. Ehi, ma
lei  per caso il tizio che ha portato il temporale?
 questo che dicono di me? replic lui, sorridendo.
A quanto pare... Il cowboy annu gravemente, come
se le cose cominciassero ad avere un senso. Bene, posso
fare qualcosa per lei?
Mi serve un cavallo.
Allora  venuto nel posto giusto. Preferenze?
Solomon guard i cavalli che si muovevano in branco
nei recinti: un mix di Quarter Horse, Arabi e Palomino. La
sua mente gli suggeriva subito la razza di ogni cavallo che
vedeva, come se fosse scritta da qualche parte sul mantello.
Si avvicin al recinto e tese la mano. Un Palomino si avvicin,
l'annus, poi sbuff e trott via.
Probabilmente sentono l'odore del fumo che ha addosso
spieg il cowboy. Si sono molto spaventati per l'incendio.
Ho sudato sette camicie per evitare che abbattessero
lo steccato e fuggissero nel deserto.
Solomon prese a muoversi attorno al corral, ma tutti
i cavalli si allontanavano prima che lui riuscisse ad avvicinarsi.
Poi, con la coda dell'occhio, intravide qualcosa di
bianco muoversi. Si volt, aspettandosi di ritrovarsi davanti
la bambina e invece vide un cavallo rinchiuso da solo in un
recinto. Non appena lo guard, il cavallo scosse la criniera
e si avvicin. Era un American Saddlebred dal mantello
candido, possente e vigoroso, alto forse un metro e ottanta.
Un magnifico esemplare.
Stia attento con quello disse il cowboy.  mezzo selvatico.
Inoltre non posso darglielo.
Come si chiama? chiese Solomon, avvicinandosi invece
di allontanarsi.
Sirio, anche se tutti lo chiamano Serio perch accudirlo
 sempre una faccenda dannatamente seria. Appartiene
al sindaco, anche se non lo cavalca mai. Lascia a me il
compito di tenerlo in esercizio e io devo capire se  disposto
a farsi montare oppure no, poi lo porto in giro nel deserto.
Ma non mi piace e non mi fido di lui, cosa che suppongo sia
reciproca. Mi ha disarcionato un sacco di volte e ho lividi e
cicatrici dappertutto.
Solomon raggiunse lo steccato e tese la mano. Vieni,
Sirio mormor. Il cavallo allarg le frogie nere, chin la
testa e mosse verso di lui.
Che mi venga un colpo borbott il cowboy. Mai visto
quella bestia fare nulla del genere.
Mentre lo stallone si avvicinava, Solomon studi i muscoli
e i duri tendini che spiccavano sotto il mantello. Sentiva
la potenza di quel cavallo, era un fulmine in carne e
ossa. La sua mente prese a speculare sul nome.
Sirio. La stella pi luminosa del cielo notturno. Venerata
come una divinit nell'antica Persia. A volte incarnata in uno
stallone bianco chiamato Tishtrya, il dio della pioggia e della fertilit.
Il cavallo si ferm davanti allo steccato e abbass il
muso verso il palmo di Solomon.
Forse sei stato tu a portare il temporale, non io.
Gli pass la mano sul muso, poi carezz la guancia.
Lo stallone si avvicin ancora, mettendo la testa fuori dallo
steccato e inclinandola per sfregarla contro la testa di Solomon.
Ma guarda un po'... Stupefatto, il cowboy tir indietro
il cappello fin quasi a farlo cadere sulle spalle, poi si fece
una bella risata. Certo che voi due sembrate fatti l'uno per
l'altro! Siete uguali. Uno non sa dove finisce Sirio e dove
inizia Mr. Creed!
Solomon si volt verso di lui e lo guard con attenzione.
Era un fascio di muscoli, ma flessibile e leggero come il
lazo che teneva in mano, con la pelle irruvidita dal sole che
lo faceva apparire pi vecchio di quanto in realt non fosse.
Lei come si chiama? gli chiese.
Io? Marty.
Marty, perch non me lo presta per un po'? Penser io
a fargli fare esercizio e lei si risparmier la fatica.
Il cowboy sorrise e scosse la testa. Mi piacerebbe, ma
come le ho detto appartiene al sindaco. Ne ho un altro bianco,
se le piace il colore disse con una nuova risata, indicando
il recinto centrale. Un Palomino grigio. Ottimo cavallo.
Le faccio un buon prezzo.
Non volevo farmi una cavalcata, ma Sirio mi piace.
Perch non chiama Cassidy e gli chiede se me lo presta?
Marty lo guard stupefatto. Vuole che chiami il sindaco?
S. Gli dica che Solomon Creed chiede cortesemente
in prestito Sirio per un paio d'ore.
Il cowboy si pass la mano sulla fronte come per asciugarsi
il sudore, poi si riaggiust il cappello. Okay. Il suo
numero  in ufficio. Adesso vado e lo chiamo.
Io e Cassidy abbiamo un accordo ment Solomon.
Ma gli serviva un cavallo e non aveva soldi.
Marty guard Sirio e poi Solomon. Va bene. Ma non
se la prenda con me se la risposta  no.
Si volt e attravers il cortile del maneggio, per poi entrare
in una baracca di legno tappezzata di poster che promettevano
emozionanti cavalcate stile vecchio West.
Lo stallone sbuff e fece un passo indietro, scuotendo
la testa e allontanando la mano di Solomon che sorrise
all'imponente animale, tutto muscoli e agilit. Come
vuoi gli disse poi. Vediamo un po' se so cavalcare.
Marty si sfil i guanti, sedette al computer e, con calma,
un tasto alla volta, digit sindaco Cassidy sulla tastiera
per aprire la sua scheda, poi prese il telefono e chiam. Si
volt verso la finestra e vide che Molly era comparsa un'altra
volta di fianco all'abbeveratoio. Guardava verso il punto
in cui aveva lasciato Mr. Creed. Marty era sorpreso perch
lei guardava sempre a terra e questa era la prima volta che
le vedeva alzare il volto, ma in quel momento Cassidy rispose.
S?
Erny, sono Marty del Sam's Livery.
Marty? Cassidy suon stranamente sollevato. Salve,
Marty, cosa c'?
Mi spiace molto disturbarla, Erny, signore... ma c'
qui quel Mr. Creed che chiede se gli pu prestare Sirio. Sa
lo stallone bianco che...
Solomon Creed?  al maneggio?
S,  qui.
Riesci a trattenerlo?
Certo. Devo sellargli il cavallo, quindi posso tirare in
lungo fino a quando... Oh no!
Che succede?
 lui! Marty si sporse in avanti con tanta foga da
sbattere la falda del cappello contro il vetro della finestra.
Ha preso Sirio! Stupefatto, guard cavallo e cavaliere galoppare
attraverso i corral e lanciarsi sulla pista che si inoltrava
nel deserto.
Credevo avessi detto che non  sellato.
Difatti non lo . Non credeva ai suoi occhi. Come
poteva tenersi in equilibrio aggrappandosi alla criniera del
cavallo? Creed cavalca a pelo. E senza briglie!
...
.
...
Capitolo 44.
...
.
...
Cassidy chiuse la chiamata e guard Morgan. Mi ha rubato il cavallo!
Chi?
Solomon Creed.
Cosa? E perch l'avrebbe fatto?
Come faccio a saperlo?
Ma... Cosa pu farsene di un cavallo?
Non lo so! Fuggire?'
Cassidy guard fuori dalla finestra. L'ufficio di Morgan
dava sulla piazza, quindi non vedeva molto a parte la
chiesa e le montagne sullo sfondo. E adesso cosa diciamo
a Tio? Creed doveva essere... Si volt e abbass la voce.
Doveva essere la nostra offerta!
Un sorriso di scherno pieg le labbra dello sceriffo.
Be', almeno hai cambiato musica. Prima ti tormentavi con
l'idea che stessimo per giustiziare un innocente, adesso per
il fatto che non potremo consegnarlo a Tio. Sono quasi felice
che ti abbia rubato il cavallo.
A Cassidy non era mai piaciuto Morgan. Fin da piccolo
mostrava quel vago disprezzo, quell'irritante superiorit
che la divisa, insieme all'autorit che rappresentava, non
aveva fatto altro che accentuare. Ma in quel momento lo
detestava con tutto se stesso. Era colpa sua se si ritrovavano
in quel guaio. Lui era saltato fuori con la proposta di ricevere
i carichi dal Messico per dare ossigeno alle disastrate
finanze cittadine. Lui aveva portato il cartello a Redemption.
E sempre lui aveva accettato di portare illegalmente
il figlio di Tio negli Stati Uniti senza parlarne con nessuno.
Per colpa sua rischiavano di morire tutti e adesso lo prendeva
in giro?
Insomma, cosa facciamo?
Lo arrestiamo. Morgan si alz dalla sedia e prese
il telefono. Non andr lontano, vedrai. Premette un tasto
e attese che qualcuno rispondesse. Rollins, sono Morgan.
Manda un ordine di cattura a tutte le unit. Il nome
 Solomon Creed.  stato visto cinque minuti fa al Sam's
Livery, dove ha rubato un cavallo bianco fuggendo presumibilmente
nel deserto. Diede una breve descrizione, poi
appese. Meglio chiamare anche l'aerodromo e chiedere se
possono far alzare un elicottero; Salveremo di nuovo la situazione,
vedrai.
Cassidy scosse la testa. E pensare che nessuno doveva
sapere di lui.
Lo sceriffo fece spallucce. Di questi tempi bisogna
essere flessibili. Cominci a comporre il numero a memoria,
ma si ferm quando il cellulare prese a vibrare sulla
scrivania. Guard Cassidy, pos il ricevitore, poi guard il
display. Numero sconosciuto.
Afferr il cellulare e accett la chiamata. Pronto?
disse. Tir il fiato, poi annu. Okay. Pos l'apparecchio
sulla scrivania e torn a guardare Cassidy. Era Tio.
Lui? E cosa dice?
Che sta venendo qui.
Cassidy sent la stanza diventare gelida. Qui?
E dove altro?
Ma perch sta venendo qui?
Tu che cosa pensi?
Non si sposta mai! Perch deve venire qui? Che cos'ha
in mente?
Il cellulare vibr di nuovo, stavolta per un messaggio.
Morgan l'apr, lo lesse, poi volt l'apparecchio in modo che
lo leggesse anche Cassidy. Ecco cos'ha in mente gli disse.
Ha deciso di spostarsi perch debiti come questi si incassano di persona.
Cassidy infil gli occhiali e, socchiudendo gli occhi, lesse le due parole del messaggio.
El Rey.
Il paese dov'era nato Tio.
Il paese che l'aveva tradito pagando poi il prezzo pi alto.
Il paese che non esisteva pi.
...
.
...
Capitolo 45.
...
.
...
Tio guard il messaggio partire, poi torn a osservare l'arido
altipiano che stavano attraversando. Il vecchio Tio,
l'uomo che da otto anni viveva nel compound sulla collina,
non avrebbe mai mandato quel messaggio. Quello era
un uomo cauto, prudente, attento a evitare i rischi inutili e
con la mente sempre rivolta al futuro. Pos lo sguardo sul
sedile, dove aveva appoggiato le foto incorniciate delle sue
bambine e quella stampata su carta del teschio bruciato di
suo figlio. Non esisteva pi un futuro, non per lui. Accosta
ordin e la Jeep si ferm accanto alla strada sollevando
una nuvola di polvere. Scendete.
I due gorilla si guardarono, poi aprirono le portiere.
Tio chiuse l'app dei messaggi e ne apr un'altra. Il display
divenne nero, al centro un semplice pulsante rosso.
Digit la password: carlosmariasofia, i secondi nomi dei suoi
figli morti. Poi scese a sua volta.
Il pi alto dei due gorilla fece qualche passo avanti
per proteggerlo, il dito sul grilletto dell'M60, lo sguardo attento.
Si chiamava Miguel. Suo padre era al cimitero e cos
mandava regolarmente dei soldi alla madre, Maria Luisa,
permettendole di vivere in un bel bungalow sulla costa di
Baja California. L'altro gorilla si chiamava Enrique, detto
el cerdo, il maiale, perch mangiava come un porco e ne
aveva persino l'aspetto.
Guardate indietro ordin Tio e loro obbedirono anche
se parevano incerti su ci che dovessero vedere.
Tio riusciva a malapena a distinguere gli edifici del
compound appollaiati in cima alla collina a tre miglia di
distanza. Sembravano cos piccoli da lontano e insignificanti
ed era cos che dovevano apparire perch qualcosa di
pi grandioso avrebbe attirato l'attenzione. Guard la colonna
di fumo nero che saliva da uno degli edifici, poi alz
il cellulare, diede un'ultima occhiata e premette il pulsante rosso.
Si ud un tuono tanto poderoso da scuotere la terra,
poi il compound esplose in un inferno di fuoco e di fiamme
che lo cancell all'istante.
Miguel e Cerdo alzarono i mitra e si avvicinarono a
Tio mentre una seconda serie di esplosioni faceva tremare
il deserto. L'intera cima della collina si dissolse in una nuvola
di polvere e rocce. Tio aspett che la polvere si posasse,
in modo da accertarsi che fosse tutto sparito. Il suo mondo,
dove aveva vissuto per otto lunghi anni, era stato spazzato
via in un attimo premendo qualcosa che non era nemmeno
un vero pulsante. Ecco come finiva il suo passato.
Disse solo: Andiamo, mentre saliva in macchina.
Ripartirono subito, seguendo le indicazioni per la Carretera
Federal 15D, l'autostrada che li avrebbe portati al confine con l'Arizona.
Tio non si volt mai pi per guardare ci che si era lasciato alle spalle.
...
.
...
Capitolo 46.
...
.
...
Holly usc dalla stazione di polizia Nathaniel Priddy e si
avvi sotto il sole, provando una gran voglia di picchiare
qualcuno. No, non qualcuno: Morgan.
L'avevano tenuta nella stanza degli interrogatori per
quasi un'ora prima che un timido ragazzotto in uniforme
facesse capolino dalla porta per dirle che era tutto okay e
che poteva andare. Lo sceriffo non si era neppure fatto vedere.
Procedette di fretta lungo la strada, spinta da una
rabbia ribollente. Non andava in citt dalla morte di Jim,
perch il solo pensiero di affrontare gli sguardi compassionevoli
della gente le dava la nausea. Ma adesso non le
importava. N dava peso all'avvertimento neppure troppo
velato lanciato da Morgan e dai suoi accoliti: se vuoi vivere
tranquilla, stai fuori dai piedi e tieni la bocca chiusa. Purtroppo,
lei intendeva fare esattamente l'opposto.
Nell'ospedale regnava una strana euforia quando entr
nell'asettica reception. Ricordava un po' l'atmosfera da
ferie incombenti, con dottori e infermieri che parlottavano
in gruppo scambiandosi sorrisi e pacche sulle spalle. Celebravano
la vittoria sull'incendio. L'infermiera dietro il
banco sembrava persino pi allegra degli altri, ma mut
espressione non appena si volt e la riconobbe.
Cosa devo firmare per richiedere una copia del rapporto
del medico legale? le chiese, notando la compassione
che le riemp lo sguardo.
Un attimo, prego le rispose, prendendo il telefono e
premendo un tasto. Il tono suonava un po' come poveretta,
ti capisco, ma perch ti tormenti cos?
Holly si volt mentre l'infermiera parlava con un dottore.
Odiava il fatto che i tragici fatti della sua vita fossero
di dominio pubblico. Non aveva neppure dato il suo nome
dal momento che l'infermiera sapeva gi a che rapporto si
riferiva. Due paramedici uscirono da una porta e si inoltrarono
nella reception, preceduti dalle loro risate. Le faceva uno
strano effetto vedere la gente ridere in un ospedale. L'ultima
volta che era finita l sanguinava copiosamente per l'aborto
spontaneo e l'odore che vi aleggiava la riportava sempre agli
ultimi, terribili mesi vissuti da sua madre. Era tornata a St.
Louis apposta per assisterti, respirando ogni giorno quell'odore
di disinfettante mentre vedeva il cancro consumarla
fino a ridurla pelle e ossa. Aveva solo sessantasette anni.
I suoi genitori erano gi piuttosto anziani quando l'avevano
messa al mondo, cogliendo l'ultima possibilit di
crearsi una vera famiglia dopo decenni dedicati solo alla
carriera. Erano i pi vecchi ad aspettarla all'uscita da scuola,
i pi vecchi alla cerimonia di consegna della laurea e i
primi a morire. Suo padre, avvocato penalista, aveva settantasei
anni quando il cuore lo aveva tradito dopo una vita
dedicata al lavoro e sostenuta a suon di caff e sigarette.
Mrs. Coronado? Holly si volt e vide un uomo in camice
bianco porgerle una busta color paglia. Ecco la copia
del rapporto del medico legale sulla morte di suo marito
disse. Ho pensato che sarebbe venuta a chiederla e cos la
tenevo pronta.
Holly guard la targhetta identificativa sul camice.
Grazie, dottor Palmer disse, accigliandosi quando si rese
conto della situazione. Che cosa le ha fatto pensare che
l'avrei richiesta?
Stamani ho conosciuto un tizio molto strano. Si chiama
Solomon Creed e voleva vedere il rapporto del medico
legale. Gli ho detto che solo i parenti possono richiederne
una copia e, visto che stava cercando lei, mi sono detto che,
se fosse riuscito a trovarla, gliene avrebbe parlato e lei sarebbe
venuta. Difatti, eccola qui.
S. Prese la busta e infil un'unghia sotto il risvolto
che la chiudeva. Eccomi qui.
Ho dato un'occhiata. Spero non le dispiaccia riprese
il dottore mentre lei apriva la busta. Gli esami tossicologici
erano negativi e i valori alcolici nel sangue trascurabili.
Suo marito non aveva bevuto. Deve aver avuto un colpo di
sonno o magari ha sterzato bruscamente per evitare qualcosa.
Mostra un trauma cerebrale compatibile con un incidente
d'auto, ma non ha altre fratture, n lesioni agli organi
interni. Ha avuto una terribile sfortuna. Mi spiace, signora.
Spero che questo possa aiutarla in qualche modo.
Lei pieg il rapporto e lo infil di nuovo nella busta.
Grazie, dottor Palmer. Suppongo che siate sempre molto
occupati e apprezzo il tempo che mi ha dedicato.
Affrontare la morte di una persona amata  dura per
tutti e superare il trauma pu rivelarsi difficile. Ma conoscere
i motivi, i dettagli, pu contribuire parecchio ad accettare
l'accaduto. Non rialza il morale, no, ma aiuta. Ah,
ho pensato che volesse anche questa disse, porgendole
un'altra busta su cui spiccava l'adesivo del dipartimento di
polizia e subito sotto un codice da archivio. Contiene ci
che suo marito aveva in tasca quando  arrivato qui.
Holly prese la busta e sent qualcosa di solido all'interno.
Grazie disse di nuovo.  stato molto gentile.
Un pianto inarrestabile montava dentro di lei, salut e
se ne and prima che le lacrime cominciassero a scendere
e quel dottore cos comprensivo si sentisse costretto a consolarla.
Era esattamente il motivo per cui restava chiusa in
casa. Non voleva la piet della gente.
Usc dal portone principale, praticamente fuggendo
dall'atmosfera allegra e asettica dell'ospedale. Fuori, il caldo
si stava facendo insopportabile e attravers il parcheggio
fino a fermarsi all'ombra di un albero di mesquite. Qui
ruppe il sigillo che chiudeva la busta e rovesci il contenuto
sulla mano. L'oggetto solido che sentiva erano le chiavi della
macchina di Jim. C'era anche la chiave di casa e grosse
lacrime le riempirono gli occhi pensando che non l'avrebbe
usata mai pi. La busta conteneva anche venti dollari in
banconote, qualche moneta e una ricevuta con un numero
stampato e una scritta che diceva: La sua richiesta  stata approvata
e i documenti sono a sua disposizione.
Si asciug le lacrime e guard l'intestazione. Era una
ricevuta dell'archivio cittadino. Lo studio di Jim era cosparso
di documenti simili fin da quando aveva cominciato a
scrivere il suo libro. Il tagliando all'estremit della ricevuta
non era stato strappato, quindi lui non aveva mai ritirato
quel plico.
Controll l'ora, poi guard lungo la strada verso la palazzina
che ospitava l'archivio. Era ancora aperto, ma doveva
sbrigarsi. Abbandon la fresca ombra gettata dal mesquite e
si avvi sotto il sole implacabile. Non aveva la minima voglia
di tornare a casa. Anzi, cominciava seriamente a pensare
di non tornarci mai pi. Era contaminata adesso, violata,
insozzata. Loro ci erano entrati, distruggendola: l'ultimo atto
di un sopruso che aveva fatto a pezzi la sua vita.
...
.
...
Capitolo 47.
...
.
...
Nel momento stesso in cui era montato a cavallo, Solomon
aveva saputo di poterlo cavalcare. Lo sentiva sotto di
s come un'estensione del proprio corpo e gli era bastato
puntare lo sguardo sul deserto perch Sirio prendesse a galoppare
in quella direzione. Non riusciva a immaginare la
presenza di una sella tra di loro, sarebbe stata una barriera
inutile come un'asse di legno tra due ballerini di tango. Perch
cos si sentiva, come se stessero danzando, danzando
a tutta velocit attraverso la distesa incenerita dall'incendio,
con gli zoccoli che battevano ritmicamente sul terreno
come per rianimarlo e ridargli nuova vita.
Anche se significava allungare la strada, si tenne lontano
dalla recinzione dell'aerodromo perch sapeva che
Morgan lo stava cercando. Ma il temporale aveva inzuppato
il terreno e questo significava galoppare senza sollevare
polvere. Non c'era pi vegetazione dietro cui nascondersi,
solo monconi di saguaro e le pozze scure create dalla polpa
esplosa per il calore delle fiamme. Lui ne sentiva gli aromi,
l'odore affumicato di materia organica arrostita con un dolce
accenno di putrefazione gi in corso. Anche le mosche
lo sentivano e si affollavano sui resti di quei cactus imponenti
e sugli animali sorpresi dalle fiamme, raccogliendosi
in nubi nerastre che ricordavano la cenere piovuta poco
prima e in abbondanza. Solo che stavolta la cenere era viva.
Raggiunse il limite del terreno bruciato e guard gi
nell'ampio letto scavato nei millenni da un fiume stagionale.
Ancora adesso vi scorreva l'acqua, un torrente impetuoso
che scendeva serpeggiando tra le rocce alimentato dalla
pioggia caduta sulle montagne. Sulla sponda opposta, nel
terreno fangoso, gi si notavano le tracce lasciate dagli animali
venuti ad abbeverarsi. Alle prime gocce, l'istinto aveva
detto loro che il fiume sarebbe risorto, anche se per breve
tempo. Dalla sua parte, invece, non c'era alcuna traccia,
ogni segno di vita era stato cancellato dall'incendio.
Spazi con lo sguardo al di l del torrente e, in lontananza,
vide un mulino a vento, con le piccole pale sulla
sommit che ruotavano dolcemente nella brezza.
Il Tucker Ranch.
Un avvoltoio volteggiava sopra di lui, con le grandi ali
nere che si stagliavano come una croce contro il cielo limpido.
Non le muoveva neppure, gli bastava tendere al massimo
le lunghe penne primarie, che sembravano dita e che
usava per governare il volo. Si abbass lentamente, inclin
il capo per osservarlo, poi risal e punt verso nordest, la
stessa direzione in cui era diretto Solomon.
Sirio torn ad avanzare, facendosi tranquillamente
strada lungo la sponda scoscesa fino alla riva del torrente.
Solomon smont, si accovacci, un le mani a coppa, poi le
immerse nel fiume e bevve l'acqua che sapeva di ozono e
terriccio ed era rossa e calda come il sangue. Anche lo stallone
bevve, toccando gentilmente Solomon con la zampa
per assicurarsi che non andasse via.
Quando il cavallo fin di abbeverarsi, risal in groppa e
guadarono il torrente, per poi inerpicarsi sulla sponda opposta
e avviarsi al trotto verso la lontana torre del mulino
a vento. Presto giunsero in vista delle strutture esterne del
ranch, dapprima le staccionate che delimitavano il terreno,
poi gli ampi recinti dei corral. I cavalli chiusi all'interno
non si agitarono, nulla sembrava muoversi in quel luogo,
tranne le pale del mulino e l'avvoltoio che compiva i suoi
lenti giri sopra gli edifici.
Non sembrava esserci nessuno e Solomon si chiese se
Tucker e i suoi dipendenti si trovassero ai confini della citt
per festeggiare con gli altri cittadini di Redemption la fine
dell'incendio. Poteva anche darsi che fossero in giro a ispezionare
i danni alla propriet. Si augurava solo che non lo
stessero tenendo d'occhio da dietro il mirino di un fucile puntato.
Sirio continu ad avanzare al passo fino al cortile interno,
su cui si affacciavano le scuderie, il fienile e la casa.
Solomon sentiva il cigolio delle pale del mulino, ma furono
di nuovo gli odori a catturare la sua attenzione. Legno bruciato.
Sterco. E qualcosa di pi fresco, dolciastro, metallico.
Lo stallone sbuff e scosse la testa quando lo sent anche
lui e Solomon cap perch l'avvoltoio volteggiava sul ranch
invece di cercarsi un pasto tra le stoppie riarse al di l del
torrente, piene di piccoli animali morti. L doveva esserci
ci che pi stuzzicava il suo istinto, il richiamo irresistibile
per il suo semplice cervello di cacciatore di carogne: l'odore
di sangue fresco appena rappreso.
...
.
...
Capitolo 48.
...
.
...
I sobbalzi della Jeep strapparono Tio dai suoi pensieri
quando lasciarono la strada e imboccarono uno sterrato
che puntava verso ovest fino a perdersi all'orizzonte. Stava
ricordando suo padre e il tugurio imbiancato a calce con il
tetto di lamiera rossa in cui era cresciuto. Verso sera sedevano
insieme, all'ombra, dopo un giorno intero trascorso
nei campi di papavero nascosti sulle montagne. Suo padre
era un gomero, un coltivatore d'oppio, come i suoi zii e tutti
coloro che conosceva. Arava il campo, irrigava il raccolto e,
al momento opportuno, incideva il pericarpo con un rasoio
per poi raccogliere con cura il denso lattice che ne usciva
fino ad ammassarne abbastanza da venderlo agli intermediari
che battevano la zona. Gente spietata e disonesta che
truffava tutti sul prezzo. Tutti tranne suo padre che non
cedeva mai e aveva insegnato ai suoi figli che ogni dollaro
a cui rinunciavi era un dollaro che finiva nelle tasche altrui
e che bisognava sempre sentirsi orgogliosi di se stessi, del
proprio lavoro e soprattutto della propria famiglia.
Guard fuori dal finestrino, verso i pali allineati in
lontananza che scorrevano via man mano che la Jeep procedeva.
Sentinelle di legno che non potevano nulla contro
il flusso di merci e di persone diretto verso nord. Quello
sterrato correva parallelo alla frontiera americana, la pi attraversata
al mondo: trecentocinquanta milioni di persone
all'anno, ed erano solo gli attraversamenti legali.
Una volta diventato presidente, George W. Bush aveva
promesso di erigere una barriera lungo il confine con
il Messico. Ma il costo del progetto, tre milioni di dollari
ogni miglio moltiplicati per le duemila miglia del confine,
lo aveva costretto a rivedere i piani. Alla fine, gli americani
erano riusciti a realizzare circa seicento miglia di reti
e posti di controllo, tutti a spese dei contribuenti, prima
che il progetto esaurisse i fondi e l'amministrazione Obama
lo chiudesse. Le restanti millequattrocento miglia venivano
controllate con quei pali, ognuno dotato di telecamera
e visori infrarossi per avvertire la Guardia Nazionale
o le pattuglie di frontiera di qualunque attraversamento
illegale, giorno e notte. Ma quel muro virtuale aveva un
punto debole: la manutenzione. Tio pagava uno stuolo di
informatori per sapere quali tratti venivano disattivati per
consentire i lavori. Un'altra lezione appresa da suo padre: il
valore delle informazioni.
Una volta, mentre aspettavano l'intermediario che doveva
acquistare i loro pani d'oppio neri e appiccicosi, suo
padre aveva detto: Se vuoi vincere, devi informarti. Se disponi
delle informazioni giuste, terrai tutti in pugno.
Ed era vero. Il motivo per cui la spuntava sempre nelle
trattative era che si prendeva il tempo necessario per
parlare con gli altri coltivatori, scoprendo quanto avevano
prodotto e che prezzo intendevano chiedere. Sapeva che la
domanda di eroina restava costante, mentre la produzione
soffriva di alti e bassi e, quindi, rinunciava a vendere fino
a quando gli altri, meno dediti di lui al lavoro o con campi
pi piccoli, esaurivano le scorte. Allora offriva il suo oppio
al prezzo massimo, sfruttando le informazioni che aveva.
Gli intermediari protestavano, lo accusavano di derubarli
nel momento del bisogno ma, alla fine, pagavano perch
una materia prima costosa era sempre meglio di niente
e l'esborso extra sarebbe stato recuperato aumentando il
prezzo finale. In questo modo, nessuno di loro ci perdeva.
Cos ragionava suo padre, ma c'era una pecca in quel ragionamento
e lui aveva imparato anche da quell'errore. E di
tutte le lezioni che aveva appreso da suo padre, quella era
stata la pi importante... e la pi dolorosa.
Devo fermarmi alla casa, capo? chiese Miguel dal
sedile del conducente.
Due piccoli fienili e una casupola col tetto di lamiera si
ergevano poco pi avanti. Un tempo era una fattoria dotata
di una preziosa cabina di pompaggio.
Fai il giro e fermati sul lato in ombra, vicino al mulino
a vento.
La porta della casa si apr quando la Jeep si avvicin
e ne usc un uomo con la pelle scura e raggrinzita dal sole
Lampeggia ordin Tio. Due volte, rapido, poi tieni i
fari accesi per un po'.
Miguel obbed, l'uomo si volt e rientr in casa, chiudendosi
la porta alle spalle. Tio ricordava quanto caldo poteva
fare in un tugurio dal tetto di lamiera come quello, con
il metallo che irradiava all'interno il calore del sole rendendo
l'aria cos bollente da riuscire a malapena a respirare.
Lui e i suoi fratelli dovevano sempre rientrare in casa quando
arrivava l'intermediario. Sono cose da uomini diceva
suo padre, ma anche voi dovete imparare, poich presto
diventerete grandi. Quindi ascoltate ma non parlate. Non
voglio sentire il minimo rumore.
Nessuno dei suoi fratelli era arrivato a compiere sedici
anni. Le febbri ne avevano uccisi due e Ramon, il pi grande,
il fratello che si chiamava come suo figlio, era stato
falciato dai proiettili insieme a suo padre. Lui aveva appreso
una preziosa lezione anche dalla loro tragica fine.
Qui. Fermati qui ordin e la Jeep parcheggi all'ombra
della casupola, proprio davanti alla cabina di pompaggio
sotto il mulino a vento.
Cerdo scese, spianando l'M60 con l'aria di un fottuto
agente segreto. Tio scese a sua volta, senza aspettare Miguel.
Raggiunse la porta della cabina di pompaggio e l'apr,
inondando di sole il piccolo spazio.
Scaricate le taniche e datemi le chiavi ordin, entrando
nella cabina di pompaggio e spostando di lato una
grossa cassa di polistirolo che nascondeva una botola. Miguel
gli porse le chiavi e lui le prese, per poi uscire e andare
verso la casupola.
L'uomo apr la porta prima che lui la raggiungesse, fissandolo
dall'interno buio e bollente come chi ti guarda dal
fondo dell'inferno. Tio sent la puzza del suo sudore, tanto
acuta da permeare la casupola s'tessa.
Me sabes, eh? gli domand.
L'uomo annu con un unico, secco cenno del capo,
sempre guardandolo con gli occhi acquosi. Il timore che li
riempiva chiar subito che s, sapeva esattamente chi aveva
davanti.
Tomas las llaves y vayansa gli disse, porgendogli le
chiavi. Nunca te vuelves. Nunca! Entiende?
L'uomo annu di nuovo. Prese le chiavi della Jeep e rientr
per un attimo, lasciando la porta aperta. Non c'era
quasi nulla nella casupola, giusto un tavolo, due sedie e la
branda contro la sudicia parete, oltre a un fornello sul quale
spiccava un vecchio bricco da caff. In un angolo, un bidone
pieno di rami e stoppie di mesquite forniva un po' di
calore durante le fredde notti del deserto.
L'uomo ricomparve un attimo pi tardi stringendo la
consunta sacca di tela in cui aveva infilato il suo iPad, l'unico
segno tangibile dei soldi che percepiva come guardiano
del tunnel. Pass accanto a Tio senza proferir parola e punt
dritto verso la Jeep.
Miguel e Cerdo si voltarono quando lo sentirono arrivare,
in mano le taniche piene prelevate al compound. Miguel
lanci un'occhiata a Tio, chiedendo ordini. Lui scosse
la testa e guard il piccolo uomo impolverato salire in macchina,
aggiustare il sedile e poi avviare il motore. Fece retromarcia,
comp un ampio giro e part lungo lo sterrato da
cui loro erano arrivati. Da anni viveva in quell'ex fattoria al
confine americano, ma era bastato un suo ordine per mandarlo
via per sempre. C'era qualcosa di solenne nel potere.
Solenne e liberatorio.
Nunca te vuelves. Nunca!
Non tornare pi. Mai pi.
Rientr nella cabina di pompaggio e apr la botola. Le
luci si accesero automaticamente, illuminando le pareti di
nudo cemento di un grande montacarichi. La piattaforma,
azionata da un sistema idraulico, poteva trasportare quasi
una tonnellata di merci. Miguel vi sal e Cerdo cominci a
passargli le taniche appena scaricate.
Tio invece usc, lasciando correre lo sguardo su quella
terra che gli apparteneva molto pi di quanto appartenesse
al governo messicano. Era il suo regno e lo governava
come un re, ma stranamente si sentiva pi libero adesso di
quanto si fosse mai sentito negli anni passati. Ricord una
canzone che andava di moda quand'era ragazzo, qualcosa
che aveva a che fare con la libert. Potevi conoscerla solo se
non avevi pi nulla da perdere, diceva il ritornello e lui si
sentiva esattamente cos. Perdere suo figlio l'aveva liberato,
perch adesso non aveva pi nulla. Con un sospiro, contempl
per l'ultima volta il regno che non avrebbe pi rivisto.
Non tornare pi.
Dannatamente giusto.
Si volt, entr nella cabina di pompaggio e sal sul montacarichi, pronto a percorrere il tunnel che l'avrebbe portato in America.
...
.
...
Capitolo 49.
...
.
...
Solomon smont e ascolt gli scricchioli delle strutture del
ranch che si contraevano al sole del pomeriggio. Davanti a
lui si ergevano tre lunghi fienili e una grande casa, disposti
a quadrato attorno al cortile. Nulla si muoveva; dalle
finestre della casa, tutte con le tende aperte, vedeva gli interni
bui. All'esterno, nei punti pi esposti agli elementi, la
vernice bianca che copriva le assi delle pareti cominciava a
sfogliarsi, rivelando il legno sottostante.
Il battito di grosse ali ruppe il silenzio quando l'avvoltoio
si pos sul tetto della cabina di pompaggio in un
angolo del cortile. Una folata di vento agit le lunghe piume,
dando una poderosa spinta alle pale del mulino che
protestarono con un sofferto cigolio. L'avvoltoio pieg le ali
e inclin la testa di lato, come per indicare il fienile proprio
di fronte alla porta della casa.
S, lo sento anch'io mormor Solomon, puntando
verso l'ingresso del fienile. Le due grandi porte, socchiuse,
sembravano pendere dalle guide metalliche che le sorreggevano.
L'odore di sangue veniva dall'apertura tra di esse.
Le guard, poi si volt sentendo un tranquillo battito di
zoccoli. Sirio puntava verso un corral, spingendo i cavalli
che vi erano rinchiusi ad agitare la testa e a scartare
nervosamente di lato. L'odore dell'acqua e della biada esercitava
sullo stallone lo stesso richiamo che l'odore del sangue
esercitava su di lui e sull'avvoltoio.
Il sole cominciava a calare, perdendo un po' di vigore
e gettando una luce rossastra sul muro laterale del fienile,
come se il sangue che conteneva stesse lentamente permeando
le assi di legno con cui era costruito. Solomon si avvicin
e guard nella penombra attraverso la fessura tra le
porte. Dentro, sottili dita di luce attraversavano l'aria polverosa.
Venivano dai lucernari sul tetto e si infrangevano
sulle assi dei box per i cavalli, nei quali si intravedevano
delle mangiatoie. Sul lato opposto not un vecchio camioncino
azzurro che emanava un forte odore di olio per motori
e fieno. Lo stesso odore che aleggiava nello studio di James
Coronado. Chiunque avesse devastato la casa di Holly veniva
da quel ranch. Tucker, si disse. Fa parte della cricca come
diceva Holly.
Con un nuovo battito d'ali, l'avvoltoio si spost dalla
cabina di pompaggio a un sostegno pi vicino, attirato
dall'odore del sangue. Non sembrava temerlo affatto, come
se lo considerasse un suo simile.
 questo ci che sono?, si chiese Solomon. Un mangiatore
di carogne attirato dal lezzo della morte?
Fece un passo avanti e varc la fessura tra le porte, via
dalla luce, per addentrarsi nel buio.
L'odore del sangue era come una presenza fisica l
dentro, onnipresente come la penombra. Veniva dalla sua
destra, dove la luce dei lucernari non arrivava e il buio era
pressoch totale. Contempl l'oscurit per un istante, attento
a percepire i rumori pi lievi: il respiro di qualcuno nascosto
o magari il battito di un cuore che pompava sangue
carico di adrenalina in muscoli tesi e pronti ad attaccare.
Ma non sent nulla.
Afferr una porta e la spinse di lato per far entrare la
luce del giorno, poi mosse un altro passo e vide il corpo.
Era inginocchiato davanti alla parete pi lontana, le braccia
alzate, le mani legate da una lunga corda che passava attorno
a una trave del soffitto. Era a torso nudo, con la pelle
striata di sangue.
Il vecchio Tucker, suppongo mormor.
La porta sbatt quando raggiunse la fine della guida
metallica. Solomon fiss il ritratto della morte che aveva
davanti, attento sia alla sua stessa reazione sia ai dettagli
dell'omicidio. Sapeva di contemplare uno spettacolo orripilante
e tuttavia non si sentiva affatto impressionato.
Questo lo turb pi della fine terribile a cui era andato
incontro il vecchio Tucker. Che razza di uomo era per non
provare nulla davanti a tanta crudelt?
Dietro di lui, l'avvoltoio spicc il volo e si pos sul terreno.
Solomon lo sent saltellare e lo immagin mentre protendeva
il lungo collo e guardava nel fienile, ammirando
con occhi avidi la leccornia che gli aveva rivelato. Per un
attimo invidi l'esistenza pura e lineare del grosso volatile,
raffinata da milioni di anni di evoluzione che gli avevano
offerto tutte le armi per viverla in modo perfetto. Non
doveva pensare troppo per prendere una decisione. Sangue
significava cibo. Cibo significava vivere. Per lui, invece,
quel medesimo sangue rappresentava una complicazione
in pi. Non poteva interrogare Tucker, chiedergli perch
avesse frugato in casa di Holly e che cosa cercasse. Senza
dubbio il suo carnefice, chiunque fosse, aveva posto altre
domande. E quasi certamente aveva ottenuto delle risposte,
considerando le misere condizioni di quel corpo. Era
stato torturato prima di morire. In ben quattro punti della
schiena la pelle appariva tagliata e poi strappata a forza,
due lunghe strisce accanto alla spina dorsale e una su ogni
lato del collo. La macabra precisione dei tagli indicava che
l'autore possedeva una grande abilit con il coltello e una
notevole familiarit con la tortura.
La carne  pi sottile in quei punti, gli sussurr la mente.
Le terminazioni nervose sono pi vicine alla pelle e questo rende
la tortura molto pi dolorosa.
Si spost ed esamin il torace. L era stato inferto il
colpo mortale, una coltellata al cuore che aveva causato un
notevole getto di sangue visti gli schizzi che arrossavano la
paglia tutt'attorno. Era fresco e Solomon si chiese se l'assassino
si trovasse ancora nei paraggi. In quel momento sent
dei passi nel cortile, si volt e vide una ragazza camminare
verso di lui. In mano stringeva un grosso fucile da caccia.
...
.
...
Capitolo 50.
...
.
...
La piattaforma si ferm con un lieve sobbalzo contro i respingenti
di gomma e le luci si accesero nella prima parte
del tunnel. Si estendeva per circa un miglio verso nord ed
era costato due milioni di dollari, meno della barriera eretta
proprio per tener fuori i messicani. Tio aveva fatto costruire
novanta tunnel di quel genere lungo la parte occidentale
della frontiera, dalla Baja California al Texas, ognuno pagato
con i profitti del primo carico che vi era transitato. Scese
dal montacarichi e sal su uno dei carrelli usati per spostare
uomini e merci. Miguel e Cerdo posarono la sacca con le
armi e i fusti di carburante in un altro carrello, poi salirono
e Tio premette un pulsante per avviare i motori elettrici.
I carrelli presero ad avanzare sui binari, costringendo
Miguel e Cerdo a chinarsi perch la volta si abbassava non
appena lasciata l'area di carico. Tio sedette e si mise comodo.
Occorrevano circa dieci minuti per arrivare dall'altra
parte e cos chiuse gli occhi e si lasci cullare dalle lente
oscillazioni del carrello, ripensando al giorno in cui suo padre
e suo fratello erano morti.
Lui e Ramon erano in casa, perch l'intermediario stava
arrivando. Avevano sentito il rumore della sua auto, il
saluto al padre... e poi, all'improvviso, uno sparo cos forte
da far tremare i muri. Ramon era balzato subito in piedi,
afferrando il machete, precipitandosi fuori. Un altro sparo,
poi il silenzio.
Non avrebbe mai dimenticato quel silenzio cos assoluto
e pervasivo. Sembrava quasi che volesse ingoiare anche
lui. Ma poi, lo scatto di un fucile a pompa che veniva
ricaricato gli aveva fatto capire di essere solo, solo contro
un uomo intenzionato a ucciderlo. Suo padre non voleva
che la moglie fosse presente quando arrivava l'intermediario
e quindi la mandava sempre al mercato di El Rey.
Ricordava le lacrime che gli rigavano le guance, lacrime
di rabbia e di paura. Si mordeva il pugno per non singhiozzare,
perch sapeva che l'intermediario stava ascoltando
per capire dove fosse e le sottili pareti di legno della
casupola non l'avrebbero protetto da un fucile a pompa. Per
la prima volta in vita sua, si era reso conto che nessuno
poteva aiutarlo, che doveva difendersi da solo. Era ancora
Hector Rodriguez Alvarado, un-bambino a cui mancavano
due settimane per compiere otto anni.
Nonostante ci, aveva impugnato il coltello che gli era
stato regalato al suo settimo compleanno, perch stava diventando
un uomo e ogni uomo possedeva il suo coltello.
Ma in quel momento non si sentiva affatto un uomo, con
in bocca il sapore del sangue, per quanto forte si mordeva
il pugno, misto al sale delle lacrime. Poi, lo scricchiolio
di stivali sulla terra arida l'aveva scosso dallo shock. Si era
chiesto se poteva dimostrarsi pi veloce di Ramon. Con la
fantasia di un ragazzino, si vedeva correre fuori, cacciare
il coltello nella pancia di quella carogna e poi sparargli col
suo stesso fucile. La rabbia e la paura lo spingevano a considerare
l'idea, ma qualcosa dentro di lui lo tratteneva: la
consapevolezza di non poter mai sorprendere un assassino
come quello. Solo allora aveva capito che la porta veniva
tenuta sotto tiro. Era l'unico modo di entrare e uscire dalla
casa.
Quel medesimo istinto era tornato a ispirarlo quando
aveva sentito un altro passo sulla ghiaia. Se non si muoveva,
se non faceva nulla, l'intermediario sarebbe entrato
freddandolo all'istante. Non poteva lasciarsi dietro testimoni
e doveva sbrigarsi, perch c'erano due cadaveri davanti
alla casa e il rumore degli spari aveva gi riempito
la valle. Presto sarebbe arrivata gente e l'assassino doveva
sparire subito. Un altro passo. Pi vicino adesso.
Nel massimo silenzio aveva preso le coperte della branda
in cui dormiva con Ramon, accatastandole alla rinfusa
per dare l'impressione che si nascondesse l sotto. Poi si era
allontanato, raggiungendo la porta in punta di piedi. Suo
fratello l'aveva lasciata socchiusa mentre usciva, offrendogli
un prezioso nascondiglio. Appiattito contro la parete, guardava
la fessura aspettando che entrasse l'assassino.
Il primo a comparire era stato il fucile. Ricordava la
porta che si apriva lentamente, il modo in cui tratteneva il
fiato mentre l'assassino muoveva un passo avanti. L'aveva
riconosciuto subito. Si chiamava Tuco, un tipo tetro di cui
suo padre aveva una pessima opinione.
Non  altro che un ruffiano imparentato alla lontana
con i boss diceva. Non ha un grammo di cervello e sa che
me ne sono reso conto. Gli chiedo sempre il prezzo massimo
e alla fine cede, perch uno come lui non riuscir mai a
imbrogliarmi.
Tuco si era guardato attorno, per poi avanzare verso
il letto. Tuco imparentato con i boss. Tuco con il fucile a
pompa e il sangue di suo padre e suo fratello schizzato sui
vestiti. Seguiva ogni suo movimento e, non appena l'aveva
visto tendere la mano verso le coperte, si era lanciato fuori
correndo il pi veloce possibile.
Quasi era inciampato sul corpo di Ramon mentre puntava
verso le rocce frastagliate che segnavano l'inizio del
sentiero di montagna. Sentiva Tuco urlare, poi la porta sbattere.
Fuggiva zigzagando come un coniglio inseguito dai
cani, ma era appena riuscito a raggiungere le rocce quando
era echeggiato il primo sparo, facendo esplodere una nuvola
di pietre, polvere e terriccio alla sua destra. Aveva sentito
qualcosa conficcarsi nella gamba, ma la salvezza era vicina
e questo lo spronava. Tenendosi basso, aveva continuato a
correre e il secondo sparo era finito pi lontano. Adesso
Tuco doveva ricaricare. E lui ce l'aveva fatta.
Per tre notti si era nascosto nei campi di papaveri, bevendo
l'acqua delle cisterne e ascoltando le chiacchiere dei
contadini che venivano a lavorare. Aveva cos appreso che
Tuco diceva in giro di aver trovato suo padre e suo fratello
morti, che il carico era sparito e che chiunque li avesse derubati
doveva essersi preso anche il figlio piccolo. Con sua
sorpresa, nessuno dubitava di quella storia. I contadini volevano
solo mangiare e sopravvivere. Il resto contava poco.
Aveva pianto quella prima notte, inferocito contro l'ingiustizia
del mondo, solo, affamato e spaventato. Era arrabbiato
e preoccupato per sua madre che piangeva un marito
e un figlio morti senza saper nulla del suo piccolo Hector.
Voleva tornare da lei e rassicurarla, farle vedere che stava
bene. Ma in realt, non stava bene. E non sapeva cosa fare
perch, se tornava e raccontava in giro cos'era successo, tutti
l'avrebbero disprezzato per essere fuggito e Tuco sarebbe
venuto a ucciderlo.
Ricordava l'incertezza, la paura e la rabbia mentre vagava
nei campi di papaveri con i petali che cadevano attorno
a lui come fiocchi di neve. Aveva la febbre e una fame
terribile. La gamba cominciava a gonfiarsi proprio dove si
era conficcata la scheggia. Vi sfregava il polline dei papaveri
per far passare il dolore, ma nulla poteva far passare
la pena che gli riempiva il cuore. Gli oppiacei contenuti nel
polline cominciavano a dargli strani sogni: vedeva se stesso
parlare a un uomo che brillava dentro uno specchio, il
quale gli spiegava come arrivare un giorno a vendicarsi.
Pensava anche a tutti i consigli che gli dava suo padre
e come, alla fine, si fossero rivelati inutili, perch lui
era morto e il suo assassino continuava a vivere tranquillo.
Cominciava a capire che per trionfare non bastava avere
le informazioni giuste, la capacit di trattare, il prodotto
migliore: bisognava avere anche la forza e fuggendo non
si diventava forti. Con questo in mente era tornato a casa,
zoppicando per tutta la strada perch la gamba gonfia non
lo sorreggeva pi.
Ricordava le lacrime di sua madre quando l'aveva
visto varcare la porta, lacrime di sollievo e di sgomento
davanti al figlio febbricitante, smagrito e affamato che riteneva
perduto. L'aveva ripulito, medicato e poi rifocillato,
convocando i suoi zii perch raccontasse loro cos'era successo.
Lui piangeva mentre parlava ma, al contempo, si sentiva
liberato da un peso. Era felice di lasciare ai grandi il
compito di fare giustizia. Loro erano i fratelli di suo padre,
gli zii di Ramon. Tuco si sarebbe amaramente pentito di ci
che aveva fatto.
Giaceva sul letto, tutto solo adesso che Ramon non
c'era pi, mentre gli zii parlottavano vicino alla porta con
il tono di chi discute qualcosa di molto grave. Alla fine
zio Herrard era venuto da lui e, seduto sulla branda, gli
aveva detto di non ripetere mai a nessuno quel racconto,
perch Tuco era il cugino di Don Gallardo e la parola di
un ragazzino di otto anni, figlio di un gomero morto, non
valeva nulla. E poi che doveva partire, altrimenti, prima o
poi, sarebbe stato ucciso. Lo volevano mandare a Tijuana
dove un loro cugino aveva un peschereccio.
Lui era rimasto di sasso. Non voleva lasciare sua madre
e non voleva diventare un pescatore. Voleva che uno
dei suoi zii scendesse in citt, trovasse Tuco e lo facesse
a pezzi col machete. Ma loro non intendevano fare nulla.
Solo lui poteva vendicare suo padre.
Il giorno dopo, aveva aspettato che sua madre andasse
a prendere l'acqua per poi scappare di casa, avviandosi a
piedi sulla strada per El Rey. C'era una cantina nella piazza
del mercato dove la gente importante andava a mangiare.
Ricordava che la studiava da lontano e spiava Tuco, seduto
a un tavolo affollato che faceva colazione, ingozzandosi di
uova sode e bevendo succo d'arancia fresco. Voleva scivolargli
alle spalle e cacciargli una forchetta nel collo, ma sapeva
di dover essere paziente se voleva raggiungere il suo
scopo. Tuco sedeva a due posti da Don Gallardo, il boss
della famiglia che possedeva tutto a El Rey. La gente annuiva
e rideva a ogni sua battuta e mentre lui lo osservava, si
rendeva conto che doveva mostrarsi pi astuto di loro se un
giorno voleva sedersi a un tavolo nel bel mezzo del paese
per essere rispettato nello stesso modo. Solo cos nessuno
avrebbe pi osato far del male alla sua famiglia.
Aveva aspettato che finissero di mangiare per uscire
dall'ombra e avvicinarsi a loro. Tuco era stato il primo a
notarlo. Era impallidito e questo lo aveva fatto sentire bene,
come se avesse gi acquisito un po' del potere che cercava.
Tutti avevano smesso di parlare quando si era fermato
davanti al tavolo. Persino Don Gallardo era rimasto in silenzio
e aveva fissato quel ragazzino pelle e ossa che osava
disturbarlo.
Si era inchinato in segno di rispetto, prima di aprir
bocca. Senor Tuco, voglio ringraziarla aveva detto con
una voce cos ferma da sorprenderlo. Se non foste arrivato
in macchina, i bandidos avrebbero ucciso anche me. Per
favore, prenda questo come segno della gratitudine mia e
della mia famiglia. E tendendo la mano, aveva posato davanti
a Tuco la fede di suo padre, trovata nel cassetto del comodino
accanto al letto. Sua madre doveva avergliela sfilata
dal dito quand'era tornata, preoccupata dal futuro che li
attendeva senza un mezzo sicuro per procurarsi dei soldi.
Tuco aveva guardato l'anello, ma senza toccarlo.
Il ragazzo ti ha fatto un regalo era intervenuto Don
Gallardo. Prendilo, avanti.
Tuco non poteva far altro che obbedire. La sua mano
grassoccia era scivolata sulla candida tovaglia verso l'anello.
A quel punto, lui si era voltato verso il boss.
Come ti chiami, ragazzo?
Hector aveva risposto a Don Gallardo. Hector Rodriguez
Alvarado.
Il boss aveva annuito. Sei un ragazzo sveglio, Hector.
Un ragazzo educato e rispettoso. Mi piaci. Nessuno qui
vuole guai. I suoi occhi si erano posati su Tuco. I guai non
aiutano gli affari.
Hector aveva capito che tutti sapevano. Anzi, probabilmente
erano stati proprio gli uomini seduti a quel tavolo
ad aver decretato la morte di suo padre e di suo fratello.
Perch a loro importavano solo gli affari: suo padre, i suoi
zii, tutti coloro che lavoravano nei campi di papaveri non
erano altro che schiavi ai loro occhi, schiavi da usare fino
alla morte per arricchire i boss.
Torna domani alla stessa ora gli aveva ordinato Don
Gallardo. Ho un lavoro per te.
Cos si era lasciato alle spalle i campi di papavero per
entrare a far parte del cartello.
Tio apr gli occhi quando sent il carrello rallentare e si
accorse che Miguel guardava la collanina d'argento che teneva
in mano. Questa era di mia madre disse, alzandola
come se fosse una reliquia e guardando l'immagine di Nuestra
Senora de Guadalupe in rilievo sul pendente. E questo
era di mio padre aggiunse, mostrandogli la fede nuziale
che tanti anni prima aveva posato su quella tovaglia di lino
bianco come un tributo alla forza di Tuco. Bisogna tenersi
vicino la famiglia, giusto? Nulla conta pi della famiglia.
Il tunnel prese ad ampliarsi e la volta ad alzarsi. I carrelli
si fermarono dolcemente davanti alla piattaforma di
un montacarichi identico a quello sul lato messicano.
Benvenuti in America disse Tio, alzandosi e stiracchiandosi.
Il paese della libert.
...
.
...
Capitolo 51.
...
.
...
La ragazza poteva avere diciannove anni, con lunghi capelli
biondo pallido che le cadevano sulle spalle e una veste di
cotone bianco che le conferiva un'aria quasi spettrale. Aveva
occhi pallidi come quelli di Solomon e il suo sguardo
sembrava attraversarlo.
 cieca, gli disse la sua mente. Ellie Tucker  cieca.
Il fucile a pompa che'teneva tra le mani si muoveva
avanti e indietro al ritmo del suo passo. Lui sapeva che l'aveva
individuato anche se non poteva vederlo.
Lo so che sei l grid. Sono uscita dalla finestra, figlio
di puttana, e sento i rumori meglio di chiunque altro,
quindi non muoverti. Ho gi chiamato lo sceriffo e sta arrivando
con i suoi uomini. Ti conviene non aver fatto del
male a mio padre!
Solomon sent rizzarsi i peli della nuca. Se Morgan stava
arrivando, doveva andar via subito da l. Il suo sguardo
and al fucile.
Winchester 12 - The Perfect Repeater - non sbaglia un
colpo. Quello  un calibro 20, quindi  preciso fino a una trentina
di metri. Sei colpi a caricatore pieno, e puoi scommettere che 
pieno.
Si volt e cerc Sirio. Tuffava il muso nell'abbeveratoio
a una decina di metri da lui, una distanza notevole da
percorrere in punta di piedi. E comunque sarebbe stato ancora
a tiro, visto che il cavallo avrebbe fatto rumore. Forse,
se fuggiva, non gli avrebbe sparato, lasciando il compito a
Morgan. Studi il modo in cui teneva il fucile, stretto tra
le braccia come se fosse un'estensione del suo corpo. Sapeva
sparare, ne era certo, ma avrebbe ucciso un uomo? La
vide fermarsi, poi inclinare la testa come per discernere gli
scricchioli del legno dal respiro che lui tratteneva. Annus
l'aria e il suo giovane volto si indur.
Cos'hai fatto? grid, rabbiosa e disperata. Sento
odore di sangue! Cos'hai fatto?
L'avvoltoio prese ad allontanarsi saltellando, disturbato
dalle grida. Lei si volt e fece fuoco senza esitazione.
L'uccello esplose in una nuvola di piume e sangue,
scaraventato a parecchi metri di distanza dal terribile impatto.
Caric un nuovo colpo in canna con un unico, perfetto
movimento e torn ad ascoltare gli ultimi echi dello
sparo, la testa voltata verso la carcassa sanguinolenta
dell'animale.
Solomon sent una sirena. Era lontana, ma si avvicinava
rapidamente. Ellie la sent a sua volta e si gir di scatto
verso il fienile, puntando il Winchester molto vicino a dove
lui si trovava. Impossibile capire se volesse tenerlo l fino
all'arrivo di Morgan o sparargli prima, ma comunque fosse,
doveva andarsene subito. Guard il vecchio camioncino
parcheggiato alla sua destra, l'unica cosa che poteva offrirgli
un riparo, ma anche quello era troppo lontano. Lentamente
lasci uscire il fiato, attentissimo a ogni rumore. La
sirena echeggiava pi vicina e la ragazza muoveva il fucile
a destra e sinistra, inquadrandolo a ogni passaggio. Poi, Sirio
alz la testa dall'abbeveratoio e sbuff. Il Winchester si
spost sul cavallo.
Ellie! grid Solomon, attirando la sua attenzione. Il
fucile torn a inquadrarlo e lui balz sulla destra proprio
mentre lo sparo echeggiava nel fienile, facendo cadere una
nuvola di polvere dal tetto. Le assi del box, davanti al quale
si trovava, esplosero in una miriade di schegge.
Si gett a terra, piroett in avanti e us la spinta per
rimettersi in piedi, con le gambe che gi stavano correndo.
Sent il rumore della pompa che mandava il colpo in canna
e immagin quella ragazza cieca che seguiva il rumore dei
suoi passi, con l'arma che si muoveva come se fosse azionata
da un radar. Se fosse stato a piedi nudi avrebbe fatto
meno rumore, ma con le scarpe addosso doveva pensare
alla svelta. Lei sapeva del camioncino parcheggiato e del
suo tentativo di raggiungerlo. Se era una buona tiratrice,
avrebbe sparato davanti a lui e non dove si trovava adesso.
Si blocc e un altro sparo rimbomb nel fienile, con la scarica
che lo manc di un soffio e apr un bel buco nelle assi
della parete.
Subito si lanci in avanti, tuffandosi a corpo morto
dietro il camioncino mentre Ellie esplodeva il quarto colpo
facendo volar via la targa dal paraurti posteriore. Sent una
fitta partire dal piede ancora allo scoperto mentre atterrava
pesantemente nella polvere, rotolando ancora e rannicchiandosi
dietro la ruota anteriore per mettere qualcosa tra
s e quella furia. Poi guard il robusto scarpone da lavoro e
vide che la punta era bucata da un pallettone. La pelle bruciava,
ma il cuoio rinforzato aveva tenuto. Poteva ancora
correre, se lei gliene dava la possibilit.
Si chin e guard da sotto il camioncino, cercando di
capire la posizione di Ellie. Piccoli piedi nudi fermamente
piantati a terra gli dissero che lo teneva ancora sotto tiro. La
sirena echeggiava sempre pi vicina. Aveva pochi minuti
per fuggire e a lei restavano due colpi in canna. Se usciva
da l gli avrebbe sparato, nessun dubbio, e stavolta sarebbe
riuscita a colpirlo. Aspettare l'arrivo di Morgan sarebbe
stato ancora peggio: come minimo, l'avrebbe consegnato al
killer che si aggirava armato a casa di Holly. Se non trovava
una soluzione, era un uomo morto.
Si guard attorno in cerca di qualcosa da lanciare per
distrarla, ma per terra non c'era nulla. Pens di togliersi gli
scarponi e usare quelli, ma l'avevano salvato gi una volta
e gli sarebbero serviti ancora, ne era certo.
La sirena era vicinissima. Ellie non si muoveva, ma lui
doveva andarsene subito. Alz la mano e apr la portiera:
un lungo cigolio echeggi nel fienile.
Prova a rubare il camion di mio padre e ti ammazzo!
grid la ragazza da fuori.
Una minaccia non molto efficace per chi era spacciato
comunque.
Guard dentro e vide le chiavi inserite nel quadro, vicino
al vecchio piantone del volante. Ringraziando Iddio
per le fiduciose abitudini della gente di campagna, si sporse
all'interno e tese il braccio, sentendo le molle del vecchio
sedile conficcarsi nel torace. Le chiavi tintinnarono quando
le afferr e le gir. Il motore toss, ma non si accese. Poi, il
mondo intero esplose in una miriade di schegge di vetro.
Ellie aveva sparato contro il finestrino, dando per scontato
che lui fosse seduto. Gir ancora le chiavi e il motore torn
a tossire. Aveva forse un secondo prima che lei si rendesse
conto dell'errore e cambiasse posizione. Il vecchio motore
prese a sputacchiare e poi si avvi: otto pistoni cominciarono
a vibrare come martelli pneumatici, inondandolo di
vetri grandi e piccoli.
Solomon si tir indietro, per poi balzare via dal camioncino
appena in tempo per evitare la scarica di pallettoni
che ridusse in brandelli il sedile a cui si era appoggiato
un attimo prima. Si alz e prese a correre, via dall'ombra
del fienile per precipitarsi a prendere il cavallo nella calda
luce del tardo pomeriggio. Dietro di lui, sent la pompa
del fucile andare freneticamente avanti e indietro, ma il
percussore batt a vuoto quando il proiettile non arriv in
canna.
Sirio scosse la testa e arretr quando lo vide avvicinarsi,
costringendolo a rallentare per non spaventare ancor di
pi il cavallo gi innervosito dagli spari. Vedeva la sirena
e gli uomini nel SUV che preparavano i fucili. Strinse la
criniera dello stallone e mont con un balzo, poi lo gir... e
a quel punto si ferm.
Morgan e i suoi non potevano inseguirlo nel deserto
con la macchina, ma potevano farlo a cavallo e non avrebbero
esitato un solo istante. Per cui spinse Sirio verso il corral,
tese la mano per alzare la corda che chiudeva il cancello
e lo apr.
I cavalli presero a sbuffare, a scartare e ad arretrare,
preferendo la familiarit del recinto alla libert che stava
per offrire loro. Allora entr con Sirio, irrompendo nel
branco, costringendoli a muoversi. Per un attimo restarono
incerti, poi uno cedette al panico e corse fuori. Gli altri lo
seguirono, scuotendo il terreno con il poderoso battito dei
loro zoccoli mentre fuggivano al galoppo, puntando verso
il deserto e allontanandosi dal ranch.
Solomon spron Sirio e li segu. Con la coda dell'occhio
vide il SUV dello sceriffo sollevare una nuvola di polvere
mentre percorreva lo sterrato. Ellie era ferma in mezzo
al cortile, confusa dal rumore, la testa inclinata di lato e
il fucile in una mano. Solomon avrebbe voluto riferirle le
ultime parole di Bobby Gallagher, dirle che era morto pronunciando
il suo nome, ma adesso doveva fuggire. Forse,
in futuro, avrebbe assolto anche quel compito, ma in quel
momento andarsene era molto pi importante.
Raggiunse i cavalli imbizzarriti e si abbass sulla
schiena di Sirio, rendendo difficile a Morgan distinguere la
sua esatta posizione. Galopp senza sosta nel branco, fino
a quando il deserto lo ingoi e il ranch scomparve dalla
vista.
...
.
...
LIBRO SETTIMO.
...
.
...
Estratto da: RICCHEZZA E REDENZIONE. LA NASCITA DI UNA CITT.
...
Memorie del Reverendo Jack "King" Cassidy.
...
Gli uomini erano due, morti da tempo. Dai loro vestiti ridotti
in brandelli spuntavano ossa e pelle che ricordavano
ancora la forma di un essere umano. Ossa pi piccole spiccavano
qua e l nel terreno circostante, dita e articolazioni
rivelate dal loro candore, probabilmente strappate da qualche
animale attirato dall'odore di un buon pasto. Anche
qui volava un nugolo di mosche e allora compresi com'era
possibile che ve ne fossero cos tante nel carro.
Vicino a quei poveri resti notai degli utensili: mazze,
scalpelli e una punta di perforazione, tutti attrezzi da minatore
che dovevano servire a cercare l'oro, ma che erano
stati usati nell'affannosa ricerca di qualcosa di molto pi
prezioso per chi sta morendo di sete nel deserto. Il fondo
del crepaccio era cosparso di buche, forse una ventina,
qualcuna profonda fino alla vita e altre poco pi di una
spanna. I cappelli dei due giacevano a terra accanto ai teschi,
le cui mandibole venivano tenute aperte, in un grido
silenzioso, dalla pelle seccata dal sole, fino a diventare nera.
Ma i crani erano bianchi, l'osso esposto. Solo allora mi resi
conto del perch: erano stati scalpati.
Subito m'acquattai nella vegetazione, come se i responsabili
di quell'orrore fossero nascosti tra le rocce. Poi, per,
la ragione torn a farsi sentire, placando il battito del mio
cuore impazzito. Quei poveretti erano morti da mesi e i
sanguinari autori di quel macabro rituale dovevano trovarsi
ben lontani. Osservai i cadaveri e non vidi n frecce n
altri segni di violenza. Forse una banda di selvaggi aveva
trovato i due gi morti o moribondi e si era presa un facile
trofeo, magari assieme ai loro muli e alle loro provviste.
Presi ad aggirarmi nel crepaccio, stando attento a non
calpestare le ossa sparse in giro mentre controllavo tutte
le buche sperando di trovare qualche segno dell'acqua che
cercavano e della quale anch'io avevo un disperato bisogno.
Ma anche le buche pi profonde erano aride come la
terra che le circondava e la paura torn ad assalirmi. Sapevo
che se non avessi trovato nulla avrei presto esalato l'ultimo
respiro in quel luogo dimenticato da Dio ma, mentre
conducevo la mia affannosa ricerca, vidi un pezzo di carta
ingiallito tra i rami spinosi di un giovane mesquite. Lo rimossi
cautamente dall'intrico, consapevole che il tempo l'aveva
reso friabile, poi lo posai a terra e lo guardai. Era solo
un frammento, ma ci che vidi bast a mandarmi un brivido
lungo la schiena. Arretrai sconvolto, poich riconobbi i
segni impressi sopra e la mia mente url di sdegno davanti
a quello che significavano.
Mi inerpicai affannosamente fino alla cima del crepaccio
e tornai da Eldridge. Era dove l'avevo lasciato, con
la mia borraccia accanto e la mano insanguinata chiusa a
pugno sul petto. Le mosche vi ronzavano attorno, ebbre di
sangue. Mi chinai e sfilai da quelle dita il foglio di carta
che stringevano, poi lo posai a terra accanto al frammento
trovato vicino ai cercatori d'oro. Quindi presi la mia mappa
dalla tasca e posai a terra anche quella.
Erano tutte e tre identiche.
Mi ero chiesto spesso quali demoni avrei incontrato
in quelle distese riarse dal sole, ma mai avrei pensato che,
nella fresca ombra di un forte, avrei trovato il peggiore di
tutti. Il sergente Lyons si era preso i miei ultimi dollari in
cambio di quell'inutile pezzo di carta, ma il prezzo pagato
dal povero Eldridge e dai due sfortunati cercatori d'oro
marciti in quel crepaccio era stato molto pi alto.
Mentre fissavo incredulo le mappe, o meglio, quelle
che potevano considerarsi delle sentenze di morte, mi dissi
che non potevo perdere la vita a causa di un serpente dal
volto amichevole che aveva tradito tutti noi, e chiss quanti
altri prima di noi, per un miserabile pugno di dollari.
Sellai di nuovo il mulo mentre il sole calava all'orizzonte,
scartando tutto ci che non era essenziale. Tenni solo un
po' di cibo, due coperte per scaldarmi la notte e ripararmi
di giorno e un terzo delle borracce, poich esisteva sempre
la possibilit che trovassi dell'acqua o mi imbattessi in un
viaggiatore tanto generoso da darmene un poco, oppure
che Dio mi conducesse a una fonte nei paraggi. Sistemai la
croce e la Bibbia all'ombra di un mesquite in una rozza approssimazione
della chiesa che ancora speravo di edificare,
poi aprii le Scritture e pregai l'Onnipotente perch mi desse
la forza e la lucidit necessarie per tornare al forte e trascinare
il sergente Lyons davanti alla giustizia. Ma, mentre
pregavo, una folata di vento spazz il deserto, insinuandosi
tra gli alberi e voltando le pagine del libro fino a mostrarmi
uno dei passaggi evidenziati da padre O'Brien.
E il Signore marciava alla loro testa di giorno con una colonna
di nubi, per guidarli sulla via da percorrere, e di notte con una
colonna di fuoco per far loro luce.
Lessi quel passaggio ancora e ancora mentre aspettavo
che il calore del giorno si attenuasse, pregando perch Dio
mi guidasse. E poco prima del tramonto, condussi il mulo
fuori dall'ombra per sfruttare la soffice luce che ancora restava.
Salii sull'argine del fiume in secca e lasciai correre
lo sguardo sull'immensa distesa del deserto, riempita di
ombre dal sole calante. Mi sentivo esausto semplicemente
guardandola. Pensavo a quanto lunga e faticosa fosse stata
la strada percorsa quando avevo il cuore pieno di speranza
e le borracce piene d'acqua e a quanto difficile sarebbe stato
ripercorrerla adesso che non avevo nulla. Non so perch, mi
voltai proprio in quel momento, poich non esisteva alcun
motivo per farlo tranne la sensazione di essere osservato.
Ma qualunque fosse la ragione, mi girai verso la macchia
d'alberi. E ci che vidi cambi radicalmente il mio futuro.
Brillava a sudest rispetto al punto in cui mi trovavo,
una luce cos chiara e forte da sembrare una stella caduta
dal cielo. Veniva dal punto in cui il terreno si innalzava
all'improvviso, formando una catena di montagne rosse a
ferro di cavallo. Il vento, del tutto assente durante il giorno,
si era alzato dopo la folata. Teso e caldo, veniva da quelle
montagne e recava il profumo dei cespugli di creosoto e
fiori di saguaro. Un grande sollievo mi pervase quando lo
sentii, poich quello  il profumo della pioggia nel deserto.
Anche il mulo lo sent e mosse felice la testa. Il passaggio
sottolineato da padre O'Brien riluceva adesso di tutto il suo
significato. E dunque, anche se la luce splendeva nella direzione
opposta al forte, afferrai le redini e, insieme al mio
fedele amico, andai verso la strana colonna di luce che mi
chiamava a s nella notte incombente.
Per molte ore procedetti nel buio cos fitto da non vedere
a un passo, ma la stella era sempre l, un piccolo sole
che mi indicava la via. E quando la raggiunsi, vidi come
un passaggio nella notte, una specie di porta dalla quale
usciva la luce. Fluttuava sopra il terreno e illuminava un
macigno spaccato in due. Fresca acqua di fonte usciva gorgogliando
dalla fenditura e io mi tuffai nella pozza che creava,
bevendo e ridendo e piangendo di gioia.
Attesi fino all'alba e quando il sole si lev, la colonna
di luce svan. Fu allora che vidi cosa giaceva sul fondo della
pozza in cui mi ero tuffato. Scaglie d'oro la coprivano, insieme
a un tappeto di pietre verde scuro. E di nuovo piansi
di gioia, poich Dio mi aveva condotto alle ricchezze di cui
parlava padre O'Brien, in modo che fondassi una citt dominata
dalla Sua chiesa.
Questa  la mia storia, o almeno, la storia che sono disposto
a raccontare.
Altre cose accaddero in quel deserto, ma non ne parler
poich servirebbero solo a intorbidire le limpide acque
delle mie buone intenzioni. Ma, pur avendo compiuto delle
azioni per cui chiedo perdono, il fardello che porto non 
cosa di cui mi pentir, poich ho fatto le mie scelte liberamente,
sacrificandomi per la serenit del prossimo.
Sono diventato famoso per aver trovato la ricchezza
nel deserto. Ma in verit vi  un altro tesoro, molto pi
grande del primo, che ho scoperto troppo avanti nella vita
e dopo studi incessanti. Nella Bibbia di padre O'Brien si nasconde
il segreto per raggiungerlo. Ho sempre sospettato
che in quel libro vi fosse un indizio capace di condurmi a
un grande tesoro, ma quando l'ho trovato e ne ho compreso
il significato, per me era troppo tardi. E quindi, ho deciso
di portarmi il segreto nella tomba. Forse lo trover qualcun
altro, oppure rester nascosto per sempre. Non spetta a me
deciderlo.
Serviamo Dio e serviamo gli altri in tanti modi diversi.
E Dio sa cosa ho fatto. Prego perch comprenda le mie ragioni,
ma non mi aspetto alcun perdono.
Il povero Eldridge era morto quando tornai con l'acqua,
ma feci in modo che il sergente Lyons penzolasse da
una forca per ci che aveva fatto. E dunque, dedico a Eldridge
e alla sua famiglia queste memorie. A lui, a loro, e al
tesoro perduto che aspetta l fuori di venir reclamato.
Nel nome di Dio, Padre Onnipotente.
Amen.
J.C.
...
.
...
Capitolo 52.
...
.
...
Mulcahy lasci la strada e svolt nello sterrato, seguendo le
indicazioni del navigatore. Procedeva lentamente, sia per
non alzare troppa polvere sia per non bucare una gomma.
Il messaggio di Tio conteneva le coordinate e l'ora dell'appuntamento.
Guard il display del GPS e quanto mancava
all'arrivo. Non gli restava molto tempo.
In lontananza vide un fienile, l'unico edificio per miglia
e miglia. Controll le coordinate e concluse che doveva
trattarsi del punto di ritrovo. Le pareti consistevano di
rozze assi di legno inchiodate in verticale e il tetto a spiovente
era una lamiera dipinta di vernice antiruggine rossa,
proprio come il fienile da cui proveniva. Mentre guidava
viveva una sorta di conflitto interiore su ci che aveva fatto,
con una parte di lui che lo fustigava e l'altra che provava in
ogni modo a giustificarlo.
Era vecchio. Aveva gi un piede nella fossa.
Anche pap  vecchio.  quella la morte che gli auguri?
No, ma almeno la fine  stata rapida.
Oh. Bene, sono certo che ti sta ringraziando.
Potevo uccidere anche la ragazza, ma non l'ho fatto.
Anche lei ti sar eternamente grata.
Che scelta avevo?
Rifiutarti. Fingere. Fuggire.
Quei bastardi avrebbero tagliato pap a fettine. E io avrei
trascorso il resto della vita fuggendo.
Forse. Comunque, adesso stai meglio?
S. Se serve a salvare la vita a pap, sto meglio.
Continua pure a ripetertelo.
Contaci. E adesso, vedi di stare zitto!
Rallent ancora mentre si avvicinava, poi fece il giro
del fienile cercando un'auto parcheggiata o qualche segno
di vita. Si ferm sul retro, in modo da nascondere la Jeep a
chiunque arrivasse dallo sterrato, poi abbass il finestrino
e spense il motore. Sent solo il fruscio dell'erba alta e secca
agitata dal vento e i primi rumori della sera: il frinire dei
grilli, il gracidare delle rane nello stagno artificiale che non
vedeva, il cinguettio degli scriccioli dei cactus che marcavano
il loro territorio, vagamente simile alle suonerie delle
sveglie elettroniche. Sopra di lui un aereo lasciava una candida
scia nel cielo azzurro. Nient'altro si muoveva.
Scese dalla Jeep e aggiunse lo scricchiolio del pietrisco
sotto la suola delle scarpe ai rumori della sera. In una mano
teneva la Beretta, nell'altra il cellulare. Controll i messaggi
per vedere se Tio avesse mandato altre istruzioni, ma non
c'era nulla.
Si allontan dal SUV, studiando i dintorni. Il punto
rialzato pi vicino era un'altura a tre miglia verso ovest.
Troppo lontana per venir impallinato da un cecchino, se
era questo lo scopo dell'appuntamento. Se qualcuno voleva
ucciderlo, si nascondeva nell'erba alta. Ma i piccoli animali
avrebbero taciuto, quindi sapeva di esser solo.
Guard il fienile e si avvicin dal retro, studiando le
vecchie assi in cerca di squarci che potevano permettere a
qualcuno di sparargli da dentro. Nonostante l'aspetto, era
ancora solido: niente buchi e niente squarci.
Lentamente avanz fino all'ingresso e controll il
grosso lucchetto che lo chiudeva. Era un moderno modello
a combinazione in acciaio al carbonio, cosa che lasciava intendere
la presenza all'interno di qualcosa di pi prezioso
del semplice fieno. Appoggi l'orecchio alle assi ancora calde
e ascolt i rumori che venivano da dentro. Quando non
sent nulla, si ritrasse e torn sul lato in ombra.
Di nuovo, riprese ad aspettare.
Controll il telefono. C'era campo. Controll i messaggi,
ma ancora niente. Pens di richiamare suo padre, ma
non aveva nulla di nuovo da dirgli. Non ancora. Se non
avesse smesso di fumare, quello sarebbe stato un momento
perfetto per accendersi una sigaretta, ma non ne aveva. Che
cosa, esattamente, gli era rimasto?
Un vago rumore di ingranaggi echeggi dal fienile, accompagnato
da un ronzio che pareva emesso da una zanzara
elettronica. Torn ad appoggiare l'orecchio alle assi
delle pareti e constat che proveniva davvero dall'interno.
Il cellulare vibr, annunciando un messaggio. Sei cifre,
troppo poche per indicare un numero di telefono. Poi, cap
cosa poteva essere e torn al portone, si chin sul lucchetto
e inser la combinazione. Si apr con uno scatto e lo rimosse
dal grosso catenaccio.
Il fienile era pieno di balle accatastate fin quasi al tetto,
divise in spesse file inframmezzate da corridoi abbastanza
ampi da permettere il passaggio del carrello elevatore parcheggiato
accanto alla porta. Sottili ragnatele avvolgevano
i bracci metallici e la cabina dell'operatore, indicando che
non veniva usato da un po'. Il rumore di ingranaggi veniva
dalle profondit del fienile, da qualche parte dietro le
balle di fieno. Tolse la sicura alla Beretta e spost avanti
e indietro il carrello dell'arma per lubrificarlo, poi and a
vedere.
Faceva pi caldo l dentro che fuori e l'aria era piena di
pollini e pagliuzze. Avanz nel corridoio tra le balle accatastate,
sentendo il rumore farsi pi forte. Il sudore cominciava
a imperlargli la fronte e a colare lungo la schiena, bagnando
la camicia. Raggiunse la fine del corridoio, sbirci
dietro l'angolo e vide un'ampia area rettangolare sgombra
dal fieno. Usc allo scoperto e guard la stuoia che la copriva.
Il rumore sembrava provenire da sotto.
Ma all'improvviso cess. Subito Mulcahy arretr, riparandosi
dietro il fieno e puntando la Beretta sulla stuoia,
pronto a sparare al minimo movimento sospetto. Con un
sibilo di martinetti idraulici, il pavimento prese a sollevarsi,
gettando indietro la stuoia con la paglia che la copriva.
Un attimo dopo, il volto di Tio comparve da sotto.
Sorrise quando lo vide con l'arma puntata. Lui l'abbass
e mise la sicura, assicurandosi che il boss lo vedesse.
Prendi queste e aiutami a uscire disse Tio, porgendogli
le cornici con le foto delle figlie. Mulcahy le prese,
le appoggi su una balla di fieno insieme alla pistola, poi
aiut il corpulento messicano a uscire da quel buco.
Forza, passategli le taniche grid Tio ai due uomini
sulla piattaforma. Mulcahy cominci ad afferrare i fusti,
sentendo la benzina sbattere contro la plastica mentre le
sollevava e le posava sul pavimento coperto di paglia.
Testa o croce? disse il boss dietro di lui.
Come?
Scegli: testa o croce?
Non so. Croce? disse, alzando la penultima tanica.
Sent il lieve schioccare di un'unghia che lancia una
moneta, poi una mano battere su un braccio come per
spiaccicare una zanzara. Bravo. Hai indovinato.
Uno dei due gorilla gli pass una borsa e lui cap dal
peso e dal modo in cui si mosse il contenuto che era piena
di armi. Si volt per posarla a terra e si ritrov a osservare
il silenziatore della sua Beretta. Ma non era puntato su di
lui. Si abbass verso il carrello elevatore e Tio premette due
volte il grilletto, con i proiettili silenziati che echeggiarono
come starnuti. Il pi grosso dei tirapiedi cadde all'indietro,
con la testa che sbatt sul metallo della piattaforma mandando
un'eco cupa e profonda nel tunnel sottostante.
L'altro gorilla infil la mano nella giacca.
Fermo disse Tio senza premere il grilletto.
E lui si ferm.
Estrai lentamente la pistola con l'indice e il pollice,
poi dalla a Mulcahy.
Il gorilla obbed senza fiatare.
Tio indic con la Beretta il corpo inerte del suo compare.
Se fosse uscita testa, ci saresti tu al posto suo. Questo
non ti dice nulla?
Lo scagnozzo guard il cadavere, che giaceva sulla
schiena con gli occhi vitrei puntati verso l'alto. Si era preso
due proiettili in faccia, uno nella guancia sinistra e l'altro
sopra l'occhio destro, sicuramente mortale. Il sangue si
allargava dietro la sua testa come una macabra aureola e
il tirapiedi mosse un passo indietro per non sporcarsi le
scarpe.
Dio deve averti salvato per un motivo speciale comment
Tio. Avr dei piani per te, Miguel. Adesso cercheremo
di scoprire quali sono. Avanti, passa a Mulcahy l'ultima
tanica.
Miguel non si mosse e Mulcahy sent l'aria riempirsi
di tensione.
Prendi quella tanica ringhi Tio. Sai che alla fine la
prenderai comunque, quindi ti conviene farlo adesso.
Lo sguardo di Miguel pass dalla pistola a Tio.
Com' dolce il clima di La Paz disse il boss. Le tiepide
brezze del Pacifico sono un toccasana per i reumatismi, no?
Un lampo attravers gli occhi di Miguel e Mulcahy
temette di vederlo balzar fuori e afferrare Tio per la gola.
Invece, il gorilla annu, si chin e prese la tanica.
Bravo ragazzo. Credi che tua madre sappia che bravo
figlio ha? Io dico di s. Sei la luce dei suoi occhi. Sei colui
che le paga la pensione e che le permette di vivere nel lusso
sulla costa, via dalla frontiera e dalla gente cattiva che ci
abita. Sapr che anche tu fai parte dei cattivi?
Miguel si limit a guardarlo.
No, non devi rispondermi. Non sta a noi decidere chi
 buono e chi  cattivo. Questo compito spetta solo a Dio e
lui ti ha salvato da un proiettile, quindi deve ritenerti fottutamente
prezioso. Ma alziamo la scommessa e vediamo
che succede sibil Tio con un sorriso che pareva pi una
smorfia. Prendi quella tanica e versa met del contenuto
sul povero Cerdo. Poi versa il resto su di te.
Miguel non si mosse, un coniglio impietrito davanti
ai fari di una macchina che contemplava la sua fine senza
poterla evitare in alcun modo.
Mulcahy guard Tio. Aveva un'aria strana, come se
fosse imbottito di allucinogeni. Le guance parevano quelle
di un bulldog e gli occhi brillavano febbrili, con le pupille
enormi come quelle degli squali.
Cos', non credi che Dio ti salver anche stavolta?
Tio scosse la testa. Ah, se fossi in lui mi incazzerei a morte.
Dov' la tua fede, Miguel? Va bene, vediamo se riesco a
trovare qualcosa a cui tieni ancora di pi. Prese il cellulare
e lo volt verso Miguel, in modo da mostrargli lo schermo.
Recava un indirizzo di La Paz, Baja California. Quando lo
vide, al gorilla sfugg un gemito.
Anche tu conosci questo indirizzo? chiese Tio,
passando il dito sul display. Mi dicono che  davvero una
bella zona. Vediamo se c' qualcuno che me lo possa confermare.
Gli chieder di mandarmi qualche foto, giusto per
capire se va bene anche per me. Magari dovr fare benzina,
ma ci sar un distributore nelle vicinanze, no?
Un rumore echeggi dalla piattaforma quando Miguel
prese la tanica, con il respiro che si faceva sempre pi
affannoso mentre misurava i pochi istanti che ancora gli
restavano da vivere. Svit il tappo, poi si volt verso Cerdo
e cominci a cospargerlo di benzina.
Risparmiane un po' anche per te disse Tio. Miguel
lo guard, gli occhi scuri e sconfitti, l'espressione piena d'odio.
Il boss torn a mostrargli il cellulare con l'indirizzo
della madre, lui si raddrizz, alz la tanica e si vers addosso
il contenuto, per poi gettarla via con rabbia. Cadde
di sotto e una nuova eco percorse il tunnel. Poi chiuse gli
occhi e cominci a pregare.
Ah, adesso credi di nuovo in Dio? Il boss scosse la
testa. Dannazione, Miguel, cerca di deciderti.
Mulcahy non era affatto certo del perch Tio stesse
tormentando in quel modo il suo scagnozzo, n di come sarebbe
andata a finire quella storia. L'unica cosa che sapeva
era che mettersi a far domande adesso significava beccarsi
una pallottola.
Bah. Levati dai piedi grugn Tio e sia Mulcahy sia
Miguel lo guardarono stupefatti. Ma il boss indic con la
pistola il grosso pulsante rosso del montacarichi. Avanti,
premilo e non farti pi vedere. Corri dalla mamma a La
Paz e restaci.
Miguel batt gli occhi e tese lentamente la mano,
aspettandosi una pallottola o qualche nuovo esempio di
efferata crudelt. Premette il pulsante e il ronzio da zanzara
elettronica del motore torn a echeggiare mentre la
piattaforma si abbassava lentamente.
Tu l'avresti fatto per salvare tuo padre? chiese Tio,
chinandosi e svitando il tappo di un'altra tanica.
Sto facendo anche di peggio replic lui.
Non  vero. Far del male agli altri non  come far del
male a se stessi. Io sto parlando di offrire la tua vita per salvare
quella delle persone che ami sentenzi il boss, afferrando
una manciata di paglia e premendola nell'apertura
della tanica, per poi prendere l'accendino dalla tasca. Sei
pronto?
Mulcahy guard la tanica. Per cosa?
Per la fine disse Tio. Accese l'accendino e diede fuoco
alla paglia, inclinando la tanica fino a quando la fiamma
prese a ruggire. Poi mosse un passo avanti e la gett nel
montacarichi.
A Mulcahy occorse un attimo per capire cosa stava
per succedere. Il ruggito della benzina in fiamme riemp la
pausa, attenuandosi man mano che la tanica cadeva verso
il tunnel. Vi fu un tonfo, poi un grido disumano.
Mulcahy si sporse sul montacarichi e una vampata lo
scagli all'indietro. Sotto, Miguel bruciava vivo, un pupazzo
avvolto dalle fiamme che carambolava contro le pareti
tra urla terribili. Torn ad avvicinarsi, alz la pistola che il
gorilla gli aveva consegnato e fece fuoco. Lo sparo rimbomb
nella tromba del montacarichi e Miguel cadde a terra.
Mulcahy gli spar altre quattro volte fino a quando non si
mosse pi.
Ramon non si sarebbe mai versato della benzina addosso
per salvarmi comment Tio, guardando di sotto.
Mulcahy sentiva il peso della pistola nella mano. Era
una FN Five-seven, una mata politia. Aveva sparato cinque
colpi e questo significava che ne restavano altri cinque. Poteva
ammazzare Tio e fare un favore al mondo intero e,
magari, farlo persino al boss. Ma suo padre sarebbe morto.
Lo avrebbero ritrovato in qualche fosso, lasciando a lui
solo il rimorso perch oltre a non essere riuscito a salvarlo,
avrebbe ucciso della gente per nulla.
La macchina  sul retro disse, porgendo a Tio la pistola
per la canna. Il boss la prese e annu, come se avesse
appena superato un vero e proprio test.
Allora andiamo. Tio si volt avviandosi verso la luce
del tramonto, lasciandosi alle spalle l'odore di benzina e di
carne bruciata.
Non mancava molto, pens Mulcahy. Ancora qualche
ora e sarebbe tutto finito.
...
.
...
Capitolo 53.
...
.
...
Solomon cavalc con il branco fino al fiume, poi scese lungo
la sponda e guad il corso d'acqua per tornare sul lato bruciato
dall'incendio. Quindi smont e lasci il cavallo libero
di aggirarsi mentre prendeva grosse manciate di cenere e
le mischiava a fango e acqua, creando un impasto da spalmare
sul mantello di Sirio. Adesso s che l'avrebbero cercato
sul serio. Era fuggito-dalla scena di un delitto e, per
rientrare in citt, doveva cambiare strada, dato che quella
percorsa passava troppo vicino all'aerodromo. Qualcuno
poteva vederlo, anche perch montava un cavallo bianco in
una pianura devastata dal fuoco. Per questo lo camuffava
con lo stesso sistema usato dagli indiani per millenni, per
poi mimetizzarsi a sua volta annerendo il volto, le mani e i capelli con la cenere.
Scoprire il cadavere del vecchio Tucker aveva cambiato
tutto. La sua morte non si adattava allo scenario che si
era mentalmente costruito con Holly e James Coronado da
una parte e le corrotte autorit cittadine dall'altra. Holly,
per, non poteva averlo ucciso, se non altro perch Tucker
non era morto da molto e lei si trovava alla Centrale di polizia.
Inoltre, una donna difficilmente possedeva la forza
necessaria per vibrare il colpo mortale sopra lo sterno.
Ripens al corpo e al profondo taglio nell'osso che doveva
avergli spaccato il cuore. C'era qualcosa di strano in quella
scena: la pelle strappata, il modo in cui la vittima era stata
esposta. Era una dimostrazione di sanguinaria violenza
che attestava anche la capacit di ricorrere alla tortura
pur di ottenere informazioni. E tuttavia, quella coltellata al
cuore rivelava una forma di piet.
Si chiese se il colpevole fosse il killer con la pistola silenziata
che si aggirava con calma nello studio di James Coronado.
Gli aveva dato l'impressione di un uomo abituato
a convivere con la morte, ma non era stato lui a devastare
la villa di Holly. Forse voleva la stessa cosa che cercava
Tucker: le informazioni, le prove che erano costate la vita a
un giovane uomo troppo curioso. Cosa poteva avergli detto
l'allevatore prima di ricevere il colpo di grazia? A giudicare
dalla perquisizione lasciata a met, non aveva scoperto
nulla di importante. Questo significava che il killer sarebbe
tornato a casa di Holly, aspettando che rientrasse. E poi, lo
stesso coltello che aveva torturato e ucciso Tucker, sarebbe
stato usato su di lei.
L'impasto di fango che aveva spalmato sul mantello
del cavallo per mimetizzarlo era ormai asciutto grazie all'aria
calda e secca e Solomon sal su un masso per montare
in groppa a Sirio.
Pens a Holly legata, con la schiena nuda e sanguinante
per le strisce di pelle strappate come Tucker e spron
lo stallone. Risalirono l'argine e partirono al galoppo sulla
terra bruciata, con gli zoccoli del cavallo che sollevavano
sbuffi di cenere mentre correva all'impazzata.
Non era riuscito a salvare suo marito ma forse poteva
salvare lei. Anzitutto doveva avvertirla, raccontarle ci che
aveva visto. In quel momento pens al cellulare che Holly
portava sempre in tasca ma non aveva il numero.
E, purtroppo, non aveva neppure un telefono.
Vide le case di Redemption ergersi in lontananza, ma
anche un gran movimento presso l'aeroplano caduto: altre
uniformi da evitare. Era abbastanza lontano da passare
inosservato, ma non voleva correre rischi. Comp un ampio
giro nel deserto e si avvicin alla citt dalla parte opposta.
C'era gente vicino al camion dei pompieri: alcuni indossavano
ancora gli abiti del funerale e questo gli sugger un'idea.
Mentre gli parlava della morte di James Coronado,
Morgan voltava la testa verso le montagne, un gesto involontario
ma che a lui non era sfuggito. Scrut nella direzione
in cui aveva guardato lo sceriffo e, tra le lunghe ombre
gettate dal sole al tramonto, vide una grande croce dipinta
di bianco. Si ergeva sui contrafforti dietro la citt, a met
strada tra la pianura e la vetta. Il cimitero dov'era stato sepolto James Coronado.
Affond i talloni nei fianchi del cavallo e punt in
quella direzione. I cimiteri tengono sempre i registri delle
tombe: chi vi  seppellito, le esigenze di manutenzione... e
le informazioni necessarie per contattare i parenti ancora in vita.
...
.
...
Capitolo 54.
...
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...
Cassidy sedeva al banco riservato alla sua famiglia davanti
all'altare della chiesa quando il cellulare vibr.
L'aveva impostato sulla modalit silenziosa, ma la
chiesa era cos tranquilla che persino le vibrazioni risuonavano
come la marcia di John Philip Sousa. Attorno a lui
non c'era nessuno, quindi lo lasci ronzare come un insetto,
sperando che morisse presto. Alla fine smise, permettendogli
di tirare un sospiro di sollievo. Era andato in chiesa in
cerca di pace. Stava pensando e stava pregando, non voleva
rispondere al telefono. Dubitava di avere lo stomaco necessario
per sentire altre novit.
Ma il cellulare torn a vibrare quasi subito, spingendolo
ad aprire gli occhi e a contemplare la croce stilizzata
che dominava l'altare. Dio, dammi la forza di vedere la
fine di questa giornata mormor, estraendo l'apparecchio
dalla tasca. Cassidy disse, un sussurro che echeggi nel
silenzio della grande navata.
Sono Morgan. Tucker  morto.
Lui si raddrizz di scatto. Cosa?
Ci ha chiamato Ellie, dicendo che c'era un intruso nel
ranch. Quando siamo arrivati, Pete era morto. E indovina
un po' chi fuggiva sul tuo cavallo?
Cassidy lott per assimilare il colpo. Pete  morto?
S. La voce di Morgan si abbass. Ma prima di morire
 stato torturato.
Cassidy si sent male. Perch mai l'hanno torturato?
Per strappargli informazioni, che altro? Questo significa
che presto verranno a cercare noi.
Cassidy si volt verso la porta e si accert che non vi
fosse nessuno. Ma in effetti l'aveva chiusa quand'era entrato,
quindi sapeva di essere solo.
Dove sei? chiese Morgan.
In chiesa.
Ottimo. S, davvero ottimo. Resta l e sarai al sicuro.
Prega anche per me, gi che ci sei. Cassidy avvamp per
l'ironia, ma non disse nulla. Ascolta, per il momento il colpevole
 Solomon Creed. Siamo a caccia di un assassino
adesso, non di un semplice ladro di cavalli, ma ho dato l'ordine
solo ai miei uomini. Niente federali, niente esterni...
una cosa tra noi.
Perch?
Perch non dobbiamo catturarlo, dannazione! Dobbiamo
ucciderlo e se coinvolgiamo i federali lo porteranno
in citt. E poi cominceranno a fargli domande, cio l'ultima
cosa che possiamo permetterci.
Cassidy si alz per andare oltre la croce, fermandosi
davanti all'affresco. Perch lo stiamo facendo, Morgan?
Che diavolo vuoi dire?
Solo questo: volevamo prendere Creed per farlo passare
come il responsabile dell'incidente aereo e consegnarlo
a Tio. E cosa ci ha risposto quel messicano?
Parli del messaggio? El Rey?
Esattamente. Significa che l'intera citt  in pericolo
disse, scuotendo la testa e studiando la sua immagine riflessa
nello specchio, costringendosi a guardare oltre le
apparenze per vedere l'uomo che era diventato. Non possiamo
permettere che uccida i nostri amici, i nostri concittadini,
per quello che abbiamo fatto noi. Redemption  l'unica cosa
che conta e la salvezza di chi la abita viene prima di tutto.
Dobbiamo proteggere loro, non noi stessi. Mi prender io la
responsabilit di quanto  successo.
Il diavolo dipinto lo guardava e anche l'angelo.
Chiama i federali concluse Cassidy. Chiama l'FBI,
la DEA, chiunque voglia la testa di Tio su un piatto d'argento.
Di' loro che hai scoperto una banda criminale che
contrabbanda negli Stati Uniti carichi di droga utilizzando
il vecchio aerodromo e che hai le prove del coinvolgimento
mio e di Tucker. Io, se riesco ad arrivare vivo in tribunale,
mi dichiarer colpevole. Non ti coinvolger, ti terr fuori
dalla merda perch la citt avr bisogno di qualcuno che
se ne prenda cura. Di' loro dello schianto, spiega chi c'era
sull'aereo e fai in modo che si sbrighino, perch Tio sta
venendo qui per vendicarsi di persona su di noi. Ma pur
avendo uomini e armi, non pu competere con l'esercito. 
l'unico modo di salvare Redemption, solo questo importa.
Io, ormai, sono spacciato comunque.
...
.
...
Capitolo 55.
...
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...
Solomon vide lo sterrato che si inerpicava tra le franose
pendici delle Chinchuca Mountains e guid il cavallo in
quella direzione. C'era un cartello, una semplice asse di legno
a forma di freccia, che indicava il cimitero agli escursionisti.
Dubitava per che vi fossero molti turisti disposti
a farsi quella camminata dopo l'incendio. Doveva passare
un bel po' di tempo prima che le cose tornassero normali in quella cittadina.
Affront lo sterrato al trotto e mantenne stabile l'andatura
del cavallo mentre saliva, in modo da sbrigarsi senza
per sfiancare lo stallone. Avrebbe avuto bisogno di Sirio
ancora per molto tempo. Il sole al tramonto inondava il deserto
di una luce rosso sangue. Vedeva Redemption sotto
di s, con gli edifici pi alti che gettavano una lunga ombra
sulle strade e la candida chiesa che dominava ogni cosa,
bianca come la croce che indicava il cimitero, bianca come lui.
Raggiunse la fine della salita e lo sterrato si biforc. A
sinistra continuava lungo il ripido versante, a destra raggiungeva
la grande croce e la casetta di pietra che si ergeva
proprio accanto. Era l'ingresso, dal quale partiva un muro
sovrastato da punte acuminate. Subito fuori, un lungo tronco
sistemato in orizzontale permetteva agli escursionisti di
legare i cavalli. C'erano ciotole di acqua per i cani e un tabellone
su cui spiccava una mappa turistica, con i sentieri
e i punti panoramici bene evidenziati. Sotto la mappa, un
piccolo cartello diceva: Niente pistole per favore, il cimitero  al completo.
Sulla porta della casa spiccava invece l'insegna Chiuso,
anche se il cancello era spalancato.
Solomon mand il cavallo al passo verso l'abbeveratoio
e smont. Sentiva dei rumori venire da dietro la casetta e
il grattare di una pala sul terreno. Inspir profondamente,
cercando di distinguere l'odore di chiunque stesse lavorando,
ma il vento soffiava nella direzione opposta.
Sal sull'ombrosa veranda della casa, stando attento a
non fare rumore e guard dentro dalla finestra. La casetta
serviva sia da ufficio sia da negozio di souvenir. Vedeva
dei classificatori sugli scaffali, una scrivania con computer
e telefono e un bancone colmo di cianfrusaglie identiche
a quelle che si vendevano in citt, con le memorie di Jack
Cassidy accatastate di fianco al registratore di cassa. Ruot
la maniglia della porta, sperando che chiunque lavorasse
nel cimitero l'avesse aperta per poi dimenticarsi di voltare
il cartello Chiuso, ma il pomello non si mosse.
Il grattare della pala si fece pi forte, poi ud dei tonfi
come se l'uomo battesse sul terreno con la parte metallica.
 il becchino, che star mettendo a posto la tomba di James
Coronado dopo aver combattuto l'incendio con gli altri. Lui dovrebbe
avere il numero di Holly. Forse potrei chiamarla dall'ufficio...
Arriv in fondo alla veranda e sbirci dietro l'angolo.
Il cimitero era piccolo e pieno di tombe. La maggior
parte era costituita da semplici cippi dipinti di bianco che
spuntavano dalla nuda terra e riportavano in lettere nere
il nome dei defunti, oltre al motivo e all'anno della loro dipartita.
Quasi tutte risalivano al XIX secolo. L'unica tomba
di marmo era al centro, all'ombra di un grande pioppo le
cui radici traevano nutrimento dal legno delle bare. Sotto
il pioppo era parcheggiato un pick-up, con il cassone pieno
di contenitori da cui spuntavano attrezzi di ogni sorta.
Un giovane in tuta da lavoro verde si dava tranquillamente
da fare poco distante, spalando pietre su una sepoltura
fresca per poi pressarle nel terreno con le scarpe. Solomon
lo guard e lo riconobbe, anche se gli dava le spalle. Era
l'uomo da cui l'aveva mandato Cassidy quando infuriava
l'incendio, quello che gli aveva dato il cappello dimenticato
poi nella macchina di Morgan e la crema solare. Un uomo
prezioso da conoscere.
Billy Walker. Cos si chiamava.
Torn a guardare il pick-up. Forse i documenti della
sepoltura odierna erano ancora l dentro, magari insieme a
un numero di cellulare. Ma poi si accorse che la questione
era puramente accademica, perch un cane enorme si alz
dai sedili. Sedette dietro il volante e punt lo sguardo sul
padrone, la testa massiccia, la lingua che ciondolava dalla
grande bocca imbrattando di bava il finestrino aperto a
met.
Bulldog americano, suppl subito la sua mente. Forte, leale,
noto per il grande attaccamento al padrone.
Torn a guardare la porta dell'ufficio. Poteva fracassare
la finestrella, ma Billy avrebbe sentito. Sicuramente il
cane si sarebbe messo ad abbaiare. Studi le finestre e vide
che il vetro era attraversato da sottili cavetti metallici: era
un antifurto, una cosa normale considerando la posizione
isolata della casa. Avrebbe suonato alla Centrale di polizia
e rompere il vetro significava veder arrivare una pattuglia.
No, pessima idea.
Prima di arrendersi, analizz la serratura. Era doppia,
dall'aria robusta con la toppa sottile. Immagin il meccanismo
interno, con il cilindro, i pistoncini e i contro pistoncini.
Sarebbe stato capace di aprirla?
Probabilmente s, ma sottomano non aveva nulla per
provarci. Serviva un passe-partout o, perlomeno, un attrezzo
affilato e acuminato. Inoltre, se le finestre erano allarmate,
lo stesso doveva valere per la porta.
Torn a sbirciare dietro l'angolo e vide che Billy aveva
quasi finito, dato che stava sistemando a mano delle grosse
pietre sulla tomba fresca di James Coronado. Un triangolo
di sudore gli impregnava la tuta da lavoro tra la schiena e
il cappellino. Doveva essere andato al cimitero subito dopo
il temporale, in modo da concludere il lavoro. Quindi, probabilmente
non sapeva cos'era successo al Tucker Ranch.
Certo, poteva aver ricevuto una chiamata al cellulare, ma
era un rischio che bisognava correre.
Torn silenziosamente al cancello di ingresso, immerse
le mani nell'abbeveratoio e lav via la cenere dal viso
e dai capelli. Poi prese una delle ciotole, la sciacqu e la
riemp d'acqua.
Il cane si volt non appena sent lo scricchiolio dei suoi
passi sulla ghiaia. Alz le orecchie e poi abbai: un solo,
poderoso latrato che blocc Solomon dov'era e spinse Billy
Walker a voltarsi. Fiss l'intruso con occhi socchiusi da sotto
la visiera, poi lo riconobbe e si alz il cappellino, appoggiandosi
al manico della pala.
Salve disse lui, sorridendo e alzando la ciotola. Ho
pensato che il suo cane avrebbe gradito un po' d'acqua.
Billy fece spallucce. La metta vicino al pick-up.
Lui si avvicin alla portiera e al solido ammasso di
muscoli e denti che stava dietro. Come si chiama?
Otis.
 bravo?
Un vero agnellino se gli d qualcosa da mangiare o
da bere.
Solomon pos la ciotola a terra e apr la portiera. Il pick-up
ondeggi quando il cane balz fuori, ignorandolo e
puntando dritto verso l'acqua. L'annus, poi prese a bere
con grandi leccate.
Dev'essere dura avere una pelliccia con questo caldo
comment Solomon, spostandosi verso Billy. Quella  la
tomba di James Coronado?
Lui si volt e guard il tumulo fresco come se lo vedesse
per la prima volta. Lo conosceva?
S, da diversi anni. Ho sentito dell'incidente ed ero da
queste parti, per cui ho pensato di partecipare al funerale.
Ma sono arrivato tardi, poi  scoppiato l'incendio... Lasci
la frase in sospeso e aggiunse: A proposito, grazie per il
cappello. L'ho lasciato allo sceriffo chiedendogli di ridarlo a
lei, visto che non sapevo se,ci saremmo rivisti. Mi aveva accompagnato
a casa di Holly perch volevo porgerle le mie
condoglianze, ma non c'era nessuno. Il suo sguardo and
alla tomba. E cos, ho pensato che almeno potevo passare
al cimitero per salutare Jim.
 venuto fin qui e non ha fatto in tempo a partecipare
al funerale? chiese Billy dispiaciuto.
Solomon si strinse nelle spalle. Non importa.
In silenzio, Billy si caric la pala in spalla e and verso
il pick-up. Otis alz la testa, lo guard, poi torn a bere
avidamente.
Per caso sa come potrei contattare Holly? chiese Solomon.
Non mi sentirei a posto se partissi senza salutarla
e offrirle un minimo di sostegno.
Billy gett la pala sul cassone e si volt. Non ha il suo
numero?
Ho perso il cellulare. Dev'essermi caduto mentre spegnevamo
l'incendio. Che rottura! Conteneva tutti i miei
contatti.
L'altro annu, poi apr la portiera e guard dentro. Solomon
trem: se avesse saputo cos'era successo al ranch, si
sarebbe voltato con una doppietta in mano.
Mi  piaciuto ci che ha fatto prima, quando non sapevamo
come affrontare l'incendio disse Billy, staccando
il cellulare dal caricatore collegato all'accendisigari. Ha
mandato al diavolo Morgan e dato a tutti noi il consiglio
giusto. Ci vuole coraggio, soprattutto per un forestiero.
Questa citt  in debito con lei. Tenga, prenda il mio telefono
e chiami la signora Coronado concluse, porgendogli
l'apparecchio per poi prelevare dallo scomparto della
portiera un fascicolo con la mappa del cimitero incollata
sulla copertina. E, se aspetta un attimo, potr darle anche il numero.
...
.
...
Capitolo 56.
...
.
...
Holly Coronado si addentr nella fresca penombra del museo
cittadino, attraversando l'atrio dal pavimento tirato a
lucido e dirigendosi verso le scale.
L'edificio, un vecchio palazzo di mattoni che mostrava
ormai i primi segni d'usura, sorgeva di fronte alla chiesa e
occupava un intero lato della piazza. Un tempo era la Borsa
del Rame, eretta per ospitare sia la sala delle grida sia
gli uffici della compagnia mineraria, ma adesso ospitava
la sede del municipio, il museo al primo e secondo piano e
l'archivio nel seminterrato.
Janice Wickens, l'archivista, stava uscendo da una
porta dal vetro smerigliato con la scritta: Ufficio dell'archivio.
Non appena l'impiegata la vide, il suo volto si riemp di
compassione. Mrs. Coronado. Sono cos dispiaciuta per la
sua perdita.
Grazie. Holly si sforz di sorridere. Mi chiedevo se
faccio ancora in tempo a ritirare qualcosa.
Janice aveva gi infilato la chiave nella serratura. Purtroppo
stavo per chiudere.
La prego, ci vorr solo un minuto implor, mostrandole
la ricevuta. Jim aveva questa tra le cose del suo studio.
Sto mettendo tutto in ordine e volevo ritirarla.
Janice era una donna precisa come un capotreno, che
impazziva per la polvere e viveva in una casa avvolta nella
plastica. L'ordine, per lei, contava pi di ogni altra cosa e
Holly si accorse dell'incertezza suscitata dalla sua richiesta.
Per favore ripet. Lo faccia per Jim.
Persino il cuore avvolto nella plastica di Janice non
poteva resistere a una vedova che chiedeva un favore nel
nome del marito appena sepolto. Va bene. Un minuto disse,
voltandosi e riaprendo la porta.
Holly la segu in una sala con pannelli di quercia alle
pareti e il pavimento di lucido parquet. In fondo spiccava
un bancone alto fino alla vita con sportelli che ricordavano
quelli di una banca del vecchio West. Janice prese la ricevuta,
and dietro il banco e apr un registro scritto a mano,
controllando il codice. Poi annu e spar dietro la porta che
dava sull'archivio.
Holly cominci a passeggiare mentre aspettava.
Estrasse il cellulare, guard l'org e si accigli quando cominci
a vibrare. Il numero le risultava completamente sconosciuto.
Lo lasci suonare un paio di volte, chiedendosi se
rispondere o no, poi accett la chiamata. Pronto?
Sono io, Solomon.
Salve disse, allontanandosi dal banco.
Dov' adesso?
All'archivio cittadino.
E dove si trova?
Qui in centro, proprio di fronte alla chiesa.
Com' andata con lo sceriffo?
Non  andata affatto. Mi hanno tenuta in una stanza
per un po', poi mi hanno rilasciata.
Meglio cos. Ascolti, deve andar via subito da l.
Perch?
Perch Tucker  morto.
Cosa? Com' successo?
 troppo lungo da spiegare. Ma lei non deve tornare
a casa, n parlare con la polizia. Non parli con nessuno,
perch ho motivo di credere che sia in grave pericolo. Deve
lasciare questa citt il pi in fretta possibile e non dica a
nessuno dov' diretta.
Holly si sent come se il soffitto avesse cominciato ad
abbassarsi e le pareti ad avvicinarsi. Lei dov' adesso?
Al cimitero.
Dobbiamo vederci.
S, ma non qui. Segu una pausa e Holly si volt, sentendo
Janice avvicinarsi alla porta. Vediamoci nel luogo
dov' morto suo marito.  facile da trovare?
Lei sapeva esattamente dove era morto Jim, ma non
aveva mai voluto andarci. Adesso per... S. Va bene, vediamoci
l.  a tre miglia a est della citt sulla Chinchuca
Road, la strada asfaltata che sale sulle montagne. C' un
masso vicino alla strada con un vecchio segnavia che indicava
la pista dei pionieri. Sembra un'aquila...
Janice rientr nella sala aperta al pubblico con una busta
in mano. Holly sorrise e la prese, poi l'impiegata volt il
registro perch lei lo firmasse.
Okay disse, nel frattempo, Solomon. Arriver non
appena possibile. Ci vediamo l e stia attenta.
Holly firm il registro, sentendosi come se stesse guardando
il mondo dalla parte sbagliata di un telescopio. A
dopo disse, chiudendo la chiamata.
Alz lo sguardo e si accorse che Janice la studiava preoccupata.
Va tutto bene, cara?
S, certo.  solo che... Pos la penna e scosse la testa,
poi imbast un sorriso e prese ad arretrare, chiedendosi se
Janice avesse sentito qualcosa.
Non parli con nessuno, aveva detto Solomon. Ho motivo
di credere che sia in grave pericolo. Con il panico che montava
sempre pi, indic la busta. Grazie di tutto disse, alzandola.
Apprezzo molto la sua gentilezza.
E con questo si gir e usc, mentre il rumore dei suoi
passi echeggiava, cupamente, nel corridoio deserto.
...
.
...
Capitolo 57.
...
.
...
Solomon chiuse la chiamata ed esamin la tomba di marmo
davanti a lui. Si era allontanato da Billy mentre telefonava
per evitare che sentisse e, senza pensarci, aveva raggiunto
la sepoltura pi grande del cimitero. Come la villa nel centro
cittadino, aveva qualcosa di monumentale, ma questo
non lo sorprendeva affatto visto che era stata realizzata per
lo stesso uomo. L'epitaffio diceva:
Qui riposa il Reverendo Jack Cassidy
pioniere, visionario e filantropo
fondatore e primo cittadino di Redemption, Arizona
25 dicembre 1841 - 24 dicembre 1927
La tomba era bianca come la chiesa. Marmo importato.
Ma i bordi apparivano scheggiati e grosse crepe l'attraversavano,
riempite con mastice di un bianco diverso da quello
del marmo.
Cosa  successo qui? chiese, passando il dito sulle
crepe e soffermandosi sui bordi delle fenditure.
Billy non rispose e sent qualcosa cambiare all'improvviso.
Si volt e si ritrov a guardare una doppietta per
la terza volta in un giorno.
Tenga le mani bene in vista disse il giovane.
Stringeva tra le dita un altro cellulare e appoggiava
il calcio del fucile sull'avambraccio. Chiaramente sapeva
cos'era successo.
Non sono stato io a uccidere Tucker disse Solomon,
alzando le mani e muovendo un passo avanti.
Fermo. Non si muova.
Tu non mi sparerai, Billy.
Ne  convinto? Faccia un altro passo e vedr.
Hai mai ucciso un uomo, Billy? Solomon avanz ancora.
Hai mai guardato qualcuno in volto vedendo la vita
abbandonarlo? Risparmiati questo peso sulla coscienza.
Ah, grazie per il telefono disse, porgendoglielo. Billy lo
guard, con l'istinto che gli diceva di prenderlo prima che
cadesse a terra e si rompesse.
Solomon sfrutt quell'attimo di distrazione per balzare
in avanti e afferrare le canne della doppietta. Spinse con
forza l'arma di lato, poi diede uno strattone, trascinando
Billy in avanti. Uno sparo echeggi quando lui premette il
grilletto, con una scarica di pallettoni che si piant in parte
nel tronco del pioppo e in parte si disperse tra le fronde.
Solomon continu a strattonare, cercando di spostare il gomito
indietro e mirando alla fronte e non al naso. Un forte
colpo al naso poteva conficcare schegge d'osso nel cervello,
uccidendo il ragazzo.
Come faccio a saperlo? Come faccio a conoscere le mosse necessarie
per disarmare un uomo che mi punta addosso un fucile?
Come faccio a sapere cosa uccide e cosa no?
Il gomito colp la testa di Billy, mandandola bruscamente
all'indietro. Solomon diede un altro strattone e riusc
a strappargli l'arma.
Otis! grid il giovane. Attacca, Otis!
Solomon comp un mezzo giro su se stesso, usando il
movimento per far perdere l'equilibrio a Billy. Sentiva montare
dentro di s una rabbia ribollente e provava di nuovo
la feroce voglia di fare male. Colp con l'altro gomito Billy
alla tempia, crogiolandosi nella violenza dell'impatto. Lui
cadde a terra, con gli occhi che si rovesciavano all'indietro.
Solomon cadde insieme a lui e afferr una pietra con
la mano. La rabbia era qualcosa di fisico adesso, una forza
contenuta troppo a lungo che stava per esplodere. Ne sentiva
la pressione sul torace e strinse forte la pietra, alzandola
sopra di s.
Colpisci!, grid la voce dentro di lui. Colpisci con tutta
la tua forza la testa di quest'uomo. Spaccagli il cranio fino a far
uscire le cervella. Solo cos allenterai la pressione. Solo cos saprai
chi sei!
Riusciva a vedere la scena: la pietra, il cranio di Billy,
il sangue, un'immagine cos vivida da fargli pensare che
fosse successo veramente. Colp rapido e letale, ma la pietra
percosse il terreno accanto alla testa del ragazzo. Solomon
non era certo di cosa avesse deviato la sua mano, impedendogli
di uccidere. Forse era stato lui, forse qualcos'altro,
ma qualunque cosa fosse stata, aveva salvato una vita. Affannosamente
si rialz, scagliando via la pietra prima che
fosse spinto a ripensarci.
Sudava e respirava con affanno, non per lo sforzo, non
per la lotta, ma per la rabbia che l'aveva accecato.
Sent un ringhio alla sua destra e si volt, guardando
il bulldog sdraiato davanti alla ciotola con la grossa testa
appoggiata sulle zampe. Lo vide muoversi, in uno sforzo
estremo di correre in aiuto del padrone, poi lo sent ringhiare
ancora. Ma fu tutto ci che riusc a fare prima di
chiudere gli occhi con un guaito, per poi restare immobile,
addormentato.
Solomon tir un lungo respiro e poi si mise al lavoro.
Raggiunse il pick-up e trov un coltello, una lunga corda
e una scatola di fascette ferma cavi di plastica nera. Us
le fascette per legare i piedi e le mani di Billy, poi lo trascin
sotto il pioppo e lo leg al tronco con la corda, stringendo
bene i nodi. Tagli la corda che avanzava, circa tre metri,
infil il coltello nella cintura e torn al pick-up, dove vide
una cassa di acqua minerale. Prese due bottiglie, ne trangugi
una a grandi sorsi e stapp l'altra, versandovi con
cautela un quarto del sonnifero che gli avanzava. L'aveva
preso a casa di Holly e il primo quarto era finito nella ciotola
del cane, abbastanza per metterlo fuori combattimento,
ma non per ucciderlo... o almeno, cos sperava. A giudicare
da come il bulldog russava, la dose era quella giusta. Scosse
la bottiglia per dissolvere la polvere e la lasci accanto al ragazzo
privo di sensi, in modo che quando si fosse svegliato
la prendesse e tornasse a dormire dopo qualche sorso. Infine
scaric la doppietta e la scagli lontano, tra i cespugli del
cimitero, dove bisognava cercarla per riprenderla.
Sirio alz la testa quando sent i passi di Solomon sulle
assi di legno della veranda, poi torn tranquillamente a
pascolare. Solomon studi la strada sterrata per accertarsi
che non stesse arrivando nessuno, infine si avvicin alla
mappa turistica disegnata sul tabellone.
Trov il cimitero e tracci con il dito tutti i sentieri
fino a quando non trov la Chinchuca Road. Si snodava
serpeggiando tra le montagne, seguendo i contorni dei
pendii. Il suo sguardo and oltre la citt, verso le vette
che la circondavano a ferro di cavallo. Intanto preparava
la corda, annodandola con mani esperte mentre studiava
la linea tracciata dalla strada e calcolava quanto tempo occorreva
per raggiungere il luogo dell'appuntamento. Lo
sterrato proseguiva nella giusta direzione, ma solo per un
tratto, dopo doveva continuare sul terreno spoglio, franoso
e irregolare e per questo gli serviva la corda.
Strinse l'ultimo nodo e raggiunse il cavallo. Vieni, Sirio
gli disse, passandogli attorno alla testa l'improvvisata
cavezza e assicurandola dietro le orecchie.
Tenendo le briglie con la mano, balz in groppa e si
sistem perbene. Poi condusse diverse volte lo stallone in
cerchio nel parcheggio vuoto per assicurarsi che le briglie
tenessero. Sembravano perfette, gli permettevano di stare
eretto e di governare il cavallo come voleva. Si sarebbero rivelate
preziose sul terreno accidentato che doveva attraversare.
Non avrebbe potuto aiutare nessuno se fosse caduto o
si fosse rotto una gamba. Sicuramente, non sarebbe riuscito
a salvare Holly.
Per questo sono qui? Per lei e non per suo marito?
Si sentiva responsabile per Holly e per questo le aveva
preso il sonnifero. Non voleva che morisse. Se le fosse
capitato qualcosa, non avrebbe svolto fino in fondo il suo
dovere. Ma quale dovere? Non ne aveva idea.
Si lasci alle spalle il cimitero e si avvi sullo sterrato,
osservando il deserto bruciato che si estendeva verso nordovest.
Il sole era basso all'orizzonte, un grande disco di
lucido rame. Pens al ranch dall'altra parte del fiume e al
corpo martoriato nel fienile. Pens all'uomo armato a casa
di Holly e si chiese chi poteva averlo mandato e quali altre
prove li attendevano. Poi mand il cavallo al trotto per
guadagnare tempo sul tratto pi facile, preceduto dalla sua
ombra lunga e scura sul terreno sassoso.
...
.
...
Capitolo 58.
...
.
...
Mulcahy guardava lo sporco sterrato che si srotolava davanti a lui.
Stava guidando, con l'odore di benzina che gli impregnava
i vestiti e il fienile in fiamme che diventava
sempre pi piccolo nel retrovisore. Quel piccolo show ammazza-e-brucia
l'aveva turbato. Da sempre riteneva Tio un
uomo ragionevole, indubbiamente crudele ma ragionevole,
per la scena a cui aveva assistito non presentava nulla di
ragionevole. E se toglievi la ragionevolezza dall'equazione
restava solo la crudelt, cosa che certo non lo tranquillizzava
molto, vista la situazione di suo padre.
Che cosa avevano fatto? domand.
Chi?
Le torce umane nel montacarichi.
Mi avevano rotto i coglioni fu la replica. E non mi
fidavo pi di loro. Ma di te posso fidarmi, no?
Certo gli rispose. Che altro dovrei dire?
Tio rise e gli diede una pacca sulla gamba.  questo
che mi piace di te: niente stronzate. Invece di leccarmi il
culo, dici le cose come stanno anche se non ti conviene.
Mi serve gente cos, non un branco di idioti buoni solo a
sparare.
La Jeep sobbalz quando svoltarono sulla strada asfaltata.
L'ombra del veicolo prese a precederli mentre acceleravano
verso est.
Dimmi una cosa cominci Tio come se stesse per
chiedergli un consiglio. Perch sei cos leale verso tuo padre?
Famiglia grugn lui.
Tio scosse lentamente la testa. No, non  famiglia. Lui
 tuo padre quanto lo sono io.
Mulcahy strinse il volante con rabbia. Non aveva mai
parlato a nessuno della sua infanzia, un po' perch se ne
vergognava, un po' per lealt. Ma sapeva che, con le risorse
giuste, non  difficile scoprire la verit. E Tio di risorse ne
aveva parecchie.
Invece, tua madre... continu il boss, concentrato
solo su di lui come se godesse nel metterlo a disagio. Cosa
faceva esattamente? La ballerina? La puttana?
Probabilmente lo sai'meglio di me gli rispose, sforzandosi
di tener ferma la voce. Non l'ho mai davvero conosciuta.
No, penso proprio di no. Quanti anni avevi quando
se n' andata? Sette?
Sei.
Sei anni e all'improvviso decide di mollarti a un disgraziato
che si scopava da qualche mese. Quanto bisogna
essere troie per fare una cosa del genere?
Chiunque altro, chiunque al mondo si fosse permesso
di dire una cosa cos si sarebbe beccato tra gli occhi non
una pallottola, ma l'intero caricatore della Beretta.
Hai mai scoperto che fine ha fatto? chiese Tio, incalzandolo,
punzecchiandolo e godendo come un pazzo.
Mulcahy scosse la testa. Poteva scoprirlo, quand'era
ancora un agente, dato che aveva a disposizione un nome,
una descrizione fisica, l'ultimo luogo in cui era stata vista e
l'accesso senza restrizioni al database delle persone scomparse.
Ma al momento buono, trovava sempre qualche scusa
per non farlo. Non voleva saperlo, almeno non nei dettagli.
L'esperienza gli diceva che quella non era una storia a
lieto fine e quindi non aveva senso scoprire quanto infelice
poteva rivelarsi o che forma avrebbe preso il suo tormento.
Prova a indovinare disse Tio come se proponesse un
giochino per passare il tempo.
Mulcahy si concentr sulla respirazione, come un cecchino
che si prepari a sparare. Sentiva il cuore battere impazzito
e il sudore imperlargli la fronte. Tio lo sapeva, era
chiaro dal suo tono: sapeva che fine aveva fatto sua madre
e stava per dirglielo.
Avanti, non farti pregare insistette il boss. Overdose?
O magari  stata pestata a morte da qualche stronzo imbottito
di amfetamine? Oppure si  tagliata le vene in una
topaia perch non voleva affrontare un altro giorno della
sua vita di merda? Devi essertelo chiesto.
Avevo altro a cui pensare.
Cazzate. Invece pensavi a lei tutto il tempo quand'eri
bambino, chiedendoti cos'era successo alla tua mamma e
perch non tornava a prenderti.
No, invece ribad Mulcahy, deciso a chiudere quella
conversazione. Non me lo chiedevo.
Be', che bimbo raggelante. Ti credevo un bravo figliolo,
visto quanto ti preoccupi per un uomo che non  neppure
tuo padre e adesso scopro che non ti  mai importato un
cazzo della tua vera madre. Freddo come il ghiaccio. Ho la
pelle d'oca. Mi deludi, Mikey.
Mulcahy reag con un'alzata di spalle. Sperava che Tio
mollasse l'osso, ma adesso sapeva che non ne aveva la minima
intenzione. Si divertiva troppo e aveva il pallino delle
informazioni. Sapeva cose che neppure tu sapevi e ti diceva
tutto ci che non volevi sentire.
Okay, vedo che hai bisogno di incoraggiamento riprese
il boss, estraendo il cellulare dalla tasca. Facciamo
cos: se indovini, chiamo i ragazzi e dico loro di mollare tuo
padre. Che ne dici?
E se non volessi giocare?
Se non vuoi giocare, li chiamo e dico loro di rompergli
qualcosa, un dito, un braccio e poi metter il telefono sul
vivavoce cos lo sentiremo urlare.
Mulcahy non disse nulla. Tremava e cercava in tutti i
modi di non mostrarlo.
Avanti, dobbiamo pur passare il tempo in qualche
modo. Queste strade nel deserto mi annoiano a morte. Vedi
quella roccia laggi? Indic un grosso macigno rosso a
lato della strada e aggiunse: Quando la supereremo, dovrai
darmi una risposta. Spiacente, ma bisogna pur stabilire
un tempo massimo. Non provare a rallentare per tirarla
in lungo, equivale a imbrogliare, e la penitenza sar
un orecchio di pap tagliato di netto. E poi, ovviamente,
dovrai comunque darmi la risposta.
Mulcahy guard il contachilometri. Andava a ottanta
all'ora. Il masso distava un paio di miglia e si ergeva nel
deserto come una pietra tombale. L'avrebbe raggiunto in
un minuto, al massimo due.
Non mentiva dicendo di non aver mai pensato molto a
sua madre in quegli anni, tagliandola fuori da tutto come
un'esperienza traumatica che voleva solo dimenticare. Era
un bambino, lei se n'era appena andata, ma suo padre ne
parlava sempre. Sembrava quasi che fosse partita per far
visita a dei parenti lontani e, ogni volta che facevano qualcosa
di divertente, il vecchio diceva: Ah, questo dobbiamo
raccontarlo a tua madre. Di conseguenza, lei restava nella
sua vita anche se in effetti non c'era pi. Per questo aveva
sperato a lungo che tornasse a casa, in modo che diventassero
una vera famiglia e vivessero tutti insieme come
sognava pap, come sognava lui.
Poi, un giorno, quando aveva otto o nove anni, suo padre
l'aveva portato in un fast food. Seduta al tavolo con loro
c'era una donna, una giovane donna che non era sua madre.
Il vecchio le aveva preso la mano per poi guardare lui
e dire: Ti presento Kathleen. Vorrebbe venire a vivere con
noi e farci diventare una famiglia. Che ne pensi?.
Be', lui aveva cominciato a pensarci, ma poi era arrivata
la cameriera con un cheeseburger e un frapp al cioccolato.
Suo padre e la ragazza chiacchieravano e ridevano e
quindi si era detto: Be', se fa felice pap, perch no?
Kathleen era gentile e sorridente, ma non aveva funzionato.
Suo padre aveva smesso presto di ridere e lei anche,
diventando sempre pi furiosa per via dei giorni che
lui trascorreva lontano da casa per lavoro o per giocarsi lo
stipendio negli ippodromi o in qualche bisca clandestina. E
visto che pap non c'era mai, toccava a Kathleen mandarlo
a scuola e accudirlo giorno dopo giorno. Non lo trattava
male, no, ma dal modo in cui lo guardava si vedeva che
cominciava a considerarlo un peso. Lui deve aver amato
molto tua madre per tenerti con s gli aveva detto una
settimana prima di sparire per sempre. Avrei voluto che
mi amasse anche solo la met.
Arrivarono altre Kathleen nel corso degli anni, donne
dalle buone intenzioni che credevano di poter trasformare
un malato del gioco d'azzardo in un pap modello. Tutte se
n'erano andate dopo un po', proprio come la prima Kathleen.
Tuttavia, con loro in giro, suo padre non parlava pi di
sua madre. Era stata sua zia a risollevare l'argomento. Sai
che tua madre non torner pi a prenderti, vero?
Lo aveva detto una sera quando il padre era in giro e
lui sedeva al tavolo della cucina a mangiare dei maccheroni
al formaggio. Donne come lei non hanno tempo per
i figli. Non trovano posto nelle loro vite disastrate.  rimasta
quanto bastava per arpionare tuo padre, poi se n'
andata lasciandoti qui come un paio di scarpe che si era
stufata di indossare. Certo, ha scelto bene l'uomo a cui lasciarti,
devo dargliene atto. Ma le concedo solo questo. Piccolo
mio, dimenticati di lei. Perch lei si  dimenticata di
te e puoi solo sperare che a quest'ora non sia gi morta da
qualche parte.
Siamo quasi alla roccia annunci Tio. Hai una risposta
da darmi?
Donne come lei...
Una volta aveva trovato la sua fotografia nella stanza
di pap, nascosta dietro la foto di scuola scattata l'estate
prima, quando era stato promosso. Il vecchio l'aveva fatta
incorniciare e la teneva appesa sopra il comodino. Dietro,
c'era il volantino di un locale su cui spiccava una donna
alta e snella, tutta gambe e con lunghi capelli rossi. Indossava
un abito da sera, stile ballerina di tango e la scritta
diceva: Serata Salsa con Blaze. Nonostante fosse di profilo, la
somiglianza con lui era evidente. La carta patinata appariva
stropicciata, come se suo padre avesse preso il volantino
per poi ficcarselo in tasca. Dopo un po' era tornato a cercare
la foto di nascosto, ma del volantino nessuna traccia. Forse
una delle Kathleen aveva convinto il padre a buttarlo o magari
il vecchio se n'era liberato per conto suo.
Si era affezionato a quella foto, a quell'immagine di
una donna giovane e bellissima. Aveva continuato a portarla
nel cuore anche se, una volta entrato in polizia, si era
reso conto di quanto rapidamente la strada consumasse le
donne come lei. Donne a cui restavano solo i ricordi, con i
sogni della loro giovent tatuati su pelli sempre pi cadenti,
donne che si prostituivano sui marciapiedi o nei bordelli
fino a venir trovate morte da qualche parte, oppure peste e
sanguinanti in qualche vecchio magazzino dov'erano state
sbattute come sacchi della spazzatura.
Come detective, aveva anche visto la vita a cui erano
condannati i figli di quelle donne: sempre trascurati, soprattutto
i pi piccoli, spesso magri, malaticci, infestati dalle
pulci e con pannolini che puzzavano lontano un miglio. I
pi fortunati venivano parcheggiati davanti alla TV mentre
mamma lavorava nella camera da letto. La maggior parte
delle volte, il bambino davanti allo schermo e la madre col
cliente, erano separati da una semplice tenda. Quella era la
vita che suo padre gli aveva risparmiato. Ecco perch gli
doveva tutto.
Il macigno accanto alla strada si ingrand sempre pi,
rosso e imponente come la sua rabbia. Quando lo superarono,
il rumore del motore echeggi contro la roccia.
 morta disse Mulcahy.
Tio scosse la testa. Cos non vale. Devi fare di meglio
se vuoi vincere un premio. Com' morta, secondo te?
Overdose.
 la tua risposta definitiva?
S.
Morta di overdose. Oh no. Sbagliato! Il boss pass
il dito sul display e cominci a leggere. Madeleine Mary
Kelly, nata il tre aprile 1952, nota anche come Blaze, Scarlet,
Red Riding Hood, Mary Kennedy...
Pass di nuovo il dito sul display e glielo mostr.
Mulcahy voleva strappargli di mano il cellulare e lanciarlo fuori
dal finestrino. Voleva urlare e tapparsi le orecchie per
non sentire cosa Tio stava per dirgli.
Be', adesso  diventata Mary Schwartz e risiede a
Southlake, Texas, con suo marito Gary Schwartz e due
splendidi figli adolescenti.
Mulcahy sent come una mano invisibile affondata nel
torace che gli strappava i polmoni per poi calpestarli. Non
riusciva a respirare. Gli ronzavano le orecchie. Guard il
cellulare, concentrandosi sulla foto: mostrava due ragazzetti,
impacciati e un po' sovrappeso, in piedi accanto alla
classica coppia da Country Club. Lui pelato e con la pancia
che sporgeva da sotto la polo chiara. Lei, la mogliettina dal
manicaretto sempre in forno, snella e adorante. Era la pi
alta della famigliola, con capelli rossi stirati alla perfezione
e freschi di tinta da duecento dollari, il volto spianato con il
Botox e il sorriso che mostrava al mondo intero una costosa,
perfetta protesi dentaria.
Guarda la strada disse Tio e lui sterz bruscamente,
riportando sull'asfalto la Jeep che stava affondando due
pneumatici nella banchina sabbiosa.
Come ti fa sentire?-'gli chiese il boss, sempre mostrandogli
il cellulare, tormentandolo con quella foto. A
un certo punto si  rotta le palle e ti ha lasciato al suo uomo,
ma poi si  data da fare. E si direbbe che abbia avuto un
certo successo, non trovi? Chi pu biasimarla? Scaricare il
figlio non voluto a un commesso viaggiatore per vivere la
vita e alla fine artigliare Mr. Country Club. Secondo te, lui
che cosa guida? Una Lexus? Oppure una Lincoln Town
Car super accessoriata? Lei guida la sua piccola Mercedes
e la sera la parcheggia accanto alla macchina del marito
in un garage che  pi grande della casa di tuo padre.
Lasci che quelle parole facessero presa, poi aggiunse:
Adesso la tua cara mammina lavora per una compagnia
di viaggi. Tiene la contabilit o qualcosa del genere. A me
sembra una noia mortale, ma suppongo che sia una vita
tranquilla e sicura. Invece, quanto mi doveva tuo padre
prima che tu intervenissi e mi pagassi i suoi debiti?.
Mulcahy deglut. Un po' pi di trecento bigliettoni?
Tio annu. Trecentomila dollari. Sono un sacco di soldi,
ma scommetto che questo tizio li guadagna in un anno,
magari anche di pi tra bonus e rimborsi, investimenti e
coperture sanitarie. E quindi... s, devo ammettere che tua
madre ha fatto la scelta giusta scaricando quel perdente che
ti ostini a chiamare pap. Ha visto l'occasione e l'ha colta.
Una cosa che bisogna ammirare.
Mulcahy annu. E tu l'ammiri, suppongo.
Pi avanti apparvero degli edifici, un motel o qualcosa
del genere e lui ci fiss lo sguardo sopra per evitare di
finire nuovamente fuori strada. Tutte le sue certezze erano
crollate in un minuto. Credeva che sua madre conducesse
una vita miserabile e che questo le avesse impedito di
cercare il figlio che aveva abbandonato. Oppure che fosse
morta. Non aveva mai pensato che fosse stata la vergogna
a impedirle di tornare. Non vergogna per se stessa, ma per
ci che si era lasciata alle spalle.
Gli edifici assunsero una forma pi definita. Non un
motel, ma un distributore Texaco con un parcheggio per sei
macchine davanti a una caffetteria di cemento grigio.
Va bene se mi fermo per un attimo? chiese. Devo
andare in bagno.
Perch no? replic Tio, studiando con occhi socchiusi
il vecchio distributore dalle pompe nuove di zecca. Cos
faremo anche benzina. E riempiremo qualche altra tanica.
...
.
...
Capitolo 59.
...
.
...
Morgan camminava avanti e indietro.
Il medico legale era nel fienile di Tucker con Donny
McGee e un paio di assistenti chiesti in prestito all'ospedale,
intento a stilare il rapporto sul cadavere. Non capitavano
molti omicidi da quelle parti, per cui gli assistenti facevano
a gara per venir convocati e intascarsi un compenso extra
senza fare troppa fatica. Quella volta, per, dovevano sudare
per guadagnarselo.
Morgan si era spostato verso il cancello aperto del
corral per evitare che qualcuno sentisse la sua conversazione.
Hai sentito dell'esplosione nella Sierra Madre?
Aveva un cellulare all'orecchio e l'altro in mano. No
rispose, ma significa che sta arrivando.
Alz il cellulare che teneva in mano, tir indietro la
testa e studi il display con occhi socchiusi. Ho appena
ricevuto un rapporto da una pattuglia di frontiera. Dannazione,
pi invecchiava e pi la vista peggiorava. Ma rifiutava
di mettere gli occhiali. Hanno trovato un fienile in
fiamme a un'ora e mezza di macchina da qui. Nascondeva
l'accesso a un tunnel. C'erano anche due cadaveri, uno sul
montacarichi e l'altro appena sotto. Ascolt ci che gli
diceva il suo interlocutore, poi annu. Okay, perfetto. La nostra
squadra speciale sta arrivando. E abbiamo altre unit
armate.
L'altro cellulare cominci a suonare, un trillo da vecchio
telefono. Guard il numero con occhi socchiusi e lo
riconobbe.
Siamo pronti concluse. Non preoccuparti. Da parte
mia  tutto a posto.
Chiuse la chiamata e accett quella sull'altro cellulare,
con l'espressione cupa che scomparve non appena rispose.
Ciao, tesoro. Stai uscendo dal lavoro?
Il suo sguardo and al fienile per accertarsi che nessuno
sentisse. I lampi di un flash illuminarono l'interno,
indicando che la squadra stava scattando le foto di rito. Era
pressoch impossibile tenere segreta una relazione in una
cittadina come Redemption, ma lui e Janice Wickens ci riuscivano
da tre mesi.
S, ho appena chiuso rispose lei.
Era cominciata per necessit, perch gli serviva qualcuno
all'archivio che tenesse d'occhio le ricerche svolte da
James Coronado, ma dopo qualche tempo il rapporto con
Janice era diventato intimo. Lei aveva un carattere e uno
stile di vita molto diversi dai suoi, ma la relazione funzionava
e adesso faticava a immaginare un'esistenza priva
delle delizie che lei gli cucinava e del calore del suo corpo
nudo quando passava a trovarla a tarda sera. La vita era
bella e stava per diventarlo ancora di pi. Doveva solo tenere
duro e uscire indenne dalla notte di fuoco che si stava
profilando.
Ascoltami bene, tesoro disse. Non riuscir a passare
da te pi tardi. Purtroppo non posso neppure spiegarti
cosa  successo, ma ti prego di andare a casa, accendere la
TV e sprangare la porta.
Sprangare la porta? Perch?  la prima volta che mi
dici una cosa del genere.
Perch  una situazione un po' particolare, ma non
preoccuparti. Ho tutto sotto controllo.
Lo so e difatti non sono preoccupata rispose lei con
un tono che trad il suo sorriso. Ma la situazione particolare
riguarda per caso James Coronado?
Morgan si volt, dando le spalle al fienile. Perch me
lo chiedi?
Perch Holly  appena andata via. Aveva una ricevuta
per ritirare dei documenti richiesti dal marito che erano
rimasti qui. Sembrava... non so, un po' confusa. Poi ha ricevuto
una telefonata e da quel momento non ha fatto che
agitarsi.
Sei riuscita a capire con chi stava parlando?
No.
Morgan guard verso il fienile. Il medico legale e gli
assistenti stavano portando fuori il cadavere di Tucker, per
caricarlo sull'ambulanza. Sulla veranda della casa, Ellie sedeva
sul dondolo con qualcuno accanto che le parlava e le
teneva la mano, anche se lei non sembrava accorgersene.
Continuava a oscillare avanti e indietro, con la doppietta
sulle gambe e gli occhi ciechi puntati verso il cielo tinto dai
colori del tramonto.
Per penso che stia andando a incontrarlo riprese
Janice, catturando di nuovo la sua attenzione. Non so dove
fosse e non so con chi parlasse, ma ti assicuro che era molto
agitata.
Morgan dovette spostarsi per permettere a un cowboy
di rimettere nel corral due dei cavalli che Creed aveva fatto
scappare. Se le sue supposizioni erano esatte, sapeva benissimo
chi doveva incontrare Holly.
Sono preoccupata per lei afferm Janice. Sai, con il
brutto momento che sta passando...
Non preoccuparti la interruppe, puntando verso il
fuoristrada parcheggiato accanto all'ambulanza. Penser
io a lei. Tu vai a casa. E non dimenticarti di chiudere bene la porta.
...
.
...
Capitolo 60.
...
.
...
Holly percorse a piedi il lungo tragitto verso casa, evitando
la strada principale e le vie residenziali. Non voleva essere
vista, non dopo ci che Solomon le aveva detto.
La notizia della morte di Pete Tucker l'aveva profondamente
scossa. Lo considerava un nemico, un membro della
cricca responsabile della morte di Jim, ma sapere che era
stato ucciso aveva suscitato in lei una reazione inaspettata.
Non si sentiva felice per la vendetta consumata, ma triste
e svuotata, come se la morte fosse diventata normale da
quelle parti e quindi insignificante. Qualche ora prima non
le sarebbe importato nulla. Aveva sepolto suo marito per
poi tornare a casa sotto la pioggia, desiderosa solo di porre
fine a tutto quanto. E adesso si teneva nell'ombra, timorosa
di perdere quella vita a cui prima voleva caparbiamente
rinunciare.
Era stato Solomon a cambiare tutto. Lui, con le sue inconcepibili
stranezze. Un uomo che sembrava sapere tante
cose ma non chi fosse veramente. Un uomo che continuava
a dire di trovarsi l per salvare suo marito come se le normali
definizioni di vita e di morte non contassero nulla.
L'aveva fatta vergognare di se stessa per la determinazione,
la convinzione con cui cercava la verit. Aveva riacceso una
scintilla laddove lei pensava che fosse tutto spento.
Raggiunse l'incrocio della strada in cui viveva e sbirci
dietro l'angolo, aspettandosi di trovare un grosso e minaccioso
SUV nero parcheggiato davanti alla sua porta. Ma
non vide nessuno. Veniva da una stradina secondaria che
sfociava nella via un centinaio di metri sopra la villa. Era
passata da l pensando che, se qualcuno l'aspettava avrebbe
sorvegliato la parte della via che saliva dalla strada principale,
non quella che scendeva dalla collina.
Si avvi spedita verso casa, tenendosi sul lato in ombra,
stando attenta a cogliere anche il minimo movimento.
Solomon le aveva detto di non tornare, ma le serviva
una macchina e rubarla avrebbe attirato l'attenzione molto
pi che prendere la sua. Non aveva idea di come si rubasse
una macchina, n sapeva chi chiamare per farsela prestare.
Usare la Toyota sembrava l'opzione migliore, almeno fino a
dieci minuti prima. Adesso che si trovava l, non ne era pi cos sicura.
Attravers la strada a una quarantina di metri da casa
e imbocc il vialetto di una propriet che sapeva disabitata.
Percorse lo stretto passaggio tra la villa e il garage e si inoltr
nel giardino sul retro. Era come il suo, curato ma con la
vegetazione locale, completamente aperto verso il deserto.
Lo attravers, poi varc la bassa staccionata che segnava il
confine con la propriet adiacente. Le ville erano diverse
viste dal retro, ma us gli alberi per orientarsi e procedette
tenendosi al riparo dei cespugli. Finalmente raggiunse il
suo giardino: le chiavi della macchina erano in tasca. Doveva solo salire e andarsene.
Faceva uno strano effetto raggiungere la propria casa
di nascosto, passando dal giardino che aveva sempre associato
al relax e al tempo libero. Ma, adesso, era diventato
un luogo di trepidazione e paura. Senza saperlo, si acquatt
dietro il cespuglio che aveva gi nascosto Solomon dallo
sguardo di un killer e guard la villa. Pareva deserta, ma
questo non significava che lo fosse davvero.
Rest appostata per qualche minuto, poi avanz nel
prato tenendosi bassa e puntando verso il cancello tra la
casa e il garage. Dietro c'era la macchina. Non la usava da
una settimana e la batteria lasciava molto a desiderare. A
volte ci volevano i cavi per farla partire. Forse non aveva
avuto una grande idea, ma ormai non poteva pi tornare
indietro. Prese le chiavi e le strinse tra le dita, lasciando
sporgerne la punta come un minuscolo coltello.
I cardini del cancello cigolarono quando lo apr. Normalmente
non ci avrebbe fatto caso, ma adesso le parve che
il rumore echeggiasse in tutto il quartiere. La Toyota era l
davanti a lei, con la carrozzeria rossa e i vetri striati dalla
pioggia polverosa del deserto. Le sicure scattarono tutte assieme
quando gir la chiave nella serratura. Sedette e prov
a infilarla nel quadro, ma la mano le tremava cos tanto
da sbatterle contro il cruscotto. Dovette chinarsi e guardare cosa stava facendo per riuscirci.
Parti, ti prego, implor, mettendo in folle. La macchina
era vecchia e il freno a mano non teneva, costringendola a
innestare la marcia quando parcheggiava. Ti prego, ti prego... e gir la chiave.
Il motore borbott, diede un paio di colpi e si spense.
Qualcuno buss al finestrino. Holly sent il cuore balzarle in gola ma, d'istinto, si volt.
Margaret disse, con un sospiro di sollievo. Abbass
a mano il vetro e lanci un'occhiata alla villa.
Stai bene, Holly? chiese la sua vicina. Prima ho visto
gli uomini dello sceriffo che ti portavano via.
Tutto bene, Margaret, grazie.
La vicina si chin sul finestrino aperto e ridacchi. Si
dice che qualcuno abbia piazzato un po' di sale nella pelle coriacea di Morgan.
Davvero? Pensa un po' rispose lei, girando di nuovo
la chiave. La macchina sputacchi, sobbalz e si avvi. Era
un pezzo da museo, ma ci si poteva sempre contare.
Margaret arretr. Bene, cara, volevo solo assicurarmi
che fosse tutto a posto spieg. Naturalmente, se hai bisogno
di qualcosa conta su di me. Qualunque cosa.
Holly sorrise e diede gas per scaldare il motore. Grazie,
Margaret disse, fissando la strada per vedere se arrivava qualcuno. Molto gentile da parte tua.
...
.
...
Capitolo 61.
...
.
...
Mulcahy era in piedi davanti a un lavello grigio che tradiva
ancora qualche segno della ceramica bianca di un tempo.
Voleva lavarsi la faccia con un po' d'acqua fresca, ma quella
che usciva dal rubinetto era calda come il sangue, dopo
essere rimasta tutto il giorno nei tubi. L'aveva lasciata scorrere,
ma non faceva differenza.
Alz la testa e si guard allo specchio. Il bagno del
distributore era un buco puzzolente con un vetusto condizionatore
che faceva un casino infernale e produceva solo
altra aria calda. Lo specchio, piccolo, rettangolare e con la
cornice di plastica blu, era scheggiato in un angolo e attraversato
da un'incrinatura che faceva sembrare la met
superiore del suo volto leggermente spostata rispetto alla
met inferiore. Doveva essere caduto diverse volte sul pavimento
in calcestruzzo. A furia di venir ripiantato, il chiodo
che reggeva il fil di ferro a cui era appeso lo specchio aveva
scavato un cratere nell'intonaco che sembrava fatto da un proiettile.
Si pass la mano tra i capelli e studi il suo volto diviso
in due. Ci vedeva sua madre. Avevano gli stessi occhi a
mandorla un po' inclinati verso il basso, solo che a lei davano
un'aria languida mentre a lui conferivano una grande
tristezza. Stessa carnagione, bianco latte, lentigginosa e
stessi capelli rosso rame, lineamenti tipici che si adattavano
perfettamente al suo nome irlandese. Chiss se suo padre,
ogni volta che lo guardava, rivedeva in lui la donna amata:
forse s, considerando certi suoi scatti inspiegabili. Forse
non era arrabbiato con lui, forse non lo era mai stato. Prese
il cellulare dalla tasca, guard l'ora e lo chiam.
Socchiuse la porta mentre aspettava. Tio era in piedi
davanti alla pompa di benzina, con il cielo alle sue spalle
rosso come un tizzone ardente. Riempiva un fusto da venti
litri, una mano sulla pistola del distributore, l'altra sul fianco.
Non si era accorto che Mulcahy lo stava guardando. Lo
avevano ammaliato le lunghe gambe di una bionda appoggiata
alla Harley ferma all'altra pompa mentre il suo uomo
faceva benzina. Visto cos, sembrava solo un insignificante
contadino messicano che riempiva una tanica per il suo generatore.
Il telefono squill e lui chiuse la porta.
Bueno?
Posso parlare con mio padre, per favore?
Sent un sospiro, poi i rumori del cellulare che passava
di mano e infine la voce di suo padre. Che diavolo fai, Mikey?
Il semplice fatto di sentirlo gli strinse il cuore in una morsa. Stai bene, pap?
Sono stato meglio. Suonava stanco, vecchio, spaventato.
Mulcahy deglut per eliminare il groppo che gli stringeva la gola. Ti stanno trattando bene?
Direi di s. Non mi hanno pi fatto nulla, se  questo che vuoi sapere.
E non ti faranno pi nulla, pap. Ti lasceranno andare
presto, devi solo aspettare ancora un po'.
Quanto?
Non troppo. Tra poco riceveranno una chiamata, vedrai,
e poi ti lasceranno andare. Non appena sarai fuori di
l, sparisci. Non tornare a casa, non andare in nessun posto
dove la gente ti conosce. Prenditi una camera in un motel,
ordina qualcosa da mangiare e guarda la TV per qualche
giorno fino a quando non mi far sentire, okay?
S, ma non ho molti soldi con me.
Adesso far in modo di procurarteli. Ma ti prego, fai come ti dico.
Che diavolo sta succedendo, Mikey? In che guaio ti sei cacciato?
Mulcahy chiuse gli occhi. Si chiese se suo padre sarebbe
finito lo stesso cos se non avesse incontrato sua madre.
Si sarebbe rovinato in quel modo, buttando via tutto al tavolo
da gioco se le cose fossero andate diversamente? Chi
poteva saperlo. Ma in effetti non importava. Era in guai seri
e solo lui poteva tirarlo fuori, solo questo contava.
Ascolta, pap...
Cosa?
Sai che apprezzo molto tutto ci che hai fatto per me?
Lo sapevi?
Certo. Ma di che diavolo stiamo parlando adesso?
Ti voglio bene, pap.
Cosa?
Niente.
Perch me lo dici?
Cos, casomai...
Casomai cosa?
Casomai mi dimenticassi di dirtelo dopo. Si schiar
di nuovo la voce e si pass la mano su una guancia. Era
umida. Mi ripassi Gomez, per favore? E ricorda cosa ti ho detto, okay?
Ma certo. Vi fu una pausa e poi suo padre parl di
nuovo, molto piano, come se non volesse farsi sentire da
nessuno. Ti voglio bene anch'io, figliolo. Poi tacque.
Mulcahy guard la sua faccia tagliata in due e si asciug
le guance, rifiutandosi caparbiamente di accettare che fossero rigate di lacrime.
Che vuoi? Gomez suonava annoiato. Lui si chiese
quanti di quei lavoretti aveva fatto nella sua carriera.
Grazie per non aver pi picchiato mio padre. Lo apprezzo
molto. Presto riceverai una chiamata. Quando arriver,
potresti dargli un po' di soldi? Poche centinaia di
dollari basteranno. Lo considerer un favore personale e ti restituir tre volte tanto.
Che cazzo stai dicendo?
Aspetta la telefonata si limit a rispondergli. Capirai
quando arriver. Ah, e dagli anche il cellulare. Il mio
vecchio non ti causer problemi, te lo assicuro. Aspetta la telefonata. ;
Appese prima che Gomez potesse rispondergli. Gomez:
un dannato tirapiedi pronto a uccidere suo padre senza
pensarci due volte. Poi torn a guardarsi allo specchio.
Gli occhi di sua madre lo guardavano, versando lacrime
per suo padre. Dubitava che lei l'avesse mai fatto. Dubitava
che l'avesse mai fatto persino per lui.
Apr i messaggi e trov quello ricevuto un mese prima,
quando era stato contattato con una proposta impossibile
da rifiutare, la proposta che l'avrebbe reso di nuovo un
uomo libero. Conteneva un numero di telefono e lo chiam.
La risposta arriv al primo squillo. Siamo a un'ora dal
punto stabilito disse, asciugandosi le lacrime col dorso
della mano. Puoi seguire il nostro tragitto tramite questo cellulare. Sar sempre acceso.
Bene. Aspetteremo.
Un'altra cosa...
Cosa?
Mio padre. Non potresti lasciarlo andare adesso?  vecchio e lo stress lo uccider se resta ancora a lungo con una pistola puntata in faccia.
Chiamer Gomez.
Grazie. Gli ho detto di dare a mio padre qualche centinaio di dollari. Non potresti dirglielo anche tu, tanto per essere sicuri?
La risposta non si fece attendere. Vuoi che gli trovi anche una troia e magari gli prenoti un posto al ristorante, gi che ci sono?
Ti sto per consegnare le chiavi di un regno. Che cosa sono poche centinaia di dollari?
Va bene, glielo dir. Ma tu sbrigati. Voglio vedervi arrivare in un'ora.
Arriveremo.
Ci fu un click e la chiamata termin.
Mulcahy infil il telefono in tasca e torn a guardarsi
allo specchio, asciugandosi gli occhi con la manica della camicia.
Non doveva far capire a Tio che aveva pianto. Quella carogna viveva del dolore altrui e non voleva dargli altro nutrimento.
Un'ora.
Tir un respiro colmo di puzzo di piscio, disgustoso, vomitevole, poi lo lasci uscire lentamente.
Un'ora e sar tutto finito.
...
.
...
Capitolo 62.
...
.
...
Morgan aspettava sulla strada principale, parcheggiato
dietro un cartello che lo nascondeva dalla vista ma gli permetteva
di tener d'occhio l'incrocio con Goater Way, la via
in cui abitava Holly. Era intitolata a Susan Goater, una delle
prime donne a risiedere a Redemption, commerciante e allevatrice
di muli. Vide la Toyota rossa imboccare la via, poi
scendere verso la strada principale e svoltare a sinistra per
lasciare la citt. Si abbass quando l'auto gli pass davanti,
poi si rialz e, non appena vide dallo specchietto che era
abbastanza lontana, accese il motore e fece inversione per seguirla.
Guidava la Ford Crown Victoria del medico legale
perch era una macchina del tutto anonima, sicuramente
pi del SUV con la stella da sceriffo in bella mostra sulle
portiere. Nonostante ci si teneva a distanza, perch Janice
gli aveva detto che Holly appariva molto agitata e non voleva
farle capire di essere seguita. Lei era l'unica in grado di
condurla da Solomon Creed e la sua esperienza gli diceva
che stava andando a incontrarlo proprio adesso.
Lui rappresentava l'incognita che andava assolutamente
cancellata. Aveva effettuato altre ricerche, coinvolgendo
un amico che lavorava all'ospedale per dare un'occhiata
all'AMR, il registro dei medici americani e capire
se era davvero un dottore. Ma Creed non risultava neppure
l: se si era laureato in medicina, aveva frequentato
un'universit straniera. Aveva persino cercato di capire se
esistesse un registro nazionale degli albini, finendo sulla
pagina di Facebook di un'associazione che sembrava pi
un gruppo politico che altro. Aveva analizzato le foto degli
iscritti, senza per trovare nessuno che gli assomigliasse.
Una cosa, tuttavia, saltava subito all'occhio: i normali albini
tendevano pi al rosa: pelle rosa, occhi rosa, aria strana ma
accettabile, mentre lui era tutto bianco con occhi grigio pallido.
Mostrava dei tratti straordinari, doveva ammetterlo
e, probabilmente, non aveva problemi con le donne. Anzi,
era pronto a scommettere che cadevano tutte ai suoi piedi
grazie a quelle stronzate sui vampiri che tanto andavano
di moda. Forse Creed era proprio questo: un vampiro, o qualcosa del genere.
Vide gli stop della Toyota accendersi quando Holly
svolt in una strada periferica. Morgan rallent, dato che
non doveva pi seguirla per scoprire dove stava andando.
Quella strada portava al cimitero e poi finiva, quindi non c'era modo di sfuggirgli.
Svolt e accost, lasciando acceso il motore mentre
controllava i cellulari. Nessun messaggio, nessuna chiamata.
Poi slacci la cinghia di sicurezza della fondina ed
estrasse la pistola, controllandola e muovendo il carrello
per lubrificarlo, rimuovendo il caricatore per poi inserirlo
nuovamente. Finora aveva sempre e solo sparato al poligono
di tiro. Non era mai neppure andato nel deserto per sparare
alle lattine, ma non avrebbe esitato a freddare Creed
se quel bastardo non si fosse arreso. Adesso Solomon era
un ricercato e quindi un uomo disperato e pronto a tutto.
Se soltanto si fosse mosso, l'avrebbe imbottito di piombo.
C'era troppo in ballo per permettere a uno squinternato apparso dal nulla di interferire.
Mosse le mani e sent il bruciore diffondersi sotto le
bende. Prese comunque un cellulare per chiamare la Centrale.
Salve, capo.
Non si sarebbe mai abituato a essere chiamato cos.
Salve, Rollins. Non ti prendi mai una pausa?
Mai. Di cosa ha bisogno?
Morgan glielo disse, poi si appoggi allo schienale e
aspett, pensando a Janice e alla bella vita che poteva fare
con lei se non diventava appiccicosa come tutte le altre.
Quattro minuti dopo una pattuglia si ferm accanto a lui.
Abbass il finestrino e vide Donny McGee dietro il volante,
mentre Tommy Miller gli sedeva accanto; sorrise e alz un
fucile. Okay, ragazzi, seguitemi disse loro. E preparatevi
ad arrestare un sospettato che potrebbe opporre resistenza.,
Senza aggiungere altro diede gas e le due macchine
presero a risalire la strada di montagna, procedendo a tutta
velocit anche sul tratto sterrato. Occorsero solo pochi
istanti per vedere la Toyota ferma davanti all'ingresso del
cimitero; Morgan l'affianc e Donny la chiuse da dietro, in
modo che non potesse far retromarcia per tentare la fuga.
Tommy scese per primo con il giubbotto antiproiettile
che oscillava sulla camicia e il fucile puntato contro l'abitacolo.
Donny lo segu. Ma in macchina non c'era nessuno.
Dal cimitero echeggi un grido. Era una voce di donna.
Mentre i due agenti si precipitavano dentro, Morgan
estrasse con calma la pistola e poi varc il cancello, notando
subito il pick-up di Billy Walker parcheggiato sotto il pioppo.
Si guard attorno e solo allora vide il ragazzo legato a
un albero, con Otis che dormiva accanto a lui.
Margaret Bender era in piedi con le mani in alto, tenuta
sotto tiro da Donny e Tommy. Era cos quando l'ho
trovato! diceva con occhi sgranati. Vi giuro che non ho
fatto nulla. Stavo cercando di slegarlo!
Morgan si avvicin. Cominciava a farsi un'idea di cosa
era successo. Dov' Holly?
Sono nei guai, sceriffo? domand lei terrorizzata.
No, non  nei guai. Ma adesso ci dica perch guidava
la macchina di Holly Coronado.
Mi ha chiesto in prestito la mia vecchia station wagon
perch voleva buttar via un po' di cose... sa, le cose di Jim.
Le faceva troppo male trovarsele davanti dopo il funerale e
cos voleva donarle alla chiesa.
Questo non spiega perch sia arrivata fin qui con la
sua macchina, signora Bender.
Holly mi ha detto di aver dimenticato qui la borsetta
e dato che non se la sentiva di passare a prenderla, mi sono
offerta di farle anche questo piacere. Allora mi ha dato le
chiavi della sua macchina ed  salita sulla station wagon,
in modo che, mentre venivo qui, potesse caricare tutto ci
che doveva portare in citt. Indic Billy Walker e il cane e
aggiunse: Erano gi cos quando li ho trovati. Le giuro che non so nulla di nulla.
Morgan lanci un'occhiata a Donny, inginocchiato accanto
a Billy.  vivo annunci l'agente. E anche il cane sembra solo addormentato.
Torn a guardare Margaret e la vide osservare le fasciature
sulle sue mani. Strinse i pugni e sent le dita bruciare.
Quella dannata femmina l'aveva fregato un'altra volta.
...
.
...
LIBRO OTTAVO.
...
.
...
Null'altro rimane. Intorno alle rovine di quel rudere colossale, spoglie e sterminate, le piatte sabbie solitarie si estendono oltre confine.
Osimandia. Percy Bysshe Shelley.
...
Dal diario privato del Reverendo Jack "King" Cassidy.
...
Scrivo queste parole nel ventitreesimo giorno di dicembre
dell'anno del Signore 1927. Tra due giorni sar il mio compleanno.
Compir ottantasei anni, sempre ammettendo
che Dio non mi chiami prima a s. Cosa che invero non
mi spiacerebbe, perch sento di non avere pi le forze per
affrontare un'altra folla di gente beneaugurante e i discorsi
di encomio che mi fanno torcere le viscere. Sono stanco di
vivere e sono certo che la vita si  stancata di me. Siamo
come una coppia sposata che, da anni, ha smesso di amarsi
e che ormai non ha pi nulla da dirsi. Ma devo ancora confessare
una cosa e dato che non posso confidarla a nessuno
senza avvelenargli la vita come ha avvelenato la mia, ricorrer
alla soluzione del codardo e la metter per iscritto.
Perch, prima di abbandonare questo mondo per affrontare
nel prossimo le conseguenze delle mie azioni, devo
liberarmi del fardello che mi grava sulle spalle da quando
trovai la fortuna che tanto profondamente ha cambiato la
mia vita. Purtroppo, per farlo, devo colmare le lacune che
volutamente lasciai in quella pietra miliare che sono le mie
memorie, s da completare il quadro e far capire come and
e che persona sono in realt.
Il racconto dei miei viaggi  veritiero fino al momento
in cui Eldridge giace moribondo per la sete nella macchia
di mesquite.  vero che pregai Dio perch mi aiutasse a tornare
sano e salvo a Fort Huachuca per trascinare davanti
alla giustizia il sergente Lyons, ma le mie preghiere non
riguardarono solo questo e fu per la vergogna che omisi di
parlarne nelle mie memorie. Perch, nel mio egoismo, ci
che chiesi all'Onnipotente fu di salvarmi la vita. A lungo
pregai, piansi  mi disperai, implorandolo di non permettere
che i miei miserabili giorni terminassero cos, solo come
un cane, in compagnia di estranei morti o moribondi. Gli
chiesi un segno, un'indicazione di ci che dovevo fare per
venir risparmiato e, quando le mie implorazioni vennero
accolte dal silenzio, io ripudiai il Signore. Presi la Bibbia
che avevo portato da cos lontano e la scagliai via con rabbia,
per poi accusare Dio di crudelt, malevolenza e perfidia
per avermi arruolato, condotto in quel luogo di morte e
sofferenza e quindi abbandonato, condannandomi all'oblio e a una fine orribile.
Fu mentre imprecavo e gridavo preso solo dall'autocommiserazione
che arriv la folata di vento tra gli alberi,
voltando le pagine della Bibbia fino a fermarsi non sull'Esodo,
come scrissi nelle memorie, ma sulla Genesi. Anche
qui padre O'Brien aveva sottolineato dei versetti e quando
li lessi capii. Avevo pregato Dio perch mi mandasse un
segno e mi dicesse cosa fare per salvarmi, ed ecco la Sua risposta.
Cos giunsero al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo
costru l'altare, colloc la legna, leg il figlio Isacco e lo depose
sull'ara, sopra la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio.
Guardai Eldridge, gi cos prossimo alla morte da sapere
che l'avrei ucciso comunque se non dividevo con lui la
poca acqua che mi restava. Che differenza avrebbe fatto se
affrettavo la sua dipartita?
Senza esitare, mi alzai e tornai alle mie cose accatastate
alla rinfusa. Presi il setaccio con cui speravo di trovare
l'oro, poi raggiunsi Eldridge, lo afferrai per le braccia e
lo trascinai sotto l'albero a cui avevo appoggiato il pallido
Cristo sulla croce. Quindi sfilai il coltello dalla cintura e
prima che potessi ripensarci, mi chinai e gli tagliai la gola
sotto quell'altare improvvisato.
Lui era troppo debole per reagire o forse desiderava
solo la morte dopo tanta sofferenza. Neppure si mosse
mentre la vita sgorgava a fiotti dallo squarcio per terminare
nel setaccio sotto di lui. E quando mor e il setaccio
fu colmo di sangue, presi il mulo, lo avvicinai e lo lasciai
bere. Tanto assetato era il povero animale e tanto privo del
necessario nutrimento, da consumare tutto fino all'ultima
goccia, come se quel sangue fosse pura acqua di sorgente.
E bevvi anch'io. Che Dio mi aiuti, anch'io mi nutrii e
mi dissetai con quel sangue.
Non si pu descrivere cosa sia la sete, profonda, assoluta
a qualcuno che non l'ha mai provata.  come un demone
che si impossessa del corpo e dell'anima, impedendo di
pensare ad altro che a bere, rendendo l'uomo pronto a tutto
pur di placarlo. Ho sentito storie di naufraghi impazziti per
aver bevuto l'acqua del mare, poich anche se sapevano di
poter perdere il senno, la bevevano lo stesso. E cos deglutii
avidamente il sangue caldo, pregando Dio e offrendogli
quel sacrificio come gli antichi Profeti, la vita di un uomo
per salvarne un'altra, la vita di un uomo per salvarne mille,
implorandolo al contempo di donare al mio mulo la forza
necessaria per potermi riportare al forte e salvare cos
il suo figlio indegno. Pensavo anche alla Chiesa di Roma,
al sacramento cattolico dell'Eucarestia e a come i fedeli di
quella religione consumassero simbolicamente il corpo di
Cristo e bevessero il calice del Suo sangue. Chiusi gli occhi
e immaginai di bere il sangue del Figlio esattamente come
loro lo immaginavano. E invero questo mi salv, poich sarei
sicuramente morto se quel giorno non mi fossi dissetato
alla calda sorgente di quella vita.
Dopodich, sedetti di fronte a Eldridge all'ombra della
mia insolita cappella, con il pallido Cristo da una parte e
la Bibbia aperta accanto a me. E quando partii al tramonto,
vidi davvero quella luce nel deserto verso sud e davvero
andai verso di essa trovando il luogo in cui l'acqua sgorgava
dalla nuda terra insieme all'oro. Ma c' di pi, molto di
pi, di ci che scrissi nelle mie memorie.
Marciavo verso quella luce brillante mentre calava la
sera. I suoi raggi illuminavano il terreno irregolare come
un faro su un mare ghiacciato. Sembrava chiamarmi a s e,
ovunque mi spostassi, non mi abbandonava mai.
Quando le ombre si infittirono nelle ore pi buie della
notte, brillava cos tanto da oscurare le stelle. Non riuscivo
a guardarla e dovevo tenere la testa china per ripararmi gli
occhi con la falda del cappello mentre procedevo seguendo
il chiarore che gettava sul terreno. A volte alzavo lo sguardo
per vedere se mi stavo avvicinando, ma era impossibile
capirlo. Poi, dopo una marcia di tre ore o poco pi, quando
ormai cominciavo a dubitare della mia sanit mentale, il
mulo si ferm all'improvviso. Alzai gli occhi da terra e finalmente
vidi da dove veniva la luce. O pi precisamente, da cosa.
Inizialmente la presi per un'angelica porta che si apriva
nel tessuto stesso della notte, lasciando filtrare il chiarore
abbagliante del paradiso. Ma poi, quando la vista si
abitu, mi accorsi che non si trattava di una porta, ma di
uno specchio. Era alto, lungo e poggiato su un sostegno,
una cosa cos inattesa e fuori posto in quelle distese desertiche
da sembrare, per un attimo, ancora pi strana della
luce che proiettava senza che vi fosse nulla che la creasse. E
al centro dello specchio c'era un rettangolo in cui spiccava
la mia immagine riflessa. Lasciai le redini e mi avvicinai,
spostandomi un po' di lato e osservando la forma scura del
mio riflesso fare altrettanto. Dietro si intravedeva una terra
inondata dal sole. Sembrava lo stesso deserto in cui mi trovavo,
con il terreno irregolare e il lontano profilo delle montagne,
solo che era giorno. Poi, constatai che era anche una
stagione diversa, poich gli arbusti erano verdi e i cactus in
fiore. Stupefatto, contemplai quel miracolo. Attorno a me,
il sole estivo aveva bruciato ogni cosa ormai da mesi mentre,
nello specchio, vedevo una verde distesa punteggiata
di fiori rossi, viola e gialli. Anche il cielo era diverso, poich
sulle montagne si ammassavano grandi nubi nere cariche
di pioggia. Da qualche parte in quel deserto stava piovendo
e da l veniva l'odore di pece, il profumo di fiori e quello
della pioggia che avevo appena sentito.
Incapace di spiegarmi tutto ci, presi lentamente a girare
attorno a quel prodigio, come lo spettatore di uno spettacolo
di illusionismo invitato sul palco per constatare che
non c' trucco dietro la cabina magica. Ma lo specchio era
un vero specchio. Dietro c'era solo il lato opaco e la cornice
non presentava nulla di insolito: nessuna incisione, decorazione, ornamento.
Tornai a osservare lo specchio e mi accorsi che l'immagine
era cambiata. Adesso mostrava un'altra parte del
deserto: le montagne non si vedevano pi e al loro posto
c'era una prateria arida che si estendeva fino all'orizzonte.
Il caldo intenso creava dei miraggi, interi laghi che parevano
evaporare in una densa nebbiolina e, nell'erba secca
davanti a me, si ergeva un masso. Avevo gi visto un masso
simile mentre mi avvicinavo col mulo, ma quello nello
specchio era diverso. Una profonda fenditura lo spaccava
a met e nel punto pi basso sgorgava acqua fresca di sorgente,
che riluceva al sole e formava una pozza cristallina ai piedi della roccia.
Quella vista mi fece trasalire e feci un passo avanti,
dimenticandomi di stare contemplando solo una visione.
Colpii lo specchio con forza, sbattendo la fronte contro il vetro. Caddi a terra, ma poi alzai lo sguardo e vidi che il mio riflesso era ancora in piedi. Solo allora, con paura e stupore, mi accorsi che quell'uomo non ero io.
...
.
...
Capitolo 63.
...
.
...
Solomon avanzava con grande cautela sui ripidi pendii da
cui si staccavano pietre e terriccio a ogni passo.
Le pendici delle montagne erano composte da strati
millenari di detriti trascinati a valle dalle piogge. La vegetazione
del deserto vi cresceva incontrastata, compattando
il terreno con le tenaci radici che permettevano a cactus e
cespugli di sopravvivere per mesi al clima arido, ma lo strato
superficiale era quanto di pi instabile si potesse immaginare,
almeno per il peso di un uomo a cavallo. Infatti non
vedeva tracce di zoccoli ferrati attorno a lui e chiunque provasse
a seguirlo doveva muoversi con la sua stessa prudenza
se non voleva provocare una frana che poteva rivelarsi
disastrosa. Nonostante tutto questo, Solomon si guardava
regolarmente alle spalle. Aveva promesso a Holly di incontrarla
nel luogo dov'era morto suo marito e non voleva che
la negligenza lo facesse passare per bugiardo.
Raggiunse la strada quando il sole cominciava a calare
dietro le vette pi alte e prosegu sulla banchina, sfruttando
i ponti per attraversare i crepacci e i torrenti gonfiati dal
temporale. Il terreno continuava a salire, diventando sempre
pi spoglio e roccioso: enormi speroni di roccia svettavano
verso il cielo, con grandi massi e altri pi piccoli staccati
dal vento e dalle intemperie che formavano irregolari
foreste di macigni. Dopo un quarto d'ora vide una grossa
pietra, un monolite bianco con un'aquila scolpita e la scritta
Storica via delle carovane.
Si ferm sotto il monolite e studi la strada davanti a
s. Dopo un po' svoltava, scomparendo dietro uno sperone
di roccia rossa. Ma la bassa linea del pendio gli permetteva
di vedere oltre, verso una lontana e frastagliata catena di
montagne che gli parvero familiari. Spron Sirio e raggiunse
la curva, stando attento a sentire in anticipo il rumore di
eventuali macchine e guardando a terra.
C'era dell'olio per motori sull'asfalto, proprio all'altezza
della curva. Scese da cavallo e condusse Sirio verso un
giovane mesquite. Lo leg, poi torn indietro e osserv la
strada, chinando un po' la testa per avere la stessa visuale
di un automobilista.
L'asfalto era in buone condizioni, senza buche che potessero
far perdere il controllo di una macchina, senza pietre
o segni che indicassero l'improvvisa caduta di massi e
la conseguente, repentina, sterzata di un guidatore che li
vedeva, all'ultimo minuto, alla luce dei fari. Nonostante la
curva non c'era neppure un guard-rail in quel punto che,
quindi, non veniva considerato pericoloso. E tuttavia, James
Coronado era uscito di strada proprio l, precipitando
nella scarpata subito dopo il monolite.
Si raddrizz e si volt verso la citt, sentendo il rumore
di una macchina che risaliva il pendio. Ma era ancora
lontana e quindi continu la sua ispezione, concentrandosi
sull'asfalto in cerca dei segni dell'incidente che, nonostante
il temporale, dovevano essere ancora visibili. Si ferm
e studi le tracce lasciate dagli pneumatici dei veicoli di
passaggio. Tutte giravano dolcemente lungo la curva e poi
si perdevano nel tratto diritto. Nessun segno di frenata.
Osserv la strada e vide una grossa roccia scheggiata di
recente: la macchina di James Coronado doveva averla colpita
prima di cadere di sotto. Solchi nel terreno e un segno
ai bordi della strada indicavano il punto dove il carro
attrezzi aveva steso il cavo del verricello per recuperarla.
Si chin e trov altre macchie d'olio che confermavano quell'ipotesi.
Solomon si alz e and verso il bordo della scarpata.
Quando gli occhi si abituarono alla penombra vide, nella
folta vegetazione sottostante, un tratto che appariva devastato,
con una grossa agave piegata di lato e i cespugli sradicati
dal peso dell'automobile. Poco pi sotto crescevano
anche un paio di saguari, ancora intatti, mentre un terzo
saguaro era caduto, travolto anch'esso dalla corsa del veicolo.
Il rumore della macchina si avvicinava sempre pi,
con i cicli del motore che risultavano chiari al suo udito ultrasensibile.
Attese e vide una station wagon sbucare dalla
curva un po' pi sotto. Al volante c'era Holly e cos alz
la mano per salutarla. Lei accese e spense gli abbaglianti,
mentre un sorriso le illuminava il volto. In pochi istanti lo
raggiunse, accost a pochi passi da lui, spense il motore e scese.
I primi richiami degli animali notturni echeggiavano
tra le rocce. La luce diventava sempre pi tenue. Ferma accanto
a lui, Holly guardava gi nella scarpata. A Solomon
parve di vedere la scena attraverso i suoi occhi: i cactus travolti,
i cespugli sradicati, i solchi nel pietrisco lasciati dalle
ruote. Tutti indizi del dramma avvenuto in quel luogo.
 strano disse lei. Non sono mai venuta qui perch
pensavo che fosse troppo doloroso, ma adesso che vedo i
segni lasciati dalla macchina di Jim, non provo nulla.
Chi le ha detto dell'incidente?
Il sindaco.
Non Morgan?
No. Credo che Cassidy abbia sentito la notizia da lui e
voleva riferirmela di persona. Mi ha anche detto che intendevano
seppellire Jim nel vecchio cimitero, come se questo
contasse qualcosa. Che importa dove ti mettono quando sei
giovane e forte e dovresti vivere ancora a lungo?
Non le ha detto cosa  successo esattamente?
No, solo che Jim ha perso il controllo della macchina,
finendo fuori strada e morendo per un colpo alla testa.
Tutto qui? Un colpo alla testa?
Guardi con i suoi occhi gli rispose, estraendo una
busta dalla tasca dei jeans e porgendogliela. Prima mi aveva
chiesto il rapporto del medico legale e cos ho pensato
bene di fare un salto all'ospedale.
Solomon sorrise e prese la busta. Ottima mossa
comment, aprendola ed estraendo il referto. Lo lesse in
un baleno, con la mente che trasformava i freddi dettagli
clinici in informazioni immediatamente utilizzabili. Interessante
comment alla fine, tornando a studiare la scarpata
per applicare ci che aveva letto alla scena che si ritrovava
davanti. Poi si accigli, inclinando la testa di lato
come se cercasse di visualizzare la macchina intrappolata
in quell'intrico.
Qualcosa non quadra? chiese Holly.
Il referto dice che suo marito  morto per un edema
cerebrale causato da un grave trauma all'osso temporale
destro. Quell'osso si trova qui spieg, indicando la tempia
destra e la parte subito sopra, ed  piuttosto raro che subisca
un trauma in un incidente d'auto, visto che in genere
 la fronte a colpire il parabrezza o il volante. Certo, pu
darsi che suo marito abbia battuto la testa contro il finestrino,
ma allora la macchina dovrebbe aver cappottato mentre
cadeva nel crepaccio. E invece, osservi la vegetazione:  stata
chiaramente abbattuta dal muso dell'auto. E dove sono i
segni degli pneumatici? Per cappottare, serve una sbandata
cos forte da lasciare sull'asfalto delle tracce che neppure il
temporale poteva cancellare. E serve la velocit: suo marito
sarebbe dovuto sbucare da quella curva a tutto gas, invece
sono certo che quando la macchina  uscita di strada non
superava le quindici miglia orarie.
E lei come fa a saperlo?
Solomon indic i cactus abbattuti. Guardi quel saguaro.
Vede il punto dell'impatto?  pi o meno a met.
La cima  intatta, tranne per i segni procurati dalla caduta
sulle rocce. Ma la scarpata  ripida, quindi una macchina
che procedeva a gran velocit si sarebbe alzata da terra per
poi spazzar via letteralmente la cima mentre cadeva, fracassandosi
su quella sporgenza laggi spieg, indicando
una balza coperta di cespugli intatti. E adesso, guardi le
radici riprese, abbassando la mano e mostrandole l'intrico
semicircolare di terra e radici che sporgeva dal terreno in
un ammasso compatto. Quel cactus cresceva a un paio di
metri dal ciglio della strada e quindi il fatto che la macchina
l'abbia colpito in mezzo indica che stava precipitando
con le ruote incollate al terreno. Aspetti, scendo a dare
un'occhiata.
Segu le leggere tracce lasciate dagli scarponi degli addetti
al carro attrezzi sulla banchina, poi cominci a scendere.
Vedeva bene i segni lasciati dalle ruote mentre la
macchina precipitava e gli altri, mentre veniva recuperata.
Arriv in fondo ed esamin la striscia di piante abbattute,
inoltrandosi poi fino all'intrico che l'aveva fermata. Saggi
il terreno e si accorse che era soffice, non duro, friabile e
pietroso, tipico del deserto. Anche l'intrico era soffice e il
saguaro aveva senz'altro rallentato il veicolo mentre precipitava.
Andava piano e la vegetazione ha attutito il colpo.
Si guard attorno nel crepaccio, met all'ombra e met
illuminato dal sole al tramonto. Suo marito non  morto
qui grid a Holly. Non  morto per aver perso il controllo
della macchina. La vegetazione  cos soffice e resistente
da poter fungere da airbag. Adesso risalgo. Quando la
raggiunse, Holly era furibonda. Guardava nel crepaccio e
stringeva forte i denti. Avrei dovuto sparare a Morgan a
pallettoni, non a sale!
Lui sorrise. Ci sono modi migliori di ottenere giustizia
che non imbracciare il fucile.
Non qui ringhi Holly.
Solomon sospir e si incammin verso il cavallo, slegandolo
per poi condurlo sulla strada. Si  mai chiesta che
cosa facesse suo marito da queste parti la sera in cui  morto?
Holly guard la striscia d'asfalto, poi la valle sottostante
gi immersa nell'ombra. Non lo so. A volte faceva
un giro in macchina per schiarirsi le idee. Qualcuno va a
pesca, qualcun altro a caccia, altri ancora al bowling. A Jim
piaceva guidare. Ho sempre pensato che stesse passando
di qui per caso.
Non credo disse lui, seguendo lo sguardo di Holly
fino alla lontana catena montuosa. Sono convinto che fosse
qui per un motivo. Cosa c' pi avanti?
Una terrazza panoramica a circa un miglio da cui si
vede l'intera vallata, poi una serie di passi tra le montagne e quindi la discesa verso Douglas.
Nessun campeggio?
Holly si accigli. S, in effetti c' un'area dove campeggiare. Ma non  attrezzata.
 facile da trovare?
C' un cartello che la indica sulla strada.
Solomon balz in groppa a Sirio e lo gir. Allora  l
che si trovava suo marito quella sera. Spron il cavallo e
part al trotto. Salga in macchina le grid. Tra poco far buio. Ci vediamo al cartello.
...
.
...
Capitolo 64.
...
.
...
Cassidy sedeva nel suo studio, lo sguardo fisso sulla finestra
e sulla citt avvolta nella soffice luce del tramonto,
quando sent entrare nella piazza il primo blindato che trasportava le squadre speciali.
Da quando aveva appreso della morte di Pete, cercava
di affrontare la possibilit molto concreta di non sopravvivere
a quella notte. Di conseguenza, il mondo aveva assunto
una luce diversa. Si gustava ogni sorso di caff, ammirava a
bocca aperta il tramonto nel deserto, si crogiolava nel tepore
della brezza che agitava gli alberi di jacaranda nel giardino.
Poteva essere l'ultima volta che provava quelle sensazioni.
Non aveva mai pensato a quanto fossero preziose.
Il blindato si ferm davanti alla chiesa e una squadra
di militari con uniformi blu e nere come il loro veicolo scese
dal portellone posteriore. Avevano mitra, pistole e fucili di
precisione, elmetti con visori notturni e giubbotti antiproiettile.
Alcuni indossavano dei passamontagna che li rendevano
simili a sinistri robot. Poi, il loro comandante scese
dal sedile anteriore e alz lo sguardo sulla villa.
Signore, ti ringrazio mormor Cassidy, alzandosi e
controllando il cellulare per eventuali messaggi. Dov'era finito Morgan?
Scese frettolosamente gli scalini dell'ingresso e attravers
il prato andando verso la chiesa. Un secondo blindato
arriv, parcheggi accanto al primo e un'altra squadra di
militari, armati fino ai denti, balz fuori. Nel silenzio del
suo studio, si era immaginato una notte stile western, con
un'orda di bandidos in procinto di assaltare la citt e pochi,
coraggiosi civili che affiancavano lo sceriffo e i suoi vice per
difenderla. Ma per fortuna, i tempi di Jack Cassidy erano
passati da un pezzo. Quelli erano gli SWAT, uomini addestrati,
motivati e dotati delle armi pi moderne. Lo scenario
che si andava profilando gli piaceva decisamente di pi.
Salve. Sono Ernest Cassidy disse, porgendo la mano
da dietro il muretto di cinta al militare che sembrava il comandante.
Sono il sindaco di questa citt e... ragazzi, vi stavamo proprio aspettando!
Capitano Andrews disse semplicemente il militare,
stringendogli la mano con aria affabile e rassicurante. Sa
per caso dove posso trovare lo sceriffo Morgan?
No, ma prover a cercarlo per lei. Suppongo che l'abbia gi informata della situazione.
S, signore. Non si preoccupi, abbiamo tutto sotto controllo.
Cassidy guard il soldato con il passamontagna che
stava dietro di lui. Come... voglio dire, come intendete procedere?
Spiacente, ma meno gente conosce i nostri piani e pi
aumentano le possibilit di successo.
Certo, capisco benissimo. Solo che qui ci sono un sacco
di civili che non hanno idea di cosa stia per accadere.
Non dovremmo avvisarli? Consigliare loro di chiudersi in
casa, magari ordinare l'evacuazione...
Se lo facciamo, rischiamo di avvertire anche il sospettato.
E se non lo prendiamo adesso, probabilmente colpir
di nuovo. Non possiamo presidiare la citt per sempre. Abbiamo
corso un rischio presentandoci qui in questo modo,
ma naturalmente Redemption doveva essere messa in sicurezza
quanto prima. Comunque abbiamo fatto rimuovere le
insegne dai veicoli e tutti i simboli dalle uniformi, in modo
che, se qualcuno le chiede chi siamo, potr rispondere che
siamo qui per l'incidente aereo.
Capisco. Cassidy annu. Allora, assicuratevi solo di neutralizzarlo.
Ma certo, signore. Non ne dubiti.
L'auto del medico legale entr in quel momento nella
piazza e si ferm accanto ai blindati. Morgan usc.
Capitano Andrews? disse, avvicinandosi al militare
e stringendogli la mano. Sono Morgan, lo sceriffo. Grazie
per essere venuti. Se posso aiutarvi, dovete solo chiedere.
La prima cosa da fare  coprire le tre strade d'accesso
alla citt cominci il capitano, allontanandosi con
Morgan. Il muretto imped a Cassidy di seguirli e cos non
pot sentire cosa si dicevano. Ma vedeva Andrews indicare
i confini cittadini e i tetti degli edifici pi alti e una grande
tristezza lo riemp, davanti alla constatazione di essere stato
escluso dai piani per difendere la sua citt, come se fosse
tornato bambino e venisse di nuovo scartato dalla squadra
di baseball della scuola.
Ma poi, il suo sguardo torn a posarsi sui militari in
uniforme nera con i loro fucili automatici, i loro caschi e
i loro giubbotti antiproiettile. Forse avrebbe visto l'alba di
domani, dopotutto. E poi, passata la bufera, che avrebbe
inevitabilmente lasciato posto alle domande, avrebbe detto
la verit e accettato il suo destino. Salvare Redemption era l'unica cosa che contava.
...
.
...
Capitolo 65.
...
.
...
Solomon trottava sul nastro d'asfalto in salita, tenendo d'occhio
la scarpata lontana e studiando i sottili cambiamenti
del panorama. Dopo circa mezzo miglio vide un cartello di
legno piantato all'incrocio tra la strada e uno sterrato. L'indicazione,
dipinta a mano, era crepata e la vernice si stava
sfogliando, ma la scritta restava leggibile: Spirti Mountain
Camp Site. Appena sotto, una scritta un po' pi piccola annunciava
che l'area di campeggio era chiusa da met aprile
a met ottobre.
Sent dietro di s il rumore della macchina presa
in prestito da Holly. Quando la vide percorrere la salita,
spron il cavallo e si addentr sullo sterrato.
L'area di campeggio sorgeva dopo una svolta che seguiva
il profilo della collina, quindi non si vedeva dalla
strada. Dava ai turisti l'impressione di essere in mezzo al
deserto e, al contempo, permetteva loro di scendere in citt
in meno di venti minuti. Vi sorgevano dei capanni aperti,
i tradizionali ramada, privi di pareti e con il tetto composto
da rami intrecciati appoggiato su tronchi di mesquite.
Grazie al temporale, un torrente scendeva spumeggiando
dalla montagna come nella breve primavera. Solomon vi
condusse Sirio perch potesse bere, passando accanto alle
buche, delimitate da pietre bianche, in cui veniva acceso il
fuoco. Immagin i volti che la sera si raccoglievano attorno
ai fal, consumando carne alla griglia e ascoltando storie di
indiani, di pionieri e fuorilegge. Tanti anni prima, il volto
di James Coronado era stato uno di quelli.
Scese da cavallo e lasci che Sirio si aggirasse liberamente
sulla sponda del torrente. Vedeva l'intera vallata da
lass, la distesa bruciata del deserto, l'aerodromo, la citt
con i lampioni stradali che cominciavano ad accendersi
per la sera incombente. Il sole tramontava velocemente da
quelle parti, proiettando lunghe ombre sul terreno come
se la notte salisse dalle viscere della terra per imporre il
suo dominio sulla luce. Il profilo frastagliato della lontana
catena montuosa spiccava contro il cielo azzurro intenso.
Guard la grande V creata dalle due montagne, poi sent la
vecchia station wagon percorrere l'ultimo tratto di sterrato.
Holly spense il motore, apr la portiera con un forte cigolio, la chiuse e si avvicin.
Credo che suo marito sia venuto qui quella sera afferm Solomon.
Lei si guard attorno nel campeggio immobile e deserto.
Non un segno indicava che qualcuno si fosse fermato l
negli ultimi mesi. Che cosa glielo fa pensare?
Solomon indic la V tra le montagne. Quella fa da
sfondo a tutte le foto di gruppo appese nel suo studio. Jim
ha campeggiato qui fin da bambino. Per lui, questo posto
era sicuro e pieno di ricordi felici. Un luogo privato, soprattutto
in questo periodo dell'anno e quindi l'ideale per ritirarsi
a pensare nei momenti difficili. Con un cenno del
capo, indic la citt sotto di loro. Da qui, poteva letteralmente
contemplare il suo problema e metterlo nella giusta prospettiva.
Il cavallo sbuff e scosse la testa, chiaramente spaventato
da qualcosa. Poi batt lo zoccolo a terra e si allontan
dal campeggio risalendo il torrente.
C' qualcuno? mormor Holly, allarmata.
Non mi sembra. Solomon annus l'aria e and verso
il cavallo, scrutando i dintorni. Tutti i suoi sensi di predatore
erano all'erta, pronti a cogliere un odore, un rumore,
qualunque segno in grado di svelargli che cosa avesse
spaventato Sirio. Le ombre si facevano pi intense a ogni
minuto e strane figure sembravano materializzarsi negli
anfratti tra le rocce. Avanz ancora e not un movimento
nella fitta penombra gettata dalla ramada pi lontana. Annus
di nuovo l'aria e stavolta sent un odore che gli fece
rizzare i peli della nuca e delle braccia.
Sangue. Ma non era fresco.
Segu l'odore fino al centro del campeggio, poi si chin
su una delle buche in cui veniva acceso il fuoco. Vide della
cenere, mentre tutte le altre buche erano piene di stoppie
trasportate dal vento. Qualcuno era stato l. Anzi, c'era ancora...
e non era solo. Sentiva gli sguardi su di s e allora si
rialz, guardandosi attorno con il corpo sempre pi in tensione.
La notte calava rapidamente, scacciando la poca luce
rimasta. Presto il buio e le ombre avrebbero avvolto tutto.
In quel momento percep qualcosa alla sua destra, molto
pi vicino di prima. Si volt e sgran gli occhi quando vide cos'era.
Holly comparve accanto a lui, seguendo il suo sguardo.
Cosa c'? sussurr.
Suo marito  davvero venuto qui sussurr lui in risposta,
lo sguardo fisso sull'ombra gettata dalla ramada. E questo  il luogo in cui l'hanno ucciso.
Come fa a saperlo?
Perch lui  ancora qui. Lo sto guardando in questo momento.
Il fantasma di James Coronado li contemplava immobile
nella penombra. Pareva confuso, incerto.
Holly guard a sua volta la ramada. Non lo vedo
mormor, il tono pieno di frustrazione e di tristezza. Sento
che c' qualcosa l sotto, ma non vedo nulla.
 accanto al palo di sostegno pi esterno spieg Solomon.
E la guarda come se avesse occhi solo per lei.
Holly singhiozz. Che aspetto ha?
Lo stesso di sempre, ma non ha pi alcun colorito.
Sembra... sembra come me.
Lei si asciug una lacrima e si avvicin alla ramada.
Si sta dissolvendo disse Solomon. Non appena si 
avvicinata, ha cominciato a dissolversi.
Un altro singhiozzo. Poi Holly acceler il passo.
Se ne va l'avvis lui, ma era fiato sprecato. Holly raggiunse
il palo di sostegno quando il fantasma era ormai
svanito del tutto ma, stranamente, abbracci l'aria proprio
nel punto dove si trovava' Jim. Per un lungo istante rest
cos, dondolando piano e sussurrandogli che l'amava, che
le mancava, che avrebbe fatto di tutto pur di rivederlo ancora.
Solomon la raggiunse e le pos una mano sulla spalla.
Lei si volt e lasci cadere le braccia. Gli rivolse un triste
sorriso, poi si avvicin e lo baci sulla bocca, stringendolo
forte come se abbracciasse il suo Jim.
Grazie. Lui non doveva morire. Era cos giovane e
dovevamo costruirci la nostra vita insieme gli disse. E
invece, non ho fatto neppure in tempo a dirgli addio. Non
avrei mai pensato di potermi avvicinare di nuovo tanto a
lui e quindi... grazie.
Solomon si tocc le labbra e dalle nebbie della sua memoria
emerse una verit: da tanto tempo non veniva baciato,
non con la tenerezza con cui l'aveva baciato Holly, e quel
pensiero lo fece sentire molto solo. Ma c'era qualcos'altro in
quel bacio, qualcosa che la sua mente identific spingendolo
a trattenere il fiato per ci che significava.
Solomon... credi che sia morto qui? chiese lei, guardando
il terreno.
No le rispose, annusando l'aria e seguendo l'odore
del sangue fino alla buca. Dal cerchio di pietre bianche ne
mancava una. Cerc l intorno, ma non la trov. Poteva essere
ovunque: nel torrente, gettata gi nella scarpata, lanciata
fuori dal finestrino di una macchina in corsa. Ma non
aveva bisogno di trovarla per sapere a cosa fosse servita. Si
chin e pass le dita sul terriccio nel punto in cui mancava
la pietra. L'odore metallico del sangue divenne pi forte.
 stato ucciso qui disse. Proprio qui. L'hanno colpito
alla tempia con la pietra mancante ed  per questo che
aveva una frattura all'osso temporale destro. Colpito alle
spalle da un uomo con la mano destra, che  riuscito ad
avvicinarsi di nascosto sfruttando probabilmente il sibilo
del vento. Si rialz e si guard attorno, nell'ultima luce del
tramonto. Poi  stato caricato in macchina e riportato sulla
strada, in modo da simulare l'incidente.
Morgan disse Holly come se stesse imprecando.
Probabile.
Holly si chin e pass la mano sul terreno in una lenta,
tenera carezza.
Lo sguardo di Solomon torn invece al punto in cui
era apparso il fantasma. Osserv la ramada per un attimo,
quindi la raggiunse. Ma il tetto copriva la scarsa luce, rendendo
la penombra quasi solida. Neppure lui riusciva pi a
vedere. Hai qualcosa per far luce? chiese a Holly.
Lei lo raggiunse, estrasse il cellulare dalla tasca e accese
la torcia. Poi glielo porse. Solomon punt la luce sul palo
di sostegno e vide una scritta incisa con un coltellino. Era
scurita dal tempo, quindi risaliva a parecchi anni prima,
Ne tracci i contorni con le dita: JC.
Qui dormiva tuo marito quando veniva a campeggiare
da ragazzino disse a Holly, immaginandolo mentre
incideva le sue iniziali nel buio della notte, deciso a lasciare
un segno della sua presenza. Studi il terreno e annu.
Guarda. Le stoppie di mesquite sono smosse.
Si chin e cominci a spazzarle via. Il terreno sottostante
non era duro e compatto come il resto. C' qualcosa
sepolto qui disse. Solomon cap perch il fantasma li aveva
portati in quel punto preciso.
...
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...
Capitolo 66.
...
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...
Il capitano Andrews si trovava ai limiti della citt, presso
la linea di contenimento rossa tracciata quella mattina dai
C-130 e guardava il deserto annerito che veniva pian piano
ingoiato dalla notte.
Dietro di lui i suoi uomini si affrettavano a mettere in
sicurezza la zona e a prendere posizione negli edifici sulla
strada e nelle vecchie case dei minatori. Tutti sapevano chi
era il bersaglio e cosa dovevano fare. Concentrati e pronti
a combattere, si preparavano a tendere un'imboscata, ma
bastava un suo ordine per passare allo schieramento difensivo,
se mai ve ne fosse stato bisogno.
La squadra contava trentotto uomini in tutto, ognuno
armato con un fucile d'assalto AR-15 con mirino a visione
notturna al trizio Trincon 3-Dot. C'erano due coppie di tiratori
scelti, un cecchino e un osservatore, dotate di fucili a
canna lunga M6A2 e gi in posizione, una accanto al cartello
turistico, l'altra presso il distributore di benzina in modo
da coprire la strada. Nessuno poteva arrivare da quella direzione
senza venir individuato e il bersaglio sarebbe arrivato
da l. Lo sapeva con assoluta certezza.
Sceriffo, ha il numero dei tecnici che stanno indagando
sull'incidente aereo? chiese a Morgan. Non vorrei che
venissero coinvolti in uno scontro a fuoco.
Morgan trov il numero del responsabile della squadra
sul suo cellulare e lo chiam. Quando il telefono cominci
a suonare, lo pass ad Andrews.
Sono il capitano Andrews, ventisettesima unit tattica
della DEA disse. Abbiamo notizia di un sospetto armato
e pericoloso diretto a Redemption. Stiamo prendendo
posizione ai margini della citt e vediamo le vostre fotoelettriche
accese. Per la vostra sicurezza vi chiedo di spegnerle
e tornare qui per non venir coinvolti nell'operazione.
In lontananza, Morgan vide i potenti fari spegnersi.
Qualche minuto dopo, una Jeep e un furgone partirono
verso la citt, limitando la velocit a causa dell'asfalto sciolto
dal calore.
Andrews alz il binocolo a visione notturna e torn a
scrutare il deserto.
Ancora nulla? chiese Morgan.
Non ancora. Direi -'che bisogna aspettare almeno
un'altra mezz'ora.
Lo sceriffo si volt verso la citt. In tal caso, mi chiedo
se potrebbe aiutarmi a risolvere un piccolo problema.
Il capitano abbass il binocolo. Che problema?
Nulla che non si possa affrontare con una piccola
squadra. Devo arrestare un ricercato.
Sa dove si trova?
S disse lui, annuendo. Credo proprio di saperlo.
...
.
...
Capitolo 67.
...
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...
La scatola di latta era sepolta due spanne sottoterra, proprio
contro il palo di sostegno. Solomon pul il coperchio
con le dita, poi la strinse ai lati per tirarla fuori, ma la buca
era larga quanto la scatola e il terreno compatto del deserto glielo imped.
Aspetta. Vado a cercare qualcosa per far leva disse
Holly e, quando lei si allontan col cellulare, la ramada ripiomb
nel buio La notte era calata, la luna non era ancora
sorta e non si vedeva a un palmo dal naso.
Solomon continu a scavare, cercando di allargare la
buca. Dopo un attimo, Holly torn con un bastone che aveva
trovato in giro. Lo inserirono tra la scatola e il terreno,
fecero forza e finalmente riuscirono a estrarla.
Lui la pos a terra e la pul. Era una scatola di biscotti
e la ruggine che si vedeva qua e l indicava che era rimasta
sepolta per parecchio tempo, sicuramente pi di una
settimana. Apr il coperchio ed entrambi si chinarono per guardare dentro.
Conteneva dei fogli di carta piegati a met. Solomon
li prese e, nel fondo, vide degli altri oggetti, rovinati dal
tempo e quindi nascosti in quella scatola fin da quando era
stata seppellita la prima volta: figurine di un campionato di
baseball tenute assieme con un elastico ormai consumato,
un coltellino arrugginito che non si apriva pi e una mappa
disegnata a mano della zona, con una X sul luogo dove si
trovava la scatola e la scritta Tesoro perduto di Jack Cassidy
tracciata chiaramente dalla mano di un bambino.
Si direbbe che l'interesse di tuo marito per i Cassidy
sia cominciato fin da piccolo comment Solomon, spostando
la scatola ed esaminando i fogli. Appartenevano a
due diversi fascicoli. Pos a terra il primo, stirandolo con le
mani e chiedendo a Holly di illuminarlo col cellulare.
Non sono documenti finanziari comment lei.
Solomon scosse la testa. Sono le analisi chimiche
dell'acqua di falda prelevata in diversi punti della citt.
Esamin le cinque pagine del fascicolo, poi si accigli. Raccomanda
l'immediata cessazione di tutte le attivit minerarie
e l'applicazione di un programma di ampio respiro per
la depurazione delle acque, in modo da rimuovere degli
elementi tossici. Arriv all'ultima pagina, dove venivano
elencati gli inquinanti. Questo rapporto risale a quasi un
anno fa, ma Morgan mi ha detto che la miniera continua a produrre.
Holly scosse la testa. Ogni volta che Jim mi parlava
delle finanze di Redemption, non citava mai la miniera
come una fonte di guadagno.
Lui annu. Ci sono passato e pareva abbandonata.
Quindi, se hanno chiuso la miniera come raccomandava
questo rapporto, perch fingere di non averlo fatto?
E perch tuo marito avrebbe nascosto questo documento?
Holly lo guard con occhi sgranati. Pensi che cercassero questo a casa mia?
Forse. Vediamo che altro c'. Prese il secondo fascicolo
e lo apr. Erano fotocopie del disegno architettonico
della chiesa. Le stir con le mani, poi le sfogli e, all'improvviso,
fu come se il sole fosse appena spuntato da dietro
una nuvola. L'alzata, ovvero il prospetto dell'edificio, mostrava
dei dettagli che non risultavano evidenti a livello del
terreno. C'era la tradizionale conformazione a croce delle
fondamenta, ma non fu quella ad attirare la sua attenzione.
Il plinto su cui poggiava la croce dell'altare veniva riportato
con chiarezza ed era a forma di I, proprio come il marchio
che lui aveva sul braccio.
Avvicin la luce al progetto in modo da poter leggere
ci che vi era scritto. Alle note originali si aggiungevano
delle note pi recenti, tracciate con inchiostro verde. Nei
pressi del plinto, una delle vecchie scritte spiegava che era
stato posizionato sopra quella che veniva definita La pietra
del riposo. Appena sotto, due note recenti scritte con la grafia
di James Coronado ponevano altrettante domande.
JC  sepolto sotto quella pietra?
L  la chiave per trovare il tesoro perduto?
Solomon guard Holly. Jack Cassidy non  sepolto al cimitero?
No. Diversi anni fa, il suo sepolcro  stato violato da
dei cacciatori di tesori che evidentemente hanno preso alla
lettera il passaggio nelle sue memorie in cui afferma di volersi
portare il segreto nella tomba. Il giorno dopo, sono
state scattate delle fotografie finite anche in rete. La bara era vuota.
Si ricord delle sommarie riparazioni alla tomba di
marmo che aveva notato prima che Billy gli puntasse contro
la doppietta. Ma allora, dov' sepolto?
Chi lo sa? Forse il sindaco, ma tiene la bocca chiusa.
Solomon torn a studiare il disegno architettonico. La
pietra del riposo si trovava direttamente sotto l'altare, il luogo
pi sacro di una chiesa. Io penso che tuo marito fosse
vicino a scoprirlo disse, indicando la forma a I al centro del progetto.
Holly la guard. Oh, Dio mio! esclam. Prendi questo.
Gli porse il cellulare, quindi corse via nella notte. Solomon
ascolt i suoi passi che si allontanavano fino a quando
vennero coperti dal fragore del torrente, poi gli parve di
sentire qualcos'altro. Sirio sbuff e la luce si accese nella
station wagon. Lui reclin la testa all'indietro e annus l'aria,
ma la brezza che arrivava dalla valle copriva tutto con
l'odore di polvere, vegetazione bruciata e un vago effluvio
d'asfalto. Allora torn a concentrarsi sui documenti, rileggendo
l'elenco dei veleni e soffermandosi su ogni voce, con
la sua mente sempre all'opera che gli forniva le caratteristiche
di ognuno. C'era un piccolo segno accanto a uno dei
composti chimici, tracciato con la stessa penna verde delle
note. TCE, Tricloroetilene.,'
Noto anche come trielina,  un alogenuro alchilico. Si presenta
come un liquido non infiammabile e incolore. I vapori, se
inalati, rendono insensibile il naso impedendo di sentirne l'odore.
Un tempo usato come analgesico, viene adesso impiegato solo
come solvente a causa della sua tossicit.
Si concentr ancora di pi, scavando nella valanga di
informazioni che la sua mente gli forniva continuamente.
E alla fine, trov qualcosa che spiegava esattamente perch
James Coronado avesse preso quel documento per poi nasconderlo...
e perch la cricca che governava la citt lo aveva
poi dovuto uccidere per farlo tacere.
Guarda questo. Holly riemerse dal buio con una
busta in mano.  stata l'ultima cosa che Jim ha richiesto
all'archivio cittadino prima di venir ucciso.
Solomon prese la busta ed estrasse il documento. Era
un altro disegno architettonico, stavolta solo dell'altare, che
mostrava in dettaglio sia la croce sia il plinto su cui poggiava.
Studi le linee, i prospetti laterali e le forme che creavano
e alla fine cap. S disse. Ecco il mio collegamento
a tuo marito. Io sono venuto a completare ci che lui ha
iniziato. Si slacci il primo bottone e infil la mano sotto la
camicia. Quando mi sono ritrovato qui, le uniche cose che
possedevo erano una copia delle memorie di Jack Cassidy
e questa afferm, mostrando a Holly la croce che portava
al collo.
 identica a quella sull'altare.
L'ho pensato anch'io. E quella croce  stata progettata
da Jack Cassidy, proprio come la chiesa e tutto ci che
contiene. Non male per un uomo che ha cominciato come
fabbro ferraio concluse, citando la frase pronunciata dal
sindaco Cassidy in macchina.
Si port la croce davanti agli occhi e cap cos'era. Non
un pendente, ma una chiave.
Poi, torn a guardare il documento portato da Holly.
Tuo marito ha quasi scoperto il tesoro perduto di Jack Cassidy
comment. Era cos vicino.
Analizz il progetto della croce sull'altare e i dettagli
del plinto su cui poggiava. C'era un'iscrizione sul lato superiore
che la base della croce avrebbe coperto, una volta
sistemata al suo posto. Era il primo comandamento.
1 - Non avrai altro Dio all'infuori di me.
La I cattur la sua attenzione. Sembrava studiata in
modo tale da ritrovarsi esattamente in mezzo al plinto.
Alz la croce che portava al collo e la volt. La base era
identica al numero romano. Aveva trovato la serratura in
cui inserire la sua chiave.
Per un attimo il suo sguardo si perse nella notte. Pens
a come penetrare nella chiesa e, al contempo, inalava i
profumi del deserto. La terra, ancora umida, rilasciava una
gran quantit di aromi e, in quel momento, percep qualcosa
fuori posto, qualcosa che non doveva esserci. Respir
di nuovo, profondamente, cercando di capire l'origine di
quell'odore di olio per pistole e sudore. Poi si rese conto di
esserne completamente circondato.
Stai calma disse a Holly, notando la confusione che
le riemp il volto. Stiamo per incontrare l'uomo che ha ucciso
tuo marito.
Potenti fari si accesero nella notte, accecandoli in un
istante. Fermi dove siete! grid Morgan. Tenete le mani
bene in vista!
Un nugolo di uomini vestiti di nero si lanci verso di
loro. Due afferrarono Solomon per le braccia, piegandole
dietro la schiena per poi ammanettarlo con delle cinghie
di plastica.
Come ci ha trovati, sceriffo? chiese lui.
Billy Walker replic Morgan trionfante. Si  ripreso
e mi ha raccontato della sua conversazione al cellulare.
Quando ho sentito che aveva dato appuntamento a Holly
sul luogo dell'incidente, mi sono detto che sareste finiti qui,
visto che siete entrambi cos astuti.
Holly si lanci contro di lui e mani robuste dovettero
trattenerla. E lei come faceva a sapere che saremmo venuti
qui? gli grid. Lo sapeva perch ha ucciso mio marito!
Gli sput e lo colp in pieno petto.
Morgan abbass lo sguardo. Questa  la seconda camicia
che mi rovini oggi sibil, facendo un passo avanti e
colpendola con un violento manrovescio.  tutto il giorno
che sogno di farlo disse, spingendola via e chinandosi per
prendere i documenti. Eccoli qua. A quanto pare, ti abbiamo
devastato la casa per nulla. Infil la mano in tasca e
prese un accendino. Se tuo marito si fosse rivelato un po'
pi furbo, nulla di tutto questo sarebbe mai successo!
Una fiammella si accese. Morgan avvicin il fascicolo
con le analisi dell'acqua e incendi un angolo. Attese che
le fiamme divampassero, poi lo gett in una buca e torn
a guardare Holly e Solomon con un sorriso soddisfatto.
Bene, due problemi risolti in un colpo solo. Ma adesso
dobbiamo liberarci di voi. Andiamo ordin, avviandosi
verso la strada. Con una brusca spinta, Solomon fu costretto
a seguirlo. C' qualcuno che dovete incontrare.
...
.
...
Capitolo 68.
...
.
...
Mulcahy lavorava di sterzo e controsterzo sulla strada distrutta,
avanzando con calma sull'asfalto rappreso. Non era
facile capire al buio dove finiva quella gettata di bitume e
dove cominciava il deserto bruciato. Non voleva finire in
un fosso o bucare una gomma.
Tio canticchiava tra s. Non aveva parlato molto da
quando si era divertito a tormentarlo sbattendogli in faccia
i successi di sua madre. Trascorreva il tempo smanettando
col cellulare o guardando fuori dal finestrino. Se vedeva
un uccello o una macchina di passaggio, puntava il dito,
alzava il pollice e sparava: bang bang, come un ragazzino
annoiato durante un lungo viaggio.
Tuttavia, il potere che il boss esercitava da entrambi i
lati della frontiera si vedeva eccome. C'era stato un incidente
aereo, la strada era chiusa, ma non un singolo poliziotto
presidiava la barriera che doveva impedire alle auto di passare.
N si vedeva gente attorno alla carcassa.
Fermati un attimo disse, indicando l'ammasso di lamiere
annerite davanti a loro.
Mulcahy ferm l'auto. Tio usc e punt verso ci che
restava dell'aereo. Si accovacci e studi attentamente l'interno
della fusoliera attraverso i longheroni che spuntavano
come costole dal metallo mezzo fuso. Mulcahy sapeva
cosa stava cercando, ma dubitava che vi fosse ancora. O
meglio, sperava di cuore che i tecnici l'avessero rimosso.
Con una smorfia, constat che quel giorno aveva percorso
centinaia di chilometri per ritrovarsi al punto di partenza.
Forse doveva risparmiare benzina e restare l, vicino
a quel dannato aereo, evitando a tutti un sacco di guai.
Qualcuno avrebbe continuato a respirare, anche se, purtroppo,
non suo padre. Spense il motore, scese e raggiunse Tio.
Era l disse, indicando il buio all'interno della fusoliera.
Ma i tecnici l'avranno rimosso assieme agli altri resti
umani e mandato all'obitorio. Potrebbero anche aver deciso
di inviarlo subito a Tucson, ma ne dubito. Per loro era meglio
passare la palla ai medici locali e continuare le analisi,
quindi se vuoi vedere ci che rimane di tuo figlio bisogna
andare a Redemption.
Tio annu e si stiracchi la schiena. E allora andiamo
si limit a rispondere, camminando verso la macchina.
Mulcahy non si mosse. Qual  il piano? gli chiese. Il
boss si ferm e si volt. Mi hai chiesto di mollare tutto e
di raggiungerti per farti da autista. Adesso siamo qui, nel
deserto, davanti a una cittadina che vuoi bruciare fino alle
fondamenta. Ma siamo solo in due e, per quanto sia pronto
a tutto pur di cavare mio padre dai guai, non posso evitare
di chiedermi cosa vuoi fare. Lo guard e allarg le mani.
Stiamo aspettando i tuoi uomini? Me lo auguro, perch
sono davvero lusingato se pensi di aver bisogno solo di me
per vendicarti, ma ti annuncio che i miracoli non rientrano
ancora nel mio repertorio.
Tio sorrise. Non preoccuparti. E sal in macchina.
Scuotendo la testa, Mulcahy torn indietro, sal a sua
volta e accese il motore. Quindi cosa faccio? Entro tranquillamente
in citt?
S. La cosa ti crea qualche problema?
Be', dopo quello che mi hai ordinato di fare al tizio
del ranch, le strade saranno piene di sbirri armati.
Il sorriso di Tio si allarg. Ci conto. E adesso, se davvero
vuoi cavare tuo padre dai guai, stai zitto e andiamo.
Signore, sono rientrati in macchina.
Suarez era uno dei due tiratori scelti appostati ai confini
della citt. Era sdraiato sul cassone di un pick-up per
avere la necessaria elevazione e osservava la carcassa dell'aereo
a qualche miglio di distanza grazie al mirino notturno
della carabina M6.
Adesso partono. Vengono qui.
Erano ancora fuori tiro, ma vedeva bene le due figure
in macchina. E le avrebbe viste ancora meglio man mano
che si avvicinavano.
Avvisami non appena riesci a identificarli ordin
Andrews alla radio.
Ricevuto, signore. Ci vorr ancora qualche minuto.
Procedono molto lentamente sulla strada distrutta.
Mantenendo il passeggero inquadrato nel mirino segu
la lenta avanzata della Jeep, il dito ben saldo sul grilletto.
...
.
...
Capitolo 69.
...
.
...
Morgan aveva fretta.
Scendeva a tutta velocit dalle montagne sul potente
fuoristrada, puntando verso le luci tremolanti di Redemption.
Holly e Solomon erano sul retro, entrambi ammanettati
con cinghie di plastica, le mani dietro la schiena che li
costringevano a sporgersi in avanti.
Allora, da dove arrivano i soldi? chiese Solomon, facendo
forza sulle gambe per restare diritto mentre percorrevano
una curva. Ovviamente non dalla miniera.
Che le importa, Creed?
Be', provo solo a mettere insieme i pezzi.
Dal traffico di droga offr Holly. I pezzi grossi della
citt fanno da paravento ai cartelli della droga.
Morgan fece spallucce. Siete tutti cos moralisti riguardo
alle droghe, per fumate sigarette e bevete tranquillamente
il vostro whisky. Ma tanta gente vuole qualcosa
di pi e chi sono io per negarglielo?  il proibizionismo
che alimenta le mafie. E questo  il risultato.
Voi coprite i traffici delle droghe pi letali replic
Holly. Quelle che rovinano la vita. E lei porta la stella di
sceriffo! Dovrebbe applicare la legge, non essere il primo a
violarla.
Morgan imbocc la curva successiva a tutta velocit
e Holly sbatt la testa contro il finestrino. Oh, mi spiace
disse ridacchiando. Lasciate che vi chieda una cosa: avete
mai combattuto in guerra? Io s, e vi dico che la presunta
guerra alle droghe non  affatto una guerra. Le guerre si
possono vincere, ma questa andr avanti per sempre e non
sar certo io, lo sceriffo di un paese sperduto nel deserto,
a fare la differenza. Nessuno pu farla, perch il traffico di
droga risponde solo alla legge della domanda e dell'offerta,
il fondamento stesso del capitalismo. E per vostra informazione,
da queste parti  sempre stata la principale attivit
economica. Porta pi soldi di una miniera, e non si paga un
centesimo di tasse. Per quanto riguarda noi, i pezzi grossi...
Be', fate un salto dall'altra parte della frontiera. Troverete
strade piene di buche, case che cadono a pezzi, una torma
di straccioni e bambini scalzi e affamati. I boss messicani
non investono nella gente. Per loro le persone non contano
nulla, mentre noi siamo diversi. E quindi s, Holly, prendiamo
i soldi da un cartello della droga. Ci siamo messi
d'accordo con loro e le finanze di Redemption sono risorte,
permettendoci di pagare gli stipendi e i sussidi, di rifare le
strade e tenere aperte le strutture pubbliche.
Disgustato, si limit a sbuffare. La sera in cui Jim 
venuto a cena da Cassidy abbiamo provato a fargli capire
l'importanza di ci che stiamo facendo da sempre, ma lui
non ha voluto sentire ragioni. Si credeva un cavaliere senza
macchia e senza paura, aveva tutte quelle idee per rimettere
in piedi la citt, diceva che anche se la fondazione falliva
saremmo riusciti a ripartire lo stesso. Si  persino messo a
delirare sul tesoro perduto del reverendo, affermando che
era a un passo dal trovarlo! esclam sprezzante. Noi gli
abbiamo dato tempo per pensarci e lui che cosa ha fatto?
Si  messo a indagare negli archivi cittadini, scoprendo la
verit sui veleni nell'acqua di falda. Avevamo insabbiato
quelle analisi perch non potevamo rischiare che lo Stato
ci chiudesse la miniera. Devono pensare che produca, dato
che solo cos possiamo giustificare i nostri bilanci. Quando
ci ha affrontati, chiedendoci di smetterla se non volevamo
che ci denunciasse, abbiamo dovuto prendere una decisione.
E la decisione  stata eliminarlo e continuare tranquillamente
come prima afferm Solomon. Una constatazione,
non una domanda.
Morgan lo guard nel retrovisore. La gente muore in
guerra afferm. E a volte, il sacrificio di uno  necessario
per il benessere di tutti. Cos va il mondo.
Solomon sentiva Holly tremare accanto a s. Se non
l'avessero ammanettata e se non ci fosse stato un divisorio
in Perspex tra lei e Morgan, gli sarebbe balzata al collo per
ucciderlo. La sua rabbia omicida era cos intensa da diffondersi
nel SUV come un'aura rosso sangue.
Quindi, non c' stata nessuna depurazione afferm.
No, certo che no. Non potevamo dare inizio ai lavori.
La gente si sarebbe accorta che qualcosa non quadrava. Ma
abbiamo smesso di usare i solventi, in modo che i valori
calassero. Lei  senz'altro riuscito a ficcanasare anche alla
miniera: avr visto che il liquido di scarto  solo acqua.
Sicuro. Ma lei ha idea di cosa sia il TCE?
No. Dovrei?
S, perch  uno dei veleni che compare sulle analisi
gli rispose, guardando Holly. Oltre a essere un potente
cancerogeno, causa anche malformazioni del feto ed  noto
per indurre aborti spontanei nel secondo trimestre di gravidanza.
Si sporse verso di lei e, a bassa voce, per non far
sentire Morgan, le disse: Adesso sai perch tuo marito era
cos tormentato. La sua lealt verso Redemption evaporava
sempre pi a mano a mano che scopriva cosa stava succedendo.
E quando ha capito perch avete perso vostro figlio,
la rabbia dev'essere esplosa.
Holly lo guard con occhi pieni di lacrime, poi si volt
verso il finestrino e non disse nulla.
Stavano arrivando all'aerodromo. Le forme scure e
frastagliate degli aerei si estendevano oltre la rete di recinzione,
parzialmente illuminate dalle luci gialle dei lampioni.
La parte principale del complesso era a sinistra della
strada, con gli squadroni degli aerei militari dismessi di
recente allineati accanto alla pista insieme ai modelli civili.
Sulla destra sorgeva invece il museo all'aperto, pieno di
aerei d'epoca restaurati sul posto. Le luci nella palazzina
che ospitava gli uffici erano tutte spente e il cancello chiuso.
Morgan per prosegu, fino a raggiungere un cancello
di servizio cos grande da permettere il passaggio di aerei
enormi. Qualcuno lo aveva lasciato aperto quanto bastava
per consentire l'entrata di un'auto. L'oltrepassarono e poi,
dopo un breve viaggio sotto le ali di vecchi bombardieri,
puntarono verso un hangar dalla parte opposta dell'aerodromo.
Ci mette su un aereo? chiese Solomon.
Morgan rise. No. Credo proprio di no.
...
.
...
Capitolo 70.
...
.
...
Ce l'ho!  lui disse Suarez.
Adesso vedeva con chiarezza il passeggero. Conosceva
bene il volto che riempiva il mirino, lo stesso del briefing,
lo stesso della foto appesa da ben otto anni nella bacheca
della mensa insieme ai criminali pi ricercati d'America.
Chi  il conducente? mormor all'auricolare la voce di Andrews.
Suarez spost la carabina e nella nebbiolina verde fosforescente
del mirino comparve un altro volto. Sconosciuto.
Non fa parte dell'elenco dei luogotenenti rispose,
tornando a inquadrare Tio; anticipava l'avanzata della macchina,
tenendolo sempre sotto tiro. Quali sono gli ordini? domand.
Aspettare. Ripeto, aspettare.
Suarez continu a inquadrare la macchina, spostando il fucile tra Tio e il conducente.
Era stato addestrato a non pensare a nulla e rispettare
gli ordini ma, in quel momento, l'addestramento mostrava
una lacuna. Cosa sarebbe successo se avesse premuto il
grilletto? Fama e gloria lo aspettavano, lui, il tiratore scelto
che aveva eliminato il pericolo pubblico numero uno. Sarebbe
diventato famoso come Charles Winstead, l'agente
dell'FBI che aveva ucciso Dillinger. Avrebbe scritto un libro
e venduto i diritti a Hollywood per farne un film. Tutta
la sua carriera, o meglio tutta la sua vita sarebbe cambiata
con un unico sparo. Ma purtroppo non sarebbe successo,
perch non poteva sparare. Non contro Papa Tio.
Torn a studiare il conducente, carezzando il grilletto.
Se gli ordinavano di sparare, il bersaglio sarebbe stato lui.
Regol l'ingrandimento mentre la macchina si avvicinava.
Li vedeva entrambi adesso, poi un movimento attir la sua
attenzione. Il passeggero sta prendendo qualcosa rifer.
Seguirono altri movimenti nella nebbiolina verde, poi
Tio si rialz. Ha messo la mano fuori dal finestrino e sta
agitando un drappo. Sembra bianco. Sta agitando un drappo bianco.
Ritrasse il dito dal grilletto e fece scattare la sicura. Si
sta arrendendo disse. Poi alz la testa e guard di persona,
rendendosi conto che era vero.
Papa Tio si stava consegnando.
...
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...
LIBRO NONO.
...
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...
Dal diario privato del Reverendo Jack "King" Cassidy.
...
Nel corso degli anni ho provato a ricordare il volto di quella
creatura, se invero aveva un volto, ma non sono certo di
averlo visto. La luce che illuminava il suo mondo e si riverberava
nel mio sembrava venire da lui ed era cos brillante
da impedirmi di guardarlo. Fu allora che ricordai un altro
versetto sottolineato da padre O'Brien che fino a quel momento non sembrava avere senso.
Il suo volto brillava come il sole
e i suoi abiti erano bianchi come la luce.
Caddi in ginocchio impaurito e tremante e cominciai
a pregare, chiedendo perdono per tutti i miei peccati poich
ero certo che fosse giunto il mio momento e che Dio
avesse mandato uno dei suoi angeli a giustiziarmi. Ma poi,
vedendo che taceva, alzai le mani giunte e gli chiesi che
cosa potevo fare per servirlo. Egli mi rispose e la sua voce
mi echeggi nella mente come un sussurro.
Che cosa desideri di pi?
Gli fornii la medesima risposta che avevo dato a tutti
coloro che mi chiedevano il motivo del mio viaggio. Voglio
edificare una chiesa di mattoni da dove l'amore e la
misericordia di Dio possano diffondersi in queste terre selvagge
fino a scacciare tutto il male che le opprime.
L'angelo parl di nuovo, e la sua voce era calda e suadente
nella mia testa. No, questo non  ci che pi desideri.
E allora capii che quella celestiale creatura poteva vedere
oltre le mie false convinzioni. Invero, fino a quel momento
non avevo mai ammesso neppure con me stesso ci
che pi desideravo, ma la sua luce brillava con tanta forza
da illuminare anche gli angoli pi bui della mia anima.
Non potevo nascondere nulla poich, pur avendomi posto
la domanda, egli gi conosceva la risposta.
Voglio essere qualcuno ammisi. E quando l'angelo
tacque continuai, con le parole che mi uscirono di bocca
come il filo da un rocchetto. Voglio diventare un uomo
importante. Voglio che la gente si ricordi di me quando non
ci sar pi e che tutti dicano: "Ecco, questo  un uomo che
ha fatto grandi cose, che ha trovato un tesoro e lo ha usato
per edificare qualcosa nel deserto che ancora sopravvive e
che sopravvivr per sempre grazie a lui". Non voglio finire
i miei giorni da derelitto. Non voglio venir dimenticato.
Eccola, la verit. Quella che celavo anche a me stesso.
L'angelo continu a guardarmi e io chinai la testa e
tacqui, poich non avevo pi nulla da dire. Mi ero pienamente
confessato e sapevo che neppure la sua luce poteva illuminare altri segreti.
Alla fine parl e le sue parole echeggiarono gentili e
comprensive. Sei un uomo onesto disse. Rara  una simile
onest e il valore che io le attribuisco  impareggiabile.
E quindi, per ricompensa, ti conceder ci che desideri.
Piansi sulla nuda terra, osando a malapena credere di
esser giunto a quel momento tanto sospirato la stessa sera
in cui avevo ripudiato le Scritture e, con esse, lo scopo del
mio pellegrinaggio. Ma la luce mi aveva salvato, attirandomi
in quel luogo e, adesso, mi prostravo davanti a un
angelo, il messaggero di Cristo il Salvatore e di Dio stesso,
ottenendo in cambio la realizzazione del mio sogno.
Sono solo il tuo umile servo, mio Signore dissi,
perch qualunque cosa fosse la lucente creatura che avevo
davanti, uomo, visione o angelo, sapevo che era il mio
signore. Qualunque cosa tu voglia fare di me, l'accetter umilmente.
Vi fu uno schianto poderoso, come una montagna che
si spezza, e un lampo cos intenso da vedere la luce brillare
anche se avevo gli occhi chiusi. Premetti forte il volto sul
terreno, ma questo trem come se una carica di dinamite
fosse esplosa a pochi passi da me. Poi, tutto divenne buio e silente.
Non so dire se caddi svenuto o se il tempo si fosse fermato
per un miracolo ma, quando alzai lo sguardo, vidi
solo la notte. Lo specchio non c'era pi, ma le orecchie mi
ronzavano per il frastuono e mi sentivo leggero, come se
fluttuassi nell'immenso cielo buio. Poi il ronzio cess e allora
udii un altro rumore: il gorgoglio di una sorgente.
Mi lanciai carponi nella polvere verso di essa come un
animale, spinto solo dalla terribile sete. Le ombre della notte
parevano impenetrabili per i miei occhi abbagliati dalla
luce e cos mi feci strada seguendo quel dolce mormorio,
tagliandomi le dita sulle rocce, riempiendomi di spine per
la fretta di raggiungere l'acqua.
Qualcosa di enorme si stagli nelle tenebre e allora
gridai e mi nascosi per il terrore. Percepii un odore e subito
lo associai alla morte. Forse ero spirato nel deserto e la luce,
lo specchio e l'angelo altro non erano che il sogno ultimo di
un uomo impazzito per il caldo e per la sete. Forse mi trovavo
nel limbo, nel triste luogo popolato da anime afflitte
condannate a vagare per l'eternit in una nebbia oscura. E
forse, la mia pena consisteva nell'aggirarmi su quel terreno
arido e spinoso alla ricerca di una fonte che sentivo ma non
avrei mai trovato. Poi, per, la grande ombra nera mi pass
davanti e sbuff. Solo allora capii cos'era: non un demone
venuto a tormentarmi, ma il mio povero mulo richiamato
come me dalla promessa dell'acqua.
Mi alzai e mi aggrappai alla sua criniera, lasciando
che mi guidasse poich confidavo pi nel suo istinto che
nel mio. Quando il mulo si ferm e sentii l'odore della terra
umida e il rumore dell'acqua che scorreva, caddi in ginocchio
e mi prostrai davanti alla pozza bassa e fresca.
Poi, bevvi.
Mai sapore mi parve pi dolce e, dopo aver bevuto in
abbondanza, immersi il volto nelle acque cristalline e ringraziai
l'angelo per il sollievo di quella frescura sulla pelle
bruciata dal sole. Avrei voluto tuffarmi e purificarmi come
i peccatori nel fiume Giordano, in Terrasanta, ma la pozza
era profonda solo una spanna e, anche se la sorgente
zampillava con forza, l'acqua veniva subito assorbita da un
terreno assetato quanto me. Feci un ultimo, lungo sorso,
poi presi le borracce e le gettai nella fonte. Immersi anche
il setaccio e lo lavai con cura, rimuovendo col fango ogni
traccia dell'uso immondo che ne avevo fatto. Quindi lo posai
e mi divertii a dar la caccia alle borracce, afferrandole
e immergendole a una a una fino a quando tutte furono riempite e poi tappate.
Alla fine, sedetti sulla sponda e bevvi ancora da una
delle borracce appena riempite, meravigliato dal prodigio
a cui avevo assistito. Dovevo essere esausto, poich caddi
addormentato. Mi svegliai all'alba, con l'acqua che mi lambiva gli stivali.
Per la prima volta, guardai alla luce del sole l'oasi miracolosamente
apparsa nella notte. Era grande quanto un
corral adesso, con la sorgente che zampillava al centro della
pozza con tanto vigore da creare delle piccole onde che si
infrangevano sulle rive sabbiose. Sgorgava da un grande
masso spaccato a met, simile a un guscio di noce rovesciato,
identico a quello che avevo visto nell'altro deserto. Mi
voltai verso il punto in cui era apparso lo specchio e vidi un
piccolo fagotto appoggiato sul terreno. Un brivido di gelido
terrore mi scosse mentre ripensavo alla bambina trovata
morta il giorno prima nel letto del fiume in secca.
Non poteva essere lei.
Che nuovo miracolo era questo?
Mi alzai lentamente, il mio corpo era freddo e rigido, e
m'avvicinai al fagotto. Non era il corpo della povera bambina
morta di stenti, bens la mia Bibbia avvolta in tela di
sacco, le pagine aperte e mosse dalla fredda brezza del mattino.
Doveva essere caduta di sella durante la notte. Vidi
che il dorso si era spezzato e le pagine giacevano staccate sulla copertina.
Mi chinai per raccoglierla e sentii qualcosa trafiggermi
dolorosamente il palmo. La lasciai, voltai la mano e vidi un
pezzo di vetro argentato conficcato nella carne, un frammento
dello specchio miracoloso. Lo afferrai con i denti
e lo strappai, poi lo alzai, timoroso di ci che mi avrebbe
mostrato. Ma vidi solo me stesso, il deserto e il sangue che
sporcava l'angolo che mi aveva trafitto.
Misi in tasca il frammento, presi la Bibbia e la chiusi,
quindi controllai attentamente le pagine per assicurarmi che ci fossero tutte.
Ne mancava una sola.
Era una pagina dell'Esodo, il versetto venti, il versetto
in cui Mos scende dal monte Sinai portando agli ebrei i
dieci comandamenti ricevuti da Dio. Mi agitai molto per
quella scoperta e presi come un cattivo augurio il fatto che,
per la mia incuria, proprio il passaggio in cui il Signore
dona agli uomini le Sue leggi vagasse perduto in quelle terre
aride. Mi alzai e cercai la pagina ovunque, ma non la
trovai. Cos giurai solennemente di fare ammenda per la
mia negligenza in ogni modo possibile.
Riportai la Bibbia alla pozza e la sistemai sotto una
roccia per impedire al vento di sottrarre altre pagine. Il sole
riempiva l'acqua di riflessi e le borracce galleggiavano come
strani pesci. Mi chinai sul setaccio per lavare la mano ferita
e vidi la luce del sole scintillare sul fondo metallico. Qualcosa
la rifletteva. Immersi le dita e le agitai per disperdere
i sedimenti, dimenticando completamente la ferita. Poi
afferrai il setaccio e cominciai a ruotarlo, inclinandolo per
far traboccare l'acqua insieme al fango pi leggero. Quando
sul fondo restarono due dita d'acqua, lo posai e lasciai che
il fango si depositasse.
Lucenti scaglie dorate spiccavano al sole insieme a cristalli
verde intenso. Era malachite e in quantit notevole. Le
rocce attorno a me erano ricche di rame.
Mi tolsi il fazzoletto che portavo al collo e lo usai per
filtrare il contenuto del setaccio. Era grande quanto un
uovo di pettirosso, ma quando lo strinsi in mano mi parve
prezioso e pesante. Trascorsi il resto del giorno prendendo
campioni dalla pozza e dal territorio circostante, ma non
importava dove affondassi la pala: il terreno era sempre ricco
di malachite. Tra quelle rocce si nascondeva una grande quantit di rame.
Quando mancava poco meno di un'ora al tramonto,
accesi il fuoco e cucinai i miei fagioli con carne secca. Mentre
cuocevano mi concessi un buon caff.
I frutti del mio lavoro riempivano quasi per intero una
coperta, terreno e rocce metallifere accatastate fin quasi
all'altezza del mio mulo. Guardai quel bottino e provai un
tuffo al cuore. Era troppo pesante da trasportare. Avevo bisogno
di un carro. Ma prima dovevo tornare al forte e farmi
assegnare la concessione, poich se qualcun altro capitava
da quelle parti, magari attirato dall'acqua, magari dotato
di un cavallo o di un carro, avrebbe potuto rubarmi tutto.
Quanto rapidamente cambiano le cose! Alla partenza
dal forte non avevo nulla e mi sentivo tranquillo. Adesso
credevo di avere il mondo in pugno ed ero pieno di sospetto
e di timore. Vidi della polvere sollevarsi a nord, forse
un turbine o magari una mandria di mustang, e spensi il
fuoco, coprendo di terra i tizzoni in modo che il fumo non
tradisse la mia posizione. Poi sedetti, mi avvolsi nella coperta
e finii la cena ormai fredda, guardando la sera che calava attorno a me.
Ero giunto in quel luogo compiendo giri tortuosi, ma
calcolai che, procedendo in linea retta, sarei arrivato al forte
in quattro giorni. Quando il buio avvolse ogni cosa, sistemai
le provviste e presi acqua per una settimana. Nel
poco spazio che restava, raccolsi dei campioni di roccia e
due piccole sacche colme del materiale pi fine che restava
sul fondo del setaccio. Infine, misi in spalla il pallido Cristo
e presi sottobraccio la mia Bibbia per poi condurre il mulo
verso nord guidato dalle stelle, ancora ignaro dei nuovi orrori che mi stavano aspettando.
...
.
...
Capitolo 71.
...
.
...
Mulcahy guard Tio.  questo il tuo piano?
Il boss tacque. Guardava avanti con quella strana
espressione che lui aveva gi visto tante volte, gli occhi
vuoti e assenti come se fosse sotto l'effetto di una droga.
Erano stati ammanettati e sbattuti su un blindato della
DEA senza neppure una parola e adesso venivano portati
rapidamente a Redemtiop, sorvegliati da quattro soldati
in assetto da combattimento e con i volti nascosti da passamontagna.
Il tutto sembrava un po' deprimente. Doveva
esserci una spiegazione. Tio si era gi trovato in una situazione
simile, prima, e ne era uscito alla sua maniera. Forse
sapeva di poterlo fare di nuovo. Ma lui che fine avrebbe fatto?
Guard il paesaggio che scorreva veloce fuori dal
piccolo finestrino. Solo poche ore prima, su quella stessa
strada, guidava da uomo libero. Ripensando agli eventi di
quel giorno si chiese se avrebbe potuto comportarsi diversamente,
ma non vedeva nessun'altra possibilit. Tutte le
strade portavano a quel punto. Era sempre stato costretto a fare ci che Tio gli chiedeva.
Hai mai davvero pensato di lasciar andare mio padre?
Tio lo guard e sorrise. Non mi sembra che tu abbia
rispettato la tua parte dell'accordo.
Superarono la chiesa e la stazione di polizia. Il furgone
prosegu e allora cominci seriamente a preoccuparsi.
Dove diavolo ci stanno portando?
Vide il reticolato che recintava la miniera, poi quello
dell'aerodromo, con le file di aerei subito dietro. S, era tornato
esattamente dove si trovava quella mattina, in attesa
di un aereo mai arrivato. Il blindato rallent e varc un cancello,
poi prosegu lungo la pista fino a svoltare sotto l'ala di un grande bombardiere.
Guarda questi aerei disse Tio. Alcuni erano cos
potenti da arrivare nella stratosfera, altri cos carichi di
bombe da radere al suolo una citt. E adesso, arrugginiscono
nel deserto. Quanta gente pensi abbia ucciso questo bombardiere?
Mulcahy scosse la testa. Non poteva crederci. Era un
dej vu. Non solo si trovava nel medesimo posto, ma doveva
sorbirsi anche le stesse cazzate. Forse era morto e quello era
un inferno fatto su misura per lui.
Il blindato si ferm davanti a un grande hangar. I portelloni
posteriori si aprirono, lasciando entrare l'aria fresca
della sera e le guardie li fecero scendere.
Morgan usc dall'hangar, raggiunse un tizio che sembrava
il comandante e gli parl per alcuni istanti. L'altro
annu, si guard attorno come per accertarsi che non vi fossero
ficcanasi, poi si avvicin con calma ai due prigionieri.
Estrasse un coltello e per un attimo Mulcahy si chiese se
intendeva ucciderli cos, senza dire una parola. Ma poi si
sistem alle spalle di Tio e con un colpo secco tagli la cinghia
che lo ammanettava, liberandolo.
Il boss si massaggi i polsi e si volt verso Mulcahy.
Ecco il mio piano: se sai che una squadra della DEA ti sta
aspettando, assicurati che ti sia fedele. Poi si volt verso il
comandante e gli prese il coltello dalle mani. Adesso raggiungi
la chiesa e mettiti al lavoro disse. Voglio che il
cuore stesso di questa citt finisca in mille pezzi. Lasciami
solo una pistola e un paio di uomini.
Il comandante estrasse una FN Five-seven dalla fondina
e gliela porse. Rester io gli disse. Mi paga per proteggerla
ed  meglio che quanto accadr rimanga tra noi.
Con un cenno chiam una guardia, una di quelle in assetto
da combattimento e con il passamontagna. Tu vieni con
me. Tutti gli altri tornino in citt ordin, voltandosi verso
Morgan. Anche lei, sceriffo. Non c' bisogno che resti.
Lo sguardo di Morgan pass da Tio al comandante, poi annu e se ne and.
Tio raggiunse Mulcahy, tagli la cinghia che gli legava
i polsi e gli porse il coltello. Mulcahy lo guard. Aveva una
lama da venti centimetri affilata come un rasoio. Non doveva chiedergli a cosa serviva.
Vuoi che liberi tuo padre? gli chiese Tio, voltandosi verso il comandante che gli consegn le cornici con le foto delle figlie e la stampa della calotta cranica annerita. Allora dammi il nome del bastardo che ha ordinato di uccidere mio figlio. Poi si volt ed entr nell'hangar.
...
.
...
Capitolo 72.
...
.
...
Solomon sent un grosso veicolo fermarsi, poi delle voci e
infine dei passi avvicinarsi.
Era appeso per le braccia a una trave d'acciaio che correva
per tutta l'ampiezza dell'hangar, la corda cos tesa da
dover restare in punta di piedi per alleviare il dolore alle
spalle. Morgan gli aveva ordinato di togliersi il giubbotto e
la camicia prima di legarlo, puntando una pistola in faccia
a Holly per costringerlo a obbedire. Anche lei era legata
alla sua stessa trave ma indossava ancora la blusa, cosa che
lasciava intendere un trattamento tutto speciale riservato solo a lui.
I passi divennero pi forti, poi un uomo entr. Era
basso e tarchiato, con capelli neri alquanto diradati e una
pelle malsana. Pass davanti a Solomon senza dire una parola
e si ferm a un bancone da lavoro pieno di attrezzi
di ogni tipo. Poi prese tre fotografie e le sistem con cura,
disponendole chiaramente in un ordine elaborato negli
anni. Due, incorniciate, mostravano delle ragazze che sorridevano
alla fotocamera con qualche ritrosia e una certa
intelligenza negli occhi. La terza mostrava un teschio annerito
con una sottile placca di metallo applicata all'osso. Era
stampata su un foglio di carta e l'uomo dovette appoggiarla
a una latta d'olio per motori e tenerla ferma con una chiave
inglese perch restasse dritta.
Quieti te envi? chiese quando fin di sistemare le foto.
Solomon le guard con attenzione. Le ragazze si somigliavano
molto. Dovevano essere sorelle. Impossibile capire
che rapporto avessero col teschio annerito, ma la sua
presenza non prometteva nulla di buono.
Chi ti ha mandato? gli ripet, stavolta in inglese, e
si volt. Assomigliava alle ragazze, cosa di cui non c'era da
andare molto fieri. Solomon si disse che anche il teschio annerito
doveva assomigliargli prima che il fuoco lo rendesse
solo un pietoso resto umano.
Era la mia famiglia disse l'uomo, seguendo il suo
sguardo. Carne della mia carne, sangue del mio sangue.
Ma adesso marciscono tutti. Adesso non c' pi nessuno.
Loro mi chiamavano pap. Tutti gli altri mi chiamano Papa
Tio. Hai sentito parlare di me? chiese, e Solomon scosse la
testa. S che mi conosci. Dimmi chi ti manda.
Io non ho mai sentito parlare di lei rispose Solomon.
E non mi ha mandato nessuno.
Tio annu a qualcuno che Solomon non vedeva e, un
attimo pi tardi, la corda si tese, mordendogli i polsi.
Il coltello parve freddo quando venne appoggiato sulla
scapola, ma poi un lampo al calor bianco lo accec non
appena cominci a tagliare. Sentiva il bruciore crescere a
livelli insopportabili mentre la lama scendeva lentamente,
asportandogli la pelle, appena sotto lo strato cutaneo,
senza toccare il muscolo, recidendo capillari e terminazioni
nervose con una sensazione cos intensa da superare il
semplice dolore e trasformarsi quasi in piacere. Solomon
annasp e trem, sforzandosi di non gridare mentre quella
sensazione si diffondeva a ondate per tutto il corpo per poi
attenuarsi gradualmente. Sangue caldo prese a colare, cadendo
in grosse gocce sul pavimento. Era come se un rivolo
d'acqua bollente gli corresse lungo la schiena.
Apr gli occhi e guard Holly. Lo fissava a bocca aperta,
preda di uno shock sempre pi grande a ogni atrocit
che era obbligata a guardare. Solomon le strizz l'occhio
per rassicurarla o, magari, per rassicurare se stesso perch
non aveva idea di come sarebbe andata a finire. Volt la
testa verso le foto. Chi era quel teschio?
Tio lo guard con una smorfia letale. Lo sai. Sai chi
sono e sai anche chi era lui.
No, non lo so.
E allora lascia che te lo spieghi. Lui era la mia ultima
ragione di vita, il motivo per cui respiravo e mi alzavo
dal letto la mattina. Qualcuno dice che i figli ti danno la
forza di vivere al meglio la seconda met della tua vita. 
vero. Ma qualche bastardo mi ha tolto quella forza un pezzo
dopo l'altro e sono certo che tu sai chi . Quindi, se devo
tagliarti a pezzi per scoprirlo lo far. Ormai non mi resta altro che il tempo.
Fece un cenno all'uomo che impugnava il coltello, fermo
dietro Solomon. L'uomo che sapeva tagliare la pelle con
precisione chirurgica. L'uomo che doveva aver fatto lo stesso lavoro al vecchio Tucker.
Aspetta! disse Solomon. Volt la testa per quanto poteva
e parl alla persona alle sue spalle. Come ti chiami?
Che t'importa? replic una voce.
Be', in un certo senso noi due siamo legati. Stai per affondarmi
un coltello nel corpo, tagliando via prima la pelle
e poi il resto. Vorrei almeno sapere il tuo nome.
Michael rispose la voce. Michael Mulcahy.
Cos', pensate di fidanzarvi adesso? Andiamo avanti! tuon Tio.
Solomon lo ignor, scegliendo con cura le parole per
la domanda successiva, in modo che catturasse l'attenzione
di Tio. Dimmi, Michael, perch hai solo finto di torturare il vecchio Tucker?
Gli occhi del boss si posarono su Mulcahy. Che diavolo dice?
Hai tagliato la pelle dalla schiena di Tucker quand'era
gi morto. Mi chiedevo come mai la figlia cieca non si fosse
allarmata per le urla del padre. Non sapeva che era morto
quando  uscita di casa per spararmi. E perch non l'hai
legata o magari uccisa? Una ragazza cieca non poteva certo
creare dei problemi a uno come te. Adesso capisco che lei
non aveva sentito alcun grido perch non ce ne sono stati.
Hai ucciso Tucker subito, con una rapida, persino pietosa,
coltellata al petto che gli ha spaccato il cuore. Poi l'hai legato
e hai imbastito la scena della tortura. Perch l'hai fatto?
Tio estrasse la pistola dalla cintura e la punt su Mulcahy.
Il comandante e la guardia alzarono i loro fucili. Gi,
buona domanda disse il boss. Perch?
Mulcahy avanz, in modo che Solomon potesse vederlo.
Impugnava un coltello insanguinato e guardava la lama
come se non l'avesse mai vista prima.  stato il sangue,
vero? gli chiese, per nulla preoccupato delle tre armi puntate
su di lui. I tagli erano puliti perch Tucker non aveva pi sangue.
Tio scosse la testa ed estrasse un cellulare dalla tasca.
Sai perch non ti pianto adesso una pallottola nel cranio?
Perch prima voglio che tu senta le urla di agonia di quel
pezzo di merda che chiami pap. Premette il tasto di chiamata
e inser il vivavoce. Nell'hangar risuon il trillo del
telefono, ma nessuno rispose. Il boss controll il cellulare e richiam.
Non ti risponderanno disse Mulcahy, alzando lo
sguardo dal coltello. Mio padre  al sicuro da pi di un'ora
ormai. I ragazzi che lo trattenevano non lavorano pi per
te. Nessuno di noi lavora pi per te. Il mondo cambia, la gente anche. Non sei pi il boss.
Il comandante e la guardia si voltarono e puntarono le
armi contro Tio. Lui li guard, poi guard Mulcahy come
se gli fossero appena spuntate due antenne. Davvero? E
chi sarebbe il boss, allora? Tu? Rise e indic Holly con la pistola. Lei?
Io disse il soldato, la voce attutita dal passamontagna.
Tio si volt di scatto e gli punt contro la pistola. No,
tu non mi sparerai aggiunse. E il boss esit, come se conoscesse quella voce.
Il soldato si chin e pos a terra il fucile automatico.
Poi si rialz e si tolse l'elmetto col visore, slacciando quindi
la chiusura del passamontagna e togliendolo bruscamente.
In testa aveva una cicatrice lunga una spanna. Ciao, pap. Ti sono mancato? ,
Tio guard a bocca aperta il figlio che credeva morto.
Vuoi abbassare quella pistola, pap? disse Ramon.
Io e te dobbiamo parlare.
...
.
...
Capitolo 73.
...
.
...
Cassidy vide il blindato fermarsi nella piazza e i soldati balzare a terra.
Era in piedi davanti alla finestra del suo studio, la luce
spenta, i listelli della veneziana un po' inclinati in modo
che potesse guardar fuori senza essere visto. Non voleva
far sapere a nessuno che si era chiuso in casa. Si rendeva
conto di non poter fare molto, vista la situazione e quindi
levarsi di mezzo poteva anche sembrare logico... ma dentro
di s, nella parte pi recondita della sua coscienza, la parte
a cui non poteva mentire, si vergognava di se stesso. Aveva paura e per questo si nascondeva.
Pensava che con l'arrivo della task force della DEA si
sarebbe sentito al sicuro, che la presenza dei militari avrebbe
cancellato i timori che nutriva per se stesso e la citt.
Morgan pareva certamente sollevato. Lo vedeva nella piazza,
intento a parlare con uno dei soldati indicando la chiesa.
Grosse casse nere venivano scaricate dai portelloni del
blindato, tanto pesanti da richiedere due uomini per sollevarle.
Si accigli quando vide che le trasportavano lungo
il viale che portava alla chiesa, accatastandole accanto al
portone, per poi tornare indietro.
Cassidy, per un attimo, valut l'idea di uscire e offrirsi
di aiutarli, in parte perch voleva mostrarsi pi attivo nella
difesa della citt e in parte per scoprire il contenuto delle
casse. Poi Morgan guard verso la villa e lui si blocc.
Qualcosa gli diceva di non tradire la sua presenza dietro
quella finestra. Ignorava il motivo, ma diede comunque retta
a quell'istinto. Lo sceriffo fiss la casa per un attimo, poi torn a guardare altrove.
Cassidy lasci uscire il fiato che non si era accorto di
trattenere. Guard Morgan allontanarsi, seguendo due
soldati che portavano faticosamente un'altra cassa verso
la chiesa e lo vide aprire il portone usando la chiave che
pochi possedevano in citt. Pete Tucker era uno di loro.
Anche Jim Coronado l'aveva ottenuta, seppure per qualche
settimana. In quel momento si rese conto che, dei tre funzionari
pubblici incaricati di amministrare Redemption, lui
era l'unico ancora in vita. Quel pensiero gli richiam alla
mente i vecchi western, con le citt di frontiera cadute in
mano a bande di spietati fuorilegge salvate da eroi solitari
impersonati magari da Gary Cooper, oppure da John Wayne.
Lui non si sentiva un eroe come loro. Il suo ruolo in quei
film sarebbe stato quello del codardo che si nascondeva nel
fienile fino al termine della sparatoria.
Vide due soldati portare le casse oltre il portone aperto
e il suo sguardo and alla porta segreta accanto al camino.
Dietro c'era un tunnel che collegava la villa alla chiesa.
L'aveva fatto realizzare Jack Cassidy da vecchio, quando la
fama era ormai diventata un peso per lui. Grazie a quel
passaggio, poteva lasciare la privacy della sua biblioteca
quando voleva, comparire miracolosamente sul pulpito per
declamare le sue prediche e poi sparire di nuovo mentre i
cittadini pregavano.
Inevitabilmente, guard il ritratto appeso sopra il camino.
Il reverendo vi compariva negli anni maturi, quando
il successo e i soldi avevano ammorbidito i tratti del suo
volto. Gli occhi, per, non si erano mai ammorbiditi e, in
quel momento, sembravano fissi su di lui, come per incitarlo
a entrare in azione e mostrare il suo coraggio.
Tir un gran respiro, poi raggiunse la porta segreta
e inser le dita in una delle fessure dei pannelli che coprivano
la parete, facendo scattare il meccanismo. La porta si
apr e trattenne il fiato per sentire i rumori che si riverberavano
nel tunnel dalla chiesa. Ma non sent nulla.
In punta di piedi scese gli scalini, poi cominci lentamente
ad avanzare.
Tio tenne la pistola puntata sull'uomo che diceva di essere
suo figlio, con la sua solita mente sospettosa che gli diceva
che si trattava di un trucco. Non poteva essere Ramon, non
era possibile. Studi i tratti del suo volto in cerca di qualche
dettaglio fuori posto, ma non ne vide. Il suo sguardo and
alla foto col teschio annerito. La placca metallica era esattamente
dove doveva trovarsi.
Ho organizzato io la messinscena disse Ramon.
Quello era un vecchio biker cotto dall'amfetamina che
ho pagato per fare un breve viaggio aereo e consegnare un
pacco al di qua della frontiera. Era una bomba, ma lui non
lo sapeva. Guard Mulcahy, poi il comandante. Nessuno
lo sapeva, neppure coloro che contavo di arruolare. Ridacchiando,
si gratt la cicatrice. L'ho scelto bene, no? Nei
suoi eterni viaggi in moto, si era spaccato la testa un paio di
volte. Sotto la pelle siamo tutti uguali sentenzi, tornando
a guardare il padre. Sai,  stato bello sorvegliarti, vedere
quanto ti agitavi per la mia morte e sentire tutte quelle cose
che dicevi su di me. Prima, non mi facevi neppure un complimento.
Tio apr la bocca per ribattere, ma Ramon alz la mano
per tacitarlo. Non c' problema, pap, so che a volte meritavo
i tuoi insulti con tutti i guai che combinavo. Continuava
a grattarsi la cicatrice, come se adesso facesse male.
Cos come sapevo che non mi avresti mai consegnato le
chiavi del tuo regno.
Non  vero.
Ah, avanti, questo  il momento della sincerit. Basta
con le bugie. Non me le avresti consegnate, almeno fino a
quando non fossi riuscito a dimostrare di essere in grado
di succederti. Perch, prima o poi, dovevi passare la mano.
Nessuno vive per sempre. Solo che tu non hai mai neppure
immaginato che il tuo erede fosse pronto. Nessuno lo immaginava,
ma la gente odia l'incertezza e io offro stabilit.
Quindi, cosa ne pensi? Sei orgoglioso di me adesso? Credi
che valga abbastanza per diventare un tuo degno successore?
Tio scosse la testa, ancora in preda allo stupore di ritrovarsi
davanti suo figlio. Ho sempre voluto che tu prendessi
in mano gli affari disse. Il mio errore  stato solo
non capire che eri pronto.
Ramon allarg le braccia e sorrise. E allora, pap, abbassa
la pistola.
Tio abbass l'arma, fece un passo avanti e abbracci
forte il figlio appena ritrovato. Chiuse gli occhi e sent come
se il cuore fosse tornato a battere, come se fosse riemerso da
un nero oceano di disperazione dopo una lunga nuotata.
Ramon era vivo. Suo figlio era vivo!
Lo abbracci con affetto, come faceva quand'era piccolo
e sent il sangue del suo sangue stringerlo con il medesimo
trasporto.
Non mi hai mai concesso un briciolo di fiducia, pap
gli sussurr Ramon. Come potevo prendere tutto in mano
quando tu occupavi saldamente il trono e non lasciavi mai
la tua fortezza? Bisognava trovare una soluzione anche a
questo. Lo strinse ancor pi forte e disse: Ma finalmente,
eccoti qua.
Il dolore fu improvviso e lacerante.
Tio grid e balz all'indietro, portandosi le mani alla
schiena, cercando disperatamente cosa l'avesse provocato.
Le dita si riempirono di sangue caldo e viscoso: lo sentiva
colare e inzuppargli la camicia, mentre un gelo indescrivibile
cominciava a insinuarsi nelle membra. Grosse gocce
caddero a terra e, quando si volt, Mulcahy mosse un passo
indietro. In mano aveva un coltello, ma molto diverso da
quello che impugnava prima, sottile come un ago e sporco
di sangue, il suo sangue. Cerc di alzare la pistola, ma era
diventata troppo pesante.
Spiacente, Tio disse Mulcahy mentre lui sentiva le
ginocchia cedere. Non mi hai lasciato scelta.
Tio cadde in ginocchio e comp uno sforzo immane
per non accasciarsi, ma non riusciva a tenere alta la testa e
gli occhi fissavano il pavimento in calcestruzzo dove il suo
sangue si raccoglieva in una pozza. Aveva freddo, un freddo
terribile, un freddo che aveva sentito solo quando, da
ragazzino, si nascondeva nel campo di papaveri tremando
per la febbre causata dalla ferita alla gamba.
Si volt in cerca di Ramon e lo vide in piedi con le braccia
incrociate, gli occhi pieni di trionfo. Sono fiero di te
gli disse, portandosi le mani al petto mentre il cuore sembrava
spaccarsi in due. Non credevo... che avessi la stoffa.
Poi il freddo gli tolse anche le ultime energie e cadde a
terra sul pavimento coperto dal suo sangue. Un pavimento
rosso come i papaveri della sua infanzia.
...
.
...
Capitolo 74.
...
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...
Holly grid quando la faccia di Tio colp con forza il pavimento
e Solomon si volt verso di lei.
Guardava il cadavere con occhi sgranati ed era diventata
pallida quasi quanto lui. Cap che quella morte cos
cruenta aveva spezzato l'ultima, fragile resistenza, che stava
per cedere allo shock, con la mente che si chiudeva invece
di analizzare la situazione e cercare il modo di uscirne.
Per quanto lo riguardava, invece, Solomon non si sentiva
minimamente turbato. Venir torturato e vedere un uomo
pugnalato a morte non sembrava sortire alcun effetto sugli
strani meccanismi della sua psiche.
Il re  morto disse nel silenzio, facendosi sentire da
tutti. Lunga vita al re, ma per quanto?
Ramon si volt verso di lui. Che diavolo dici?
Solomon guard quegli occhi neri, pozzi senza fondo
di avidit e follia. I re saliti al trono dopo aver eliminato
i loro predecessori non durano mai. Forse si deve al fatto
che il loro regno comincia con una chiara dimostrazione di
quanto sia facile porvi fine.
Ramon mosse verso di lui, fermandosi cos vicino da
sentire sul volto il lezzo del suo alito. Sai che sei ancora
legato a quella trave e che la cosa pi intelligente da fare
sarebbe mostrarmi un po' di rispetto? Per tua fortuna, ti
sono debitore. Mi hai fatto un gran favore spuntando cos
dal nulla e attirando tutta l'attenzione su di te. Eri come
un grasso e grosso verme che si agitava sull'amo lanciato
a mio padre. Guard il cadavere steso a terra, con il sangue
che si allargava formando una densa pozza rossa. Ma
adesso che il pesce ha abboccato, suppongo di non aver pi
bisogno dell'esca.
Si volt verso Mulcahy e indic Holly. Slegala e mettila
in macchina. Verrete tutti e due con me ordin, per poi
guardare Andrews. Tu, brucia questo hangar e tutto quello
che contiene. E intendo dire proprio tutto ringhi, indicando
Solomon. Deve crepare soffrendo le pene dell'inferno.
Non voglio sentire spari, intesi? Niente colpi di grazia,
nessuna piet. Quando avrai finito, mi raggiungerai alla
chiesa. Guard il cadavere di Tio e sorrise. Il minimo che
un figlio pu fare  rispettare le usanze del padre... e il suo
ultimo desiderio.
Poi si volt e se ne and, sparendo nel rettangolo nero
creato nella notte dalle grandi porte dell'hangar.
...
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...
Capitolo 75.
...
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...
Cassidy procedeva nel tunnel a tastoni. Non voleva accendere
le luci e far capire ai soldati che erano in chiesa che
stava arrivando qualcuno. L'aveva percorso cos tante volte
da trovare la strada anche al buio e sentiva l'eco delle voci,
che per non erano abbastanza forti da fargli capire che
cosa dicevano.
Raggiunse la scala di pietra che portava alla sacrestia e
sal cautamente, prima un piede e poi l'altro, fermandosi un
attimo prima di affrontare lo scalino successivo per mantenere
l'equilibrio ed evitare di far rumore.
Quando arriv in cima, accost l'orecchio alla porta
cercando di capire dove fosse la gente che parlava. A giudicare
dai passi e dall'eco delle casse che venivano trascinate
si trovavano nella navata, probabilmente davanti all'altare.
Lentamente schiuse la porta e sbirci fuori. Un tendaggio
divideva la sacrestia dalla chiesa, quindi non vedeva
molto. Rest in ascolto per alcuni lunghi istanti e, quando
fu certo che nessuno si trovasse nei paraggi, usc. Appoggi
la testa al divisorio e, sfruttando la fessura tra il tendaggio
e la parete, lasci correre lo sguardo nella navata.
Quattro grandi casse nere erano allineate nel corridoio
tra i banchi. Uno dei soldati, accovacciato davanti alle
due centrali, faceva qualcosa che lui non riusciva a vedere.
Continu ad armeggiare per un attimo, poi si alz e se ne
and, con i passi che rimbombarono nel grande spazio fino
a quando il tonfo della porta che si chiudeva fece calare
di nuovo il silenzio. Sent la chiave girare nella serratura e
attese un attimo per accertarsi che il soldato non rientrasse,
poi usc dal suo nascondiglio e, avanzando in punta di piedi
sulle lastre di pietra del pavimento, raggiunse le casse.
Alz il coperchio della prima e vide che conteneva
quattro fusti da venti litri l'uno. Svit un tappo e lo annus,
lanciando nervose occhiate alla porta, terrorizzato all'idea
di essere scoperto. Il fusto conteneva benzina. Trecentoventi
litri di benzina allineati nella sua chiesa. Ma a quale
scopo?
Raggiunse le due casse centrali, quelle dove armeggiava
il soldato e vide una specie di minicomputer con uno
schermo, una tastiera e una serratura. Sotto c'era anche un
grosso contenitore. Il display nei;o indicava che non era attivo.
Non poteva certo definirsi un esperto, ma un lugubre
pensiero gli mand un brivido lungo la schiena.
Cassidy torn a guardare la porta ed estrasse il cellulare
dalla tasca, chiedendosi chi poteva avvisare. Tutti coloro
che poteva chiamare erano morti - Stella, Pete Tucker,
James Coronado. Restava solo Morgan, ma lui aveva aiutato
i soldati a trasportare quella gigantesca bomba molotov
nella chiesa. Dannazione, aveva persino aperto la porta
usando la sua chiave! Mentre cercava di capire cosa fare,
prese a scorrere l'elenco dei contatti sul telefono. C'era in
quella citt qualcuno che si sarebbe opposto a uno squadrone
di militari armati?
Fu allora che cap. Quelli non erano militari, ma banditi.
Morgan non aveva mai avvertito la DEA. Nessuno sapeva
cosa stava accadendo a Redemption.
In preda al panico raggiunse la finestra, dove il segnale
era pi forte e compose il numero del dipartimento di
polizia di Globe. Conosceva di persona uno stretto collaboratore
dello sceriffo, uno di cui si fidava. E comunque
doveva dare l'allarme, chiedere che avvertissero Tucson e
mandassero subito l l'esercito, magari preceduto dagli elicotteri
per far capire ai banditi che erano stati scoperti e
che dovevano fuggire subito, abbandonando la bomba che,
per qualche motivo, volevano far esplodere distruggendo il
cuore stesso della citt.
I suoni elettronici del tastierino parvero echeggiare
come tuoni nel silenzio della chiesa e Cassidy infil il cellulare
sotto la giacca per attutirli. Quando fin di comporre
il numero, si port il telefono all'orecchio. Pos lo sguardo
sulla porta mentre aspettava il trillo dall'altra parte della
linea, ma sent solo due bip e sullo schermo comparve una
scritta. La chiamata non era stata effettuata.
Controll il segnale. Non c'era campo. Torn nella sacrestia,
un altro punto in cui i cellulari prendevano bene, e
vide che anche l non c'era campo.
Disperato, si precipit verso il passaggio segreto, scese
le scale e percorse il tunnel al buio con tutta la rapidit possibile,
deciso a chiamare dal suo studio. Prima di uscire,
per, appoggi di nuovo l'orecchio alla porta, nel timore
che i falsi soldati fossero entrati anche in casa sua. Appena
fu certo di non sentire alcun rumore, usc, corse nello studio,
prese il telefono fisso e se lo port all'orecchio.
Non c'era linea.
Avevano tagliato i cavi telefonici e i cellulari non prendevano.
In qualche modo, quei criminali bloccavano le comunicazioni.
Era rimasto solo.
...
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...
Capitolo 76.
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...
Solomon guardava Andrews irrorare il corpo di Tio, assicurandosi
di impregnarlo perbene. Il liquido era giallo paglia:
kerosene per aerei. Poi il militare vers il resto della
tanica sul pavimento attorno a lui, senza inzupparlo ma
chiudendolo in un cerchio sicuramente mortale. La mente
di Solomon lavorava a pi non posso, assimilando ogni
dettaglio, misurando le distanze, valutando ogni possibile
via di fuga dall'inferno che sarebbe diventato quell'hangar.
Vedeva la sua camicia e il suo giubbotto sul bancone da
lavoro vicino all'uscita e immagin di raggiungerli, infilarli
e andarsene tranquillamente dalla porta. Doveva succedere.
E sarebbe successo.
Andrews apr un altro fusto e prese a versare kerosene
sulle pareti e sui banconi. Solomon lo vide colare dalle foto
incorniciate delle due ragazze e dalla stampa di quel teschio,
il teschio che non era di Ramon. Pens a quell'uomo
insieme a Holly. Aveva visto accendersi una scintilla di maniacale
interesse nei suoi occhi mentre la guardava. Solo
per questo lei era ancora viva, ma probabilmente per poco.
Doveva trovare il modo di raggiungerla prima che la seviziasse
fino a ucciderla, ma anzitutto doveva liberarsi.
Perch obbedisce a loro, capitano?
Andrews lo ignor. Svit il tappo della terza tanica,
ma stavolta si limit a darle un calcio in modo che il kerosene
si spargesse sul pavimento.
Lo fa per soldi? Quanto la pagano?
Andrews trov uno straccio sporco d'olio e lo immerse
nella pozza di kerosene sul pavimento, stando attento
a non bagnarsi gli stivali. Poi lo alz, lo lasci gocciolare
qualche istante e prese un accendino dalla tasca.
No, non  per i soldi gli rispose, guardando la fiamma
dell'accendino e non Solomon. Ma per quello che
farebbero alla mia famiglia se non collaborassi. Diede
fuoco allo straccio, poi prese a rigirarlo per far alzare le
fiamme fin quasi a bruciarsi la mano. Nulla di personale. Mi spiace.
E con questo gett lo straccio nel kerosene, si volt e se ne and.
...
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...
Capitolo 77.
...
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...
Lo scatto della serratura che si apriva echeggi nella navata
della chiesa, poi Ramon spinse il portone ed entr, annusando
l'aria con aria disgustata come se puzzasse. Cazzo,
come odio le chiese comment. Mi danno i brividi. Si
ferm davanti alla mostra subito dopo l'ingresso, guardando
il carro dei pionieri con il manichino alla guida, le teche,
i setacci e l'antico vagliatore Long Tom che non vagliava pi
nulla se non acqua. E questa merda cos'?
Morgan comparve dietro di lui con un mitra d'assalto
M-6 a tracolla. Non impugnava un'arma cos dalla guerra
in Iraq e gli piaceva la sensazione, gli dava l'idea che stava
facendo tutto a puntino.  per i turisti disse. Per spingerli
a visitare anche la chiesa.
Ramon annu. Suppongo che nell'industria turistica,
la fantasia non guasti mai. Allora, dov' il sindaco?
Non riusciamo a trovarlo rifer Morgan. Abbiamo
perquisito la sua residenza, ma non c' nessuno. Tra la villa
e la chiesa c' un vecchio passaggio segreto e potrebbe essere nascosto l.
Ramon si volt e guard Holly, ferma sulla porta della
chiesa e ammanettata tra due guardie.
Ci sono camere da letto in questa residenza?
S, ci sono camere da letto.
Ramon sorrise. E allora, andiamo a controllare il passaggio segreto.
Prese ad avanzare lungo il corridoio, oltrepassando le
casse con i fusti di benzina e il detonatore appoggiato per
terra, puntando verso la tenda indicata da Morgan. Lo sceriffo
lo affianc e fece strada mentre, dietro, le due guardie
trascinavano Holly, tanto esausta e inebetita dallo shock da
non opporre nessuna resistenza.
Morgan spost la tenda e si ferm. Da un po' si chiedeva
quale potesse essere il momento migliore per sollevare
l'argomento e quella sembrava proprio l'occasione giusta.
La chiesa... cominci, voltandosi e guardando Ramon.
La chiesa cosa?
Dobbiamo proprio distruggerla?
Ramon lo guard perplesso, come se Morgan avesse
appena avanzato l'idea che, per una volta, il sole potesse
sorgere a ovest, cos, giusto per cambiare un po'.
Voglio dire, so perch tuo padre la voleva radere al
suolo: un gesto simbolico, una vendetta perch pensava
che la citt l'avesse tradito e provocato la tua morte. Solo
che noi non ti abbiamo tradito. Ti abbiamo aiutato. E non
sei affatto morto, quindi pensavo che non avesse pi senso
far esplodere la bomba.
Ramon sorrise. Insomma, ti piace questa chiesa.
Morgan annu. E allora, trovami il sindaco e ne parler
con lui. Bisogna mettersi d'accordo, chiarire ogni dettaglio
se vogliamo continuare a fare affari. Gli gir le spalle e si
ferm davanti a una porta nella sacrestia.  questo l'ingresso
del passaggio dove pensi si sia nascosto?
S.
Allora entra tu per primo ordin Ramon, spostandosi
di lato. Dopotutto, sei tu che hai il fottuto M-6 a tracolla.
...
.
...
Capitolo 78.
...
.
...
Nel momento stesso in cui Andrews usc, Solomon afferr
la fune con entrambe le mani e si capovolse, restando a testa
in gi. Un bruciante dolore gli trafisse la spalla da cui
Mulcahy aveva tagliato il lembo di pelle, ma lo sfrutt per
concentrarsi. Provare dolore significava essere vivi e quindi
gli diede il benvenuto.
Si avvolse la corda attorno a una caviglia e la blocc
con l'altro piede, concedendosi un attimo per prepararsi.
Aveva una sola via d'uscita. Le fiamme si spostavano rapidamente
verso di lui, come una versione in miniatura
dell'incendio di quella mattina. Se lo raggiungevano era
morto. O adesso o mai pi.
Premette forte il piede sulla corda per bloccarla, poi
diede un colpo di reni e alz il busto, tendendo le braccia
legate. L'idea era buona: le fibre della corda si allungarono
per il suo peso, fungendo da elastico. Scese un poco
verso il pavimento, ma riusc ad afferrare il tratto sopra le
ginocchia, liber il piede legato e allung l'altra gamba, avvolgendosi
di nuovo la fune attorno alla caviglia mentre si
sosteneva con le mani.
Il calore aumentava e il fuoco consumava ossigeno.
Doveva sbrigarsi perch, pi il tempo passava e pi l'impresa
diventava difficile. Ripet il movimento e si ritrov a
un buon metro da terra.
Il sudore gli colava dalla fronte per il caldo e la fatica,
ma poco alla volta, uno sforzo dopo l'altro, arriv alla
distanza utile dalla traversa d'acciaio. L sopra l'aria ribolliva,
e lo sforzo di sostenere il suo peso gli stava consumando
tutte le energie, ma resistette alla tentazione di tendere
un braccio verso la trave.
Sapeva che la prossima mossa sarebbe stata rischiosa.
Doveva liberare la caviglia dalla corda e gettare la gamba
sulla grossa traversa metallica, reggendosi con le mani in
una posizione che indeboliva la presa. Se sbagliava o se scivolava,
sarebbe precipitato per cinque metri, finendo tra le
fiamme.
La volta del tetto cominciava a riempirsi di fumo, rendendo
difficile respirare e costringendolo a muoversi. Strinse
la corda, liber la caviglia e sent le mani scivolare. Non
riusciva, non aveva le forze, sarebbe ricaduto tra le fiamme.
Ma poi una voce, una sensazione, si insinu nella sua
mente, dicendogli che lui era pi forte, che aveva molta pi
potenza nei muscoli e nel corpo di quanto credesse. Annu
e gett la gamba sulla trave, lasciando andare la corda. Lo
spigolo metallico affond nel retro del ginocchio, premendo
sui tendini e Solomon afferr la fune un po' pi in alto
per alleviare la pressione. Poi torse il busto e gett anche
l'altra gamba sulla trave.
Penzolava come un pipistrello sul pavimento in fiamme,
con l'aria sopra di lui densa di fumo tossico. Il fuoco
consumava il corpo di Tio e divampava dai banconi di lavoro,
diffondendosi a macchia d'olio nel resto dell'hangar.
Se non usciva in pochi minuti, sarebbe rimasto intrappolato.
Alz il busto, stando attento a mantenere la presa con
le gambe, afferr la trave e poi si sedette. Quindi si alz e
prese a camminare sulla traversa metallica larga forse una
spanna, puntando verso la parte dell'hangar non ancora
raggiunta dall'incendio.
Davanti a lui, un'altra trave incrociava quella su cui si
trovava. Era dotata di un carrello che serviva a spostare le
pesanti parti degli aerei, dal quale pendevano quattro catene
munite di gancio alle estremit. Era l'ideale per tornare a
terra e fuggire. Ma la fretta l'aveva accecato. Era tanto concentrato
sulla fuga da dimenticare la corda che gli legava i
polsi. Si tese all'improvviso, facendolo quasi cadere.
Per un istante contempl il ruggente inferno sotto di
lui, ma riusc a restare in piedi e fece un passo indietro. Poi
si volt e guard in basso, cercando il punto in cui era legata
la corda. Si trattava di una sbarra che correva lungo la
parete, in un'area, in qualche modo, risparmiata dal fuoco.
Era bloccato con le fiamme che si facevano sempre pi alte
e l'aria gi quasi irrespirabile.
Con uno sforzo di volont, torn indietro anche se l'istinto
gli gridava a gran voce di non farlo. La corda si allent
e, quando fu abbastanza lunga, la lasci cadere tra le
fiamme. Prese fuoco subito, per sua fortuna e, inginocchiato
per accelerare i tempi il pi possibile, Solomon sopport
il calore studiando nervosamente l'avanzata dell'incendio.
Aveva quasi raggiunto le catene. Dentro di s, recit i versetti
dipinti sul muro della chiesa: Solo chi affronta il fuoco
timorato delle leggi di Dio, solo chi  pronto a salvare gli altri
prima di se stesso, pu sperare di sfuggire all'inferno e ascendere
alla santit del paradiso.
Pens a Holly e al bacio che gli aveva dato. Lo psicopatico
con la cicatrice aveva parlato della chiesa, qualcosa
sull'importanza di rispettare l'ultimo desiderio del padre.
Doveva fermarlo, ma prima doveva uscire di l.
Si alz e torn verso il punto in cui si era bloccato, tendendo
la corda in fiamme. Quando non pot pi avanzare,
sedette cavalcioni sulla trave e diede uno strattone.
La fune non cedette.
Bruciava per buona parte della sua lunghezza, ma l'anima
restava intatta. Arretr un poco e tir ancora, il pi
forte possibile, stringendo le ginocchia nel timore che il
contraccolpo gli facesse perdere la presa.
La corda tenne ancora.
Lanci un'occhiata alle catene, la sua via di fuga. Le
fiamme le avevano raggiunte e si dirigevano verso il banco
da lavoro accanto all'uscita, quello su cui erano posati il suo
giubbotto e la sua camicia. Doveva riuscire a prenderli e a
uscire. L'aveva pensato. L'aveva voluto.
Si sdrai in avanti e cominci a tirare e strattonare,
sempre pi forte, tanto disperato da ferirsi i polsi e rischiare
di perdere comunque l'equilibrio. La corda cedette con
uno schiocco che gli risuon nelle viscere.
Solomon pos le mani sul metallo e si alz in piedi,
correndo verso l'altra trave, raggiungendo in pochi istanti
il carrello con le catene. I polsi restavano legati, ma non
c'era tempo per liberarli. Sedette tra le ruote e afferr una
catena, ma il calore sotto di lui era troppo intenso. Allora
si rialz, afferr un'altra catena e spicc un balzo in avanti,
facendo forza con i piedi sulla trave prima di lanciarsi nel
vuoto.
Il carrello si mosse. Le catene cozzarono tra loro mentre
lui oscillava nel vuoto, sentendo gli anelli che gli scottavano
le mani. I cuscinetti bene oliati delle ruote mantennero
la spinta e lui tese le gambe in avanti per aumentarla.
Sotto, le fiamme avvolgevano ogni cosa e il fumo rendeva
difficile vedere e respirare. Chiuse gli occhi e continu a
oscillare fino a quando il carrello urt i respingenti. A quel
punto lasci una catena e us l'altra per calarsi, con lo sferragliare
degli anelli coperto dal ruggito del fuoco. Atterr
sulla coda smontata di un aereo e, da qui, balz a terra.
Le fiamme lo circondavano, irradiando un calore
denso e insopportabile. Si copr la testa con le braccia e il
ricordo di Bobby Gallagher, con le ossa delle falangi che
sporgevano dai polpastrelli bruciati, gli riemp la mente.
Davanti a s vedeva l'uscita, doveva solo premere la
barra rossa di sicurezza. Prese a correre, afferr la giacca
e la camicia, poi apr e si lanci fuori, con una lingua
di fuoco che parve inseguirlo dalla fessura tra le porte. Si
butt a terra e rotol, riempiendosi i polmoni d'aria fresca
mentre raffreddava la pelle sul terreno, allontanandosi, al
contempo, dalla luce.
Si ferm dietro un cespuglio e guard il cielo pieno
di stelle. Sentiva l'incendio ruggire nell'hangar, ma sentiva
anche una macchina allontanarsi lungo la pista, diretta in
citt. La chiesa era a un miglio di distanza, forse due. Gli
occorreva un quarto d'ora per raggiungerla di corsa in perfette
condizioni, sicuramente un po' di pi nello stato in
cui si trovava adesso. La miniera era pi vicina, per, e lo
stesso valeva per il corral.
Si alz e raggiunse l'aereo pi vicino. Era un P-51 Mustang,
cromato proprio come il Beechcraft esploso quella
mattina. Si accovacci accanto al carrello e prese a sfregare
la corda contro lo spigolo tagliente dell'ammortizzatore.
Alz lo sguardo e vide il suo riflesso sulla parte inferiore
dell'ala: i capelli bianchi e il volto pallido non c'erano pi,
coperti da una patina di fumo e di cenere. Sembrava una
creatura nata dal fuoco.
La corda cedette. Solomon si alz e si massaggi i polsi
per facilitare l'afflusso di sangue, poi lanci un'occhiata
all'hangar. Le fiamme si rovesciavano fuori dall'enorme
ingresso, con lingue di fuoco che lambivano la notte.
Si chin, prese il giubbotto, la camicia e se li leg in vita.
Poi cominci a correre con tutta la rapidit permessa dalla
terribile stanchezza, varcando il cancello, raggiungendo la
strada e poi puntando dritto verso la citt.
...
.
...
Capitolo 79.
...
.
...
Mulcahy sedeva nella cabina del blindato, guardando il
viale che conduceva all'ingresso della chiesa. La radio era
accesa, ma teneva basso il volume per non farsi assordare
dal ronzio delle frequenze d'emergenza e dalle chiacchiere
tra le pattuglie della stradale. Andrews lo aveva incaricato
di ascoltare tutte le comunicazioni e di avvertirlo se qualche
unit puntava verso Redemption, cosa che a lui andava
benissimo. Lo teneva lontano da Ramon e gli dava il tempo
di pensare.
Si aspettava di provare un gran sollievo sapendo che
suo padre era al sicuro, ma invece si sentiva vuoto. Neppure
uccidere Tio gli aveva dato un po' di pace. Per quanto
strano potesse sembrare gli piaceva quel bastardo, anche se
esercitava una presa ferrea su di lui e si era comportato da
perfetto stronzo mentre venivano l.
Ripens alla loro conversazione nella Jeep e alla foto
che gli aveva mostrato della madre che credeva morta. Si
chiese se suo padre sapesse che era ancora viva e prov un
forte desiderio di chiamarlo, ma non poteva. Andrews e i
suoi bloccavano il segnale dei cellulari e avevano tagliato
le linee telefoniche di terra. Gliel'avrebbe detto quando lo
avesse rivisto. Forse. Non voleva spezzare di nuovo il cuore
al suo vecchio, non dopo ci che aveva passato oggi. Almeno
erano tornati a essere degli uomini liberi, senza pi
alcun legame con il cartello. Quello era il prezzo del suo
tradimento.
Chiss se suo padre avrebbe considerato un tradimento
il fatto che intendeva vedere sua madre. Forse doveva
partire senza dirgli nulla. Far visita a lei e al marito Country
Club, gettare un po' di sano scompiglio nella comoda
vita che si era costruita, presentarsi alla porta e dirle: Ciao,
mamma, ti ricordi di me? Sono il figlio che avevi quando facevi
gli strip-tease, quello che hai scaricato a un commesso
viaggiatore per ripartire daccapo con la tua vita. Un'idea
allettante, ma sapeva che sarebbe rimasta tale. Che diavolo
voleva ottenere? Farla piangere? Farsi sbattere la porta in
faccia? Comunque fosse finita, l'avrebbe fatto sentire persino
pi vuoto di adesso.
Il chiacchiericcio alla radio lo riport al presente.
Ascolt un agente della stradale che ingannava il tempo
parlando con la centralinista di un'altra citt. Vite normali,
piene delle gioie e dei problemi di un mondo normale. Un
tempo anche la sua vita era cos. Pens a Ramon, chiedendosi
se intendesse rispettare i patti. Non gli piaceva quel
ragazzo. Non era completamente a posto con la testa. Nei
suoi comportamenti si intravedeva qualcosa di maniacale
e incontrollato che non prometteva nulla di buono. Con lui
al comando, sarebbe presto esplosa una guerra tra cartelli
destinata a fare scorrere il sangue a fiumi e, chiunque fosse
dotato di buonsenso, avrebbe messo tutta la distanza possibile
tra s e quel pazzo.
Ma per non farsi coinvolgere doveva uscirne, spezzare
il ciclo. Cos ti dicevano quando finivi in terapia per abuso
di alcol o di droghe: spezzare il ciclo. Ci pensava fin da
quando aveva visto Ramon in azione e adesso si presentava
una possibilit unica, forse la sola che gli avrebbe permesso
di uscirne a testa alta come sognava da tempo.
Si guard attorno, assicurandosi che nessuno degli
uomini di Andrews lo sorvegliasse, poi sganci il microfono.
Quando era nella polizia aveva dovuto imparare a memoria
tutta una serie di frequenze d'emergenza. Ne digit
una nella radio, poi parl tenendo la voce bassa e lanciando
nervose occhiate nella piazza. Emergenza, questa  un'emergenza,
passo.
Nessuna risposta.
Cambi frequenza e ripet la chiamata.
Ancora niente.
Stava per cambiare di nuovo frequenza quando una
voce risuon alla radio. Ricevuto. Chiarisca la natura
dell'emergenza, passo.
Qui  l'ex capitano Michael Mulcahy disse, fornendo
il codice del suo vecchio distintivo in modo che potessero
controllare. Poi, succintamente, (chiar la natura dell'emergenza.
...
.
...
Capitolo 80.
...
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...
Morgan fece strada nella villa di Cassidy, provando una
sorta di perversa eccitazione. Prima di quella sera era stato
solo nella sala da pranzo e nella biblioteca che Cassidy
usava come studio, mai nelle altre camere. Non aveva mai
usato neppure il bagno e solo Dio sapeva se in quella casa
non c'era un'abbondanza di bagni tra cui scegliere.
Non avevano trovato il sindaco nascosto nel tunnel o
nel suo studio. La villa era stata perquisita da cima a fondo
ma Ramon non sembrava intenzionato ad andarsene.
Questa s che  una casa comment, salendo la monumentale
scala interna e ammirando tutto, dai pannelli
in quercia che coprivano le pareti ai lampadari di cristallo,
passando per i dipinti a olio del deserto che si estendeva l
fuori. Il mio vecchio viveva in un lurido tugurio in cima
a una collina polverosa. Aveva i miliardi e continuava a
vivere come un fottuto gomero.
Si ferm davanti a un grande quadro che mostrava
un paesaggio notturno. Una figura solitaria dava le spalle
all'osservatore, rivolto verso un fascio di luce proiettato
da quella che sembrava una porta nel buio. E questo? Ha
qualche storia particolare?
So solo che l'ha dipinto Jack Cassidy spieg Morgan.
Lo stesso tizio che ha costruito questa casa e anche la chiesa
aggiunse, sperando di ricordare a Ramon quanto fosse inutile distruggerla.
 un quadro molto strano comment Ramon, studiandolo.
Chi pu essere quel tizio?
Nessuno lo sa. Forse  proprio lui, Cassidy. Si dice che
la porta da cui esce la luce sia in realt uno specchio. In un
altro dipinto ne ha incorporato uno.  nella chiesa, dietro l'altare.
Ramon ignor quel nuovo accenno o, magari, non se
ne accorse. Sal le scale e prese ad aprire tutte le porte, controllando
le stanze come se intendesse acquistare la villa.
Raggiunse la fine del corridoio e apr l'ultima porta, che
dava su una grande camera con un vecchio e massiccio
letto in noce, un camino e due comode poltrone sistemate
davanti a un tavolino. Sulla parete opposta, una porta socchiusa
permetteva di intravedere un vecchio bagno in stile
vittoriano.
Ah, ecco una camera da letto degna di questo nome
dichiar, entrando e guardandosi attorno. Ha un'aria un
po' antiquata, ma diventerebbe un sogno buttando via un
po' di cose e arredandola con uno stile pi moderno. Io
cambierei la vasca da bagno, piazzerei un po' di specchi
sul soffitto... tu che ne pensi? chiese, guardando Holly.
Lei non disse nulla.
Ramon sorrise e si rivolse alle guardie. Rendetevi utili
e trovatemi questo sindaco. Io e la ragazza resteremo qui.
Vediamo un po' quant' morbido quel letto.
...
.
...
Capitolo 81.
...
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...
Holly sent la porta chiudersi dietro di lei, poi lo scatto della
chiave che girava nella serratura.
Guard il pavimento, con le assi levigate e lucidate da
cent'anni di scarpe dei Cassidy. Era molto tesa, aspettandosi
di sentirsi afferrata da Ramon da un momento all'altro.
Aveva le mani legate davanti a s, quindi non poteva fare
molto. Dubitava che scalciare o pestargli un piede servisse
a tenerlo lontano. Lo sentiva tra s e la porta. La porta chiusa
a chiave.
Un'asse scricchiol quando lui si mosse. Holly gemette
e chiuse gli occhi, ma Ramon la super senza toccarla. Il
letto cigol quando sedette sul materasso. Sentiva quegli
occhi scrutare oscenamente ogni curva del suo corpo.
Guardami! esclam. E lei obbed, guardandolo attraverso
i capelli che le cadevano davanti agli occhi come
un velo.
Ramon la studi come se dovesse comprare un cane o
un cavallo, poi batt la mano sul materasso.
Lo sguardo di Holly pass dalla mano ai suoi occhi,
ma non si mosse.
Ramon inclin la testa, si port una mano dietro la
schiena e sfil qualcosa dalla cintura: era un coltello.
Lo gir lentamente verso di lei. Holly guard la lama
che rifletteva la luce. Allora, come pensi che finir questa
faccenda? disse.
Lei si accorse di avere i brividi e allora si irrigid per
fermare il tremore perch non voleva che lui la vedesse.
Non voleva fargli pensare che lo temeva. Non tremava di
paura, ma di rabbia. Che importa cosa penso? gli rispose.
Oh, importa. Importa moltissimo. Sai che posso farti
quello che voglio, no? Lo sai bene quanto me. Potrei legarti
al letto, puntarti un coltello alla gola e sgozzarti non
appena mi resisti. Possiamo fare cos, se vuoi, ma perch
ricorrere a certi metodi quando esiste una strada molto pi
gradevole che porta allo stesso risultato?
Pos il coltello sul letto e prese il cellulare. Lascia che
ti mostri una cosa disse, alzandosi e avvicinandosi. Non
guardava lei, ma il display. Holly, invece, guardava il coltello.
Troppo lontano per raggiungerlo in tempo. E anche se
ci fosse riuscita, la cinghia che le ammanettava le mani le
avrebbe reso quasi impossibile afferrarlo, voltarsi e cacciarglielo
subito nello stomaco. Per non parlare di Morgan che
faceva la guardia fuori della porta, pronto a sfondarla e a
spararle con il mitra.
Ramon si ferm davanti a lei e alz il cellulare. Vedi
questo? le chiese. Holly guard e trasal.
Occhi vitrei la guardavano da una faccia tumefatta
e sorridente, con i denti che spiccavano sulla pelle rossa.
Holly si chiese come fosse possibile che quella ragazza sorridesse
dopo le botte e le sevizie che aveva dovuto sopportare,
poi guard ancora e cap. Le labbra... Non aveva pi le
labbra!
Rosalita disse Ramon. Le ho offerto la stessa scelta
che sto offrendo a te: la strada piacevole o quella spiacevole.
Indovina quale ha scelto? Era bella, forte, coraggiosa. Un
vero peccato. Pass il dito sullo schermo e un'altra, orribile
foto comparve, occhi diversi ma ugualmente vitrei sopra
un sorriso altrettanto macabro. Carmelita. Anche lei ha
detto di no.
Pass di nuovo il dito sul display e Holly distolse lo
sguardo, travolta dalla nausea. Guarda ordin Ramon.
Lei scosse la testa, arretr affannosamente e sbatt
contro la porta chiusa.
Guarda lo schermo ripet Ramon, la voce calma e
glaciale.
Holly respirava a fatica adesso, lottando per non cedere
al panico.
Guardalo insistette lui, la voce un po' pi calda.
Non  quello che pensi.
Lei guard.
Niente orribili sorrisi questa volta. Niente occhi vitrei.
Stavolta gli occhi erano chiusi. La ragazza aveva forse
vent'anni e i suoi lunghi capelli neri si allargavano a ventaglio
sul cuscino, pieni di riflessi per il flash della fotocamera.
Maria disse Ramon. Mi ha concesso ci che mi sarei
preso comunque. Si  data a me. Capisci adesso? Stessa
destinazione, viaggio diverso. Per cui concluse, abbassando
il cellulare, tu cosa scegli?
Era cos vicino da alitarle in faccia. Holly guard il letto
e il coltello sulle lenzuola. Probabilmente lo stesso coltello
con cui quelle ragazze erano state torturate e uccise.
Tir un profondo respiro per farsi forza e poi fece un
passo, superando Ramon e puntando verso il letto. Tutti i
suoi istinti le dicevano di lottare, ma si concentr sul semplice
atto di mettere un piede davanti all'altro.
Raggiunse il letto, si volt e sedette, con le gambe che
le tremavano mentre si abbassava. Ignor ostentatamente
il coltello che aveva accanto. Ramon la fiss, poi annu e si
avvicin, slacciandosi la cintura dei pantaloni.
Si ferm davanti a lei, con il cavallo dei pantaloni all'altezza
della sua faccia e vicinissimo. Farai quello che dico,
chiaro? Ribellati e ti faccio a pezzi.
Holly pens a quella mattina, quando aveva contemplato
a testa china la bara di suo marito nella fossa, quando
aveva dovuto seppellire lui e la loro vita per poi tornare
a casa intenzionata a farla finita. Ma non c'era riuscita e,
adesso che si ritrovava davanti a un maniaco che stava per
stuprarla e forse per ucciderla, si rendeva conto di quanto
volesse ancora vivere. Era pronta a tutto per continuare a
vivere. A tutto.
Alz le mani e cerc di slacciargli i bottoni dei jeans.
Ma erano legate troppo strette, un palmo contro l'altro, rendendo
impossibile riuscirci. Sentiva lo sguardo di Ramon
su di s e, quando si chin in avanti e afferr il coltello, lei si
ferm. Le orribili foto che le aveva mostrato le riempirono
la mente.
Non obbligarmi a farti male.
Holly annu, gli occhi sulla lama. Lui volt il coltello
e glielo punt sulla guancia, lo tenne fermo per qualche
istante e poi scese, infilandolo tra i polsi di Holly e tagliando
la cinghia che li legava. Lei si strofin i segni rossi lasciati
dai lacci e, quando il sangue torn a scorrere, sent le
dita formicolare.
Guard il cavallo di quei pantaloni e una singola lacrima
le scivol sulla guancia quando ricord l'ultima volta
che aveva fatto una cosa del genere e per chi. Ma si fece
forza, perch non doveva piangere. Non poteva dare una
simile soddisfazione a quella carogna.
Muoveva le dita il pi lentamente possibile, ma la zip
scese subito, una volta slacciati i bottoni. Lo sent respirare
con affanno quando infil le dita nella cintura dei pantaloni.
Le puntava il coltello contro un occhio, ma lo ritrasse
quando lei cominci ad abbassare i jeans.
E all'improvviso li tir gi fino alle ginocchia, per poi
spingerlo indietro con tutta la sua forza. Si alz di scatto
e spinse di nuovo: Ramon grid di rabbia, agitando il coltello
davanti a s e mancandola di un soffio. Ma poi agit
le braccia per restare in equilibrio, con i pantaloni abbassati
che gli impedivano i movimenti. Cadde pesantemente
all'indietro, battendo la testa contro lo spigolo del tavolo.
Lurida cagna! grid, lanciandosi in avanti sul pavimento,
aggredendola col coltello e riuscendo quasi a colpirla
alla caviglia mentre lei si voltava e se la dava a gambe.
Holly raggiunse il bagno, chiuse la porta e gir la chiave.
Colpi violentissimi presero ad abbattersi sul pannello
di legno mentre Ramon vi affondava la lama nel tentativo
di fracassarlo. Lei balz indietro, poi si accorse che, oltre
alla chiave, c'era un chiavistello e si avvicin per chiuderlo.
Le mani le tremavano cos tanto da doverle usare entrambe per riuscirci.
Stupida puttana disse Ramon da dietro la porta.
Adesso ti far soffrire le pene dell'inferno.
Holly si volt verso il bagno, il cuore in gola, gli occhi
sgranati, cercando un modo per fuggire, o per difendersi, qualunque cosa.
...
.
...
Capitolo 82.
...
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...
Solomon correva.
Correva nell'aria fresca della sera, con la carne viva
sulla schiena che bruciava per ogni goccia di sudore che vi
colava sopra. Anche il segno sul braccio bruciava, pulsando
al ritmo del suo cuore impazzito e con i piedi che pestavano il terreno.
La strada era in discesa fino ai limiti della citt e questo
gli facilitava un po' le cose ma, dopo avere speso tutte
quelle energie per liberarsi e fuggire dall'hangar, restava
ancora un bel tratto da percorrere
Vedeva la chiesa davanti a s, illuminata discretamente
da luci bianche. Sembrava pi vicina di quanto fosse in
realt ma perlomeno c'era ancora, anche se questo gli provocava
una strana ansia. Sentiva la croce battergli sul petto
e, per trovare la forza di continuare a correre, si concentr
sul pensiero di cosa avrebbe aperto.
Devo arrivare all'altare.
Devo trovare Holly.
Devo salvare James Coronado.
La miniera si stagli davanti a lui, con i grossi cumuli
di materiali di scarto e la recinzione sormontata da telecamere
e filo spinato. L'aggir tenendosi a debita distanza,
poi si inoltr sullo sterrato che portava al maneggio.
Rallent quando lo vide, cercando di attutire il suono
affannoso del suo respiro. Stava per rubare un cavallo
dove ne aveva gi rubato uno, quindi doveva muoversi con
grande prudenza. Tutti i suoi sensi erano all'erta, ma non
sembrava esserci nessuno. L'ufficio era chiuso, i corral vuoti.
Per un attimo temette che i cavalli non ci fossero pi, poi
sent sbuffare nella scuderia pi lontana.
Cominci ad avvicinarsi, evitando gli spazi aperti e riparandosi
dietro la recinzione del corral. Era a met strada,
quando un faro di sorveglianza si accese. Si blocc dov'era,
aspettandosi di vedere altre luci accendersi e di sentire
le voci dei custodi che venivano a vedere che cosa stava
succedendo. Ma non arriv nessuno. Dopo qualche istante
il faro si spense e lui riprese ad avanzare, restando basso
dietro la recinzione per beffare le eventuali telecamere e i
sensori di movimento.
Sentiva l'odore dei cavalli, caldo e selvatico. Tese la
mano verso il portone della scuderia e scopr che era chiusa
da un robusto lucchetto, inserito in grossi occhielli avvitati
al legno. Si guard intorno in cerca di qualcosa per forzarlo
e vide una candida figura aleggiare accanto al barile
dell'acqua piovana a pochi passi da lui.
L'inattesa apparizione del fantasma della bambina lo
fece sobbalzare. Lo guardava dritto negli occhi, con i vestiti
ottocenteschi troppo grandi per la sua figura cos minuta.
Poi chin la testa, contempl il terreno e si dissolse con la
stessa rapidit con cui era comparsa.
Solomon raggiunse il barile e guard con attenzione
il punto che lei aveva indicato. C'erano delle pietre infilate
sotto la base per tenerlo diritto. Not che una buca nel
terreno era della stessa forma del profilo della pietra. Era
stata spostata di recente. Si chin, la tolse e sorrise quando
vide una chiave sul fondo. Grazie sussurr, alzandosi e inserendola nel lucchetto.
Scelse un Palomino nero, lo stesso colore della notte,
e usc al trotto dalla scuderia con le gambe che tremavano
ancora per la corsa affannosa. Poi part al galoppo, accendendo
automaticamente, mentre passava, tutti i fari di sicurezza.
Non vide la bambina nascosta nell'ombra che lo guardava.
Quando i fari si spensero, lei torn a vagare, scrutando
il terreno, come in una ricerca senza fine di qualcosa che aveva perso.
...
.
...
Capitolo 83.
...
.
...
Morgan passeggiava in corridoio preoccupato per la sorte
della chiesa quando sent le grida dietro la porta della camera
da letto.
La raggiunse e scopr che era chiusa a chiave. Pens
di sparare alla serratura, ma avrebbe rischiato di colpire
qualcuno con una pallottola vagante e cos arretr, preparandosi
ad abbatterla. Ma la porta si apr.
Si  barricata in bagno annunci Ramon, alzandosi i
calzoni e allacciandosi la cintura. Sfonda la porta, spara se
necessario, ma riportala da me.
Morgan attravers la camera e si ferm davanti al
bagno. Prov ad aprirla e, quando non ci riusc, impugn
il mitra che aveva a tracolla, lo regol sul colpo singolo e
spar. La serratura fin in mille pezzi come il legno che la
circondava. Ramon avanz e abbatt la porta con un calcio.
Ma il bagno era vuoto.
 uscita da l disse Morgan, indicando la finestrella
aperta nell'angolo.
Ramon sorrise. Ottimo. La cosa che pi mi piace oltre
a scopare  andare a caccia. Andiamo a prendere la cerbiatta
disse, strappando l'M-6 dalle mani di Morgan per poi
precipitarsi fuori dalla stanza.
Holly avanzava cautamente sul tetto rivestito in rame,
sentendo il calore del giorno sotto i piedi nudi. Si era tolta
le scarpe per avere una presa migliore e adesso procedeva
verso il lato opposto della villa, quello pi lontano dalla
chiesa e da tutta l'attivit che si svolgeva laggi.
Raggiunse la fine del tetto e guard di sotto. Il salto
sembrava molto pi alto da lass di quanto appariva guardando
la villa dal basso, ma non aveva scelta. Si chin in
avanti, aggrappandosi al tetto per mantenere l'equilibrio e
valut la situazione. Alla sua sinistra c'era una grondaia,
ma non aveva un'aria molto solida e non si fidava a usarla.
Dietro di lei echeggi uno sparo, poi lo schianto di una
porta sfondata. La finestra mezza chiusa attutiva il rumore,
ma da cos vicino si sentiva benissimo. Tir il fiato, gett
le scarpe nel prato sottostante e quasi rinunci quando si
accorse di quanto tempo impiegarono per arrivare a terra.
Sbrigati! ringhi a se stessa.
Si sdrai sul tetto e, aggrappandosi dove poteva, si
cal con le gambe, cercando con il piede fino a quando non
trov la prima staffa che assicurava la grondaia all'angolo
della villa. Vi pos le dita, poi abbass la mano, afferr il
tubo metallico e cominci a scendere, affrettandosi il pi
possibile e pregando solo di raggiungere quel prato per poi
fuggire nella notte.
...
.
...
Capitolo 84.
...
.
...
Ramon usc come una furia dal portone della villa e scese
di corsa gli scalini, fermandosi sul vialetto. Due soldati
allarmati dallo sparo si avvicinarono dal piazzale della chiesa,
le mani sui mitra.
Tornate al lavoro! tuon e loro si voltarono. Poi prese
ad arretrare, fissando il tetto. Non vedeva nulla, ma forse
lei si nascondeva dall'altra parte della casa. Adorava le sensazioni
di quando andava a caccia: chiarezza di pensiero,
sicurezza dell'obiettivo. Si volt e studi il giardino, osservando
i filari di alberi accanto al viale che conduceva al
cancello. La ragazza poteva anche essersi nascosta dietro
uno di quei grossi tronchi, ma ne dubitava. I soldati sembravano
sorpresi dalla sua comparsa, quindi da quella parte
non era uscito nessuno.
Morgan comparve sulla porta, impugnando la pistola
d'ordinanza. Cosa c' sull'altro lato? gli grid Ramon, indicando
l'angolo della villa.
Il resto del giardino, poi un frutteto.
Ramon controll che l'M-6 fosse ancora impostato sul
colpo singolo, poi appoggi il calcio alla spalla e prese ad
avanzare, fermandosi sull'angolo dalla parte opposta della
villa per dare un'occhiata. Ma la casa copriva la luce dei
lampioni nella piazza. Impossibile distinguere qualcosa tra
le ombre gettate dagli alberi di jacaranda.
Trattenne il fiato e ascolt. Un fruscio ruppe il silenzio
a una trentina di metri di distanza, alz il mitra, pass alla
modalit notturna e il mirino gli mostr una sezione circolare
del giardino, verde fosforescente ma abbastanza chiara
da distinguere ogni cosa.
Individu la preda non appena si mosse: una striscia
verdolina che attravers per un istante il visore. Teneva le
scarpe in mano e correva veloce, restando nell'ombra e zigzagando
tra gli alberi con la mano libera tesa davanti a s
per spostare i rami che, al buio, non riusciva a vedere.
Lui, per contro, la vedeva benissimo. Segu la sua
avanzata, cercando di anticipare le sue mosse e trattenendo
il fiato. Ma tra gli alberi, rischiava di sbagliare. Solo quando
la preda intravide una via d'uscita e prese a correre in linea
retta per raggiungerla si prepar a sparare.
Troppo facile mormor deluso.
Premette il grilletto e vide la figura verdolina cadere a
terra. Attese, ma lei non si rialz.
Stai qui ordin a Morgan, per poi inoltrarsi nell'ombra.
Non ci vorr molto.
...
.
...
Capitolo 85.
...
.
...
Andrews alz di scatto la testa quando sent lo sparo.
Era sulla strada accanto alla chiesa e osservava l'aerodromo
e le fiamme che si levavano sempre pi alte dall'hangar.
Cos'era? chiese il tizio alla guida del pick-up fermo
accanto a lui. Sembrava un altro sparo.
 tutto sotto controllo, signore gli rispose Andrews,
anche se cominciava seriamente a dubitarne. Stiamo lavorando
con lo sceriffo per risolvere la situazione. Adesso
vada a casa e ci resti fino a nuovo avviso.
Il bravo cittadino era arrivato un minuto prima, con
una grande agitazione addosso e un sacco di domande.
Abitava nelle villette rivolte verso l'aerodromo e aveva visto
il fumo levarsi dall'hangar, poi la macchina allontanarsi.
Sapete che i cellulari non prendono? insistette.
Per favore, torni a casa ripet Andrews. Abbiamo
tutto sotto controllo.
L'uomo lo fiss perplesso, poi per ingran la marcia,
fece inversione e torn da dov'era venuto. Andrews lo
guard allontanarsi, quindi chin la testa verso il microfono
attaccato al colletto. Qui Andrews. Chi ha sparato?
Ramon rifer uno dei suoi uomini.  uscito dalla
porta con un M-6 in mano, poi ha sparato ancora sul retro della casa.
A chi? Al sindaco?
Negativo. Il sindaco  introvabile. Nessuno sa dove sia.
Andrews scosse la testa e si avvi verso la chiesa.
La situazione cominciava a complicarsi e pi restavano,
pi sarebbe peggiorata. Se quel tizio aveva visto il
fumo, chiss quanta gente stava guardando l'hangar bruciare.
Questo, insieme ai due colpi d'arma da fuoco, indicava
l'importanza di rispettare i tempi stabiliti, piacesse o no
a Ramon e allo sceriffo. Raggiunse il portone della chiesa
e apr con la chiave che Morgan gli aveva consegnato ed entr.
Un'ombra comparve nel buio, facendogli rizzare i capelli
in testa. Alz il mitra, ma poi ricord cos'era. Gi non
amava granch le chiese, figurarsi quelle con un dannato
manichino che spuntava dal nulla come una vecchia mummia.
Abbass l'arma e and verso la fila di casse. Avrebbe
fatto un favore a tutti se radeva al suolo quel vecchio e polveroso
mucchio di mattoni.
Si accovacci davanti al detonatore e inser la chiave
nella serratura che lo armava. Il display si accese, mostrando
una fila di zeri.
Dieci minuti dovrebbero bastare.
Impost il timer e gir di nuovo la chiave per armare
la bomba. Segu per qualche istante il conto alla rovescia,
poi spinse il detonatore contro una delle casse, tolse
la chiave e si affrett verso l'uscita. Il detonatore consisteva
di due chili di C-4, abbastanza da incrinare il pavimento
di pietra e far saltare tutte le finestre. Il kerosene avrebbe
fatto il resto. Tio voleva illuminare il cielo del deserto e lui
l'avrebbe accontentato, ma solo perch rappresentava il
miglior diversivo per distogliere l'attenzione dell'intera citt e
andarsene tranquillamente con i suoi uomini.
Dieci minuti per radunare tutti e filarsela. C' tempo a sufficienza.
Si chiuse il portone alle spalle con un tonfo che echeggi
nella navata e gir la chiave nella serratura. Era tempo di levare il disturbo.
...
.
...
Capitolo 86.
...
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...
Holly strisciava sul terreno, facendo forza con le mani e con
la gamba risparmiata dal proiettile per trascinare quella ferita.
Le avevano sparato, se ne rendeva perfettamente conto,
ma non faceva cos male, non quanto si aspettava, almeno.
Non appena il proiettile l'aveva colpita, le era parso
che qualcuno le avesse sferrato una gran botta nella gamba,
appena sopra il ginocchio, facendola cadere.
Poi, per, quando si era resa conto di non riuscire a rialzarsi
e aveva sentito il sangue, capendo subito cos'era successo.
Le sembrava di sanguinare parecchio, ma non sapeva
esattamente quanto, perch non vedeva nulla. Temette
che il proiettile avesse reciso un'arteria, condannandola a
morire dissanguata. Ma le forze non sembravano mancarle.
Forse, se riusciva a nascondersi nel frutteto se la sarebbe cavata.
Una torcia comparve davanti a lei, inquadrandola nel
cono di luce come una specie di chiamata dal cielo. La luce
si mosse, poi le balen in faccia, quasi accecandola. Un colpo
niente male, eh? disse Ramon come se le chiedesse un
parere. Una preda che fugge nel buio stesa al volo.
La gir sulla schiena con lo stivale, poi premette il tacco
sulla ferita sanguinante. Lei grid per il dolore, tendendo
entrambe le mani e afferrandogli la caviglia nel disperato
tentativo di spingerlo via.
Credo di non aver neppure rotto l'osso. Perfetto
continu lui, togliendo lo stivale e poi voltando la torcia
verso di s per mostrarle il coltello che impugnava. Ora,
dov'eravamo rimasti? chiese, cominciando a slacciarsi i pantaloni.
Holly tast freneticamente il terreno attorno a s, cercando
qualcosa, qualunque cosa che le permettesse di difendersi.
Trov un ramo spezzato dal temporale e lo alz,
brandendolo come un'arma.
Ramon rise. Che cazzo  quello? Poi le affibbi un
calcio, colpendola al polso e facendo volare via il ramo.
Lacrime di rabbia e di dolore presero a scivolarle sulle
guance, ma torn a tastare il terreno, trovando stavolta un
pezzo di ferro arrugginito e tornando ad alzarlo.
Ramon le punt il mitra in faccia. Quello va meglio,
ma non credere che baster a salvarti.
Holly lo guard, rifiutandosi di chiudere gli occhi o di
voltare la testa. Aspett lo sparo che avrebbe posto fine alla
sua vita ma, in quel momento, sent la terra tremare sotto di s.
Vide Ramon voltarsi verso destra e si rese conto che
anche lui l'aveva sentito: uno strano rumore echeggiava
sempre pi vicino, come il battito del cuore amplificato mille volte.
Il mitra venne puntato verso qualunque cosa si stesse
avvicinando. Holly guard e vide una nera, imponente figura
spuntare dalla notte come un'ombra diventata solida.
Ramon mosse un passo indietro, alzando l'arma per sparare.
Holly ruot il braccio con tutta la forza che aveva e gli
cacci il moncone di ferro nella gamba.
Ramon sobbalz per il dolore improvviso e gli part
un colpo. Ma aveva sparato alla cieca e quando riprese la
mira era troppo tardi. L'ombra lo travolse, scaraventandolo
a terra e calpestandolo come se non si fosse nemmeno accorta della sua presenza.
...
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Capitolo 87.
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Solomon ferm il cavallo, torn indietro e smont, precipitandosi
da Holly. C'era una torcia a terra e la prese per poi
dare un'occhiata in giro.
Ramon era morto, il cranio fracassato dagli zoccoli. Il
colpo era stato cos potente da strappare il cuoio cappelluto,
far saltare la placca metallica ed esporre l'encefalo, che fuoriusciva
sanguinante dallo squarcio. Accanto aveva il mitra
e Solomon lo prese per poi consegnarlo a Holly.
Come hai fatto a trovarmi? domand lei quando si
inginocchi.
Ho sentito gli spari le rispose, strappando la stoffa
dei jeans zuppa di sangue per esaminare la ferita. Poi ti
ho sentita gridare.
Holly perdeva sangue, molto sangue, ma non abbastanza
da fargli temere che sarebbe morta dissanguata. Le
apr la cintura dei jeans, la sfil dai passanti e la leg strettamente
attorno alla coscia perch facesse da laccio emostatico.
Tienila cos le disse, porgendole l'estremit della cintura.
Rallenter la perdita di sangue fino a quando non
arriva un'ambulanza.
Morir? chiese lei con un pallido sorriso.
No le rispose sorridendo. Faremo in modo di evitarlo.
Mani in alto e voltati! grid una voce dal buio.
Solomon si volt, vedendo Morgan emergere da dietro
il tronco di un albero di jacaranda con la pistola puntata su
di lui.
Alzati sibil lo sceriffo.
Lui obbed, alzandosi lentamente e mostrandogli le
mani. Poi, per, mosse un passo verso Ramon, in modo
che l'attenzione di Morgan si spostasse sul socio e non su
Holly.
Lo sceriffo trasal quando lo vide. Un fottuto casino,
ecco cos'avete combinato! Questo doveva essere un nuovo
inizio. Pi spedizioni, nuovi soci. Cassidy non voleva saperne
e nemmeno Tucker, per questo dovevano morire. Un
fiume di soldi si sarebbe riversato su questa citt, tanti soldi
da renderci tutti ricchi. Forse  per questo che quei due volevano
tirarsi indietro. E adesso guarda qui... I suoi occhi
si posarono su Ramon, steso a terra sulla schiena, gli occhi
sgranati e uno squarcio grande quanto un pugno nella calotta
cranica. Con chi far affari adesso? chiese, guardando
Solomon. Da dove sei spuntato fuori? Filava tutto liscio
prima del tuo arrivo!
Non per James Coronado.
Ah, per favore, risparmiami tutte quelle stronzate sul
fatto che sei venuto a salvarlo. Tu non puoi salvare nessuno,
Creed. Neppure te stesso.
Con questo alz la pistola, puntandola in faccia a Solomon.
Uno sparo rimbomb nella notte.
Solomon sobbalz e vide Morgan cadere in ginocchio,
con la pistola che gli scivolava di mano.
Allora si volt verso Holly: aveva l'M-6 puntato sullo sceriffo.
Questo non  caricato a sale, figlio di puttana disse,
con una voce che tradiva lo sforzo, la rabbia, il dolore che provava.
Poi il mitra le scivol di mano, gli occhi si rovesciarono all'indietro e si accasci sull'erba.
...
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Capitolo 88.
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Andrews attraversava la piazza, studiando ogni angolo
per cercare eventuali segni di resistenza armata. Era quasi
arrivato al blindato quando sent lo sparo. Convergere ai
mezzi di trasporto! ordin. Ce ne andiamo.
Mulcahy era chino sulla radio e ascoltava le trasmissioni.
Dobbiamo passare dalla strada nel deserto rifer.
Quella dell'aerodromo o il valico sulle montagne potrebbero riservarci una brutta sorpresa.
Perch?
Ho intercettato le trasmissioni radio non di una, ma
di due pattuglie della stradale. Forse hanno visto l'incendio,
o magari qualche radioamatore ha dato l'allarme, ma
la Guardia Nazionale sta convergendo qui da Globe e da
Douglas. Nessuno, per, sta arrivando dal deserto, forse
perch ritengono la strada impraticabile. Invece si pu passare. Io ce l'ho fatta.
Andrews annu e si port alla bocca il microfono sul
colletto. A tutti gli uomini: rientro immediato ai mezzi di
trasporto. Sbrigatevi, ragazzi. Dobbiamo andarcene adesso!
ordin, guardando l'orologio e poi la chiesa. Ancora
sette minuti, poi tutti avranno ben altro da fare che dar la
caccia a noi. Dov' Ramon?
Nel parco della villa disse Mulcahy. Non si preoccupi
per lui. Verr via con me.
Ne  sicuro? Sar furioso quando vedr che ho dato
l'ordine di ritirarci senza prima chiedergli un parere.
Sopravvivr rispose Mulcahy. Oggi ho trascorso
due ore in macchina con suo padre. Non ci pu essere nulla di peggio.
...
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Capitolo 89.
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Cassidy aspettava nel silenzio della chiesa, attento a ogni
rumore. Aveva sentito la porta chiudersi, ma voleva esser
certo che non vi fosse nessuno prima di uscire dal suo nascondiglio.
Sapeva che lo stavano cercando, aveva sentito
che qualcuno ne parlava e non voleva farsi trovare. Aveva
la netta sensazione che qualcosa di terribile stesse per accadere
e che lui fosse l'unico in grado di impedirlo.
Sedette e scrut nella chiesa deserta da dietro il telo
del carro dei pionieri. Non vedeva nessuno, n udiva alcun
rumore. Poteva scendere.
Muovendosi con tutta la cautela possibile per non far
cigolare le vecchie assi, si cal pesantemente a terra e and
verso le casse dove prima armeggiava Andrews.
Il cuore gli balz in gola quando vide quello strano
minicomputer acceso. Il display mostrava dei numeri rossi
che lampeggiavano nel buio. Adesso diceva 5,24.
Poi 5,23. 5,22.
Cadde in ginocchio, con la mano che vagava sul tastierino
in cerca di qualcosa di assolutamente semplice
come un tasto Off, un interruttore, una batteria da togliere.
Ma i numeri continuarono a lampeggiare implacabili e in
un batter d'occhio il 5 divent un 4.
Sent un motore rombare all'esterno, poi un altro. I
falsi soldati stavano fuggendo prima dell'esplosione della
bomba. Perch qualcuno voleva distruggere qualcosa di
cos bello e cos sacro come una chiesa?
Il conto alla rovescia proseguiva, con i numeri che
sembravano cambiare sempre pi rapidamente. Pens di
darsela a gambe, ma la porta era chiusa e l fuori poteva
esserci Morgan o qualcun altro che lo cercava. Ci pens sopra
un attimo, poi scosse la testa. Non gli importava pi
di vivere. Aveva rinunciato alla sua dignit nel momento
stesso in cui si era messo in affari con Tio, una scelta di
cui si pentiva ormai da tempo anche se l'aveva fatto per un
buon motivo: per salvare la citt. E invece, Redemption era
in pericolo come non mai. Aveva fallito in tutto. Ma poteva
ancora riscattarsi salvando la chiesa. S, solo questo poteva
fare: salvare la casa di Dio edificata dal suo antenato.
...
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Capitolo 90.
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Mulcahy si avvi verso la villa di Cassidy, allarmato per i
due spari che aveva sentito venire dalla parte opposta alla
piazza. Sapeva che Ramon si trovava nel giardino, come
Morgan e probabilmente la donna catturata con Creed.
Estrasse la Beretta dalla fondina puntandola davanti a s.
Alle sue spalle i blindati di Andrews si accesero, con i
potenti motori che rombavano nella notte. Poi partirono e
quando lui raggiunse la villa non c'erano pi. Per un attimo
ascolt i rumori della notte, cercando di distinguerli dal
frastuono dei mezzi che si allontanavano, quindi inclin la
testa e rafforz la presa sulla pistola.
Sentiva che il suono di passi pesanti sull'erba del giardino
stava diventando sempre pi forte. Chiunque fosse, si
stava avvicinando. Attese fino a quando fu sicuro di non
sbagliare il colpo, poi balz fuori da dietro l'angolo e punt
la pistola sulla figura che emerse dalle ombre.
Sgran gli occhi quando vide chi era. La credevo
morto disse.
Chiaramente non lo sono replic Solomon, continuando
a camminare. Se vuole spararmi lo faccia subito,
altrimenti mi dia una mano.  ferita e bisogna portarla subito
all'ospedale.
Mulcahy guard dietro di lui, verso il giardino immerso
nella penombra. Chi altro c' laggi?
Lo psicopatico con la piastra metallica sul cranio.
Vivo?
No.
E Morgan?
Vicino allo psicopatico.
Mi faccia indovinare...
Ha indovinato. Morto anche lui.
Questo gli strapp un sorriso. Be', direi che mi ha risparmiato
la fatica. Lasci che l'aiuti. Mise via la pistola e
prese Holly dalle braccia di Solomon. La gamba era ridotta
male e cos la port sulla veranda e la pos su uno dei divani
esterni.
Pu chiamare un'ambulanza? chiese Solomon. Ha
perso molto sangue.
Mulcahy controll il cellulare. S. Andrews, andandosene
via, ha portato con s il disturbatore di segnale, quindi
ora c' campo.
Solomon annu e guard la chiesa. L'affido a lei. Faccia
in modo che vengano subito.
Con questo si avvi, mentre Mulcahy componeva il
numero per poi chinarsi e ispezionare la ferita. La pallottola
era entrata e uscita, senza fratturare l'osso e senza lasciarsi
dietro schegge che complicavano tutto. Le era andata
bene, nulla da dire.
Qui emergenza. Qual  il problema?
Ferita da arma da fuoco. La vittima  una donna
di et compresa tra i venticinque e i trent'anni. Le hanno
sparato a una gamba e ha urgente bisogno di un'ambulanza.
Dove si trova?
Alla villa del sindaco Cassidy. Ah, mandate anche
qualcun altro, gi che ci siete. La sparatoria ha causato un
paio di morti.
Appese prima che il centralinista cominciasse a chiedere
dettagli che non aveva alcuna voglia di fornire. In
una situazione normale sarebbe subito arrivata la polizia
dopo la denuncia di una sparatoria, ma probabilmente a
Redemption la polizia non esisteva pi.
Alz lo sguardo e vide che Solomon se n'era andato.
Allora si raddrizz e si spost verso il bordo della veranda,
vedendolo procedere lungo il viale alberato. Stava puntando
dritto verso la chiesa.
No! gli grid, ricordando cos'aveva detto Andrews.
Torni indietro! La chiesa sta per saltare in aria!
Solomon sent Mulcahy gridare, avvertirlo di stare
lontano dalla chiesa, ma l'unico effetto che sort fu di spingerlo
a correre invece di limitarsi a camminare. Doveva arrivare
a quell'altare. Se ne sentiva attratto come un pezzo di
metallo da una calamita.
Era cos stanco adesso. Gli sembrava di aver esaurito
ogni energia, ma continu a correre mettendo un piede davanti
all'altro. Voleva sapere cosa si nascondeva sotto l'altare.
Doveva saperlo.
Strinse la croce che portava al collo e l'alz davanti
a s, un gesto che non sapeva spiegarsi e che, apparentemente,
non aveva senso. Ma le risposte erano vicine. Aveva
raggiunto il muro di cinta e la chiesa svettava subito dietro.
Qualcuno doveva risolvere il mistero, entrare e scoprire
che cosa era nascosto sotto il plinto. Il tesoro perduto
di Jack Cassidy. Il tesoro che lo aspettava e che, forse, gli
avrebbe permesso di ritrovare i suoi ricordi.
L'esplosione fu come un tuono, tanto forte e profonda
da sentirla vibrare nel torace. Il terreno sotto di lui parve
sollevarsi e l'onda d'urto lo scagli in alto, contro un albero.
Si port un braccio davanti al volto per ripararsi, ma colp
un grosso ramo con la testa e un lampo candido e accecante
cancell ogni cosa. Poi si sent cadere e il fragore dell'esplosione
scomparve, mentre il lampo accecante si mutava in
una tenebra nera come la notte.
...
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...
Capitolo 91.
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I due blindati avevano appena passato il cartello turistico
bruciacchiato ai limiti della citt quando Andrews sent
l'esplosione. Pens a quel macabro manichino sul vecchio
carro dei pionieri e sorrise al pensiero di averlo cancellato
per sempre. L'esplosione e l'incendio avrebbero attirato
l'attenzione di tutti per ore, magari per giorni. Costituiva
il diversivo perfetto per andarsene dopo un intervento cos
pulito, quasi un capolavoro: nessuna vittima tra i cittadini,
impiego minimo delle armi da fuoco, tutti i suoi uomini
risaliti sui mezzi. Se fosse stata una missione militare, si
sarebbe guadagnato l'elogio dei superiori.
Punt gli occhi sulla strada, cercando il percorso migliore
per superare il tratto fuso dall'incendio. Avanzando
piano tra buche e dislivelli, passarono la carcassa dell'aereo
e proseguirono nella notte. Il deserto annerito si fondeva
con il cielo pieno di stelle: gli sembrava di volare invece di
guidare. Tio era morto e lui si sentiva libero come non mai.
I fari si accesero davanti a loro quando erano quasi arrivati
all'incrocio, tanto potenti da illuminare a giorno la
cabina del blindato.
Fermate i mezzi o apriremo il fuoco! tuon una voce
a un potente altoparlante. Altre luci si accesero tutt'attorno
a loro, davanti e anche alle spalle. Solo allora Andrews vide
i mezzi militari nascosti nel deserto.
Siete circondati e davanti a voi c' un blocco tuon
di nuovo la voce. Fermate i mezzi, spegnete i motori e
scendete con le mani in alto. Ripeto, siete circondati. Arrendetevi
e non tentate nulla di insensato!
Andrews era inginocchiato sull'asfalto fuso dall'incendio,
le mani dietro la nuca, i suoi uomini allineati accanto
a lui. Guardava la nera distesa del deserto e si sentiva stranamente
sollevato all'idea che fosse tutto finito. Basta con
le menzogne, basta sentirsi morire ogni volta che squillava
il cellulare e vedeva la scritta numero sconosciuto, basta macchiarsi
di crimini immondi pur di tenere la sua famiglia
al sicuro. Sapeva che alcuni dei suoi sottoposti servivano
il cartello per soldi, ma non tutti e questo lo spinse a chiedersi
se chi era nelle sue stesse condizioni provasse il suo
medesimo sollievo.
Un maggiore si ferm davanti a lui e lo studi freddamente.
Lei ha gettato nel fango l'intero esercito, Andrews.
Non sar facile uscirne per il nostro dipartimento. Non
si aspetti alcuna clemenza dichiar, lasciando correre lo
sguardo sulla fila di uomini inginocchiati. Chi di loro 
Mulcahy?
Nessuno.  rimasto in citt, dicendo che ci avrebbe
raggiunti rispose lui, voltandosi verso Redemption. Vedeva
l'incendio all'aerodromo, ma nient'altro. Non c'erano fari
sulla strada e la chiesa continuava a splendere nella notte.
Solo allora cap che cosa poteva essere successo.
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LIBRO DECIMO.
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Dal diario privato del Reverendo Jack "King" Cassidy.
...
Accadde nella tarda mattinata del mio terzo giorno di viaggio.
Marciavo come se fossi intontito, mettendo un piede
davanti all'altro su un terreno cos piatto, spoglio e privo di
riferimenti da farmi cadere in una specie di sogno a occhi
aperti in cui il mio corpo continuava a camminare ma la
mia mente vagava come una nuvola nel cielo azzurro. Ero
cos distratto da non rendermi conto che i selvaggi mi stavano
braccando fino a quando non li vidi all'improvviso.
Erano in tre, con la pelle scura che riluceva per il grasso
degli animali con cui si spalmavano e le teste coperte dal
teschio e dalle corna dei piccoli cervi che popolano queste
zone. Sembravano dei demoni a cavallo.
Si erano avvicinati dal lato in cui non potevo vederli,
perch coperto dal corpo del mulo e dalle grosse sacche di
tela che portava sulla schiena. Se li avessi visti prima, avrei
potuto prendere il fucile e metterli in fuga con qualche colpo
d'avvertimento ma, se ci provavo adesso, sarebbero balzati
su di me prima ancora che riuscissi a sparare.
Un cervo dalla coda bianca, appena ucciso, giaceva riverso
sul mustang in testa al gruppo, con due buchi su un
fianco da cui colava il sangue che striava il mantello del
cavallo e imbrattava le briglie decorate con cui il cavaliere
governava l'animale. Non erano colpi mortali e le frecce che
spuntavano dalla carcassa del cervo mi dissero che quei
selvaggi non erano dei grandi tiratori.
Non appena si accorsero che li avevo avvistati, partirono
al galoppo per raggiungermi. Io restai paralizzato. Sarebbero
piombati su di me in pochi istanti e non potevo far
nulla per difendermi. Cos sarebbe finita la mia avventura
in questo mondo. Puntai lo sguardo sul cavallo di testa,
dalle cui briglie pendevano strani ciuffi d'erba che oscillavano
a ogni movimento. Il sole li illumin, permettendomi
di notare che qualcuno era nero, qualcun altro castano. Ma
poi vidi un ciuffo biondo e allora capii di cosa si trattava.
Non erano ciuffi d'erba. Erano scalpi.
Vederli suscit in me lo stesso terrore che aveva suscitato
la vista della missione bruciata o quella dei cercatori
d'oro morti. Questa sensazione mi colp cos rapidamente
e con tanta forza da soffocare la paura e trasformarla in
qualcos'altro.
Ho spesso pensato che le emozioni non siano qualcosa
di lineare ma di circolare e che, quindi, gli estremi siano
pi vicini a toccarsi di quanto immaginiamo. Per questo la
felicit pu mutarsi cos facilmente in malinconia e la risata
in pianto. E accadde anche a me in quel momento. Vedere
quegli scalpi mut il terrore in rabbia in un istante.
Lasciai andare il mulo e marciai deciso verso di loro,
alzando intanto ci che portavo sulle spalle. Due dei selvaggi
tesero l'arco, le lunghe frecce gi incoccate e pronte
a uccidermi. Ma la vista del pallido Cristo li sorprese e fui
felice di vedere come un'emozione cos semplice, come lo
stupore, riuscisse ad ammorbidire i loro volti demoniaci.
Alzai la croce ancora di pi, tenendola davanti a me come
uno scudo e, intanto, continuavo ad avanzare.
Il cavaliere di testa si ferm e gli altri due lo affiancarono.
Tutti e tre mi guardarono con occhi neri che parevano
pozzi senza fondo. Il selvaggio nel mezzo disse qualcosa,
senza mai perdermi di vista e i due con gli archi si voltarono
e se ne andarono, rimettendosi le armi a tracolla mentre
si allontanavano al galoppo.
Il terzo rest fermo, guardandomi mentre mi avvicinavo,
con gli scalpi mossi dal vento sotto il collo del cavallo.
Ero cos vicino da sentire il suo odore: puzzava di sangue.
Di sangue e di morte.
Mi fermai davanti a lui e piantai la croce nel terreno
come se fosse un palo destinato a segnare un nuovo confine.
Il mustang si innervos e cominci a indietreggiare, costringendo
il selvaggio a controllarlo. Non osavo pensare a
quali orrori avesse assistito quel povero animale, con il sangue
di una preda che gli colava lungo i fianchi e le briglie
ornate di pelle e capelli umani. Eppure, sia il cavallo sia il
cavaliere erano arretrati davanti all'immagine del Cristo.
Un'ombra parve attraversare il volto del selvaggio.
Sput a terra, poi pronunci una parola che suon come
Sin, o forse Scin. Dopodich, affond i talloni nei fianchi del
mustang, lo volt e part al galoppo dietro agli altri.
Li guardai fino a quando non scomparvero nella calura
del deserto, con le braccia che mi tremavano per il peso
della croce. Avevo affrontato il male armato solo della mia
fede e, contro ogni previsione, avevo trionfato.
Arrivai a Fort Huachuca un giorno prima del previsto,
poich non procedevo pi tenendomi al riparo delle rocce
o cercando gli avvallamenti nel terreno per nascondermi.
Ormai non avevo pi paura di esser visto, perch sapevo
che nulla poteva pi farmi del male.
Varcai il portone e andai subito nell'ufficio del sovrintendente,
dove ripercorsi con un dito sulla mappa il tragitto
che avevo impiegato settimane a completare. Ma il territorio
di cui chiedevo la concessione non era segnato sulle
mappe e cos decisero di chiamare uno scout indiano per
capire dove si trovasse.
Vedere un selvaggio che indossava degli abiti civili mi
fece uno strano effetto dopo il mio recente incontro con i
suoi tre feroci fratelli seminudi. Ma gli descrissi i dettagli
del viaggio e, quando arrivai alla fine, con i picchi gemelli
e il fiume in secca, la macchia di mesquite e una catena
di montagne rosse che si piegava a ferro di cavallo, vidi
un'ombra scurirgli il volto proprio com'era accaduto al selvaggio
nel deserto. Poi indic un punto sulla mappa in cui
non c'era nulla, tranne un sottile abbozzo di montagne lasciato
volutamente a met.
Chidn mi disse, e capii che era la stessa parola pronunciata
dal selvaggio a cavallo.
Chidn Chuca aggiunse, poi mi guard con sospetto,
o forse con paura.
Io sapevo che chuca significava montagne, perch Fort
Huachuca si chiamava cos a causa delle Thunder Mountains
che lo circondavano. Chiesi allo scout cosa significasse
chidn e allora mi guard, per poi tornare a studiare la
mappa sul tavolo come se rifiutasse di vedermi.
Chidn significa spirito spieg, quando insistetti,
usando il tono piatto che contraddistingue tutti i selvaggi.
Chidn Chuca significa Montagna dello Spirito. La mia gente
non si reca mai in quel luogo.  un luogo di morte, un
luogo malvagio. I vivi devono restarne lontani.
Pensai a quelle parole per tutto il tempo mentre aspettavo
che preparassero i documenti della mia concessione.
Mi chiedevo soprattutto perch il selvaggio a cavallo
mi avesse chiamato Chidn per poi allontanarsi al galoppo
come fosse terrorizzato.
La risposta arriv qualche giorno dopo, quando lasciai
il forte. Avevo assunto degli uomini e caricato dei carri con
tutte le attrezzature necessarie per potere sfruttare la mia
concessione: quella fu l'ultima volta in cui mi sentii
davvero felice. La sorgente e tutto ci che conteneva era mia,
assieme ai grandi spazi che la circondavano. Il sergente
Lyons era nelle prigioni del forte accusato di omicidio
e tradimento e io sentivo che presto avrei edificato la mia
chiesa, poich ormai ne avevo i mezzi. Il mio futuro era
assicurato, il mio lascito anche.
Fu alla fine del quarto giorno, quando le montagne a
ferro di cavallo cominciavano a delinearsi all'orizzonte, che
la vidi. Era incastrata tra le spine di un grande saguaro e
spiccava proprio davanti a me, come se fosse stata lasciata l
perch la vedessi. Adesso, ripensando a quanto  avvenuto,
so che  cos, ma allora spronai il mulo e la raggiunsi trepidante,
poi la gioia mi riemp quando capii che era davvero
la pagina mancante della Bibbia, portata l da mani miracolose
perch la ritrovassi. Fermai il mulo e smontai, radioso
all'idea di riunirla alle altre pagine e rendere di nuovo complete
le Scritture che padre O'Brien mi aveva donato.
Con cautela la rimossi dalle spine, meravigliandomi
sempre pi per il modo in cui gli elementi sembravano
essersi accaniti contro quel semplice foglio di carta. Era
graffiato dalla sabbia e sbiadito dal sole, tanto che le parole
non si leggevano pi. La voltai e il cuore parve fermarsi.
Adesso, vorrei che si fosse davvero fermato. Vorrei essere
morto prima di poter leggere ci che recava l'altra facciata,
ma purtroppo lo lessi... e poi, ogni luce si spense nella mia
vita e allora capii che cosa avevo perduto.
...
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...
Capitolo 92.
...
.
...
Solomon si svegli tra l'odore di disinfettante e malattia.
Giaceva su lenzuola inamidate e guardava il soffitto di
una piccola stanza singola dell'ospedale. Fuori, in corridoio,
la gente sembrava affannarsi parecchio. Prov a sedersi
e la testa gli mand una tale fitta da sembrare sul punto di
spaccarsi in due.
Stia fermo. In piedi in fondo al letto, il dottor Palmer
alz lo sguardo dagli appunti che stava scrivendo. Ha preso
un forte colpo alla testa.
La chiesa? domand lui, la voce bassa e rauca.
 ancora in piedi rispose Palmer, agganciando gli
appunti alla cartella clinica appesa alle sbarre del letto e
avvicinandosi. La villa dei Cassidy, per... Accese una
mini torcia e la punt negli occhi di Solomon. Ha nausea?
Vede doppio?
No. Cos' successo?
Stanno ancora cercando di capirlo rispose il dottore,
puntando la mini torcia nell'altro occhio. Sembra che il
sindaco e lo sceriffo fossero in affari con un cartello della
droga e qualcosa sia andato storto. Morgan  stato ucciso e
Cassidy si  ritrovato chiuso nella chiesa con una bomba.
Sembra che l'abbia trascinata fino a un tunnel che collegava
la sacrestia alla sua casa, in modo da smorzare l'esplosione.
Non l'hanno ancora trovato e quindi...
La chiesa era salva! Solomon chin la testa. Aveva ancora
la croce al collo. Adesso doveva raggiungere l'altare.
Lanci un'occhiata alla porta e vide il suo giubbotto e
la sua camicia ordinatamente piegati su una sedia.
Se lo scordi disse Palmer. Per qualche giorno non
andr da nessuna parte. Ha preso davvero un brutto colpo
alla testa e ha perso parecchio sangue da quell'abrasione
sulla schiena. Come se l' procurata? Sembra un taglio chirurgico.
Non ne ho idea replic Solomon, poco propenso a
riaprire l'argomento. Dov' Holly?
Nella stanza accanto. Ma per tornare a lei, ha almeno
idea di come si  procurato quei tagli sui polsi?
No. Holly sta bene?
Diciamo che  stabile. Ha perso molto sangue e abbiamo
dovuto farle una trasfusione. Quella cintura attorno
alla gamba con cui  arrivata le ha probabilmente salvato la
vita.  stato lei ad avere l'idea?
Prendetevi cura di Holly, dottore disse Solomon.
Lo facciamo sempre. Mr. Creed.
No, intendo dire che ha bisogno di cure extra. Fatele
un test Beta HCG, poi capir.
Palmer aggrott la fronte. Davvero? Riprese gli appunti
e scribacchi qualcos'altro. Lei, invece, si prenda
cura di se stesso dichiar, aggiungendo i nuovi appunti
alla cartella clinica e puntando verso la porta. E si riposi.
Non voglio vederla aggirarsi nei corridoi.
Oh, non si preoccupi. Non mi vedr.
...
.
...
Capitolo 93.
...
.
...
La mattina dopo, Solomon usc alla dolce luce del sole e si
riemp i polmoni d'aria fresca.
Un po' rigidamente infil le braccia nelle maniche del
giubbotto e si avvi verso la chiesa, con la garza sulla schiena
che gli tirava la pelle sotto la camicia. Anche le mani e i
polsi facevano male e cos pieg le dita mentre camminava,
in modo da riacquisire elasticit. Le gambe tremavano un
po', ma niente di grave.
Non c' nulla come l'esercizio per tornare in forma
disse, procedendo sul marciapiede di assi di legno protetto
dall'ombra del portico.
Vide i camion dei pompieri e le macchine della polizia
provenienti dalle citt vicine davanti alla villa di Cassidy, o
meglio, a ci che ne restava. Il lato verso la chiesa era crollato,
trascinando con s parte delle stanze e lasciando il resto
esposto come se un gigantesco pugno si fosse abbattuto sul
tetto arrivando fino al terreno. Un divano era in bilico sul
bordo frastagliato di un pavimento e la carta da parati svolazzava
alla brezza come stelle filanti.
La chiesa sembrava relativamente indenne ma, quando
si avvicin, vide, accanto alla porta, una grossa crepa
che correva lungo il muro come un fulmine nero, mentre
il prato era costellato di lucenti pezzi di vetro provenienti
dalle vetrate esplose. Una striscia di plastica nera e gialla tirata
davanti al portone recava la scritta Do not enter. Vietato
l'ingresso? Lui la spost ed entr.
Non c'era nessuno nella chiesa. Tutti gli sforzi si concentravano
sulle rovine della villa, chiaramente pericolante
e sulle ricerche dei resti del sindaco. Forse era ancora vivo,
anche se lui ne dubitava. E comunque la morte doveva essergli
sembrata un'opzione migliore di ci che lo aspettava
nella vita. Adesso il fondo sarebbe passato alla diocesi e
per Redemption si annunciavano tempi bui. Cassidy aveva
salvato la chiesa ma non poteva pi salvare le finanze cittadine
e, dunque, la citt sarebbe morta lentamente, insieme
con il nome del suo fondatore.
Avanz nella navata e oltrepass il manichino, che
l'esplosione aveva sbalzato fuori dal carro e che era steso
rigidamente sulla schiena con gli occhi vuoti rivolti verso
l'alto. Tutte le vetrate sul lato dentro, quello rivolto verso la
villa, erano in frantumi, con le rappresentazioni dei comandamenti
perduti rese astratte dai pezzi che mancavano.
In mezzo al corridoio troneggiavano quattro grandi
casse nere, ma qualunque cosa contenessero era stata rimossa.
Solomon le annus mentre passava e colse un vago
odore di benzina.La croce era stata sbalzata dall'altare e
giaceva su un lato, con uno spigolo seriamente danneggiato.
Lui raggiunse il plinto su cui poggiava e vide le parole
incise nella pietra, le parole adesso rivelate. La conformazione
era identica a quella dei progetti che Holly gli aveva
mostrato nell'area del campeggio.
I - Non avrai altro dio all'infuori di me.
Pass il dito sulle lettere e si ferm con attenzione sulla
I. Il segno che aveva sul braccio prese a pulsare, come se
fosse una cosa viva che anticipava ci che stava per accadere.
Il fondo dell'incavatura non era solido. Polvere compattata
negli anni, non pietra. Si chin e soffi, vedendo la
fessura farsi pi profonda. Inser il mignolo e rimosse altra
polvere, soffiandola via per poi inserire di nuovo il dito
fino a quando l'ebbe completamente ripulita.
A quel punto, prese la croce che portava al collo e la
inser con cautela.
Entrava perfettamente.
La ruot piano, conscio che quella serratura non veniva
aperta da pi di cent'anni.
Ma la chiave non si mosse.
La estrasse e raggiunse una candela scaraventata a terra
dall'esplosione. La prese e la strofin sulla croce per lubrificarla,
poi torn al plinto, sput nella fessura e riprov.
Stavolta la chiave a forma di croce ruot un poco e lui
la mosse nella fessura per poi fare pi forza. Qualcosa cedette
e la lastra di pietra scivol di lato, aprendosi giusto un
poco. Fece leva con la croce, spostandola con le dita fino a
scoperchiare una cavit.
La prima cosa che vide fu un panno ingiallito dal tempo
con gli angoli attorcigliati e legati, imbottito con un po'
di paglia per formare una bambola di pezza. Tese la mano
e la prese, scoprendo cos che sotto si nascondeva un libricino.
Era piccolo e sottile, con la copertina nera chiusa da un
lungo nastro che lo avvolgeva dai quattro lati e terminava
con un fiocco al centro, come un solenne regalo di natale. E
dentro il libricino, piegato, ma cos spesso da far gonfiare le
pagine, c'era un foglio molto pi grande.
Pos il libro e la bambola su un banco, poi tir cautamente
un'estremit del fiocco. Volt la piccola copertina
nera e si ritrov a contemplare una pagina fittamente scritta
a mano con una grafia e uno stile antiquati.
Scrivo queste parole nel ventitreesimo giorno di dicembre dell'anno
del Signore 1927. Tra due giorni sar il mio compleanno. Compir
ottantasei anni, sempre ammettendo che Dio Onnipotente
non mi chiami prima a s.
Lesse rapidamente, apprendendo cos la verit su
come Jack Cassidy era riuscito a sopravvivere alla calura
e alle insidie del deserto e, aggrottando la fronte davanti
al sacrificio di Eldridge, al sangue consumato nel setaccio,
alla luce nella notte. Quando arriv in fondo, dove il reverendo
descriveva il miracolo del ritrovamento della pagina
mancante della Bibbia, cap cos'era il foglio accuratamente
piegato e inserito sul retro di quel piccolo diario personale.
Lo estrasse e lo esamin. Era vecchio e ingiallito, ma
recava ancora l'ombra delle parole che vi erano stampate.
Sembrava davvero che qualcuno l'avesse strofinato con la
sabbia per rimuovere l'inchiostro, ma ci che restava era
sufficiente per capire che si trattava davvero della pagina
mancante. Ed era piegata come per formare una busta. La
tast e si accorse che conteneva qualcosa. Un oggetto piatto,
duro e triangolare, ma dai contorni scheggiati.
Apr la pagina, stando molto attento a non lacerarla
laddove era piegata, e un pezzo di vetro gli cadde in mano
insieme a un altro foglio piegato. Alz il frammento, lo esamin
e vide che faceva parte di uno specchio.
Il fiato gli manc quando si accorse che non mostrava
la sua immagine riflessa, ma un deserto di notte, sterminato
e silente, con una figura nera in primo piano che lo
guardava negli occhi.
Salve, Jack le mormor.
Spost il frammento, osservandolo di lato. Il panorama
cambi, mostrandogli quel territorio prima che vi venisse
fondata la citt. Vedeva il cielo e le montagne, immobili e
senza tempo e poi la V nella lontana catena montuosa che
faceva da sfondo alle fotografie giovanili di James Coronado.
Quindi lo raddrizz di nuovo, ma la nera figura di
Jack Cassidy non c'era pi. Vedeva se stesso adesso... ma
era davvero lui? I suoi occhi sembravano diversi, pi scuri,
una ricca sfumatura marrone invece di grigio pallido. Anche
le sopracciglia avevano acquisito colore. Pass il dito
sul frammento per togliere la polvere e torn a specchiarsi.
Era lui, ma appariva diverso, era una versione un po' pi
arrotondata. La sua mente restava una pagina bianca, ma
qualche ricordo cominciava ad affiorare.
Infil il frammento in tasca, fece per aprire il foglio ancora
piegato, ma poi not qualcosa sulla pagina della Bibbia
che aveva aperto. Una scritta, tracciata con inchiostro
marrone. L'alz e quando la mise alla luce, riusc a leggerla
sullo sfondo evanescente dei dieci comandamenti cancellati
con la sabbia.
Io, Jack Cassidy, mi impegno a cedere la parte pi preziosa e immortale
di me stesso per fare in modo che una chiesa di solida
pietra possa ergersi nel deserto e diffondere la Parola e la Carit di
Dio in queste terre selvagge, s da scacciare il male che le pervade
e farle diventare un rifugio sicuro per ogni buon cristiano.
J.C.
Ed ecco il terribile segreto di Jack Cassidy. Pensava di
aver venduto l'anima al diavolo quella notte nel deserto in
cambio della ricchezza, della chiesa e della citt.
Solomon si guard attorno nella chiesa malridotta e
ascolt le voci che venivano da fuori, assieme al rumore
delle pale meccaniche che rimuovevano le macerie della
villa. Forse era vero. In effetti, quella citt sembrava maledetta
pi che benedetta.
Prese il foglio ancora piegato e lo apr con cura. Era
vecchio quanto la pagina della Bibbia e recava la stessa
scrittura del diario personale di Jack Cassidy, stavolta su
entrambi i lati. C'era una nota scritta dal reverendo e una
dedica in una grafia diversa. La lesse e sent ogni cosa assumere
un senso.
Si alz dal banco e corse verso l'entrata, portando con
s la bambola di pezza e il diario personale. La teca in Perspex
che proteggeva la Bibbia sul leggio si era spostata per
l'esplosione, crepandosi attorno alle viti che la fissavano
al legno. L'afferr e tir, rimuovendola completamente ed
esponendo l'antico volume che proteggeva.
Era rimasto aperto sull'Esodo per pi di cent'anni, ma
and subito all'inizio, cercando la pagina lasciata bianca
per le dediche. Non la trov. Ma not i resti di una pagina
strappata e, con mani tremanti, prese il foglio che aveva
appena letto e lo appoggi sui frammenti della carta che
sporgevano dalla rilegatura. Combaciavano perfettamente.
Aveva trovato un'altra pagina mancante.
Lesse di nuovo la dedica che recava e sorrise. Adesso,
James Coronado era salvo. L'aveva salvato lui senza saperlo.
...
.
...
Capitolo 94.
...
.
...
Holly si svegli lentamente dal suo sogno con Jim.
Cavalcavano nel deserto in una sera fresca e limpida,
con il cielo tinto di incredibili colori e il profumo dei fiori
di cactus che riempiva l'aria. Un sorriso le piegava le labbra,
ma si spense non appena si accorse dove si trovava.
Era appoggiata di schiena a degli spessi cuscini, con la
gamba pesantemente bendata e dei tubicini che partivano
dal braccio. Si sentiva come se fosse stata travolta da un
TIR. Poi per ricord tutto e si disse che, se mai le fosse
capitata di nuovo una cosa del genere, si sarebbe lanciata
sotto il TIR.
Si sentiva distrutta, completamente annichilita sia nel
corpo sia nello spirito. Si guard attorno in cerca di un pulsante
da premere, in modo che venisse qualcuno, le desse
un sonnifero e potesse riprendere a sognare Jim. Fu allora
che not dei fogli di carta piegati sul comodino, con la scritta
per Holly in bella mostra.
Tese la mano, premette il pulsante e prese il plico,
aprendolo sul letto. La prima cosa che vide fu una nota,
scritta sul retro di una pagina della sua cartella clinica.
Tuo marito aveva ragione. Il tesoro perduto di Jack Cassidy si
trovava esattamente dove lui pensava. La pagina piegata  stata
strappata dalla Bibbia del reverendo: controlla appoggiandola ai
frammenti di carta che sporgono dalla rilegatura. Il resto  scritto
sulle pareti dello studio di Jim.
Non c'era la firma, ma sapeva bene chi l'aveva scritta.
Apr il secondo foglio, molto pi antico. Fatic a leggere
ci che vi era scritto, perch i caratteri erano tracciati col
pennino in uno stile contorto e ingarbugliato.
Ho peccato. Dio solo sa quanto ho peccato, ma prego affinch,
nella Sua misericordia, l'Onnipotente non faccia ricadere i miei
peccati su coloro che portano il mio nome, ma condanni solo me
in virt di questa confessione.
Prima che trovassi la ricchezza ed edificassi una chiesa e una citt,
ero un altro uomo con un altro nome, e con una famiglia in
un altro luogo. Ma nella mia superbia, mi convinsi che proprio
quella famiglia mi impedisse di realizzare i sogni che inseguivo e
cos l'abbandonai, partendo nottetempo in cerca di fortuna. Troppo
tardi compresi che non v' ricchezza maggiore del nome con
cui nasci e di coloro che lo tramanderanno alle generazioni future.
Quando capii tutto questo, il mio destino era segnato. Non potevo
pi rinunciare al mio nuovo nome, alle mie ricchezze e alla mia
fama. Ero in trappola, poich se confessavo, anche le poche cose
buone che avevo realizzato si sarebbero dissolte.
Solo una volta confessai il mio peccato. Ne parlai a padre O'Brien
quando mi affid la Bibbia, ma poi mor e si port il segreto nella
tomba proprio come far io.
L'istituto che fondai per le madri abbandonate e l'orfanotrofio annesso
erano anche un modo per ritrovare la famiglia a cui avevo
voltato le spalle senza gettare nel fango il nome dei Cassidy. Poi,
negli anni, divenne la mia penitenza. Prego solo che i miei cari
siano riusciti a sopravvivere senza di me e che un giorno, in un
futuro pi civile, le due met del mio passato possano ritrovarsi e
poi riunirsi, diventando una soltanto. Perch come mi disse padre
O'Brien, dopo aver sentito la mia confessione: Un buon nome
vale pi di grandi ricchezze. Proverbi, 22:1
J.C.
Holly fin di leggere proprio quando la porta si apr e
il dottor Palmer entr.
Come si sente?
Come se mi avessero sparato.
A parte questo,  tutto a posto?
No, ma potrebbe andar peggio.
Volt la vecchia pagina e vide che dietro recava delle
dediche. La prima risaliva a quando la Bibbia era stata donata
a padre Patrick O'Brien dall'arcivescovo di Limerick
nel 1868; la seconda era scritta in caratteri quasi incomprensibili,
la scrittura tremante e irregolare come se la mano che
l'aveva tracciata fosse inferma. La data spiccava chiaramente:
primo maggio 1879. Il resto divenne chiaro piano piano.
Con questa nota faccio dono della mia Bibbia a James Coronado,
il quale intraprende il suo pellegrinaggio sotto il nome di Jack
Cassidy.
Sbalordita, la rilesse pi volte. Poi cap cosa intendeva
Solomon con la frase: Il resto  scritto sulle pareti dello studio
di Jim.
Ripens all'albero genealogico di Jim, aggiungendo
una casella nel passato. Il suo avo pi illustre, l'uomo dal
quale aveva preso il nome.
James Coronado. Jack Cassidy. J.C.
Per tutta la vita aveva ammirato il reverendo, senza
mai scoprire che era un suo trisavolo.
Alz lo sguardo, rendendosi conto che il dottor Palmer
le stava parlando. Ha sentito quello che ho detto?
No rispose imbarazzata. Ero un po'...
Ah, non importa. La difficolt di concentrazione pu
essere un effetto secondario dello scompenso ormonale,
insieme ovviamente alla nausea e a tutta un'altra serie di
piacevoli sintomi.
Holly scosse la testa, confusa. Di cosa sta parlando?
Sono malata?
Palmer sorrise. Ma allora non ha sentito neppure una
parola! No, Holly, lei non  malata.  solo incinta.
...
.
...
Capitolo 95.
...
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...
A Mulcahy parve di avere un dej vu quando usc dall'autostrada
e imbocc la rampa di un Best Western. La disposizione
era diversa da quella del giorno prima, i blocchi degli
alloggi pi alti e meno numerosi, ma la sensazione restava
identica: impersonale, funzionale, deprimente. Si ferm davanti
alla reception e controll le macchine parcheggiate
mentre entrava nella palazzina. Vecchie abitudini...
Un ammasso di tatuaggi e piercing dalle fattezze
umane gli consegn la piantina del motel e le chiavi della
camera. Poi riprese il cellulare e torn alla sua partita di
Soda Crush senza pi guardarlo.
Il sole scottava quando torn alla Jeep. Pass un dito
sulla carrozzeria, lasciando una bella striscia nella polvere,
poi sedette nell'abitacolo climatizzato e chiuse la portiera.
Aveva guidato tutta la notte, fermandosi solo per fare benzina
e bere un caff. Gli occhi lacrimavano come se piangesse.
La stanza si trovava nel blocco pi lontano dalla strada.
Era un'unit familiare, quindi un po' pi dignitosa del
buco in cui si trovava il giorno prima, ma con la stessa
disposizione: camera, bagno, cucinino. Stessi materassi a
molle sfondati, stessa TV a tubo catodico, stesso condizionatore
che faceva un gran casino e non rendeva nulla.
Prese il telecomando, accese la TV e sprofond pesantemente
nel letto. Le molle si vendicarono, affondando nella
schiena attraverso il lenzuolo e il copriletto. Pensava di
doversi solo sdraiare e chiudere gli occhi per dormire come
un sasso e invece no. Dormire restava ancora una fervida
speranza.
Voci e immagini riempirono lo schermo. Alz il volume,
facendo zapping tra i canali, fino a quando non trov
una stazione delle notizie locali. Gli eventi di Redemption
tenevano banco. Frammenti delle ultime ventiquattro ore
della sua vita presero a danzargli davanti agli occhi come
allucinazioni.
Si alz con fatica e and verso il cucinino, dando le
spalle allo schermo e alla sfilata di facce e di voci che si
sovrapponevano senza sosta. Afferr la branda pieghevole
posizionata davanti alla porta comunicante, la sistem contro
la parete, poi apr. Dall'altra parte si sent un rumore e
Mulcahy si ritrov davanti suo padre. Si era appena svegliato.
Si aggirava in pigiama con ciuffi di capelli sparati in
aria, gli occhi pesti e la faccia rossa. Nonostante ci, squadr
Mulcahy da capo a piedi e poi scosse la testa. Cazzo,
figliolo, sei ridotto a uno straccio.
Lui sent su di s tutto il peso di quelle ultime, allucinanti
ventiquattr'ore. Un groppo gli strinse la gola. Mamma
si  risposata disse di getto.
Il suo vecchio batt gli occhi. Lo so. Tanti auguri.
Poi mosse un passo avanti e lo abbracci, stringendolo
forte come non faceva pi da quando lui era molto, molto
piccolo.
...
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...
Capitolo 96.
...
.
...
Solomon si sgranchiva le gambe e assaporava la carezza
del vento sul viso mentre si lasciava alle spalle Redemption.
Percorreva la strada che portava alla miniera, all'aerodromo
e al maneggio. I cavalli erano nei corral quando lo
raggiunse e masticavano tranquilli la loro biada agitando
le lunghe code. Un paio di Palomino alzarono le teste e lo
guardarono quando si ferm all'angolo della scuderia pi
lontana e pos qualcosa a terra. Dopo essere ripartito, i cavalli
tornarono a mangiare ma, dopo qualche passo, li sent
nitrire spaventati. Si volt e vide la bambina. Era comparsa
all'improvviso e si trovava proprio dove lui si era fermato.
La vide chinarsi, prendere la bambola di pezza e poi guardarlo.
Gli sorrise e spar.
Addio, piccola Eldridge le sussurr, per poi voltarsi e riprendere il cammino.
Quando raggiunse il confine cittadino, si volt e contempl
le case di Redemption, la vecchia e storica via del
centro, la candida chiesa che svettava sui bassi edifici.
Sembrava cos tranquilla! Estrasse di tasca la pagina della
Bibbia, quella di cui nessuno sapeva nulla, e rilesse il contratto
scritto a mano. Davvero Jack Cassidy aveva venduto
l'anima al diavolo in cambio della chiesa e della citt che
lui contemplava, oppure si trattava solo del delirio di una
mente resa instabile dal caldo, dalla sete e dal fanatismo religioso?
Esisteva solo un modo per scoprirlo. Glielo aveva detto
la sua mente super attiva, mentre leggeva quella pagina sul
banco della chiesa. Prese un pacchetto di fiammiferi che
aveva trovato tra le candele, ne estrasse uno e lo accese. Poi,
avvicin la fiamma a un angolo del foglio. Prese subito, e il
fuoco l'avvolse in un baleno.
Sobbalz quando un bruciante dolore gli esplose nel
braccio. Lasci cadere a terra la pagina in fiamme e si tolse
in tutta fretta il giubbotto e la camicia. All'ospedale, qualcuno
gli aveva applicato una garza sterile anche sul marchio.
La strapp via e guard la pelle sottostante, vedendo
un nuovo segno prender forma. Faceva cos male che era
costretto a stringere i denti per resistere al dolore. Era un'altra
I, allineata esattamente alla prima. Mentre la guardava,
una parola gli riemp la mente. Magellano.
La pronunci a voce alta, ripetendola ancora e ancora
fino a quando il bruciore pass. Torn a guardare a terra,
dove gli ultimi frammenti della pagina bruciata si arricciavano
prima di trasformarsi in cenere. Allora era vero: il
contratto era autentico e lui l'aveva appena rotto, salvando
cos James Coronado. Non il marito di Holly, n tantomeno
il figlio che lei portava in grembo, bens il predicatore morto
novant'anni prima: Jack Cassidy.
Torn a guardare il marchio sul braccio: II invece di I.
E al nuovo marchio corrispondeva un nuovo nome. Magellano.
Si rigir quella parola nella mente e le informazioni
pi disparate presero a tempestarla come pioggia.
Ferdinando Magellano, esploratore portoghese del XVI secolo,
citato spesso come il primo uomo a circumnavigare il globo
terrestre anche se mor prima di aver completato l'impresa.
Era quello il suo destino? Circumnavigare il mondo
alla ricerca di qualcosa solo per morire prima di trovarla?
La sua mente enciclopedica pass oltre.
Magellano, nome di una sonda spaziale senza equipaggio
che ha mappato il pianeta Venere.
Stretto di Magellano, braccio di mare notoriamente pericoloso
che separa l'estremit meridionale del Sud America dalla Terra del Fuoco.
Forse Magellano era un posto dove doveva recarsi. O
magari il nome di qualcun altro che doveva salvare: oppure non era nulla di nulla.
Infil la camicia e poi il giubbotto, leggendo di nuovo
il suo nome ricamato in caratteri dorati sull'etichetta.
Ce costume a t fait au trsor pour M. Solomon Creed:
Questo abito  stato confezionato perch il signor Solomon
Creed ne faccia tesoro. Fabriqu en Rue Obscure 13, Cordes sur Ciel, Tarn.
Forse doveva andare in Francia per cercare il resto
dell'abito e il sarto che glielo aveva confezionato. Forse l
avrebbe trovato qualcuno che lo conosceva.
Infil le braccia nelle maniche e si alz il colletto per
ripararsi il collo dal sole sempre pi forte. Poi si volt e riprese
a camminare, diretto a... chi poteva saperlo? Non si
aspettava di trovare delle facili risposte, ma sperava che il
viaggio fosse piacevole e interessante. Per adesso, si godeva
quell'attimo di pace, con il sole sulla schiena e il vento che
gli carezzava il viso.
C'era solo la strada.
E lui che camminava.
...
.
...
Epilogo.
...
.
...
Il computer emise un bip che echeggi sopra il ronzio del
condizionatore e il battito di dita esperte sulla tastiera.
Harris alz lo sguardo, sentendo il cuore accelerare
sotto la camicia a maniche lunghe che indossava per nascondere
i tatuaggi sulle braccia. Nel tranquillo mondo
della biologia forense, quel bip equivaleva al boato che si
leva da uno stadio quando il beniamino dei tifosi si produce
in una meta clamorosa o batte un fuoricampo strepitoso.
C'era una corrispondenza!
Harris apr i documenti forniti dal motore di ricerca, li
studi e aggrott le sopracciglia.
Lanci un'occhiata alla scrivania a cui sedeva la responsabile
del laboratorio. Studiava lo schermo con aria
feroce e i grandi occhiali riflettevano l'immagine come se
fossero dei mini-monitor.
Lui lavorava l da solo un mese, ma la prima cosa che
aveva imparato era che la dottoressa Gillian o, meglio, G
cuore di ghiaccio, non amava essere disturbata. Lei voleva
che la gente si prendesse le proprie responsabilit e sbranava
chiunque le facesse perdere tempo con richieste assurde
come controllare il lavoro o dare il beneplacito a ricerche
decisamente al di sotto del suo livello professionale. Il suo
motto era: Non sono arrivata in testa al branco per dover
abbaiare di persona, e lo ripeteva sempre.
La dottoressa Gillian era della vecchia scuola e offendeva
tutti in modo intollerabile. Per Harris sapeva che il
suo posto di lavoro si era liberato proprio per questo e non
era facile per un criminologo fresco di laurea trovarne un
altro. Torn a guardare lo schermo e ricontroll tutto, confrontando
gli scarabocchi che riempivano le colonne del
tabulato cartaceo con i risultati che aveva davanti. Corrispondevano,
nessun dubbio al riguardo.
Per non era possibile.
Controll i dati dei due campioni. I primi risalivano
a cinque anni prima, i secondi a due giorni fa. Questo non
costituiva certo una sorpresa, visto che a volte venivano
trovate delle corrispondenze tra campioni analizzati a distanza
di decenni.
Da quando il laboratorio si era trasferito nella nuova
sede sulla Miracle Mile, le analisi sui casi irrisolti erano
diventate molto pi frequenti, con le nuove tecnologie che
permettevano di trovare impronte digitali o tracce di DNA
su reperti non analizzabili solo pochi anni prima. I loro sistemi
erano collegati a un ampio network di altre banche
dati: il CODIS, cio il database dell'FBI, il Gateway dell'Interpol
e altre banche dati di organismi internazionali che
conservavano e studiavano campioni di DNA per scopi
scientifici. I dati vecchi di cinque anni venivano da uno di
questi organismi e proprio per questo sapeva che qualcosa
non quadrava.
Controll i file in formato PDF allegati al campione,
cercando di capire dov'era l'errore. C'era una corrispondenza,
ma da far venire i brividi. In nessun modo quei
risultati potevano corrispondere. Ma, anche se ne era certo,
non trov nulla per supportare quella conclusione. L
qualcuno aveva combinato un gran casino. Per fortuna
non era lui.
Dottoressa Gillian? chiam, schiarendosi la voce per
farla suonare un po' meno lamentosa. Le spiacerebbe dare
un'occhiata a questo, per favore?
Gli altri due criminologi nel laboratorio alzarono lo
sguardo dai computer, si scambiarono un'occhiata e tornarono
al lavoro.
G cuore di ghiaccio punt su di lui i mini-monitor per
quella che parve una mezza eternit. Vuole che mi alzi e
venga da lei, dottor Harris?
S, be', potrei inoltrarle i file, ma sono gi aperti sul
mio computer e cos...
La dottoressa Gillian si alz di scatto, con la poltroncina
che rotol sulle rotelle fino a sbattere contro la parete.
Un segno nerastro in corrispondenza dello schienale indicava
il punto in cui sedia e parete si erano gi incontrati
molte volte.
Sar meglio che ne valga la pena, dottor Harris
ringhi, marciando nel laboratorio verso la sua scrivania.
Le conviene aver trovato una corrispondenza per Jack lo
Squartatore, perch sarei molto delusa se si trattasse di normale
lavoro d'ufficio!
Si ferm dietro di lui e Harris immagin i mini-monitor
che riflettevano i dati sul suo schermo. Torn a guardarlo,
riesaminando tutto con un'occhiata e sentendosi
decisamente pi incerto sul loro significato. Forse l'errore
era suo, dopotutto, e stava per essere scuoiato vivo davanti
all'intero laboratorio.
Il silenzio si prolung.
Una mano spunt accanto a lui, si impossess del
mouse e prese a scorrere il documento, controllando le
stesse cose gi controllate e ricontrollate. No, questo non 
possibile comment la dottoressa Gillian. Harris tir mentalmente
un sospiro di sollievo.  sicuro che la richiesta
riporti i dati originali?
Ho controllato, dottoressa. I dati sono integri.
Non pu essere. La mano clicc sulla richiesta che
riguardava il campione analizzato cinque anni prima. Harris
la rilesse, sapendo che G cuore di ghiaccio stava facendo
altrettanto. Era diversa dalle richieste standard della polizia
che contenevano sempre un sacco di dettagli e le foto
del luogo da cui era stato prelevato il campione. E il motivo
era molto semplice: quella richiesta veniva da un certo
dottor Brendan Furst, responsabile di una spedizione archeologica
in una necropoli in Turchia chiamata dai locali
Melek Mezar. Naturalmente la spedizione aveva rinvenuto
molti resti umani, tra cui il capello da cui era stato estratto
il campione. L'esame del carbonio 14 aveva datato i resti
come quelli di un uomo vissuto circa quattromila anni fa.
L'altro campione, per, indicava che il medesimo individuo
si aggirava in Arizona due giorni prima. Secondo la richiesta,
si chiamava Solomon Creed.
La dottoressa Gillian l'apr e poi indic lo schermo.
Ecco spiegato il mistero. Guardi da dove viene il campione
e chi ha compilato la richiesta.
Harris obbed. La richiesta veniva da un certo Garth
Morgan, sceriffo di una cittadina di nome Redemption.
Quei nomi fecero scattare qualcosa. Non  il tizio che
prendeva i soldi da un cartello della droga?
S. Uno sceriffo corrotto afferm la dottoressa come
se stesse imprecando. Ha finito col lasciarci la pelle, facendo
un favore a tutti noi. Controlli il codice del caso.
Harris torn in possesso del suo mouse e clicc sul
codice. Una finestra si apr con una breve spiegazione. Il
caso  quello dell'aereo esploso osserv incerto.
Bene. Lo vede che  un errore? sentenzi la dottoressa.
Quel caso  chiuso e certo non chieder di riaprirlo
per una corrispondenza con una mummia morta migliaia
di anni fa. Quello sceriffo voleva solo intorbidire le acque.
Butti via tutto. Non voglio spazzatura nel mio laboratorio.
Con questo se ne and e Harris torn a guardare lo
schermo, sollevato per essersela cavata cos. Chiuse i file e
disattiv gli indicatori della corrispondenza, ma prima di
buttare tutto apr una nuova pagina di ricerca e vi digit Melek Mezar.
Ottenne subito una pagina di Wikipedia ricca di fotografie.
Mostravano una citt che sembrava uscita dritta
dalla Bibbia. Antichi resti di edifici composti da grosse pietre
squadrate si ergevano dal terreno, pallidi come la polvere
che li copriva e con piccole finestre nere che si aprivano
qua e l. Altre foto mostravano la necropoli, con i flash delle
fotocamere che immortalavano un teschio e delle ossa
semisepolte nel terreno.
La pagina citava il dottor Furst, l'archeologo che aveva
deciso di sottoporre al laboratorio il campione preso dai resti
mostrati nella foto. Aveva trascorso anni a cercare quella
tomba, ritenuta il luogo del riposo ultimo di un profeta
messianico vissuto circa duemila anni prima di Cristo.
Harris assorb avidamente la sezione che descriveva la
leggenda del profeta, un uomo capace di emettere luce, nato
dal fuoco e dotato di grandi poteri magici, tra cui quello
della guarigione e della preveggenza. Molti ai suoi tempi lo
ritenevano un dio... ma poi era arrivato il dottor Furst con
il suo esame del DNA. Era solo un uomo, un uomo come
tanti, nonostante la citt fosse stata battezzata in suo onore:
Melek Mezar, in turco, significava Tomba dell'Angelo.
Sorrise quando lo lesse e archivi tutto nella mente per poi raccontarlo alla sua ragazza all'uscita dal lavoro.
Lei credeva in tutte quelle stronzate tipo angeli, demoni, vampiri e sarebbe sobbalzata sulla sedia quando le avrebbe detto di essersi ritrovato ad analizzare il DNA di un angelo.
Chiuse la pagina di Wikipedia, annu e torn al lavoro.
...
.
...
FINE.
...
.
...
Ringraziamenti.
...
.
...
 diventata una tradizione, per me, paragonare la stesura e la pubblicazione di un mio romanzo all'organizzazione
di una festa ben partecipata. Quest'ultimo party, poi, ha richiesto dei preparativi pi lunghi del solito e quindi c'
stato un vero e proprio esercito dietro le quinte che ha suggerito i brani della playlist, le portate del buffet, i drink e
tutto ci che renda speciale una serata perch la gente si diverta - anche se magari non proprio tutti - e quando alla
fine se ne va, ti saluti con il sorriso sulle labbra e una pacca sulla spalla, felice, contenta... e perch no? Anche un po' sbronza.
Come sembra accadere sempre pi spesso con le mie
ispirazioni, anche stavolta l'idea di base  partita al The
Cumberland Arms, giusto dietro l'angolo dell'ufficio del
mio agente. Qui, a pranzo, la Santissima Trinit composta
da Alice Saunders, Mark Lucas e Peta Nightingale ha ascoltato,
con ammirevole pazienza, le mie idee su vari soggetti
da sviluppare per un romanzo, tra cui quella di un uomo
innaturalmente pallido che compare dal nulla a piedi nudi
su una strada nel deserto.  piaciuta, visto che il commento
collettivo  stato: Sembra ottima. Ha un grande potenziale.
Lavoraci sopra. Alice merita una menzione speciale. 
stata lei a recuperare cinque anni fa il mio primo romanzo
dalla pila di manoscritti pressoch dimenticati che riempiono
i cassetti degli agenti letterari e, da allora, ha dovuto
sorbirsi i miei terribili ritmi di lavoro e le mie costanti, ottimistiche
e, a volte disattese, promesse. Per varie ragioni,
questo romanzo  stato particolarmente complicato da scrivere,
ma lei non ha mai perso n la pazienza n la speranza,
almeno non davanti a me, ed  riuscita persino a sorridere
quando ho consegnato un manoscritto con 60.000 parole
di troppo rispetto a quanto concordato... e con tre mesi di
ritardo, bisognoso di altri quattro mesi di lavoro e da riscrivere
al 60 per cento. Ecco, cos  nato Solomon Creed.
Entrambi dobbiamo tutto a lei, ma se io mi considero baciato
dalla sorte ad averla conosciuta, non credo che la cosa
sia reciproca. Temo proprio che Alice vivrebbe molto pi tranquilla senza di me.
Altrettanto pazienti e incoraggianti si sono come sempre
dimostrate anche le redazioni americane e inglesi di
HarperCollins, composte da interi team di gente brillante e
intelligente. Sono loro che lavorano sodo per concepire e realizzare
le copertine, stendere le copie di stampa, revisionare
i manoscritti e fare in modo che ogni libro pubblicato sia
il migliore possibile e, tutto questo, senza guadagnare una
fortuna, anzi, potrebbero probabilmente prendere stipendi
migliori facendo un sacco di altre cose. Ma restano nell'editoria
perch amano la letteratura e il loro lavoro, rendendo
tutti noi un po' pi ricchi con la loro dedizione e il loro impegno.
A capo di questi team c' Julia Wisdom in Gran Bretagna
e David Highfill negli USA, che hanno curato pi libri
di quanti io riuscir mai a scriverne e che gettano sul tavolo
tutta la loro esperienza ogni volta che lavoriamo insieme...
con quel lavoriamo che va inteso in senso lato, perch a volte
sconfina nel divertimento, almeno per me.
Sono ampiamente in debito anche con tutti coloro che
lavorano alla ILA, la mia sempre entusiasta e stakanovista
agenzia di copyright internazionale. Sono loro che invitano
alla festa i lettori di tutto il mondo e, recentemente, ne
hanno organizzata una davvero notevole per il cinquantesimo
anniversario della loro fondazione. Un party vero, non figurato.
Ma in questo grazie collettivo ci sono tanti nomi da
citare. Un pensiero particolare va a tutti coloro che mi hanno
aiutato, ispirato e sostenuto nei modi pi disparati mentre
scrivevo questo romanzo (e anche tutti gli altri). Non
so come avrei fatto senza Kate Stephenson, Lucy Dauman,
Adam Humphrey, Kate Elton, Sarah Benton, Jaime Frost,
Hannah Gamon, Emad Akhtar, Tanya Brennand-Roper,
Tavia Kowalchuk, Kaitlyn Kennedy, Danielle Emrich, Andrea
St Amand, Mark Rubinstein, Mark Billingham, Peter James,
Paul Christopher, Brad Meltzer e Steve Berry, ai quali bisogna
aggiungere Kate della Wet Dark and Wild, Jackie della
RavenCrime reads, Miles della MiloRambles, Matt della
ReaderDad, Robin della Parmenion Books, Cristina-Maria
Mitrea, Tracy Fenton della THE Book Club, Cheryl Dalton
del (Secret World) Book Club, Mike Stotter, Barry Forshaw,
Chris Simmons, Jake Kerridge, Shannon e John Raab della
Suspense Magazine, Pam Stack della Authors on the Air e
tutti gli altri critici, autori e blogger che hanno detto delle
cose stupende sui miei romanzi precedenti contribuendo
cos a farli conoscere a un pubblico pi ampio. E poi ci sono
i lettori, i critici di Amazon, i Tweeters, i post su Facebook...
grazie a tutti voi. Scrivere un romanzo  in effetti un lavoro
solitario e i nuovi follower, i Mi piace, i post di incoraggiamento
e i commenti positivi sono come raggi di sole che
spuntano improvvisi da una coltre di nuvole nere, dandomi
la spinta quotidiana. Se mai vi siete chiesti se sia il caso
di contattare uno scrittore, per scrivergli che il suo libro vi
 piaciuto, la risposta sar sempre un s. Non esiste autore
che non scriva per i suoi lettori e, senza di voi, l'impalcatura
di questo lavoro crolla. Quindi, mandatemi pure un ciao:
io risponder sempre con un ciao.
Un grazie speciale va al sergente Taron Maddux del
dipartimento di polizia di Bisbee, Arizona, che mi ha gentilmente
illustrato le leggi e le procedure localmente applicate
dalle contee e dalle citt di quello Stato anche se, alla
fine, ho creato la mia citt con le sue leggi e procedure. Ne
approfitto per per ribadire che le cariche pubbliche citate
nel romanzo e soprattutto i funzionari che le ricoprono non
si inspirano in alcun modo a quanto ho visto e appreso a
Bisbee. La citt di Redemption non esiste in Arizona e anche
se Bisbee mi ha offerto qualche spunto per descriverla,
la sua conformazione e le sue consuetudini si basano su
altre cittadine che ho avuto occasione di visitare e, naturalmente,
sulla mia fantasia. Infine, un pensiero va anche a
Tania, Lou e a tutto il personale del Marmalade Caf di Brighton,
GB, dove lavoro la maggior parte dei giorni. Grazie
per far finta di nulla anche se una tazza di caff mi dura, in
genere, almeno tre ore.
Per concludere, mi addentrer tra le mura domestiche.
Devo un grazie enorme a mia sorella Becky Toyne, che ha
curato la prima revisione anche a costo di riadattare i suoi
impegni e di ritrovarsi a lavorare a ore impossibili grazie
ai miei cronici ritardi (nota per il lettore: Becky  un editor
professionista con tutti i crismi, non una parente dotata di
una penna rossa). Un bacio anche ai miei tre figli Roxy, Stan
e Betsy, che sono semplicemente brillanti e deliziosi e mi
ricordano sempre che ci che mi passa per la testa  molto
meno importante di ci che accade attorno a me. E infine,
ultima ma mai ultima, un grazie speciale a mia moglie Kathryn
per essersi assicurata che la casa non andasse a fuoco
e i bambini non sparissero mentre io ero perso per mesi
nelle mie fantasie. Solo coloro che hanno un rapporto sentimentale
con uno scrittore sanno quant' strano vivere con
qualcuno che inventa storie per campare. Io sarei il primo
a divorziare da me stesso se potessi e il fatto che lei non ci
abbia mai neppure pensato  davvero un piccolo miracolo.
E per questo la ringrazio con tutto il mio amore.
...
Simon Toyne, Brighton, 8 aprile 2015.
...
.
...
FINE.